Giornalisti, il 40% sotto i 5mila euro di reddito. Grasso: siamo alla deriva globale dell’informazione

http://www.primaonline.it/2017/03/29/255287/sulle-agenzie-di-stampa-e-necessaria-una-soluzione-che-tuteli-loccupazione-dice-il-presidente-grasso-e-sulla-condizione-dei-giornalisti-il-40-dei-giornalisti-ha-un-reddito-annuo-sotto-i-5mila/

Sulle agenzie di stampa è necessaria una soluzione che tuteli l’occupazione”, dice il presidente Grasso. E sulla condizione dei giornalisti: il 40% ha un reddito annuo sotto i 5mila euro, la precarizzazione impone riflessioni e azioni non rinviabili

“In queste ultime settimane c’e’ forte tensione tra le agenzie di stampa e il governo sul rinnovo dei contratti dei servizi di abbonamento della Pubblica Amministrazione, una tensione che ha condotto sabato scorso allo sciopero generale dei sindacati dei giornalisti dell’informazione primaria. E’ necessario trovare una soluzione che tuteli i livelli occupazionali, il pluralismo e che, contemporaneamente, riordini questo settore: mi auguro che il necessario confronto tra le parti conduca a soluzioni condivise e soddisfacenti per tutti”. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, in occasione della presentazione della edizione 2016 dell’Osservatorio sul giornalismo dell’AgCom. “Una stampa libera, autorevole e consapevole gioca un fondamentale ruolo nella definizione della cultura di un popolo e nel rapporto che esso istituisce con il potere”, ha aggiunto. “Questo approfondimento ci da’ un’importante chiave di lettura della qualita’ della democrazia della nostra comunita’, delle minacce cui siamo chiamati a rispondere e dei miglioramenti che dobbiamo realizzare”, ha proseguito Grasso.

Pietro Grasso, presidente del Senato (foto Olycom)

“Il 40% degli oltre 35.000 giornalisti attivi in Italia, per lo piu’ under 35, produce annualmente un reddito inferiore ai 5.000 euro, se si guadagna cosi’ poco significa che il tema della precarizzazione e della dignita’ di questa professione impone riflessioni e azioni non piu’ procrastinabili”. Cosi’ il presidente del Senato, Pietro Grasso, in occasione della presentazione della edizione 2016 dell’Osservatorio sul giornalismo dell’AgCom. “Non e’ un mistero che negli ultimi anni la crisi economica abbia fortemente penalizzato l’intero comparto dell’informazione. Per rispondere alle difficolta’, si e’ spesso fatto ricorso a soluzioni di corto respiro, che puntano piu’ alla quantita’ che alla qualita’ dei contenuti – ha aggiunto -. Nel lungo periodo temo che questo atteggiamento possa essere controproducente, sebbene sia consapevole delle obiettive difficolta’ di fare da argine a una deriva globale che premia la velocita’ rispetto all’accuratezza e il sensazionalismo rispetto all’approfondimento”. “Occorre, in questo senso, educare allo sforzo e alla fatica del confronto anche i cittadini, a partire dai piu’ giovani sin dalle scuole – ha proseguito Grasso -. Un pubblico consapevole riconosce il giornalismo di qualita’ rispetto a quello che rincorre la strumentalizzazione, la polemica o una lettura superficiale di fenomeni invece terribilmente complessi”. (ITALPRESS).

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

4 Comments

  1. ingenuo39 says:

    Gent.ma Stefania, trovo corretto il Suo ragionamento e stando dalla parte interessata è giusto. Purtroppo, io, se una cosa mi interessa la compro, altrimenti no e questo non credo di essere il solo a pensarla così. Mi scusi la sincerità.

  2. ingenuo39 says:

    Se i giornalisti guadagnano poco, forse dipende che la gente non acquista piu i giornali. Domanda: perchè devo comprare i giornali quando non leggo “notizie” ma quasi sempre “opinioni” dei vari giornalisti, che quasi sempre sono sotto dettatura di qualche partito? Penso che Io come tanti lettori di giornali chiedono solo le notizie perchè le opinioni vorrebbero farsele da soli leggendo le varie notizie pubblicate. Adesso, come si diceva una volta “avanti savoia” oppure “indietro savoia” Allegria

    • Stefania says:

      Anche quando nei giornali si offrono i fatti, le notizie e non solo i commenti, la questione non cambia. figuriamoci un’inchiesta che chiede giorni e settimane a volte di lavoro. lei ingenuo39 legge ad esempio lindipendenzanuova gratis, così come tutti gli altri lettori. E’ una scelta editoriale, non è un dovere da parte dell’editore. Si pensa però che l’informazione in generale non debba avere un prezzo quando è fatta da professionisti del mestiere, perché tanto ci sono anche i blog, facebook… perché quindi devo pagare per leggere e informarmi? i quotidiani nazionali offrono a loro volta una vetrina gratuita delle principali notizie. tutto gratis. la pubblicità non copre tutti i costi, dunque, chi paga? le vendite in edicola? ci viene da ridere. fare informazione, detto papale papale, non è considerato un lavoro. su internet tanto c’è tutto gratis. avanti così non ci si accorge che per tenere in piedi la comunicazione o ci sono grandi gruppi di potere, o ci sono piccoli editori che pagano di tasca loro per una informazione indipendente. c’erano una volta i fondi per l’editoria, aboliti come fossero stati il tumore della democrazia. Servivano invece a garantire il pluralismo, le cooperative giornalistiche, facevano vivere centinaia di testate col loro indotto. a partire dall’ultimo governo Berlusconi fino a Renzi con l’allora sottosegretario Lotti, si è iniziato a tagliare fino ad abolire questo “cancro” dei fondi alla stampa. perché questo è considerato un hobby, non un diritto costituzionale con tutti i suoi costi sociali. come la salute. l’informazione non è twitter né facebook.

  3. Castagno 12 says:

    SENTI CHI PARLA !
    GRASSO. “Siamo alla deriva globale dell’informazione”.
    Un ambientino così dissestato, come quello giornalistico, che PER LA QUASI TOTALITA’ non può fornire le notizie che contano per NON CONTRASTARE E NON DISTURBARE IL SISTEMA, LA GLOBALIZZAZIONE, perchè mai dovrebbe tutelare ed inquadrare A DOVERE i giornalisti ?
    Troppi di questi sono trattati male, ma lavorano anche male, GABBANDO GLI INGENUI LETTORI.
    La quasi totalità degli italiani ha sempre votato, ha approvato IL SISTEMA.
    ORA SE LO GODA !
    E piantatela DI PIAGNUCOLARE, come i bimbi .

Leave a Comment