Germania, ecco la lista dei lavoratori immigrati che servono

di LUIGI POSSENTI

Elettricisti, infermieri e assistenti geriatrici, tra gli altri mestieri, sono quelli elencati nella lista delle professioni per i lavoratori extracomunitari che la Germania è disposta a ricevere come parte della sua nuova politica di immigrazione selettiva. 

E’ la prima volta – come scrive la testata online laestrella.com – che il governo, in coordinamento con l’ufficio di collocamento tedesco, pubblica una lista di posti di lavoro per gli immigrati. Nel 2012, il governo tedesco aveva facilitato la residenza a migliaia di persone altamente qualificate, reclutate principalmente nei paesi in crisi come la Spagna e la Grecia. D’ora in avanti, il governo tedesco si propone di incoraggiare l’immigrazione nei settori industriali e dei servizi, in cui esiste scarsità di lavoro registrato. 

I lavoratori interessati,  devono presentare il diploma del paese d’origine che li abilita a lavorare negli uffici selezionati. Anni fa, prima che la carenza di lavoratori in certi mestieri fosse all’ordine del giorno, la Germania ha optato per accordi tra i paesi, come è avvenuto con le Filippine e la Croazia per assumere personale medico, ha ricordato un portavoce del ministero dell’Economia. La carenza di manodopera qualificata in Germania è dovuta alla combinazione di due fattori: basso tasso di disoccupazione e l’invecchiamento della popolazione residente. 

Nel mese di febbraio, uno studio dell’OCSE aveva dichiarato che la Germania era interessata a reclutare manodopera di lavoratori stranieri, soprattutto senza un diploma, per compensare l’invecchiamento della popolazione. Ogni anno, la Germania riceve circa 25.000 i lavoratori provenienti da paesi non comunitari, che rappresentano solo 0,02% dell’ immigrazione totale. Secondo l’OCSE Australia, Danimarca, Canada e Gran Bretagna, al confronto, registrazione cifre di immigrazione cinque a dieci volte più alte.

 

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9 Comments

  1. alberto says:

    e che pretendete? la gente sa perfettamente che, in alcune zone, il razzismo è la lingua comune. dottori, ingegneri, fisici e gente altamente specializzata in discipline scientifiche, preferisce farsi una vita laddove si integreranno e verranno apprezzati per ciò che sono, non dove saranno razziati (fora di ball, cito a memoria). qui verranno solo quelli capaci a forzare le barriere. l’america è l’america perché prende le migliori e più elevate intelligenze e le mette nelle varie silicon valley (e ora hanno le varie oracle, microsoft, ibm, ecc ecc ecc,,,) . la germania vuol far qualcosa simile ma a livello molto più risicato e continentale. e l’italia o il veneto? penne e piatti ignifughi… e allora avanti, verso il futuro

    • Luca says:

      Anche sforzandomi non riesco a capire cosa c’entri il razzismo. In Germania gli immigrati sono quasi tutti europei o al massimo turchi. Di morti di fame che vengono dall’Africa lì ce ne sono ben pochi.
      In quanto all’america, sono decenni che attira perlopiù delinquenti e morti di fame, che teoricamente immigrano illegalmente, ma che in pratica ogni tot anni vengono “amnistiati” a milioni e ricevono la cittadinanza. L’immigrazione che c’è negli USA dalla seconda metà degli anni ’60 in poi sta trasformando quel paese in un nuovo Brasile, non so se qualcuno se ne rende conto meno…

      • alberto says:

        curioso… spesso e volentieri, i turchi vengono etichettati come non-europei, soprattutto quando si parla di invasione islamica dell’europa. ma va bene, diciamo che c’è un po’ di confusione. a ogni modo, i dati vanno postati decentemente: la germania ha il 9% della popolazione immigrata ma, contando anche i naturalizzati, tale percentuale raggiunge/supera il 20%. ci sono quasi un milione di neri-tedeschi, dato che parlava di “morti di fame dall’africa”.

