Germania, partiti acefali ma di governo

di STEFANIA PIAZZO

Gira e rigira, in casa tedesca le cose si sistemeranno. Sono più pragmatici e più bravi dell’Italia. Ma in questo, ci vuole poco… Di certo, però, il quadro politico non è poi così trionfante come è stato descritto.

“La Cdu non ha la maggioranza assoluta – ci spiega Giuseppe Reguzzoni, editorialista esperto di politica tedesca – ha 298 seggi su 600. Gli altri, che sono i Verdi, i Linke, cioè la sinistra, la Spd ne hanno 302. Insieme hanno la maggioranza. Ma la Spd non ama troppo la sinistra, e non ha interesse a legittimare gli estremismi…”.

Scenari e nuovi equilibri possibili, prof. Reguzzoni?

“Se la Merkel dovesse fare la maggioranza ad esempio con i Verdi, dovrebbe pagare il prezzo di quei voti. Non è un caso che la Borsa tedesca, dopo un lungo periodo felice, per la prima volta abbia perso all’indomani del voto. Insomma, la spia rossa si è accesa”.

In Germania non si vota la coalizione, si vota il partito e il presidente della Repubblica affida il governo a chi ha la maggioranza.

Se la Merkel non ce la fa, ci sono gli altri… Giusto?

“Certo, anche se sappiamo che non sarà così e che l’atlantismo di cui è garante la cancelliera non finirà domani… Se non sarà matrimonio con i Verdi, in crisi nera per lo scandalo pedofilia, di cui in Italia peraltro nessuno parla, sarà matrimonio con la Spd”.

I partiti dello stato più forte d’Europa sono azzoppati?

“Tutto il comitato direttivo dei verdi si è dimesso, in blocco. In più è saltata la direzione dei liberali… Come dire, il voto è stato un terremoto ma tranquilli, per i media italiani è un successo comunque, hanno vinto tutti, mentre due partiti storici e fondamentali sono senza vertice, decapitati dagli scandali e dall’esito elettorale. Fate voi che stabilità politica!”

Peggio che l’Italia?

“Sono tedeschi, supereranno gli scogli. Non dimentichiamo che Kohl negli anni ’90 ha governato per quattro anni con un voto di maggioranza. Tutto nel presente è però più fluido di quanto sembri in apparenza, tutto è meno compatto. I numeri sono lì a dirlo: quattro partiti (due acefali), quattro gruppi parlamentari, se la Merkel non ha la maggioranza, ci pensano gli altri”.

Quello che la stampa non dice è che è cambiato l’asse della politica di Berlino.

“Esatto, si è spostato a sinistra, evidentemente a sinistra. La destra liberale non c’è più, Alternativa per la Germania, unico partito che aveva  proposte alternative sull’immigrazione, sul rapporto con la Russia non è entrato, ma ne vedremo di belle alle europee. Di fatto la Cdu è spostata sempre più verso il centro-sinistra.. Tutto l’equilibrio politico in Germania va per quella strada. La stampa tedesca parlava anche dell’ipotesi di un’alleanza con i Verdi”.

Ricadute sull’euro?

“Nessuna… La Spd è la brutta copia della Cdu, la Csu bavarese ha delle sfumature in più ma poi staranno buoni, in cambio di qualcosa”.

Come in Italia?

“Come gli omologhi italiani. Non ci sono poi grosse differenze in fatto di politica europea tra questi partiti. Solo i Link sono diversi, più eurocritici e infatti saranno lasciati fuori: c’è dentro  di tutto. I vecchi comunisti, l’apparato della Ddr, tanto da aver preso più del 20% nei 5 lander che erano dell’ex Repubblica democratica. Di fatto sono diventati un partito territoriale, anche se hanno qualche frangia in occidente. Sono la sinistra territoriale anche se non lo ammetteranno mai, essendo comunisti e ritenendosi quindi internazionalisti”.

La Merkel ha festeggiato però ha anche detto che per un mese non se ne parla perché prima di arrivare al governo ci sarà un lavoro lungo. Riuscirà a cucire i pezzi?

“Il governo lo faranno. Esiste però una terza ipotesi: oltre a verdi e spd, l’altro blocco, appunto”.

 

 

 

 

 

 

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2 Comments

  1. gigi ragagnin says:

    come Bersani ?

  2. Albert Nextein says:

    In sostanza la merkel non ha davvero vinto.
    E’ tutto in salita.

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