ZEMIAN, IL SANTO PATRONO CHE FERMO’ I FRANCESI

di ALINA 

La storia ci racconta di quando il Santo Patrono dei modenesi, Geminiano, nella leggenda popolare, convinse le truppe di Francia a dissetarsi nel fiume Secchia anziché presso i vigneti del lambrusco.

Nato a Cognento di Modena, verso il 312 , da famiglia modesta, Geminiano dimostrò presto la grandezza della sua anima e questo gli guadagnò la stima e l’amore dei concittadini e del Vescovo Antonino, che lo elesse e ordinò suo diacono. Morto il Vescovo, i Modenesi lo acclamarono a gran voce come suo successore, ma Geminiano non ci teneva per niente e se la diede a gambe. Lo schivo giovane, scappando verso l’Appennino, trovò rifugio nel bosco delle Cadiane: immenso e atro e, guarda caso, di querce, metteva una gran paura ai cittadini, che lo ritenevano popolato da demoni. Era però frequentato assiduamente da eremiti, che ricercavano il Sacro, nel silenzio della natura selvaggia.

In mezzo a quel bosco, in una capanna a lui già nota, il nostro rimase ben nascosto, determinato a far piuttosto l’eremita che non il vescovo. Gli angeli di Dio però, dicono, ci misero la penna e lo sventurato, dopo pochi giorni, si vide capitare tutti i Modenesi alle Cadiane, per prelevarlo. Geminiano, suo malgrado, si arrese ai messi del Cielo ed ai propri affezionati concittadini e, in lacrime, tornò a Modena, dove fu acclamato vescovo nell’anno 356. Soltanto due anni dopo, ovviamente, Roma si fece viva e il Papa Felice II lo consacrò vescovo. Morì santamente il 31 gennaio del 397: il suo corpo, avvolto in un candido lino fu deposto in una umile urna di tufo, ma l’anima se la filò dritto filato in Paradiso, lasciando i “geminiani” (zemiàn in lingua modenese, così come sono “densi” i Novaresi dal nome del Patrono), poveri in canna, ma molto ricchi, spiritualmente parlando, e ben protetti.

Geminiano, per i suoi, eresse mura invisibili intorno al suo splendido Duomo e alla città, contro il furore della piena dei due fiumi, tra cui crebbe Modena, contro Attila , che stornò con il prodigio della nebbia e ancora nel 1511 contro i Francesi. Il Santo apparve a Carlo D’Amboise, giunto con le sue truppe presso la città, e, prese sembianze, narrano, terrificanti, li convinse a gustare le acque gelide del Secchia, distogliendoli dal buon vino Lambrusco e dal rifilare poco commendevoli regalini infetti alle comari modenesi.

Altro che i Baschi con Sarko…

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One Comment

  1. luciano says:

    Da vecchio “zemian” non posso che apprezzare questo racconto della storia di S.Geminiano.
    Santo che indipendentemente dal credo di ognuno di noi modenesi abbiamo tutti nel cuore.
    Ai giorni nostri è imminente l’inaugurazione di un altro “Zemian” di cui i modenesi possono andare fieri,la “casa natale di Enzo Ferrari” e lo dico non per becero campanilismo.

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