Germania: chi non paga la tassa per la Chiesa sarà quasi scomunicato

di STEFANO MAGNI

Chi non paga la tassa per la Chiesa viene (quasi) scomunicato. Succede in Germania, lo stesso Paese in cui, sei secoli fa, Martin Lutero cavalcò la protesta contro le “indulgenze” per lanciare la sua Riforma protestante. Ma l’indulgenza si basava, almeno, sull’incentivo spirituale: se doni soldi alla Chiesa, vieni ricompensato col perdono. In questo caso, invece, la tassa si basa su una minaccia, sempre spirituale: se non paghi la Chiesa, vieni, di fatto, scomunicato. Cioè: perdi il diritto alla Comunione, all’impiego nelle istituzioni ecclesiastiche, negli ospedali e nelle scuole cattoliche, non potrai più far da padrino o da madrina a un battesimo e il tuo parroco potrà anche rifiutare la tua sepoltura in terreno consacrato se non dimostrerai di esserti pentito. Lo stabilisce un decreto emesso dalla Conferenza Episcopale tedesca. Allarmati dall’emorragia di cattolici negli ultimi anni, i vescovi della Germania, dove il 30% della popolazione è cattolica, hanno deciso di “correre ai ripari”. Ciò che li ha spinti ad agire con una misura così drastica, a quanto pare, è la causa intentata dal professore di diritto canonico in pensione Hartmut Zapp, il quale ha annunciato pubblicamente, nel 2007, di non pagare più la tassa per la Chiesa, ma di voler continuare a ricevere la Comunione. Il decreto, dunque, si propone di far chiarezza su un terreno giuridico ancora sdrucciolevole.

La tassa per la Chiesa tedesca, la Kirchensteuer, è pari all’8% in Baviera e nel Baden Wuerttemberg e al 9% nel resto del Paese, aliquota calcolata sul totale dell’imposta sul reddito. La paga chiunque sia battezzato. Chi non vuol più contribuire, deve farlo con atto pubblico, chiedendo l’esenzione all’autorità fiscale. Negli ultimi due decenni si registrano, in media, 100mila defezioni all’anno.

Il decreto della Conferenza Episcopale tedesca è destinato a creare un dibattito molto duro, sia in Germania che nel resto del mondo cattolico. Associazioni tedesche della Chiesa “di base”, come “Noi siamo la chiesa”, ritengono che si tratti del “segnale sbagliato al momento sbagliato”.

Il problema può essere frettolosamente commentato come un atto di repressione ecclesiastica. In Italia, i primi a scandalizzarsi, però, sono paradossalmente proprio quei laici che vogliono far pagare l’Imu (una tassa in più) alla Chiesa. E si stracciano le vesti perché il governo non ha ancora emesso un decreto attuativo in merito. Il dibattito è dunque inquinato. E non tiene conto di una sostanziale differenza: quella fra una tassa volontaria ed una obbligatoria. La Kirchensteuer è una tassa volontaria. Così come volontaria è l’appartenenza ad una religione e ad una Chiesa in particolare. I cittadini tedeschi sono liberi di decidere se continuare a pagarla o meno. La Chiesa, dal canto suo, è libera di decidere quali metodi (incentivi o coercizione) adottare per indurre i fedeli a restare fedeli. Si tratta di un patto fra privati. E se ti ritiri non rischi alcuna punizione (terrena). La Kirchensteuer, storicamente parlando, fu introdotta nel 1919 dalla Repubblica di Weimar (e rinnovata nel 1949 dalla Germania Federale), quale compenso per la nazionalizzazione dei beni ecclesiastici. Non riguarda solo la Chiesa cattolica, ma tutte le confessioni religiose tedesche: ciascuna ha la propria tassa. La nazionalizzazione non fu un atto volontario. La tassa pagata per sostenere la propria religione, sì.

