GIANO, PERCHE’ BIFRONTE?

 gianodi Marcello Ricci  –  Giano è un’entità superiore dotata di potenza straordinaria ed è una delle divinità più antiche e più importanti dell‘antica Roma, è raffigurato con due volti perché  può guardare il futuro e il passato e anche all’interno come all’esterno. Certamente doti importanti che portano a raggiungere traguardi impensabili. Ecco, appunto, i traguardi. Qui occorre fare un distinguo tra obbiettivi finalizzati ad un ideale o al conseguimento di un personale status. Frequentemente avviene che intraprendendo un percorso se ne possa intravvedere uno diverso, accattivante, affascinante. E’ incontrovertibile che il progetto politico di Cattaneo, ripreso da Miglio ha trovato ostacoli maggiori del previsto.
Purtroppo dietro a alti ideali si accodano persone che vedono gli stessi come opportunità di profitto e obliano i primi a favore del secondo. Cattaneo, Miglio, Umberto Bossi, tracciano un percorso, sullo stesso si intrufola un Belsito con obiettivi che portano in Tanzania. E’ cronaca nera. In un attimo si distrugge il paziente lavoro di anni. Gli uomini sono responsabili del naufragio episodico delle grandi idee, ma queste non ne vengono scalfite. Certamente poi, la loro attuazione trova maggiori difficoltà. Per superarle è utile seguire la via del convincimento verso il progetto federalista in modo che non appaia come imposto, ma richiesto. Affiancare alla Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, un movimento pur esso federalista “Noi con Salvini” spiana la strada ad un progetto che si era fermato. La buona idea è tirare fuori dal pantano un meridione parassita, tanto parassita che non ha vergogna di esserlo e rivendica lo stato quo come diritto acquisito. Grande il progetto di portare in parallelo le questioni settentrionale e meridionale interconnesse. Dal momento che dell’espressione geografica Italia, si vuole salvaguardare l’artificiosa unità, l’unica strada percorribile è quella di catechizzare sui valori della dignità e dell’autosufficienza chi non li possiede. E’ un difficile percorso di psicoanalisi collettiva teso a modificare le coscienze. Sostituire l’incoscienza dei “tengo famiglia” con la coscienza che i diritti marciano insieme ai doveri è impresa ardua, ma non impossibile. Merito a chi ha imboccato la strada del convincimento sostituendola a quella dello scontro. Si ha la speranza che da da questa catarsi derivi la volontà di indipendenza e che il meridione, nel pieno orgoglio della propria individualità reclami la propria autonomia.
 La Padania diverrà regione mitteleuropea e il Sole delle Alpi diverso e distinto da quello cocente del meridione, continuerà a risplendere gioioso sul verde prato di Pontida.
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One Comment

  1. caterina says:

    Si’, certo! l’unita’ d’Italia fu un errore per tutta l’Italia, tranne che per i Savoia, e se ne pentirono perfino gli inglesi che scortarono lo sbarco di Garibaldi secondo accordi presi con Cavour!
    Ma fatto il danno che è diventato un disastro alla fine per tutti, ogni popolo della penisola e’ meglio, anzi, è necessario che si riprenda in mano il proprio destino… in un sussulto di dignità ritroverà’ il meglio di se stesso e riemergerà dal pantano mortifero in cui è stato trascinato da Roma e da tutti coloro che in 156 o 151 per il Veneto tutti sono stati trascinati…

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