Gelati, lecca-lecca e iPad, tutti a spese dei cittadini lombardi

Senza regole e, più ancora, senza stile. L’assalto alle note spese rimborsate «per il funzionamento dei gruppi» del consiglio della Regione Lombardia, infatti, visto con le lenti degli scontrini costati ieri 22 inviti a comparire per peculato ad altrettanti consiglieri di Pdl e Lega, nemmeno pulsa della ribalda “nobiltà” di illustri predecessori che nel Lazio si erano fatti la villa o avevano acquistato il Suv con i soldi dei cittadini: qui al Pirellone c’è solo gente che, pur guadagnando almeno 9.000 euro netti al mese di stipendio comprensivo di diaria, e pur essendo già dotata di telefoni e computer gratis, con gli ulteriori fondi pubblici «per il funzionamento del gruppo consiliare» si fa rimborsare il cono gelato da 1 euro e 50, il lecca-lecca, l’ovetto-Kinder e una clessidra; compra la salsiccia dal macellaio, va dal panettiere, segna uno dietro l’altro a distanza di pochi minuti i caffè con brioche da 1 euro e 60 al bar, beve una birra al pub; acquista in tabaccheria blocchi di «gratta e vinci», mette in lista un farmaco e il relativo ticket da 21 euro, e a Capodanno accolla ai contribuenti i fuochi d’artificio.
Tartufi e ostriche
Perfino le trasgressioni culinarie sono un po’ da filmetto di serie B. Come nei «due coperti» da 127 euro di ostriche rimborsati al leghista Pierluigi Toscani. O come il pasto al ristorante «il Baretto al Baglioni» il 23 ottobre 2010 che l’ex presidente leghista del consiglio regionale Davide Boni qualifica «spesa di rappresentanza» nei «rapporti consiglio-giunta e nuova sede con il Sottosegretario Expo 2015», consumando 30 grammi di tartufo per 180 euro su 644 di conto. Il tartufo deve essere una passione: Giorgio Pozzi si fa rimborsare una cena «con rappresentanti dell’imprenditoria locale» il 23 dicembre 2010 sempre al «Baretto» dove, su un conto di 3.320 euro, 200 sono di vini, 400 di champagne e ben 882 di tartufi in un «privé» il cui utilizzo costa da solo 150 euro.

Sushi e ospitalità
Quando a saldare i conti è indirettamente il contribuente, diventa più facile largheggiare in generosità: sempre Pozzi, ad esempio, ottiene il rimborso di 5.500 euro spesi al ristorante «Il Gatto Nero» di Cernobbio il 30 luglio 2010 per una «cena istituzionale con operatori e imprenditori locali» offerta a 55 persone. Alessandro Colucci oscilla invece tra gli arancini da 5 euro e il sushi da 127 euro per due coperti al ristorante «Nobu Armani».

I taxi, il Natale, Parigi
Del resto la madre di tutte le ambiguità è il concetto in sé di «materiale di rappresentanza», tipo quello che Boni compra per 11.164 euro a Napoli tra il 28 e il 30 dicembre 2010: 75 cravatte in seta, 3 sciarpe in cashmere, 7 foulard in seta. Per definizione, nulla è più di «rappresentanza» come le colazioni e le cene al ristorante, che insieme a una marea di taxi sono la voce più ricorrente e corposa nei rimborsi ritenuti dubbi dagli uomini della GdF milanese che con i pm Robledo-Filippini-D’Alessio già avevano indagato sul finanziamento pubblico alla Lega e prima ancora sui derivati del Comune di Milano. L’ex assessore Buscemi, ad esempio, al ristorante milanese «A Riccione» sostiene «spese di rappresentanza» per 380 euro proprio alla viglia di Natale, 24 dicembre 2009, e per 695 euro proprio l’ultimo dell’anno, 31 dicembre 2009.
Altre volte Buscemi qualifica come «spese di rappresentanza» il ritiro di pietanze da asporto presso ristoranti giapponesi e cinesi. E quando un evento legato all’Expo propizia un soggiorno istituzionale a Parigi, all’«Hotel Park Hyatt» paga 638 euro con carta di credito della Regione anche se dalla fattura dell’albergo sembrerebbe che i servizi ricettivi siano stati offerti a «2 persone».

Matrimonio
Tante cose potranno forse essere chiarite, e certo ce n’è parecchie da mettere a fuoco. Il capogruppo leghista Stefano Galli, ad esempio, che il 5 marzo 2009 mette in lista 8 euro per la ricarica di una penna, sostiene il 16 giugno 2010 al Ristorante «Toscano» una asserita spesa «di funzionamento» del gruppo anche se il ristoratore, interrogato come teste, ha affermato che quella spesa, 6.180 euro per 103 coperti, riguardava di certo un matrimonio.