Non dovrebbe preoccupare, dunque, il livello di coercizione interno alla Chiesa. Preoccupa, semmai il rapporto malsano fra Stato e Chiesa, con il primo che obbliga la seconda a dipendere (per la sua stessa sopravvivenza) dal proprio sistema fiscale. E, in prospettiva, dovrebbe preoccupare l’atteggiamento dei vescovi della Chiesa che, proprio a causa di questo rapporto malsano e coercitivo, sono indotti a comportarsi e ragionare da esattori del fisco. E’ un sintomo inquietante, in Italia, che sia il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale italiana, a dichiarare: “Non pagare (allo Stato, ndr) le tasse è peccato”, come ha ribadito il 12 settembre scorso in un’intervista rilasciata al settimanale Tempi. Il decreto della Conferenza Episcopale tedesca promette l’Inferno all’evasore cattolico tedesco, proprio come Padoa-Schioppa, Tremonti, Monti e oggi Grilli, sostenuti moralmente dalla Chiesa, hanno sempre promesso un inferno (in Terra) all’evasore italiano.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

19 Comments

  1. Fornaroli says:

    A Giovanni che invoca pietà :
    chi si occupa di esteri, comprese chiese,tasse ecc. non mi pare possa essere annoverato fra coloro che dissertano di teologia. O sbaglio?

  2. Alberto Pento says:

    Io che non sono cattolico e nemmeno cristiano, lo trovo giusto.
    Trovo giusto che chi crede in questa religione contribuisca economicamente al mantenimento dell’apparato ecclesiale e del suo cerimoniale.
    Che cosa vi è di strano nella responsabilità anche economica??

  3. fracatz says:

    bisogna sempre fare quello che i preti dicono, ma mai comportarsi come loro
    vedrete che nell’aldilà ne sarete compensati
    chissà perchè una tassa non obbligatoria invece di un’offerta volontaria? certo che anche lì il clero è influente

    • Giancarlo says:

      L’8°/°° non è una tassa, è una quota dell’Irpef che paghi comunque a prescindere. Un’offerta volontaria sarebbe l’ideale, ma ci vorrebbe anche un paese dove scelta volontaria significasse: faccio la scelta che ritengo giusta e la firmo con nome e cognome, senza che per questo debba condizionare le scelte o non scelte degli altri.

      • caterina says:

        mi sembra che occorra dichiarare se si vuole che vada alla chiesa cattolica o meno, ma se non si dichiara niente anche l’8 per mille andrebbe allo stato… per cui almeno questa quota facciamola confluire dove vogliamo prima che se la intaschino questi famelici politici…
        Forse è una specie di risarcimento fatto a spese nostre che lo stato col concordato ha destinato per aver incamerato il patrimonio della chiesa, che comunque possiamo anche pensare che era nostro, perchè delle generazioni che ci hanno preceduto e lo hanno generosamente costituito loro sì senza nessun obbligo ma perchè ci credevano!
        Uno stato-italia ladro fin dalla nascita.

        • Simone Tretti says:

          l’8%o finisce “di default” alla chiesa salvo diversamente specificato, dove comunque chiesa significa “tutte le confessioni religiose (registrate nel modulo) in percentuale proporzionale alla presenza o qualcosa di simile”.

          Se scrivi diversamente, l’8%o finisce allo stato oppure ad una specifica chiesa non-la-cattolica-di-roma.

          Forse vi confondete con il 5%o il quale senza specifica alcuna va allo stato, altrimenti può essere indirizzato ad istituti di ricerca od organizzazioni varie.

  4. caterina says:

    Si pagano fior di milioni per il club del golf e molto meno per la bocciofila.
    A tenere con decoro le chiese sarà una via di mezzo, ma l’8 per mille non l’hanno istituito anche per questo? e non è obbligatorio…
    E’ più scandaloso che un cardinale ci dica di pagare le tasse quando vede dove vanno a finire per il 70%!!.
    Le tasse che sono ingiuste potendolo non si pagano.
    “date a Cesare quel che è di Cesare”… non quel che è mio perchè me lo sono sudato per poter vivere..

  5. sandrolibertino says:

    Da quando si è un vero cattolico? Dalla nascita? Ma al bambino è stato chiesto la sua opinione??? Lo stato deve insegnare una “cultura e storia delle religioni”, Mentre lo studio vero e proprio di una religione è responsabiltà delle religioni cosi come lo fanno gli ebrei, i mosulmani, i Testimoni d G. ecc. e lo fanno nei loro centri di culto e non nelle scuole statali. Solo i cattolici sono scansa fatiche e lasciano la responsabilità allo stato. Un papa attorno al 1500 ha detto: il popolo deve saperne il meno possibile, altrimenti le nostre tante dottrine si riveleranno false. Allora chi alzava la testa subiva l’inquisizione, insieme a tanti Down e simili “indemoniati”. Oggi sempre piu’ gente scopre queste falsità, che si nascondono dietro il “mistero della fede”, quand’è che la religione deve essere una cosa semplice e chiara. Ma in pratica questa scomunica cosa provoca? Che non puoi farti fare il tuo funerale in chiesa (dove ti viene comunque chiesto un’obolo), ma per il resto si vive benissimo, senza restrizioni di sorta ed in piu’ non sostieniamo piu’ pedofili, inquisitori, falsi, ed anche assassini.

