LEGA. CALDEROLI: DELUSO DAL MOVIMENTO DELLE PURGHE

di REDAZIONE

«Mi sarei aspettato una risposta di tutti uniti contro il nemico del movimento e purtroppo in congressi una risposta unita non la stanno dimostrando»: lo ha detto Roberto Calderoli, intervenendo a sorpresa alla prima giornata del Congresso della Lega Lombarda a Bergamo. Secondo il triumviro è «intollerabile (e mi riferisco non solo a noi ma soprattutto alla casa veneta) che si sia arrivati al punto del con me o contro di me, facendo intendere che dopo il Congresso faremo i conti».

Calderoli si è quasi sfogato: «Sono rimasto molto deluso dal movimento in questo periodo, perchè non si può non capire che è in atto un attacco totale contro di noi: ho visto fare fuori due o tre persone, e non dico che qualcuno se ne è rallegrato ma sicuramente non si è dispiaciuto, e ne stanno mettendo nel mirino altri fra cui il sottoscritto. Vedo già gli sciacalli che iniziano a girare intorno».

«Se qualcuno dovrà fare il leader a livello nazionale o federale deve essere uno che unisce e non uno che fa le purghe, altrimenti il movimento è finito», ha sostenuto ancora il triumviro. L’ex ministro ha riferito di essere stato lui a scrivere l’ intesa fra Roberto Maroni e Umberto Bossi in vista del Congresso federale. «Ma – ha aggiunto – vorrei che quell’intesa la si raggiungesse anche a livello della base, cosa che non sta succedendo». Calderoli ha concluso invocando: «Basta con la Lega dell’ odio, ma avanti con la Lega dell’amore».

 

GIORGETTI: LA LEGA HA ESAURITO LA RENDITA DI BOSSI

Alla Lega «l’esperienza di governo a vari livelli non ha prodotto i risultati che ci aspettavamo ma soprattutto ha cambiato i leghisti». Lo ha detto il segretario uscente Giancarlo Giorgetti aprendo il congresso della Lega Lombarda a Bergamo. «Abbiamo vissuto tanti anni della rendita politica per le intuizioni di Umberto Bossi – ha aggiunto – e ora abbiamo esaurito questa riserva».

Giorgetti, che è segretario della Lega Lombarda dal 2002, ha aperto con un discorso di nemmeno 10 minuti il Congresso al Palacreberg di Bergamo, che domani eleggerà il suo successore. Un discorso schietto, in cui non è mancata qualche sottolineatura polemica su come stanno andando le cose nel Carroccio. «Ringrazio i militanti ignoti», ha detto Giorgetti ricordando le sue parole all’insediamento. «È un militante ignoto – ha spiegato – colui che la sera, con il cuore ferito non va a parlare male degli altri in un bar di Laveno o su Facebook: è militante ignoto chi va fra la gente a tenere alta la nostra bandiera, è verbo che ha il cuore impavido». L’accenno al bar di Laveno è stato letto indirettamente come un accenno al luogo in cui trascorre spesso la sera il presidente federale Umberto Bossi, in riva al Lago Maggiore in provincia di Varese. Al quale, alla fine del suo discorso, Giorgetti ha mandato un ringraziamento caloroso «per quello che mi ha insegnato», fra l’altro che «nessun partito politico può vivere senza i principi della gerarchia e dell’unità». Il riferimento a Facebook è stato invece considerato rivolto a Roberto Maroni.

«Dobbiamo stare uniti, perchè l’attacco mediatico-giudiziario non è finito, credo ne arriveranno degli altri». È la convinzione che l’ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha espresso ai delegati del Congresso della Lega Lombarda, in uno degli interventi di apertura in qualità di presidente uscente. Castelli ha ricordato la crisi economica in atto, contemporaneamente alla quale «noi dobbiamo fronteggiare anche una grave crisi interna della Lega: è inutile negarlo». «Dobbiamo andare avanti a fare pulizia, e in questo abbiamo dimostrato di essere diversi dagli altri – ha proseguito – però dobbiamo farlo con dei criteri che siano uguali per tutti, dobbiamo vigilare perchè ai militanti non venga il sospetto che siano tutti uguali ma qualcuno è più uguale degli altri». Nel suo intervento Castelli ha anche fatto due riflessioni. La prima sull’ultimo decennio della Lega di governo per la quale è stato «pagato un prezzo molto elevato» tanto che «ci siamo imborghesiti, forse perchè siamo diventati più vecchi». E infine una riflessione-appello sul ruolo di Umberto Bossi, perchè i vari consigli nazionali leghisti al Congresso federale «presentino emendamenti affinchè Bossi possa avere un ruolo nella Lega che imperituramente si merita».



