GENTLEMAN COLLECTOR, RIVISTA PER GLI UOMINI D’UNA VOLTA

di ENZO CANIATTI*

Nel mondo dove impera internet e il multimediale, può apparire strano parlare di “ferri vecchi”, giocattoli di latta e tempi andati. Emozionarsi udendo il rombo di un dodici cilindri o respirare a pieni polmoni l’inconfondibile odore di ricino di un due tempi. Non vergognarsi e non sentirsi un appestato perché si sa gustare un buon sigaro, un alcolizzato perché si sanno apprezzare vini e liquori, o un guerrafondaio perché si amano armi e mezzi militari. Non riuscire proprio a sentirsi un criminale quando, se le condizioni della strada lo consentono, si schiaccia più del consentito l’acceleratore. Non avere alcuna voglia di essere catalogato tra i Transetter, i Metrosexual e altre categorie inventate dai guru di turno e fatte proprie da una pubblicità ossessiva che ritiene in target soltanto giovanissimi, giovani e trentenni rampanti. Essere considerato out perché si aborrano i pranzi in piedi, il finger food e i burghy.

Preferire alla discoteca il piano bar, all’happy hour un tradizionale aperitivo e ai reality show un buon libro. Usare la Rete come mezzo di comunicazione e banca di informazioni, ma non avere bisogno di un Avatar in Second Life per sentirsi qualcuno. Trascurare il sesso virtuale per quello vero. Frequentare amici e conoscenti di persona e non solo attraverso i social network. Usare le mail per rapidità e comodità, ma affidarsi alla “penna” per le circostanze importanti. Avere un proprio stile, dall’abbigliamento a come porgersi, senza tenere conto delle fugaci mode del momento.

Vivere a pieno la vita, assaporando tutti i suoi piaceri, anche se si cominciano ad avere le tempie brizzolate. Ecco, sì, può apparire strano tutto ciò. Ma se ti sei riconosciuto in parte o in toto nel profilo, questa è e sarà la tua rivista. Una testata che vuole raccontare ed esaltare le passioni dell’uomo, trasformando in protagonisti proprio i collezionisti con la c maiuscola che a nostro giudizio rappresentano un po’ il perno attorno al quale ruota un certo universo delle passioni maschili.

I collezionisti sono “animali” strani, le cui passioni difficilmente sono a senso unico. Chi colleziona tutto ciò che è Vespa come Marco Fumagalli, può andare pazzo anche per le Bugatti in scala e le auto sportive degli anni Sessanta. E che dire di Corrado Lopresto, che grazie ai suoi straordinari “pezzi unici” ha vinto i concorsi di eleganza per auto d’epoca più importanti al mondo? Frequentando personaggi così ci siamo resi conto che le passioni e gli interessi che coltivano coincidono spesso con i nostri e sono ben più vasti di quanto le loro principali collezioni farebbero supporre. Per raccontarne il mondo, che è anche il nostro mondo, abbiamo realizzato una testata che vuole diventare il punto di incontro e di confronto per chi la pensa come noi. L’abbiamo chiamata Gentleman Collector, in onore ai gentlemen drivers che negli anni Sessanta e Settanta partecipavano, a proprie spese, alle competizioni. Parecchi di loro, oggi, sono dei veri “signori” collezionisti con la c maiuscola.

*Editoriale tratto dal primo numero della rivista

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