    • Teronicus says:

      La sua requisitoria manca di molte parti storiche. Stiamo trasformando una discussione su una tassa in un problema storico, ed ecco spuntare le solite rimostranze laiciste

      • Dan says:

        Rimostranze laiciste un corno.
        La chiesa cattolica (così come tutte le altre, sia chiaro) deve ancora dimostrare nei fatti di essere veramente riconosciuta dalla divinità di cui tanto si riempie la bocca.
        Se una persona crede in qualcosa, quel qualcosa ci sarà a prescindere da quanto affermato dalla dottrina imperante

  6. Giancarlo says:

    Che io sappia la tassa la pagano anche i luterani, e anche loro per smettere di pagarla devono dichiarare di non aderire più a quella confessione. Mi pare tutto trasparente e alla luce del sole, qual’è il problema? Come al solito uguale preciso a qui con la storia dell’ 8°/°°, dove la filosofia di base è questa: gli italiani sono renitenti, codardi e non vogliono farsi schedare, solo una minoranza firma con nome e cognome per destinare la propria quota allo stato oppure alle confessioni religiose, quindi decidiamo noi per loro e le quote non espresse vengono ripartite in modo proporzionale a quelle espresse. E a proposito di Imu che doveva pagare anche la Chiesa: qualcuno ha idea di che fine abbia fatto?

  7. giovanni says:

    Magni Magni dopo aver pontificato sulla geopolitica adesso ti occupi anche di teologia? pietà!!!

  8. Dan says:

    Un tizio muore e arriva davanti il cancello di San Pietro, chiuso.

    Tizio: Perchè la porta è chiusa ?
    S.P.: Lei le ha pagate le tasse ? Sa, i cardini del cancello cigolano di continuo e ci serve lo svitol. Se lei le avesse pagate…

    (nel frattempo arriva l’auto blu di un politico per il quale invece la porta si apre)

    S.P.: Vede ? Lui ha pagato per lo svitol e va in paradiso.
    Tizio: Ma lui per farlo ha spennato me ed io dovevo anche mangiare.
    S.P.: (fa occhi al cielo ed alza le spalle) ehhhh dicono tutti così

    (da qui in avanti ci starebbe bene lo spot della red bull con il tizio che si beve la lattina, che gli è costata di meno della tassa sullo svitol, rutta in faccia a San Pietro e salta il cancello perchè gli sono spuntate le ali sulla schiena)

  9. In questo la chiesa cattolica romana si dimostra uguale a Dianetics, cioè una setta a beneficio dei propri sacerdoti.

  10. Diego Tagliabue says:

    Esiste da una vita, solo che adesso vogliono controllare.

    Per esentarsi dalle tasse ecclesiastiche, è sempre stato necessario abbandonare ufficialmente la chiesa cattolica: praticamente un’autoscomunica presso l’ufficio di riscossione delle tasse ecclesiastiche (Kirchensteueramt).

    La chiesa non ammette più ai sacramenti i figli degli autocomunicati.

    Che ci crediate o no proprio la baviera cattolica registra da anni un aumento costante di autoscomuniche.

    Risultato: tra qualche anno l’unico tedesco cattolico sarà il papa.

    • MI sembra corretto che la Chiesa Cattolica insegni che non si ottiene nulla per nulla.
      Se uno vuole essere cattolico dovrebbe pagare un costo per questo, idem per chi vuole appartenere ad una qualche comunità che gli concede dei vantaggi (veri o presunti, soggettivi o oggettivi).

      Almeno si vede chi sono i veri cattolici e chi no.

    • Dan says:

      Cioè i figli pagano le “colpe” dei padri ? Tra le altre cose (lasciate che i pargoli vengano a me, reinterpretato con “vengano su di me”) Gesù insegnava PROPRIO questo !

Leave a Comment