Giovani disoccupati: in 35 anni passati dal 21,7 al 35,3%

di REDAZIONE

Il mercato del lavoro si chiude sempre di piu’ per i giovani. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni e’ salito dal 21,7% del 1977 al 35,3% del 2012. L’aumento ha coinvolto sia gli uomini sia le donne: per i primi, il tasso e’ cresciuto dal 18,1% al 33,7%, per le seconde dal 25,9% al 37,5%. Il dato e’ stato diffuso dall’Istat che ha ricostruito le serie storiche trimestrali e di media annua dal 1977 ad oggi dei principali aggregati del mercato del lavoro. Il divario tra il tasso di disoccupazione dei 15-24enni e quello complessivo e’ andato progressivamente allargandosi dai 15,3 punti del 1977 ai 24,6 del 2012. D’altro canto, l’incidenza dei giovani disoccupati sulla popolazione in questa fascia d’eta’ nel 1977 era pari a 10,6%, la stessa registrata nel 2012. A livello territoriale la crescita della disoccupazione giovanile presenta intensita’ e dinamiche differenti. Nel Mezzogiorno il tasso ha registrato l’incremento maggiore passando dal 28,3% al 46,9%, al Nord il tasso e’ salito dal 17,5% all’attuale 26,6%, mentre nel Centro dal 22,4% al 34,7%. In particolare al Centro-Nord il tasso piu’ basso e’ registrato nel 2002, pari a 9,9% al Nord e a 16,9% al Centro.

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2 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Giovani , mediamente coglioni.
    Nel 1968 hanno rivoltato l’italia per molto, ma molto meno.
    L’hanno rivoltata per ridurla quel cesso attuale, popolato di giovani coglioni.

  2. Franco says:

    Mi sembra un risultato in linea con l’operato di politici, tipo il sig. presidente e il sig. D’alema, di sindacalisti, tipo sig. Bertinotti e sig. Marini, e della magistratura ossequiente. I giovani devono rivolgersi ai sostenitori del sistema sovietico e ai “sepolcri imbiancati” del cattolicesimo. Sono loro che hanno demonizzato e affossato l’imprenditoria.

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