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11 Comments

  1. silven says:

    non trovo l’articolo sull’elezione di matteo salvini…e sullo svolgimento del congresso.

  2. metella says:

    se Maroni è già designato quale unico candidato alla Segreteria Federale, senza primarie o altra consultazione della base, cosa cambia dalle acclamazioni per alzata di mano a Bossi? dove è il cambiamento?

  3. lorenzo says:

    castelli calderoli se ne stavano bene a roma seduti tranquilli in parlamento dimenticandosi tutti i programmi della lega. In 10 anni cosa hanno fatto per il raggiungimentio del federalismo? Null Poi calderoli solo cazzate fenomenali. Invece di aiutare i giovani militanti a crescere hanno ocupato per anni poltrone immeritate senza portare alcun risultato. Considerando quanto hanno fatto e prodotto dovebbero esere espulsi sul prato di pontida infangato . Cosi pure bossi che la finisca . Ha lavorato bene nei primi anni aveva lanciato ottime idee fino a quan do si e´convinto di essere il padrone della verita´. Altro che alberto da giussano. Hanno cacciato i migliori come Miglio solo per invidia e timore di perdere il potere. ecc . ecc. Gli unjici senza colpe sono quei militanti duri e puri sfruttati da questi geni politici. Lavoratori indefessi e maltrattati dai vertici. Presi per il culo da e premiati col fare salamini e basta. Truffati con
    la banca padana con il prato di pontida conj le piastrelle del bossi con le cooperative padane ecc.ecc.
    Siete dei bastardi che avete sfruttato la voglia di autonomia del polpolo del nord

  4. Johann Gossner says:

    Un piccolo promemoria per Calderoli & Co.
    La Vs. legge del federalismo fiscale è ciò che vi ha tolto l’appoggio del Nord.
    Contiene solo una sommatoria di tasse tralasciando completamente una vera riforma fiscale, ormai inderogabile per ripristinare quel minimo di equilibrio tra Stato impositore e contribuenti.

    Alcuni principi per essere veri federalisti: abolizione tassa di successione, abolizione IMU, finanziamento dei Comuni con tassa di scopo a carattere contestuale.
    Separazione tra debito pubblico e risparmio privato=ripristino segreto bancario (se lo Stato conosce ciò che possiedo, troverà sempre il modo per rubarmelo).
    Riforma dell’articolo 75 della Costituzione che impedisce i referendum in materia di fisco e bilancio.

  5. Arcadico says:

    Giorgetti?

    … ‘questo nome mi par bene d’averlo sentito; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: o un nome di quelli… ma chi diavolo era costui?’

    Caro Stimatissimo, Esimio,Professor, Grand’Ufficial,Dottor G. il VERO militante ignoto è quello che ha fatto di TUTTO per evitare che la pianta crescesse storta!!

    Il vero militante ignoto è quello che non si prestava a cordate di potere per evitare che la pianta crescesse storta!

    Il vero militante ignoto è quello che a scapito della propria persona ha cercato di murare tutte quelle situazioni poco edificanti che hanno condotto il movimento ad essere la summa di carrieristi, opportunisti, scambisti (non voglio oggi ripetere il significato che dò al termine)!

    La BASE ha portato sufficientemente pazienza e da 3 momenti elettorali a questa parte sta portando i giusti correttivi … leggi … BATOSTE ELETTORALI!

    Non ho sentito il suo discorso ma se quello che leggo qui ne è la summa le dico solo: … la BASE NON PERDONA!!

    Firmato … un epurato 2009 … consensuale … il SUO!!!

    P.s. Dalla cesta vanno tolte le mele marce … non quelle sane!!!

    I risultati sono sotto gli occhi di tutti!

