Giallo di Mozzo (Bg) ad una svolta: arrestato Flavio Tironi in Brasile

di EDOARDO MONTOLLI*

La voce nel telefono è lontana, proveniente da un numero anonimo: «È arrivata l’Interpol – mi dice ansiosa-, hanno arrestato Flavio». Dunque, dopo cinque anni, è finita la latitanza di Flavio Tironi, protagonista di uno dei più probabili e gravi errori giudiziari di questo paese. Quattordici anni di processo, assolto due volte. Suo padre Michele, il presunto complice, assolto tre volte. Finchè, la Cassazione, continuando ad annullare le sentenze, rese definitiva l’unica condanna che li vedeva entrambi colpevoli. La vittima? La madre di Flavio e moglie di Michele, che entrambi sostennero sempre si fosse suicidata. Ora, naturalmente, tutto è possibile. Ma non esiste un solo precedente al mondo nel quale padre e figlio si siano accordati per uccidere la rispettiva moglie e madre. Tantomeno con questo movente: il padre voleva forse un’altra donna. Flavio voleva l’eredità o forse sentiva troppo il peso di lei. Labile. Di 45 parti civili possibili, nessuna di esse si costituì, tutte convinte del suicidio. Se omicidio fu, è davvero surreale che siano stati entrambi. E infatti lo scorso anno è spuntata una vecchia lettera in cui il padre, Michele, ormai defunto, si autoaccusava del delitto. Il caso verrà riaperto? Di certo, soltanto nel sistema giuridico italiano Flavio e Michele potevano essere condannati dopo essere stati giudicati innocenti il primo due volte, il secondo tre. Ora verrà chiesta l’espulsione dal Brasile, più rapida dell’estradizione.

L’ARRESTO

«La polizia federale si è comportata in maniera molto cortese. Flavio, quando si sono presentati, ha fatto fagotto, ci ha abbracciato e si è lasciato portare via senza problemi. Al nostro bambino ho detto che Flavio doveva tornare in Italia per lavoro. Al momento, almeno il piccolo, è tranquillo». Rio de Janeiro, Lorenza, la compagna di Tironi, racconta quanto avvenuto nelle scorse ore. «Voglio fare un appello perché Flavio venga fatto rientrare il prima possibile. Non sono serena. Come sa, Flavio voleva costituirsi già mesi fa, ma prima voleva assicurarsi che anche io e il bimbo, che è nato qui, potessimo avere i documenti per espatriare. Sul passaporto, per la legge brasiliana, va sempre apposta la firma del padre per poter far uscire il bimbo. Ma lui era latitante e non poteva. Adesso speriamo che qualcuno ci dia una mano a compilare i documenti e a rientrare. E spero che non costino troppo, perché io non ho aiuti nemmeno per vivere».

IL GIALLO DI MOZZO

Flavio Tironi fu il protagonista del cosiddetto giallo di Mozzo, nella bergamasca.

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