SALVATO COSENTINO. GENTILINI: MI VIENE IL VOLTASTOMACO

di REDAZIONE

REVISO – «Una vergogna». A Giancarlo Gentilini non è piaciuto affatto che la Camera abbia negato l’arresto di Nicola Cosentino, ex sottosegretario del governo Berlusconi accusato di legami con la camorra. E ancor meno, al vicesindaco di Treviso, aggrada che il salvataggio sia avvenuto grazie anche ai voti di alcuni deputati leghisti.

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2 Comments

  1. lorenzo canepa says:

    la lega non e´piu´lega. Sono stato militante per quasi 20 anni ora basta. troppe balle dicono in via bellerio. troppi cadregari in parlamento. A bossi si deve dare una bella poltrona e metterlo in pensione. Ha ragione pagliarini che ha sempre lottato col sorriso sulle labbra per portare il v ero federalismo. I vecchi militanti non si riconoscono piu´nel movimento. Gentilini lo sa bene .
    Almeno facesseero i congressi ma no . Bossi pensa di comandare ancora ma chi comanda sono i badanti
    La rosy mauro che ha fallito col sindacato il reguzzoni che non sorride mai pazzo per il potere. e tutti gli altri che gestiscono la lega come un club privato. Lazzaroni e traditori.

  2. gianni tirelli says:

    COSENTINO E SAN GENNARO

    La Lega vota contro l’arresto di Nicola Cosentino, che non solo é terrone ma campano e camorrista!
Questo nuovo, inaspettato e radicale cambiamento di fronte della Lega, che sull’onda di una inedita e cristiana solidarietà sembra indicarci il cammino del Signore rammentandoci il famoso motto “chi é senza peccato scagli la prima pietra”, é encomiabile e ricco di speranze!!! Certo, I soldi e le promesse del Nano Malefico con tacchi e parrucchino, fanno miracoli, tanto più se a capo del partito più stupido della storia repubblicana c’é un soggetto incapace di intendere e volere.

    Mentre Mario Monti cerca in tutti I modi di raddrizzare la barca, la Banda Bassotti non perde occasione per sputtanare l’immagine del parlamento, dell’Italia e degli italiani tutti, esultando di gioia, fra baci, abbracci e grida di giubilo, salvando il culo a uno dei suoi picciotti più fedeli. Se Cosentino finisce in carcere, c’é il serio rischio che vuoti il sacco (un sacco pieno di merda) e potrebbe fare e confermare certi nomi, già del resto noti al pubblico pagante.

    Sembrava di stare nell’aula di un tribunale americano e assistere a quel verdetto di assoluzione che aveva risparmiato un innocente dalla sedia elettrica – o al salvataggio di un bimbo sottratto dalle macerie provocate da un terremoto – o a un miracolo di San Gennaro che aveva riportato in vita il figlio moribondo di un povero pastore!
Ma é più verosimile immaginare – rammentando un frammento del film “Il Padrino” – ai degli affiliati di un Clan mafioso, che esultano brindando a champagne, dopo lo scampata cattura del Boss e relativa fuga.

    La realtà di questi tempi, supera di gran lunga ogni fantasticheria, dove il carnefice trasfigura in vittima perché si dice, perseguitato, e l’innocente viene condannato a morte per non potersi pagare un avvocato o avvalersi di amicizie particolari!!!

    Ma che cazzo di paese é mai questo, dove dei parlamentari festeggiano il mancato arresto di un criminale? Un signore che, diversamente dall’essere un qualsiasi cittadino, é un “DEPUTATO DELLA REPUBBLICA” che, più di chiunque altro soggetto sociale, si deve attenere a ferrei principi morali, regole e valori per non dare adito ad alcun dubbio di sorta.

    E invece rieccoci da capo! Come se nulla fosse cambiato! Si ripete la vergognosa e immonda storia del caso Ruby dove, trecentoquattordici deputati, hanno ritenuta legittima la richiesta di sollevare davanti alla corte costituzionale un conflitto di attribuzione nei confronti dell’autorità giudiziaria, per spostare il processo “Ruby” dal tribunale di Milano al tribunale dei ministri, sulla base di una grottesca motivazione che ha ridicolizzato l’intero paese agli occhi del mondo. Una menzogna condivisa e adottata in blocco da un’intera maggioranza politica, che trascende da ogni visione democratica e stato di diritto, trasfigurando la sacralità del parlamento in una cassaforte di privilegi, impunità e di interessi particolari. Una vera e propria Gang del malaffare!

    Perché dunque, tanto incomprensibile fervore, trasporto e partecipazione per un signore accusato di essere referente politico dei Casalesi e di concorso esterno in associazione camorristica, per il quale la Camera ha respinto la richiesta di arresto? Avere sottratto Cosentino dalla galera, non è stato un atto di misericordia partorito dal loro cuore magnanimo di questi singolari cattolici, ma un modo preventivo attraverso il quale intendono salvare loro stessi, proiettando nel futuro una tale eventualità.

    E’ forse questa l’espressione ultima di una destra europea e liberale o piuttosto, é più verosimile pensare ad un covo di faccendieri che si servono del potere per dare fondo ai lati peggiori e più oscuri della loro personalità, a fronte di privilegi, impunità e di profitti? Fra questi esemplari umani, la politica non ha patria!
    Se ciò che è successo ieri alla Camera del deputati (giovedì 12 gennaio 2012), è il risultato della “libertà di coscienza”, voglio sperare che i cittadini italiani, dopo avere imparato la lezione, si astengano dal votare certa gente, prima di ritrovarci fra i banchi del nostro parlamento, capi Clan e “uomini d’onore” in giacca e cravatta e camicia azzurra!

    E nel frattempo a noi, comuni mortali, ipotecano la casa per un bollo evaso trent’anni prima, e ancora, per un’ennesima volta, costretti a pagare il conto di chi, sulla pelle dei cittadini si è abbuffato fino a scoppiare, tradendo ogni speranza e promessa di futuro e consegnando a nostri figli e nipoti un paese malato e smarrito, dentro un’allarmante deriva etica e morale, senza precedenti.

    Gianni Tirelli

    P.S. Nicola Cosentino (nominato Sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze del quarto Governo Berlusconi) é parente acquisito di diversi camorristi: suo fratello Mario è infatti sposato con Mirella Russo, sorella del boss dei casalesi Giuseppe Russo (detto Peppe O’ Padrino), che sta scontando un ergastolo per omicidio e associazione mafiosa; un altro fratello è sposato con la figlia del boss Costantino Diana, in seguito deceduto.

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