        passiamo ora agli usa: con la nuova riforma, stanno bloccando il flusso dal messico per favorire la sola immigrazione dei cervelli. la sa qual è oggi l’etnia più ricca e “intelligente” in usa? gli indiani, non gli ebrei. QI medio di 112 punti, pil pro capite pari a 90.000 $ e tasso di laureati del 76% ( lauree maturate con voti molto alti). patrimonio intellettuale e scientifico che si riflette anche nei loro discendenti, i quali si sentono americani al 100%. ho fatto il caso degli indiani, ma lo stesso vale per i coreani, i giapponesi o gli europei che accolgono in usa. risultato: selezionano i migliori e li integrano facilmente, depauperando gli altri stati dei migliori cervelli e del loro “patrimonio intellettivo” (statisticamente, genitori intelligenti hanno discendenti intelligenti). ora si spiega il perché in italia abbiamo una tecnologia anni 50 e in europa anni 80? altro che brasile… secondo lei, quante possibilità ci sono che un fisico coreano scelga di stabilirsi in un posto dove si parla quotidianamente di “brasilianizzazione” e viene visto come allogeno? io dico nessuna… contenti voi…

        • Luca says:

          La confusione la fai tu: non ho mai detto che i turchi siano europei. I turchi non vengono “etichettati come non-europei”. I turchi NON SONO europei: l’ultima volta che ho visto una cartina geografica, la Turchia si trovava in Asia.

          “la sa qual è oggi l’etnia più ricca e “intelligente” in usa? gli indiani, non gli ebrei. QI medio di 112 punti”

          Sono davvero curioso di sapere la fonte di tali dati, dal momento che le stime del QI medio degli indiani in India variano tra 81 e 85. Ma anche se il dato da te riportato fosse veritiero (ne dubito, ma non voglio essere prevenuto), l’immigrazione indiana negli USA rappresenta comunque un caso particolare: tra di loro ci sono in effetti molti scienziati, e non si tratta di un campione rappresentativo della popolazione indiana nel suo complesso. In ogni caso parliamo di numeri piccoli rispetto al totale degli immigrati che raggiungono gli USA, che sono in massima parte ispanici e in particolare messicani.

          Sui coreani o giapponesi mai detto nulla. Si tratta di popolazioni che in media ottengono risultati superiori a quelli degli europei anche a casa loro.

          “con la nuova riforma, stanno bloccando il flusso dal messico per favorire la sola immigrazione dei cervelli.”

          Qui siamo alla pura fantascienza: circa il 50% (LA META!) dei milioni di immigrati illegali che stanno per regolarizzare non ha nemmeno il diploma di scuola superiore, e meno del 13% ha una laurea. E anche tra gli immigrati regolari solo il 20% è laureato, contro il 30% degli americani non immigrati. Senza contare che vari studi di economia del lavoro hanno mostrato come anche i figli e i nipoti degli immigrati ispanici continuino ad ottenere performance nettamente inferiori rispetto agli americani bianchi in campo educativo e lavorativo.
          Questa riforma costerà miliardi ai contribuenti americani in termini di welfare che andrà a beneficio degli immigrati regolarizzati. E per ottenere cosa? per svegliarsi un giorno e rendersi conto che gli immigrati gli hanno rubato il loro paese.

          L’economist stila annualmente una classifica dei migliori posti dove nascere. Nel 1988 gli USA erano in cima alla classifica: miglior posto al mondo in cui nascere. Oggi sono 16esimi. Negli anni ’80 gli USA erano ancora un paese popolato per più dell’80% da bianchi. Ora sono poco più del 60% ed in continuo calo, sostituiti in massima parte da ispanici, e in misura minore da neri.
          Forse la correlazione tra questi due trend dovrebbe accendere una lucina? Non nella mente di chi si rifiuta di vedere la realtà.

