Chi crede alla guerra “pulita” di Israele a Gaza?

gazadi ANDREA CARLO MONTI

Se in passato non hai gridato allo scandalo quando migliaia di protestanti sono stati uccisi e feriti dalla Turchia, dall’Egitto e dalla Libia, quando più vittime che mai sono state impiccate dall’Iran, donne e bambini sono stati bombardati in Afghanistan, intere comunità sono state massacrate in Sudan, 1.800 palestinesi affamati ed uccisi da Assad in Siria, migliaia uccisi dagli jihadisti in Pakistan, 10.000 iracheni assassinati dai terroristi, villaggi sono stati massacrati in Nigeria, ma gridi oltraggiato solo per Gaza, così non sei a favore dei diritti umani, sei semplicemente anti-Israele.”

Queste le parole di Hillel Neuer, il direttore esecutivo di Un Watch, l’organizzazione non governativa che si preoccupa di sorvegliare l’operato delle Nazioni Unite. Senza grande successo temo, ma chi si preoccupa di affermare qualcosa di così, diciamo bizzarro, evidentemente non ha prestato molta attenzione a quello che succede oggi nella Striscia di Gaza. La situazione Israeliana ha un riflesso mediatico molto più grande di tutte quelle citate prima perché evidentemente quello che fa Israele ci tocca più da vicino di quello che succede in Nigeria o in Sudan. Israele è la testa di ponte dell’occidente in Medio Oriente e come tale è vista dai giornali, e qui non stiamo parlando di “diritti umani” poiché ogni guerra o simile è senza dubbio esule da quei concetti di salvaguardia della dignità e della sacralità della vita.

Gaza, l’enclave palestinese all’interno del territorio israeliano è ormai vero e proprio territorio di guerra; guerra moderna, quella che colpisce i civili e lascia bene o male intatte le forze armate, la nostra personale vergoGna moderna. Ma è anche molto di più, è un attentato autoritario, subdolo e parecchio goffo da parte di Israele di perseguire i suoi scopi di espansionismo ottocentesco in un territorio nel quale si è infilata a forza, ospite molesto.

Hamas continua col suo scellerato lancio di razzi, 130 solo ieri, Tel Aviv è l’obiettivo sensibile e questa notte le sirene hanno suonato, preparando la popolazione all’attacco. I razzi come al solito si sono esauriti in esplosioni inutili, qualche danno e molto lavoro per Iron Dome ( il sistema di intercettazione missilistica di Israele). Gli aggrediti hanno risposto repentini bombardando un ospedale, Al-aqsa, provocando quattro morti. Ripeto perché è il caso, bombardando un OSPEDALE e causando quattro morti. Questa è la guerra che sta portando avanti Israele, senza nasconderci dietro dei miseri e patetici “terroristi”, una guerra di orrore vero e concreto, che sta pagando un popolo fondamentalmente innocente in morti, feriti e sfollati.

Quella di Gaza è una situazione che coinvolge il mondo, e che sta animando protestanti e manifestazioni in tutto l’occidente, provocando il consueto imbarazzo politico fra tutti i capi di stato, rappresentanti e delegati che si sperticano in orrende frasi di comodo. Citandone una per tutte ovviamente si sceglie Obama, duramente contestato in patria, anche per guerre di cui non ha piena responsabilità, sulla situazione israeliana ci regala una frase così immensa e piena di umanità che sfido chiunque a non versare una lacrima di commozione ed orgoglio: “Non voglio più vedere civili uccisi”. Bene Barack allora forse dovresti smettere di guardare, perché smettere di uccidere non credo sia nei piani ne di Hamas né di Israele.

A cavallo, all’orizzonte, oggi si appropinqua l’Unicef che riporta un nuovo dato terrificante: sono 121 i bambini uccisi dall’inizio delle manovre belliche Israeliane, 900 i feriti. Questo è senza dubbio un altissimo numero di bambini da mettere in conto in un’operazione di difesa, come ci viene proposta, tanto che pare sia Erode il Grande l’incaricato alle strategie di tutela e della salvaguardia del popolo eletto, una volta ancora.

