GERMANIA: LANDER VIRTUOSI CONTRO QUELLI SPRECONI

di DIEGO TAGLIABUE

Tra i discorsi di rabbia e di invidia verso i Tedeschi, identificati erroneamente con la figura della cancelliera, nessuno si chiede seriamente come mai la Germania (ma anche l’Austria) sia messa meglio dell’Italia.

Superficialmente parlando (sulla falsariga leghista), la prima risposta sarebbe: “Perché là esiste il federalismo”. Troppo poco. Il concetto base del federalismo non è solo una maggiore autonomia e libertà di azione delle regioni, dei Länder o dei cantoni, bensì la propria responsabilità.

Prendiamo per esempio il presidente della Baviera, Horst Seehofer: come tutti i presidenti dei Länder tedeschi può intrecciare autonomamente relazioni politico-economiche con altri Paesi e regioni, senza passare da Berlino. Può andare direttamente a chiedere prestiti a banche, pur non essendoci titoli di Stato bavaresi, senza passare per Berlino. Può (e deve) stabilire il budget per la pubblica istruzione (che in Germania è in mano ai Länder), alla ricerca, allo Stato sociale, a parti dell’infrastruttura. Ha anche la disponibilità finanziaria, dato che nessun Land versa il totale delle sue tasse direttamente a Berlino.

Di questo può sognare qualsiasi “governatore” italiano. L’altra faccia della medaglia, di cui Bossi e la Lega Nord in generale non hanno mai parlato, consiste nel fatto che ogni Land tedesco ha una propria costituzione e la regola della costituzionalità della legge finanziaria. In pratica, ogni Land fa la propria legge finanziaria, basata sulle proprie risorse, senza contare su un vaglia automatico da altri Länder. Se la somma dei debiti (prestiti) previsti supera quella degli investimenti previsti, la finanziaria è anticostituzionale, anche se il parlamento regionale (Landtag) l’ha approvata con grande maggioranza. Fare più debiti di investimenti significa vivere sopra le proprie possibilità.

Quando fu introdotta questa regola per Länder e per il governo centrale? Nel lontano 1949, anno di fondazione della Repubblica Federale. Le leggi finanziarie dei vari Länder vengono, poi, presentate alla camera delle regioni (Bundesrat), composta dai presidenti e vicepresidenti di tutti i Länder. Piccola nota a parte: il senato non esiste da quelle parti.

Chiaramente ci sono Länder i cui investimenti in parte sbagliati hanno portato a un buco nel bilancio. Questi chiedono formalmente aiuto agli altri Länder, che dispongono di eccedenze fiscali, cioè che hanno incassato più tasse di quelle previste nella propria legge finanziaria. Con questa richiesta si innesca un meccanismo di revisione dei bilanci e delle leggi finanziarie, nel quale i Länder che aiutano (Nettozahler) esaminano anche ulteriori possibilità di risparmio da parte dei Länder che ricevono aiuti (Nettoempfänger). Solo partendo dalla premessa di un risparmio serio e controllato, senza strozzature inopportune, vengono versate le eccedenze fiscali in aiuti.

Se facciamo il confronto con la situazione in Italia, salta subito all’occhio, che il passaggio di capitali dai Nettozahler italiani (es. Lombardia) ai Nettoempfänger italiani (es. Campania) è automatico, non è legato a nessun impegno di risparmio, di lotta all’evasione, di controllo, di piano d’investimento ecc.

Torniamo alla disciplina finanziaria: oltre alla costituzionalità della finanziaria esiste la regola di limite di debito (non di “pareggio del bilancio” come è stato mal tradotto in italiano): Schuldenobergrenze o Schuldenbremse (freno del debito). La Saar, per esempio, non potrà più fare debiti fino al 2020.

Funziona tutto alla perfezione? Non proprio. Anche la Germania ha un debito pubblico pari al 82% del PIL (Italia 124%, Grecia oltre 143%), lontano dal criterio del 60% sancito dal trattato di Maastricht, e uno squilibrio tra Sud e Nord  Est. In pratica, il Sud mantiene il Nord e l’Est, anche se non in misura così esagerata come il vaglia permanente e continuo in Italia da Nord a Sud.

