La Corte dei Conti spera si tagli la spesa. Ma il fallimento è vicino

di CLAUDIO ROMITI

In questi giorni la stampa italiana ha dato molto risalto al rendiconto 2012 della Corte dei conti, la nostra suprema magistratura contabile. In particolare, hanno destato un certo interesse alcuni aspetti della relazione del presidente Giampaolino, soprattutto sul fronte sempre caldo dei chimerici tagli alla spesa pubblica.

Secondo quest’ultimo non sarebbe più differibile l’elaborazione “di un disegno organico di revisione della spesa pubblica, principalmente in ragione dell’esaurimento dei margini offerti dal ricorso ai tagli lineari delle spese e dei possibili guasti degli stessi, generati in termini di qualità dei servizi offerti ai cittadini”.  Tutto ciò, tradotto nel linguaggio dei comuni mortali, significa sostanzialmente una cosa: ridurre sensibilmente l’ammontare complessivo della spesa corrente dello Stato senza tuttavia intaccare la quantità e la qualità delle prestazioni offerte dalla mano pubblica.  Oppure, per dirla in termini ancor più prosaici, raggiungere finalmente il paradigma della botte piena con moglie ubriaca.

D’altro canto, buona parte delle forze politiche in campo cercano di farsi concorrenza proprio sul presupposto espresso dal presidente della Corte dei conti. Tale idea o illusione, a seconda dei punti di vista, si basa evidentemente sulla possibilità che possa esistere una diversa  organizzazione dello Stato e della pubblica amministrazione, pur lasciando inalterato il numero e la profondità delle relative competenze. E sebbene non si comprenda chi abbia in dono le facoltà quasi magiche per riuscire a far contrarre la spesa, trasformando nel contempo il Paese di Pulcinella in un giardino fiorito, prendiamo atto che pure l’alta magistratura contabile ritiene possibile un simile miracolo.

Molto meno noi, che da onesti libertari siamo sopraffatti da un desolante realismo che la prossima contabilità di un fallimento irreversibile si sta per trasformare in una triste realtà.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

8 Comments

  1. LUIGI says:

    Il fallimento dello Stato I-taliano è una certezza (solo posticipata nel tempo). La volontà dei Padroni del Nuovo Ordine Mondiale è di far prima la svendita del patrimonio del Paese I-talia e poi gli Nuovi Stati Uniti D’Europa (e Letta è la marionetta che ha sostituito la marionetta Monti). Il popolo non conta niente, le ideologie (assieme al calcio e alla tv sono mezzi di distrazione di massa): solo gli individui CONSAPEVOLI riusciranno ad indicare la via della LIBERTA’ alle masse. Saranno riconosciuti e sostenuti dai mezzi (liberi) dell’informazione? Spero, spero proprio di sì, ma ho dolorosi dubbi e sospetti.

  2. Albert Nextein says:

    Si può risparmiare e si può iniziare con l’eliminazione della corte dei conti.

  3. luigi bandiera says:

    -xente: 1+1= a..?

    Sempre a proposito di scala sociale… e non giustizia sociale che il contrario. Kax, e il mio pensiero corre in America ma prima che fosse America.

    Si, al tempo dei PELLIROSSE LIBERI E INDIPENDENTI..!

    Li’ non c’erano ricchi e poveri. Se nelle tribu’ c’era poverta’ era per tutti i membri. Se c’era ricchezza uguale, tutti erano ricchi. Quindi o tutti ricchi o tutti poveri..! Giustizia sociale vera e non komunista e nemmeno demokratika..!

    La ricchezza loro la davano nei ruoli. Cioe’, se uno era un bravo guerriero non aveva una paga alta, ma l’ONORE ALTO o massimo.

    Come dire, se uno e’ presidente non deve percepire piu’ di Obama, ma il giusto per vivere come tutti gli altri. Solo e’ uno che merita rispetto e onore piu’ del singolo cittadino. PUNTO.

    Vale anche per le variegate corti…

    Come si puo’ notare, forse anche questo modo di vivere avrebbe scatenato nel bianco quel senso di DISTRUZIONE DI MASSA… Dello STERMINIO DEI POPOLI ROSSI..?? (rossi non intesi komunisti ovviamente e men che meno demokratici).

    Come i lavori pesanti pagati meno dei lavori sedentari..!

    Qui i CONTI NON TORNANO DAVVERO e non e’ colpa della calcolatrice rotta… ma dei FURBINI..!

    MEDITIAMO

  4. Unione Cisalpina says:

    a kuesti imbelli papponi di magistrati e togati korrotti a tutti i livelli, xkè non si inizia a tagliare le loro superpensioni milionarie stabilendo x legge un tetto massimo di pensione individuale pubblika (singola o kumulabile) di € 5.000 mese !? … ci sarebbero maggiori risorse x lo sgravio fiskale dell’industria di ben 10 MILIARDI anno …

    … sikuramente xò, kueste risorse, i mentekatti ke ci sgovernano, le distribuirebbero al merdione italiano ke ci kannibalizza…od agli immigrati miserabili x favorire la loro invasione degenere…

    • luigi bandiera says:

      UC,

      avevo postato ma qualcosa non era a posto secondo me, allora ripropongo il mio sproloquio, tanto uno piu’ e uno meno non fara’ mica differenza..?

      Eccolo (magari ci facciamo anche una risata):

      Xente: 1+1= a..?

      Quella corte la’ ha la calcolatrice rotta.

      Speriamo che qualcuno gliela ripari o gliene compri una nuova dato che loro non hanno piu’ soldi in busta granpaga.

      Ma cosa ci dobbiamo sorbire tuttaldi’…

      Preghiamo

  5. Ernesto Furioso says:

    L’unica spesa che sanno tagliare è quella per il sociale.
    Fantastipendi,super pensioni,i mille privilegi,prebende a iosa,corruzzione a tutti i livelli,opere inutili,spese militari,NON SI TOCCANO.
    Stato mafioso.

  6. Dan says:

    Ma se questa “corte” (intesa per questa volta non come corte reale de magna magna) è così suprema non può imporre a parlamento e governo di tagliare le spese ?

    Abbiamo corti del menga a livello di piccole procure che possono mettere in discussione qualunque cosa e non può farlo questo organismo ?

Leave a Comment