          • alberto says:

            i dati glieli posso fornire subito e, successivamente, anche la spiegazione del mio post. http://www.forbes.com/2009/02/24/bobby-jindal-indian-americans-opinions-contributors_immigrants_minority.html
            le posso assicurare che anche gli altri asiatici in Usa hanno standard molto alti, sui 108-110 circa.

            bravo, esattamente; lei sta convergendo sul mio stesso punto. non ho mai detto che gli indiani sono migliori degli altri (qi medio 81 in patria), ma che gli immigrati (indiani e non) che prendono in america sono “figli di una selezione cerebrale”… insomma, loro prendono scienziati, ingegneri, informatici, ecc… ovvero, quelli col qi mediamente più alto che, a loro volta, hanno una discendenza con un qi mediamente a livelli altissimi (dai 108 ai 112 punti) e un’alta propensione agli studi di matematica e fisica. molto più del biondino della così detta “white trash” (qi medio 90-100 con scarsa propensione scientifica).
            il mio post avvalla l’attuale riforma migratoria di cui si discute negli usa: meno “braceros” e più cervelli, aldilà del loro colore o religione. può starne certo, che il succo è quello, si discute solo su quanti illegali dal messico tenersi e quanti rimandare indietro. poi, in america, si pensa subito al futuro.

            e qui viene la mia domanda: in italia, qualcosa del genere, si potrebbe mai fare? ne dubito. troppa gente con la sindrome del “brasile”. il fisico coreano e o la coppia di ing indiani rischierebbero di avere a che fare coi calderoli di turno. meglio l’america. e poi, in italia, cosa abbiamo da offrire?
            si fidi, sign. Luca, a breve perderemo anche noi i migliori cervelli per donarli alle altre regioni d’europa o agli americani. saremo stupidi ma biondi (si fa per dire, colga la mia battuta)

            • Luca says:

              Ok, vedo che c’è qualche punto su cui ragionare. Tra l’altro l’articolo che mi ha linkato è di un autore che conosco ed apprezzo, anche se recentemente la sua carriera è stata distrutta perchè si è scoperto che nella sua tesi di dottorato aveva suggerito che gli USA avrebbero dovuto selezionare gli immigrati in base al loro QI, con conseguente accusa di razzismo per via delle ben note differenze di QI tra la varie popolazioni del pianeta. Era a conoscenza di questa cosa?
              Ed è proprio questo il punto: GLI USA NON STANNO ASSOLUTAMENTE EFFETTUANDO LA SELEZIONE DI CUI LEI PARLA!
              Lei mi parla di indiani, coreani e giapponesi, ma sembra ignorare il fatto che questi immigrati compongono una parte minoritaria degli immigrati che raggiungono gli USA:
              nel 2006 gli indiani erano il 4% degli immigrati, i giapponesi lo 0,85%, i coreani il 2,5%. Tutti gli immigrati di tutta l’Asia (e non tutti i paesi asiatici mandano immigrati “di qualità”, in ogni caso…) costituiscono solo 1/4 degli immigrati. Il Messico da solo invece manda negli USA più del 30% del totale degli immigrati! Ormai gli stati del Sud sono in mano loro, con tanto di cartelli della droga che ammazzano la gente e spagnolo che sta scalzando l’inglese come prima lingua. Si prevede che nel 2060 gli ispanici saranno la maggioranza in tutti gli Stati Uniti! E’ per questo che parlo di “brasilianizzazione”: perchè gli USA stanno diventando appunto un paese latino-americano, con tutto ciò che ne consegue! Non capisco veramente come fa ad ignorare un tale elefante e a concentrarsi su un topolino come i coreani o gli indiani.
              Io sarei il primo a mettere la firma su una proposta di legge che imponga di selezionare gli immigrati in base al loro QI, ma provi lei a farlo. L’accusa di razzismo arriverà IMMEDIATAMENTE.

              Comunque, due piccoli appunti:
              – il “white trash” è quello che ha fondato gli Stati uniti e il 90% di tutte le società attualmente più ricche e civili, oltre ad aver contribuito come nessun altro allo sviluppo della scienza e della cultura. Non proprio dettagli…
              – gli asiatici hanno sì un QI più alto di quello degli europei, ma anche una minore varianza. Il che vuol dire che il loro punteggio è concentrato attorno alla media (circa 106 per l’est-asiatico). In poche parole, pochi stupidi, moltissimi abbastanza intelligenti, e pochi geni.
              Gli europei hanno un Qi medio di 100, ma anche una grande varianza. Il che vuol dire un discreto numero di stupidi, molti medi, e un discreto numero di geni. Anche se il QI medio dei bianchi è più basso di quello dei paesi dell’estremo oriente, sono molti di più i bianchi con un QI di 130 rispetto a cinesi o coreani o giapponesi. Non è un caso se la stragrande maggioranza dei premi Nobel in ambiti scientifici viene vinta da bianchi (spesso ebrei, ma questa è un’altra questione) e ben pochi da asiatici.