Motivo? Solo dopo alcuni anni di investimenti sbagliati o dopo aver raggiunto in breve tempo un buco di bilancio consistente, scatta il controllo finanziario/fiscale, che equivale a un commissariamento. Bremen e Schleswig-Holstein sono stati commissariati nel 2011 e dovranno presentare per cinque anni i loro bilanci alla corte dei conti, alla camera delle regioni e all’organo parlamentare di osservazione finanziaria ogni tre mesi. La possibilità di prendere prestiti dalle banche è interdetta per tutto il periodo di risanamento.

Quando, però, la regione con la densità di popolazione più alta – Nordrhein-Westfalen – presenta quasi spavaldamente un buco di sette miliardi di Euro, una finanziaria anticostituzionale e pretende il conguaglio direttamente dalla Baviera, che ha il bilancio in equilibrio e punta all’azzeramento del debito, ci avviciniamo a discorsi alla Caldoro. Il governo di minoranza, presieduto da Hannelore Kraft, è saltato a metà marzo. Al più tardi all’inizio di maggio ci sarà il voto.

Allora potremmo dire che scricchiola il federalismo tedesco? Avremo presto una vittoria dei separatisti bavaresi (Bayernpartei)? Per ora è presto e l’attenzione è rivolta agli spreconi d’Europa, ma le prime voci di riforma del conguaglio fiscale dei Länder secondo una soluzione svizzera si fanno già sentire.

 

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9 Comments

  1. Alla luce di quanto accaduto con il Salva Roma (e a quale prezzo l’Italia ha dovuto rinunciare a risorse per interventi urgenti), sarà anche il sistema dei Lander scricchiola ma l’Italia dovrebbe adottare un sistema analogo per responsabilizzare i conti delle autonomie ma anche riprendere una gestione amministrativa delle regioni basate sulle peculiarità territoriali e produttive, o forse anche culturali di un territorio, senza invadere, ma dialogando con le regioni virtuose al fine di conseguire politiche di interesse nazionale.

  2. Lorenzo says:

    Una confederazione tra Nord Italia, Svizzera, Austria, Baviera, Baden-Wurttenberg e l’emergente Slovenia: una superpotenza economico-sociale!

    • Borderline Keroro says:

      non so quanto la Slovenia sia emergente.
      Avevo sentito di un prossimo default.
      Poteri sbagliarmi, ma mi pareva così.

    • Cery says:

      Si forse è un po azzardato includere la Slovenia, ma l’Idea è bellissima, saremmo una superpotenza, abbiamo pero dimenticato i territori della Francia alpina di confine, anche loro hanno il diritto di entrare nella confederazione alpina

  3. Boston Tea Party says:

    Perche´ fare commenti polemici contro il federalismo
    proposto dalla Lega?
    Chi ha scritto quelle cose non sa che anche il federalismo fiscale italiano prevede criteri di resposabilita : ineleggibilita dei sindaci che hanno fatto
    debiti e rimborris elettorali ridotti del 30% al partito
    del sindaco sprecone.
    Mi sembrano discorsi fatti senza aver davvero capito il federalismo fiscale .

  4. Diego Tagliabue says:

    Non potevo scrivere tutti i dettagli nel mio articolo. Mi sono soffermato sul fatto che in un federalismo vero e funzionante non ci sono Nettozahler e Nettoempfänger a senso unico e cronico. Questa è una malattia italiota.

    Può capitare a qualsiasi Land, se l’amministrazione peggiora, di scivolare nel gruppo dei riceventi aiuti. Per questo motivo ogni Land deve cercare di stare in campana.

    Questo sistema non è perfetto, ma funziona decisamente megio che in Italia, dove le parola responsabilità e disciplina finanziaria dei conti pubblici sono fantascienza pura.

  5. Complimenti! Finalmente sulla Germania si cominciano a leggere articoli anche in Italia veritieri ed esaustivi.

  6. Albert says:

    Magari i lander spreconi fossero in Italia….magari diamo ai tedeschi Sicilia,Calabria e Campania e ci prenderemmo volentieri i loro spreconi…

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