Tibet: un giovane si dà fuoco inneggiando al Dalai Lama

di REDAZIONE

Nuova autoimmolazione, la novantunesima dal 2009, nella Cina occidentale, che segna la continuazione della protesta tra i tibetani che contestano il controllo cinese sul Tibet. Sungdue Kyab (o Songdhi Kyab, come citano altre fonti), 17 anni, si e’ immolato ieri intorno alle 15:30 dinanzi al monastero di Bora a Labrang (Gannan per i cinesi), nella provincia del Gansu.

Secondo alcune informazioni, il giovane, che si e’ dato alle fiamme mentre urlava slogan per il ritorno del Dalai Lama e per chiedere la liberazione del Tibet dall’occupazione cinese, era ancora vivo quando sono arrivati gli agenti di polizia e l’hanno portato via in un luogo sconosciuto. Altre fonti della diaspora tibetana riportano che il giovane e’ stato portato all’ospedale di Tsoe e le sue condizioni di salute sono molto gravi, con poche possibilita’ di sopravvivenza. Le stesse fonti riferiscono che monaci di Bora e laici sono andati all’ospedale di Tsoe per vegliare il giovane, ma gli e’ stato impedito dagli agenti, con la situazione a Bora molto tesa, con le comunicazioni di tutti i tipi interrotte.

Quella di Kyab e’ la prima immolazione di questo mese di dicembre, dopo che lo scorso novembre ha registrato, con 28, un record negativo da quando, nel febbraio 2009, sono cominciate queste forme di proteste. Con l’immolazione di Kyab salgono a 77 questi atti dall”inizio dell’anno.

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5 Comments

  1. Luca says:

    Ma la comunità internazionale dove diavolo è? L’ONU dov’è? Gli USA, che mettono sempre il naso ovunque, dove sono in casi come questi?? Perchè nessuno muove un dito per aiutare il Tibet?

  2. Andrea Da Hyma says:

    Socialismo e nazionalsocialismo sono figli di ideologie simili, talmente simili che invertendone l’ordine il risultato non cambia.

  3. Niki says:

    Conosco bene il Tibet, per me è terribile leggere queste notizie, perché significano che la disperazione della gente è arrivata a livelli inimmaginabili. Per un buddista tibetano il suicidio è molto negativo: nessuno ha il diritto di togliersi la vita, chi si suicida va incontro ad una brutta incarnazione…
    Quindi questa gente si uccide sapendo di andare incontro ad un karma tremendo… eppure continuano a farlo.
    Quello che qui in occidente (e la cultura di sinistra ha molta colpa in questo) non si capisce è che per un tibetano, il buddismo è il centro della vita. Il monastero è il centro della vita sociale. E la persecuzione cinese nei confronti della religione e dei religiosi è sempre fortissima. TOgli ad un tibetano il buddismo e gli hai tolto tutto…
    Oggi è una brutta giornata…

    • Dan says:

      Loro, i tibetani, lo sanno. Il resto dei cinesi e noi altri no e ce ne freghiamo oltretutto.
      Mi stupisco veramente che i cinesi cerchino ancora di far sparire la benzina quando sono così ignoranti che potrebbero tranquillamente portargliela così i tibetani si “levano dalle scatole” prima acconsentendo ad una “cinesizzazione” ancora più rapida del Tibet.
      Questo tipo di proteste estreme dovrebbero portare a ben altre reazioni ed invece assistiamo al nulla più assoluto

      • al says:

        Quindi per te sono solo reazioni isteriche da non prendere in considerazione ma reprimere. Che bel cinismo del cazzo. Spero che tu prenda fuoco accidentalemente uno di questi giorni, tanto non avresti mai le palle per compiere un gesto simile.

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