              • alberto says:

                ero a conoscenza della maggiore varianza di QI degli europei rispetto agli asiatici di ceppo mongoloide (statisticamente, gli indiani hanno più gente con un QI superiore ai 140 pt rispetto ai cinesi, nonostante l’india abbia un QI medio di 81-83 e la Cina oscilli fra i 100-105) e del “caso ebraico”, ignoravo i guai personali del giornalista. vorrei fare qualche puntualizzazione, però:
                – per “white trash”; non s’intende e non intendevo il bianco caucasico in genere, ma una particolare categoria di bianchi (qualcosa di simile ai redneck, per intenderci). diciamo che sono gli ultimi che potrebbero contribuire alla scienza… e gli usavo più come paragone azzardato.
                – essere accusato di razzismo, oltre a farmi ridere per questioni puramente personali, sarebbe del tutto fuori luogo. chiunque dovesse farlo, prenderebbe una cantonata. in tempi in cui si guarda all’epidermide, io mi curo di prendermi un Venkata Raman piuttosto che uno spacciatore di sigarette balcanico con gli occhi blu. premio i meritevoli, aldilà delle loro provenienze o se il loro paese sforna molti/pochi geni. inoltre, non voglio fare alcun test del QI a chi entra… ma se vado alla ricerca di ingegneri termonucleari, fisici aerospaziali e neuropsichiatri qualificati… quante possibilità ci sono che mi appioppino un mentecatto? come minimo, il loro QI medio si aggira sui 115-120 punti. e qui torno al discorso di prima. gli usa, in questo momento, hanno capito che l’immigrazione dei poco o per nulla
                istruiti mexicanos è un danno per la nazione. l’attuale riforma è volta a bloccare quel tipo di flusso (con l’abbaglio di regolarizzare gente che comunque non verrebbe respinta) a favore del solo flusso dei cervelli (ovvero, la futura immigrazione negi usa) http://www.lastampa.it/2013/05/23/esteri/usa-pi-immigrati-vince-la-lobby-della-silicon-valley-N7TbFf7GKlkJbrU42DuRGN/pagina.html
                – gli ebrei hanno il circa 25% dei premi nobel mondiali poiché esiste una cultura che premia e incoraggia lo sforzo, oltre a una propensione naturale per la tecnologia e la scienza in genere. c’è da dire che gli ebrei sono la dimostrazione di quanto la mia teoria sia esatta. geneticamente gli ebrei sono un miscuglio, più o meno mediterraneo/nordico ma anche con un’alta percentuale di gene africano, di geni riscontrabile tanto negli ashkenazi quanto nei sefarditi, ecc… alcune teorie dicono che gli attuali ebrei sono figli di una “selezione” dovuta ai rastrellamenti subiti nelle varie epoche, che ha consentito la sopravvivenza dei più scaltri e intelligenti, altri parlano di un gene particolare e “unico” (volendo abusare della parola). è certo che gli ashkenazi non siano granché simili agli svedesi-tedeschi, basta guardare a fenotipi come einstein o von neumann per rendersene conto, né i sefarditi siano granché mediterranei (molti hanno i capelli rossi e gli occhi chiari). diciamo che sono “meticci”.

          • Roberto Porcù says:

            @ Luca – mi ricordo di aver letto che, chissà come mai, negli Usa la lingua spagnola è più diffusa dell’inglese.

  2. Dan says:

    Com’è che la germania può permettersi di dire quanti e soprattutto quali immigrati servono mentre noi dobbiamo stare qui ad accogliere e lasciare a spasso picconatori folli e malati quasi terminali di TBC ?

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