Contestazione nel partito di Giannino, che vuole apparentarsi con Monti

di REDAZIONE

Doveva prima o poi capitare. Il movimento di Oscar Giannino di fronte alla prima vera contestazione dal basso. In discussione il metodo di formare le liste e il più che probabile apparentamento con Mario Monti. È successo dove doveva succedere e cioè su Facebook, nella pagina di Fermare il Declino (FiD). È scoppiata improvvisa e virulenta la contestazione ai metodi autoritari della gestione del movimento guidato da Oscar Giannino, e fondato con il supporto dei professori italiani di Nfa (noisefromamerica.org), emigrati in America, in aggiunta a quello dell’istituto Bruno Leoni, cioè a dire i sostenitori (e tra i fondatori) del Tea Party italiano.

A dar fuoco alle polveri Riccardo Politi che manifesta tutta la sua amarezza in un post su FB così congegnato: «Fermare il declino promuove il merito: mi attenderei allora che coloro che sono in cima alle liste elettorali siano i più meritevoli. Bè, chi c’è in cima alle liste, tanto alle regionali quanto alle politiche? Quelli che alcuni fondatori scelsero nella loro stretta cerchia di conoscenze come persone più fidate, affidandogli incarichi organizzativi. Che fortuna, i migliori sono proprio loro!!! Un bel colpo di fortuna avergli affidato l’organizzazione fin dall’inizio! Quasi da non crederci… Qualche malpensante potrebbe pensare che coordinatori/staff organizzativo abbiano usato il proprio ruolo per affermare se stessi e non i talenti di chi si avvicinava a FID per contribuire alla ricostruzione del Paese, cioè che conflitto di interesse e logica familistica abbiano prevalso ancora una volta sul merito». Ma la contestazione di Politi va oltre, perché non si accontenta della denuncia, e così in chiusura annuncia il suo abbandono dal movimento con queste precise parole: «La mia esperienza in FID si chiude qui», che poi sono le stesse del titolo del post. Anzi, annuncia battaglia, dal momento che il suo non è affatto un ritiro senza risposta: «da oggi inizia una feroce campagna elettorale CONTRO perché espressioni come merito, concorrenza, libero mercato, democrazie non siano infangate ancora una volta».

Dichiarazioni pesanti che hanno suscitato risposte dei militanti di ferro tra lo scomposto e il denigratorio, ma che alla fine hanno colpito nel segno. Anche altri personaggi, non del tutto secondari nel panorama che ruota intorno a questa esperienza, come Max Buonocore, mostrano tutta la loro amarezza: «Uno, nessuno e centomila…..stiamo superando il maestro, neanche Giordano Bruno nell’Asino e nella Cabala avrebbe fatto meglio…dissimulare per far emergere la verità….solo che qui siamo al paradosso ! Se cerchi qualcuno con cui parlare e fare non trovi nessuno, ma se ti lamenti sei un truffatore perché non fai ! Grandi…sei truffato ma non ti puoi lamentare, ai avuto la tua occasione di scoprire il trucco ! Mi e’ andata male….vorrei vedere che anche dopo il gioco dovrei raccogliere le firme per candidati che non ho mai visto ne sentito o che peggio hanno tradito ! Bah !».

Il primo problema è proprio quello messo in evidenza da Politi e Buonocore, e cioè la democrazia interna. Si badi bene che non è da oggi che nel movimento aleggia la discussione su questo punto. Addirittura ai primi di ottobre di quest’anno, in una riunione organizzata da Zero positivo e Fermare il Declino a Pisa fu consegnato a Michele Boldrin una specie di protocollo in cui venivano specificati tutti i metodi e gli obiettivi da perseguire nella fondazione di nuovi partiti, sulla base delle governo degli elettori. Un progetto denominato “primarie sequenziali in crescendo” che si rifà alla “riforma McGovern-Fraser” di quarant’anni fa, la stessa che trasformò i partiti americani da partiti apparato a partiti che si formano dal basso al momento della scelta dei delegati.
La cosa curiosa è che Boldrin rispose positivamente, rimarcando la propria distanza da Italia Futura, il movimento di Luca Cordero di Montezemolo, contrario, evidentemente per principio, sembra di capire, alle primarie. Ma, come c’era del resto da aspettarsi, anche in FiD di primarie non se ne è parlato mai seriamente, e non appena è scattato il meccanismo elezioni, in seguito alle dimissioni del governo Monti, ci si affrettati a dire che ormai non c’era più tempo per farle. In ogni caso niente sequenzialita’ all’americana, perche’ il leader indiscutibile e’ Giannino, come ha tenuto a precisare in un’intervista Alberto Bisin, altro professore di Nfa, emigrato negli Usa (ma che ci vanno a fare in America se poi da lì non vedono l’ora di fare qui da noi quel che gia’ sappiamo fare benissimo?).

La contestazione rischia di diventare una valanga perché questa mattina Giannino in Rai ha fatto intendere che, con tutta probabilità, ci sarà un apparentamento di FiD con le liste (o la lista) di Mario Monti. Alla questione della selezione del personale politico si aggiunge pero’ a questo punto quella dei contenuti, vista la politica dell’ultimo anno perseguita dal governo, con l’appoggio di tutti i maggiori partiti, una politica fatta di tasse micidiali che hanno portato il paese alla prostrazione, con la produzione che ha sfiorato il -10% a/a. Un disastro di proporzioni epocali, difficile oltretutto da recuperare, perché gli effetti perversi dei provvedimenti sono appena agli inizi.

Ma perché meravigliarsi? Tutto ciò che accade non è certo casuale. Mentre alla base di FiD permane in molti strati una genuina voglia di cambiamento, ai vertici era già stato detto chiaramente ciò che si voleva fare. Lo stesso Boldrin del resto, in un confronto con l’economista Emiliano Brancaccio, si era dichiarato a favore di una maggiore tassazione patrimoniale e ad un incremento dell’Iva (vedi: La triste parabola dell’economista Michele Boldrin), proprio i provvedimenti  presi da Monti e che sono stati la causa maggiore del disastro attuale. Un disastro cominciato con lo spread al rialzo, di cui sono state evidenziate da Nfa continuamente le cause politiche anziche’ tecniche, peraltro non viste nemmeno troppo negativamente perché avrebbero così permesso il ricambio della classe politica del centrodestra, una classe politica di cui c’è sicuramente poco da andar fieri. Solo che la classe politica in arrivo sembra, per certi versi, altrettanto spregiudicata, se non peggiore, di quella che vorrebbe sostituire.

di Luciano Priori Friggi 

FONTE ORIGINALE: http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2012/12/28/scoppia-la-contestazione-nel-movimento-di-oscar-giannino/

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One Comment

  1. giovanni says:

    Scusate…… aaahhhhgggrrbb….. vado in bagno a vomitare
    !

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