    A mio personale parere … l’esautoramento della base … per quanto vissuto in quel di Lecco… sono da attribuire ad una persona che avrebbe dovuto operare in altro e miglior modo … Una domanda sorge spontanea:LEI si sente esente da colpe??

    il ‘pistolotto’ del militante ignoto va bene al milit.nte (sostituire la vocale mancante con altra: alcune sono pregne di significato)!!

    Questo SOLO per amore di Verità!!

    Ma a qualcuno in LEGA interessa ancora la verità?

  6. berg says:

    Castelli teme nuovi attacchi mediatico-giudiziari, forse perchè sa molto bene che gli scheletri negli armadi sono ancora tanti?
    Giorgetti ha fatto un discorso da prete…e in effetti quelle poche volte che l’ho visto e sentito dal vivo mi ha sempre dato l’idea di essere uno di quei prelati che le curie inviano a controllare le parrocchie, ma di cui nulla sanno e meno ancora capiscono di ciò che succede nei luoghi dove vanno.
    Calderoli…e lui di cosa si lamenta? inizi a spiegarci la faccenda del “sacro pratone di Pontida” e della famosa immobiliare di Presezzo, e poi tutto il resto degli ultimi 15 anni.
    Fanno bene i veneti a chiederne l’espulsione, se si vuole rilanciare la Lega e trasformarla finalmente in un partito che intende recuperare serietà e credibilità, è necessario fare a meno di lui e di quelli come lui.

    PS per il direttore
    Oggi voglio essere io quello che “esagera”, perchè quando le persone sono indifendibili non rinuncio ad esprimere quello che penso.

  7. tuminelli says:

    Lì la colpa è tutta del Carcano che non informa il Calderolo in maniera adeguata così poi quello è sorpreso…perchè il Carcano pensa solo ai giocatori di basket!

  8. Daniele Roscia says:

    Il fido Giorgetti, un Bocconiano che doveva dare lustro al movimento, ma invece ha svolto solo il ruolo da cagnolino da passeggio del capo, sempre piu’ despota ed inadeguato al ruolo che il movimento avrebbe dovuto dare alla questione settentrionale: la trasformazione dello stato centralista in un moderno Stato Federale. A distanza di 20 anni di presenza nel Parlamento nazionale i risultati sono disastrosi, il sistema Italia sta sprofondando negli abissi, il che non mi dispiace, ma sta trascinando i nostri territori, quelli sopra la linea gotica, nella liquidazione del tessuto economico e sociale. La Lega dal 2001 e’stato partito di governo, 8 anni su 10, non si possono addossare le responsabilità solo agli alleati. Bossi ha selezionato una corte dei miracoli secondo solo ai criteri di fedeltà, Giorgetti ne e’ il classico esempio, non basta essere bocconianii bisogna avere la schiena dritta, cosa che manca agli adulatori assurti a dirigenti, al fine di creare un gruppo di pretoriani acefali, solo dediti a garantirsi una carriera continua nella palude romana. Catturati dagli apparati centralisti e dal partito dell’apparire, dove l’italiotismo e’ il verbo assoluto, la mediazione si e’ fatta ad Arcore con il trota aspirante leader, come nella classica fiction dinasty. Giorgetti privo di personalità minima per il ruolo, interpreta lo zelante funzionario, a Bossi devo tutto, lo seguirò fino all’inferno, così mi disse nel lontano 1999 quanto tentammo inutilmente con Comino e Gnutti di detronizzare il tiranno.

  9. Fuori la Paglia says:

    ….ma quali intuizioni??? Avevamo un progetto : il federalismo. Le “intuizioni” di Bossi ci hanno allontanato dalla meta creando confusione . Un progetto politico è diventato un business per Bossi (banca, radio, tv, giornale, sedi, auto, autisti, nani e ballerine..) tutto a spese del Nord ed in perfetto stile romano. E’ singolare che Giorgetti dica che gli “altri” parlano male …. è lui stesso che parla male degli altri (facebook e Laveno). Son finiti i tempi dei protetti del capo. Fuori la paglia dal c..o e pedalare.

  10. Albert1 says:

    E questo era il protetto di Maroni? Certo che Bossi, da vent’anni a questa parte, non spende un euro in carta igienica, eh?

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