Giannino appoggia la Meloni, lei però non ha più un partito

di REDAZIONE

Senza certezze sulla consultazione, molti di loro devono decidere che cosa fare. E non è solo il segretario del Pdl Angelino Alfano a essere pieno di dubbi. La stessa preoccupazione riguarda anche Giorgia Meloni che si è smarcata dalla nomenclatura degli ex colonnelli di Alleanza Nazionale per osare una corsa solitaria. Senza primarie, però, deve cambiare obiettivo.
Almeno nelle ultime settimane non le sono mancati gli attestati di stima. Aveva stupito non poco il sostegno del promotore di Fermiamo il declino (Fid) Oscar Giannino, che l’aveva promossa poco dopo la sua candidatura.
La Meloni, che già aveva celebrato il matrimonio del giornalista, era ritenuta «un buon candidato». Giannino aveva detto di ritenerla tale «per la sua età, per la sua freschezza e per il fatto di non essere stata scelta in una lista bloccata per altri meriti».
Insomma un appoggio in piena regola per l’ex ministro della Gioventù che «non è in linea con la degenerazione morale e personale del Pdl».
Dopo quel primo attestato di stima ne sono seguiti altri, tanto che la Meloni sembrava essere la vera favorita alla vittoria nelle primarie.
Ora, però, il cruccio della giovane deputata è non sapere quale possa essere il suo destino. E del partito.
Per ora può contare sul supporto di Giannino, soprattutto se il giornalista ha intenzione di diventare, oltre che suo sostenitore, uno dei suoi ispiratori.
Infatti la Meloni ha richiesto il suo aiuto per stilare un programma economico. Quale sia l’obiettivo non è ben chiaro, dal momento che non è stata formalizzata una lista a lei collegata.
Eppure i contatti sono a buon punto. Tanto che Giannino sarebbe disposto ad aiutare l’ex ministro per stilare un programma liberale e rivendicarne la paternità.
L’appoggio esterno sarebbe molto utile per Meloni per proseguire il dialogo con il rottamatore Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia. La presenza delle idee di Giannino, infatti, dovrebbe essere il maggior deterrente perché nasca un nuovo partito. L’impegno della voce di Radio24 per Meloni non sarebbe però in alcun modo collegato al progetto di Fid, anzi si tratterebbe di un’iniziativa privata.
Il sostegno di Giannino all’ex ministro – che dall’alleanza può solo guadagnare – rischia però di mettere in discussione il neonato Fid che promuove il rinnovamento della classe politica. Perché se il giornalista si apre a destra, l’altro fondatore di Fermiamo il declino, Luigi Zingales, guarda dalla parte opposta, a Matteo Renzi in particolare.
Per Fid non è una vera e propria scissione. Le scelte divergenti di Giannino e Zingales sono frutto di preferenze personali che i due sostenitori del decalogo non hanno mai nascosto. Ma ora il progetto politico appare sempre più nebuloso.
Perduta l’alleanza con il movimento Verso la Terza Repubblica di Luca Cordero di Montezemolo e abbandonata l’idea di sostenere Gabriele Albertini in Lombardia, le 10 proposte turboliberiste non hanno trovato la collocazione politica che cercano. E l’input iniziale del progetto rischia ora di spegnersi.

Fonte originale: www.informazione.tv

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4 Comments

  1. Miki says:

    E comunque 100 volte meglio Giorgia Meloni dello “scaldaletto angelino”

  2. Miki says:

    Che sfiga! Povera Meloni.

  3. Franco says:

    Non solo statalista ma voleva far votare i sedicenni! Pensate che mente!

  4. gigi ragagnin says:

    non ci si può fidare di Giannino : la Meloni è statalista.

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