Giovedì a Trento storico accordo tra Grande Nord e il Partito autonomista trentino tirolese

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di Benedetta Baiocchi – Né di destra né di sinistra ma, semplicemente, partiti dell’autogoverno, territoriali, europei, identitari. Nel segno del riscatto dell’autonomia Grande Nord e il Patt, il Partito autonomista trentino tirolese, giovedì 23 gennaio a Trento (hotel America, via Torre Verde 50, ore 11) ufficialmente si presentano come alleati nelle prossime battaglie nella provincia che fa da cerniera tra la Mitteleuropa e la più grande tradizione di libertà dei popoli delle regioni alpine.

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“Ci unisce la comune cultura dell’autogoverno, della responsabilità che non deve rispondere a ordini nazionali o sovranisti – anticipano l’on. Roberto Bernardelli, presidente di Grande Nord, e Monica Rizzi, segretario organizzativo federale -. Ambienti, popoli, istituzioni e forme di civiltà del mondo alpino sono storia dell’Europa, ma non quella degli stati nazionali che non coincide con le verità storiche della realtà trentino-tirolese. D’altra parte uno stato artificiosamente nazionalistico e centralista non può rappresentare questo territorio né può essere rappresentato dai partiti che dipendono da Roma. Noi guardiamo a Nord e a Nord c’è solo la strada di una confederazione di forze per dare sempre più impulso all’azione politica”.

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“D’altra parte  commenta Pier Candido Rio  – segretario di Grande Nord per il Trentino – vivere e abitare questa terra richiede di essere pionieri in un modello alternativo di governo del territorio, l’Europa delle regioni. Chi più del Patt può essere il miglior compagno di strada nell’esprimere la realizzazione di valori-diritti  soffocati dal centralismo, in una “costituente” permanente di governi locali indipendenti? Questa terra è lo specchio dell’Europa che vogliamo. Uniti nelle diversità per un bene comune, non periferie dell’impero”.

L’accordo tra il Patt e Grande Nord è storico, e ha come obiettivo comune quello di conservare le risorse del territorio, esattamente l’opposto di gabbie territoriali che vorrebbero imporre gli stati nazionali. “Lavoreremo – aggiunge Bernardelli – per una politica comune di questo territorio speciale, costretto ad una resistenza contro l’omologazione dettata solo dalla spartizione del potere, che umilia la straordinaria varietà delle culture, la complessa storia degli insediamenti, che violentemente lo stato centrale cerca di alterare in quadro “regionale” tutt’altro che spontaneo. Lo stile di vita, politico e culturale trentino e tirolese è un modello per la società che vogliamo. Questo è lo spazio politico che insieme vogliamo tutelare, rivendicare con gli amici del Patt”.

D’altra parte proprio il  Segretario politico del Patt, Simone Marchiori conferma la linea politica congressuale del partito: “…Vorrei che il PATT si riappropriasse della sua essenza di partito profondamente legato alla nostra gente e al nostro territorio, mantenendosi autonomo rispetto ai gruppi politici nazionali in virtù della sua unicità e specificità, coltivando un forte rapporto con la SVP e con i partiti autonomisti dell’arco alpino…” “…La situazione politica regionale attuale è tra le peggiori auspicabili per la nostra Autonomia. Essere governati da un partito attivo su scala nazionale […] potrebbe rivelarsi fatale. La scarsa sensibilità in termini di autonomia da parte delle forze che hanno vinto le elezioni ci sta già portando a scelte a mio avviso pericolose…”.

L’argine va rinforzato.

Giovedì mattina a Trento conferenza stampa di presentazione della nuova alleanza alle amministrative tra Patt e Grande Nord. Secondo la strada indicata ribadita da Marchiori: “Il Partito, facendo seguito ai suoi valori, alla sua storia (…) vuole impegnarsi a costruire una “casa” ideale ed una proposta politica dove possano convergere, per il bene della nostra terra, tutte le forze autonomiste, territoriali, popolari e civiche interessate a rafforzare la nostra Autonomia speciale e a non omologare politicamente il Trentino alle dinamiche nazionali”.

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2 Comments

  1. É ora che nel Nord Italia fioriscano di nuovo partiti e movimenti autonomisti, in Emilia, in Romagna, in Veneto, in Lombardia… bisogna far capire alla gente che la maggior parte degli elettori che votano la Lega di Salvini nel Nord Italia sarebbero favoravoli all’ indipendenza della Padania. Non bisogna vergognarsi di parlare di Nord e di autonomia!

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