Genova: si certifica il cedimento strutturale dell’Italia

A view of the collapsed Morandi bridge the day after the disaster in Genoa, Italy, 15 August 2018. The death toll for Tuesday's highway-bridge-collapse disaster in Genoa has risen to 37, according to reports on 15 August. ANSA/ LUCA ZENNARO

di MAX RIGANO – Si certifica il cedimento strutturale dell’Italia. Adesso sarebbe il caso di alzarsi le maniche della camicia e mettersi al lavoro. Basta annunci. Basta puttanate sui Rom o sugli sbarchi dei disperati. Adesso ci aspettiamo che si controllino tutte le infrastrutture: i ponti, le autostrade, l’alta velocità  in un paese ad alta densità sismica. Ci si aspetta il controllo delle acque e dei fiumi, perché a fine mese non si registrino le consuete piene, con le montagne che vengono giù da sole. Sarebbe ora che la Casaleggio e il team Salvini si mettessero al lavoro per dirci cosa vogliono fare da questo pomeriggio, con quanti soldi , con quanti uomini e in che tempi, per sistemare le primarie emergenze del Paese. Senza nasconderci che laddove decidessero di agire, devono spiegarci perché stanno andando a vendere il nostro debito pubblico alla Cina. Ma questo lo trattiamo la prossima volta. Possiamo augurarci che non ci siano più foto di ministri a petto nudo a mangiare la mozzarella o negli hangar per parlare dell’aereo di Renzi, mentre nel Paese c’è un casino di cose da fare? E con questo non dimentico che nella città più  rossa d’Italia, se piove la gente rischia di morire o investita dall’acqua o dalle infrastrutture che le cadono addosso. IL Pd e la sinistra tutta potrebbe tornare a occuparsi di queste cose pratiche anziché romperci i coglioni con le polemiche ad minchiam contro il Governo? Possiamo sperare che maggioranza e opposizione lavorino insieme per evitare che la gente muoia mentre va al lavoro o in vacanza? È troppo disturbo per il Ministro con la velina o per il milionario Grillo, muovere il culo visto che hanno chiesto la delega a governare il Paese?

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