Giulietto Chiesa come Matteo Salvini, per la Russia con furore

di GIULIO ARRIGHINIchiesa-arrest-estonia-italy.si

Cos’hanno in comune due uomini politicamente così lontani, ideologicamente così diversi, storicamente così opposti? Molte, molte cose, perché non sono né politicamente, né ideologicamente né storicamente lontani. Giulietto Chiesa e Matteo Salvini, classe 1940 il primo, classe il secondo,

hanno in comune la passione per la madre Russia. Giornalisti professionisti entrambe, Chiesa su l’Unità, Salvini a la Padania per la pagina delle lettere; Chiesa giovane promessa dei giovani comunisti italiani, Salvini leader dei giovani comunisti padani. La Russia è il loro filo rosso.

Chiesa collabora con  La Voce della Russia, che linka l’associazione presieduta dal portavoce di Salvini, Savoini. Salvini si batte per far prevalere la visione di Putin nei nuovi equilibri europei. Chiesa idem.

Scrive Chiesa: “Ritengo che l’interesse dell’Europa è proprio quello di avere un buon rapporto strategico di cooperazione con la Russia, che tra l’altro è quello che è già accaduto. Da decenni ormai, l’Italia e l’Europa hanno con la Russia e prima con l’Unione Sovietica rapporti produtivi efficaci e utili”. Salvini va alla Duma, prima ancora incontra Putin e contesta le sanzioni.giuletto

Così Chiesa: “La Russia non aveva e non ha nessun interesse a prendersi né l’Ucraina, né il Donbass. Non lo ha fatto per 23 anni, perché avrebbe dovuto o dovrebbe farlo ora? Ma la Crimea non poteva restare dov’era in quelle condizioni. I popoli hanno anche il diritto all’autodeterminazione… non è stato Putin ma Washington a lanciare un’offensiva contro la Russia attraverso la “provocazione” ucraina”. E Salvini: “Continuiamo a credere al diritto all’autodeterminazione dei popoli, restiamo indipendentisti e la Lega resta un partito che punta all’autodeterminazione e all’indipendenza”.

E via discorrendo. Come questo affermato ancora da Chiesa: “L’unico rimprovero che si potrebbe muovere a Putin sarebbe il non rispettare i diritti della minoranza. Ma questo non risulta”. E Salvini su Putin: “Mare Nostrum? Ci vorrebbe Putin”.

Ancora Chiesa: “Putin è un leader democratico. Ma cambiare democraticamente un paese come la Russia è un compito gigantesco che deve ancora essere intrapreso”. E Salvini: “Le sanzioni che arrivano oltreoceano? Sbagliate”.

E sulla destra e la sinistra Chiesa pensa questo: “Per quanto concerne il dialogo con i partiti europei di destra… i primi responsabili dell’esistenza dei partiti di destra in Europa sono i paesi e i popoli che li hanno creati e votati. La Russia, in questo, non ha responsabilità. In secondo luogo constato che tutti o quasi i partiti di sinistra, socialdemocratici, variamente progressisti, verdi, liberali, conservatori etc, sono tutti, per così dire, emigrati in America. L’isteria antirussa che caratterizza il Parlamento Europeo attuale nella sua grande maggioranza è clamorosa. E si accompagna all’isteria russofoba dei governi. Putin non è mai stato un rivoluzionario comunista, né ha alcuna intenzione di diventarlo. E’ un leader di un paese capitalista”.

Salvini sulla destra: ““Se per portare avanti certi temi a cui tengo come un’idea diversa di Europa, devo ragionare con la destra, ci ragiono volentieri”.

Chiesa e Salvini, insomma, separati alla nascita.

 

 

Segretario Indipendenza Lombarda

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