Già Bossi un anno fa… “Conquistare la libertà del Nord, Roma più nemica di Bruxelles. Altro che via nazionale e Le Pen”

bossi tolkien

Settembre 2016, nulla di nuovo sotto il sole. Rileggere ciò che è stato già scritto è persino inedito….!

di STEFANIA PIAZZO –  Quante anime ha la Lega? Ma, soprattutto, quale Lega? Perché c’è quella di Salvini, che non rinnega l’alleanza con i nazionalisti della Le Pen. E non vuole sentirne parlare di Europa alla Merkel. Poi c’è quella della vecchia guardia, e degli antibossiani pentiti, che rimpiangono il vecchio Capo, che lo dice chiaramente: la Lega non sarà mai un partito nazionale. E spiega, Bossi, che il nemico è interno, non è l’Europa… Poi c’è Maroni che rilancia a Pontida il lombardoveneto, l’affinità elettiva di quel che resta di un progetto di macroregione. Infine c’è Calderoli che ribadisce: l’articolo 1 dello Statuto, l’indipendenza della Padania, quello nessuno lo tocca. Chiaro, no? Un magma interno mica male.

Di secessione, di Padania, parlarne con esplicita chiarezza,  a dirla tutta, c’è rimasto il Senatur.

Che dice: “Ho visto lo striscione che dice Italia di merda. Noi veniamo da un periodo difficile, la Lega non era più né carne e né pesce. Sembrava un anfibio. Spero che da questa Pontida abbia chiarito un po’ le cose, abbia chiarito quale deve essere la via”.

E aggiunge l’ex leader, in forma: “Io ho studiato in questi mesi, con molta attenzione, la Lega – aggiunge – . Era in un momento di grande confusione . Ma la Padania vive nel cuore e nella testa della gente, ed è difficile tirarla fuori. La potenza – ribadisce – è nascosta nella testa e nel cuore della gente del nord. La Lega sarà sempre pronta ad aiutare chi vuole conquistare la propria libertà nel proprio paese – conclude Bossi – . E’ fondamentale che il Nord conquisti la propria libertà”.

“La Lega non potrà mai diventare un partito nazionale. La parola d’ordine che mette in ginocchio lo Stato è: Padania libera. La Lega è stata fatta per la libertà del Nord dall’oppressione del centralismo italiano, non per altri motivi”.

Platealmente chiaro: tutto il resto, non ci interessa. Il nazionalismo non interessa, le ruspe non interessano, non bastano. Conta liberare il Nord. E poi, con un colpo di reni altra tuonata contro il mantra no euro: “Troppo spesso si sente parlare di uscire dall’euro, ma i fatti dicono che l’Italia si porta via 100 miliardi di euro e l’Europa due: chi è dunque il nemico? State attenti a tirare le conclusioni così”.  Va tutto bene? “A volte i dirigenti devono essere richiamati dai veri proprietari, i militanti”.

Insomma, le ha suonate al segretario, ai vertici: basta con il no euro, basta con la Le Pen, libera questo Nord e fai il tuo mestiere che è puntare all’indipendenza, all’autonomia. Fiscale. Quella che persino Parisi ha reclamato l’altro giorno alla sua convention. Ha parlato come avrebbe parlato un leghista, anni fa. E Salvini? Salvini risponde che non sarà mai servo dell’amico di Umberto (e Parisi) Berlusconi, e che non rinnegherà mai l’alleanza antieuropa con il Fronte Nazionale di Marine Le Pen.

Dalle trote agli anfibi, alla Lega in stato confusionale, a Roma più nemica di Bruxelles. Linguaggio da Mezzogiorno di fuoco. A Calderoli che richiama al dogma dell’indipendenismo a Maroni che rafforza l’asse con il Veneto. Altro che cazziatoni. Cosa bolle nella pentola della Lega?

Bossi, l’anti-Salvini? “La Lega deve conquistare la libertà del Nord, Roma più nemica di Bruxelles. Altro che via nazionale e Le Pen”

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2 Comments

  1. Padano says:

    Immaginate che bello spunto per un romanzo di fantapolitica : Salvini è un infiltrato dei servizi segreti, innestato per debellare il secessionismo dall’interno.

  2. Malgher says:

    Toc. . . Toc. . .
    Riflessione: « Il nemico interno alla Lega non è dell’oggi ».

    Dall’articolo si arguisce un richiamo a “valori” fondamentali per noi tutti.
    Detto ciò, oggettivamente, è duro riuscire a dimenticare quello che è accaduto dal lontano 1982 !
    _ In quell’anno nasceva la Lega Lombarda per tentare di dare voce alla questione “settentrionale”.
    _ Si cominciò a parlare di “identità”, di “appartenenza”, di “federalismo” di “autodeterminazione” e quindi di “secessione”.
    _ Nel 1991 ci si federava con la nascente Lega Nord.
    _ Il movimento su questi principi nacque e si sviluppò fino a diventare, in molti casi, maggioranza politica in molte realtà del nord.
    _ Il gruppo “dirigente”, formatosi in poco tempo, anziché continuare a percorrere la strada intrapresa incominciò a rincorrere “strane” idee, che definire stravaganti è poco: si cominciò a parlare di “eridano”, ampolle, bandiera, banca, giornale, televisione, radio e sacro terreno da acquistare in quel di Pontida.
    _ Banca, fallita!
    _ Giornale, fallito!
    _ Televisione, fallita!
    _ Radio, ci siamo quasi!
    _ Terreno di Pontida acquistato con la raccolta di soldi da parte dei militanti e poi, invece, dopo averne venduto una parte dello stesso ad una catena di supermercati. E il resto dei fondi raccolti???
    _ In via Bellerio sembrava essere un porto di mare: l’andirivieni continuo di personaggi, spesso sconosciuti, a cui si affidavano progetti dalle connotazioni bizzarre erano all’ordine della settimana.
    _ Sembrava quasi che il mettere in continuazione carne al fuoco facesse parte di un disegno atto a destabilizzare il movimento mettendolo in confusione.
    _ Gli intellettuali si avvicinarono per cercare da un lato di comprendere il fenomeno e in alcuni casi per dare un contributo costruttivo (Miglio).
    _ La razionalità, la storia e il comportamento dei dirigenti dicono che furono coinvolti in diatribe di potere, sciupando grandi opportunità.
    _ Quei dirigenti che si sono esaltati in comportamenti di apparente effetto mediatico-simbolico, dimenticandosi di spingere per farle conoscere le idee di partenza e riducendosi a comportamenti infantili, si preoccuparono, con un sano comportamento italiota, di salvaguardare il loro futuro da privilegiati..
    Questi alcuni spunti, a grandi linee.
    Ma di cosa stiamo parlando ?

    Richiamare “vecchi” slogan da parte di chi quegli slogan si è guardato bene dal cercare di mettere in pratica mi pare proprio un’indecenza!

    Ci abbiamo creduto, ci crediamo e soprattutto abbiamo memoria!
    Ad maiora.

    http://www.liberacompagniadellealpi.com/

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