Ovetti e Mignottocrazia
L’orizzonte degli scontrini è il più vario. Alessandro Marelli, pur non disdegnando di acquistare pc e cellulari, esibisce 4 euro per una birra spina media al pub e 9,90 euro per un tubetto di ovetti Kinder con sorpresa, e si fa rimborsare le sigarette e persino i coni gelato come Pierluigi Toscani, che non manca 752 euro di cartucce e non disdegna i tagliandi «win for live». Nicole Minetti sceglie invece di spaziare dagli 899 euro per l’iPhone5 ai 27 euro per «barattoli di sabbia in vetro giallo», dagli 832 auro di «consumazioni» all’Hotel Principe di Savoia ai pochi euro per una crema da viso. Ed è al gruppo consiliare pdl che l’imputata nel processo Ruby accolla i 16 euro spesi per comprare il libro «Mignottocrazia» scritto da Paolo Guzzanti.

«Si può vivere così?»
Ciascuno ha le sue predilezioni. Angelo Giammario (114mila euro contestati sul 2008-2012, più di lui solo il capogruppo pdl Paolo Valentini con 118.000) suole affittare un’auto con conducente da Basiglio a Milano. Cesare Bossetti, intestatario del rimborso della tazzina di caffè al bar come del farmaco da 21 euro, ricorre alle spese di funzionamento del gruppo per 14 cornici per 672 euro il 2 agosto 2010, e per altre 8 cornici il 7 luglio per 384 euro. Giulio Boscagli, il cognato di Formigoni, compra tre iPad per 2.626 euro. E mentre Roberto Pedretti si fa rimborsare 960 euro per un ingrandimento fotografico, per il suo collega Marcello Raimondi, che attinge spesso ai soldi pubblici per il rifornimento di carburante, l’1 marzo 2008 è invece giorno di acquisti tecnologici: una macchina fotografica da 520 euro, una telecamera da 230, un proiettore da 720, un computer da 1.390. Ma una decina di giorni dopo si dà anche ai libri. Titolo: «Si può vivere così?».

 

Fonte originale: www.corriere.it   di Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella

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7 Comments

  1. caterina says:

    sono convinta che l’errore è nell’averglieli dati tutti questi soldi da spendere, perchè una volta che la legge glieli assegna rimettendosi per l’utilizzo ai criteri dei vari partiti, è affare loro come se li spendono, e se la devono vedere loro…uno si prende il lecca lecca uno si compra il suv, uno inviterà a cena amici sperando in futuri consensi, dipende dai gusti e dalla furbizia, ed è stupido che si vada poi a sindacare: per conto di chi? se gli onesti o i dignitosi non ne hanno profittato, il massimo che possiamo fare è riconoscergli il merito di compostamenti diversi, ma nella sostanza l’imbroglio è l’averglieli dati tutti quei soldi e con legge dello stato!
    Una legge stupida che un referendum aveva già bocciato.

  2. Arcadico says:

    E’ finito … per sempre … un sogno!!!

    Il Nord Non avrà mai … una rappresentanza politica … seria!!

    Grazie Bossi, Grazie Lega!!!

  3. Ferdinando says:

    questa situazione porta tristemente alla luce la qualità dei nostri pubblici rappresentanti….. ma anche la pochezza di chi li ha votati e continua, quasi quasi, a scusarli cercando la chiamata in correo di tutti gli altri. Bisogna intendersi bene… La colpa é nostra che crediamo di essere intelligenti . ( ovviamente gli altri non capiscono niente ) e ci facciamo trascinare dai soliti volponi della parola. Non tutti sono uguali, sono sicuro che ci siano anche persone per bene ma…. non siamo in grado di distinguere presi come siamo dal tifo da stadio a cui ci hanno portato e che noi siamo ben felici di seguire.

  4. Federico Lanzalotta says:

    Siete tutti dei dietrologi malfidenti e malvagi!

    Il gratta e vinci l’ha comprato perché in caso di vincita avrebbe donato la stessa agli indigenti lombardi!

  5. Roberto says:

    Caro Pagliarini, chi ti scrive è un semplice militante da 14 anni, molto deluso e confuso, uno dei tanti sempre liggio al dovere, migliaia di gazebo, attachinaggio di manifesti a non finire, sempre presente alle manifestazioni più importanti Pontida Venezia ecc.ecc. perchè ci credevo, ci speravo, ci contavo e invece niente….. soltanto delusioni e amarezza che schifo. Mi chiedo come ho fatto a resistere dopo tutto quello che è emerso in lega, ho ancora in tasca la tessera da militante 2012, forse sarà il caso che ripristini un po le mie idee
    Un Saluto Sincero
    Roberto

  6. sciadurel says:

    è veramente una vergogna …

    p.s. a quando indagini a tappeto anche in altre regioni ???

  7. giancarlo pagliarini says:

    Leggendo di queste cene con tartufi ecc ecc mi è venuto in mente quando ho smesso di fare il Ministro del Bilancio nel 1994. Mi hanno detto che per “prassi consolidata” la regola era che il ministro offriva una cena ai più stratti collaboratori: il capo di gabinetto Corrado Calabrò e qualcun altro. In totale erano nove. Certo li i ho invitati …al Mac Donald. Le risate: molti di questi signori non avevano mai messo piede in un Mac Donald. Me li ricordo ancora, col vassoio in mano “e adesso cosa si fa? dove ci sediamo signor Milnistro ?”. Ho fatto bene a mollare tutto: questi signori della casta sono tutti uguali, uno peggio dell’altro. Barboni!

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