Robert Serry, l’inviato in Medio Oriente dell’Onu ha proposto una tregua umanitaria nella Striscia, ma Israele ha prontamente respinto questa follia, e ha comunicato che il proprio esercito ha colpito 1.388 obiettivi e di aver ucciso 183 così detti terroristi, ovviamente non accertati; ma dovremmo basarci sulla fiducia e il rispetto che tutti portiamo per la parola di Israele e dei suoi evidentemente illuminati leader, che intanto tra un terrorista e l’altro hanno infilato l’impressionante numero di 583 morti e 3.640 feriti aggiornato ad oggi con nuove vittime civili che accrescono giornalmente il totale.

Da un popolo che ha sofferto così tanto tra guerre e persecuzioni, ci si aspetterebbe una diversa sensibilità, invece troviamo in Israele una politica subdola e vergognosa, che fa storcere il naso a tutti ma a cui nessuna potenza può veramente voltare le spalle, siamo quindi costretti non solo a guardare impotenti un popolo, quello palestinese, che viene spazzato via dalle proprie case, un vero e proprio esodo di 135 mila persone, ma soprattutto ad assistere all’ipocrisia e all’impotenza di tutti i sistemi che abbiamo costruito per evitare situazioni come questa.

Le Nazioni unite sono la solita barzelletta, gli Usa gestiscono il tutto con la solita confusione e pressapochismo che li ha resi il principale problema sociale dell’occidente, la nostra Europa è troppo impegnata dietro i soldi, tanto che ormai qualsiasi altra cosa ha perso importanza e le leggi della finanza hanno sostituito quelle etiche ed umane. Israele continuerà a fare i propri interessi e a camuffare la verità e a pagare, come al solito saranno solo gli innocenti. Guerra.

 

Dovremmo essere tutti assolutamente oltraggiati sia da quello che succede, sia da come si comportano coloro che dovrebbero occuparsene. Ma non lo siamo, non lo siamo mai stati e non lo saremo almeno fino a quando non toccherà direttamente i nostri interessi, lasciandoci con una riflessione: quando abbiamo perso il gusto e la sensibilità di voler migliorare il mondo? Quando i nostri problemi intestini hanno soffocato l’afflato di unitarietà ed universalità che muoveva la nostra indignazione mondava il nostro spirito? Quel desiderio di progresso che ci dava gli strumenti per arricchire l’ambizione di pace che, sviluppata dopo le grandi guerre, si è evidentemente smorzata con l’incoscienza della guerra che le nuove generazioni hanno ereditato; oggi siamo solo interessati alla sopravvivenza, ed è questo il grande delitto di cui devono rispondere coloro che sono responsabili della situazione attuale dell’Occidente.

 

 

 

 

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8 Comments

  1. luigi bandiera says:

    I briganti meridionali erano briganti o patrioti?

    Lo stesso vale per i palestinesi, i veneti e tutti i popoli che cercano la libertà.

    Ma come da sempre se sei col più forte sei patriota e eroe; se sei l’occupato o il prossimo sottomesso sei un bastardo terrorista, razzista, fascista, ribelle e quindi assassino e anti patriota perché egoista. Mi riferisco al popolo veneto.
    Meentre chi fa invadere la loro cosiddetta patria è il buono il solidale e no TRADITORE ???

    Che mondo do farisei…
    In assoluto nisognerebbe cercare la verità prima di giudicare e asciltare poco i tromboni del potere che spesso non è quello che ci mette la faccia, più o meno abbronzata.

    Salam

  2. sergio says:

    Bhe ma l’ultima nefasta guerra chi la ha iniziata-Israele o Hamas e tutti coloro (palestinesi)che proteggono questi terroristi.
    Israele ha una logica militare.Se mi attacchi rispondo.
    Hamas e chi lo difende questo lo conosce.
    Credo che l’articolo delSig.Monti sia da riscrivere magari in maniera molto meno di parte.
    Sergio Chiarugi

  3. luigi bandiera says:

    Chi crede alla guerra pulita è quello che crede alle bombe intellighentis.
    Diciamo che è da 180.

    Saluti

  4. Fabio says:

    Non condivido assolutamente la logica che sta dietro questo articolo. Da non pacifista, ritengo giusto che chi invoca la guerra (i palestinesi) poi si faccia carico delle conseguenze (i danni e i morti). Il resto è finto pacifismo e robusto antisemitismo.

    Israele ha diritto di difendersi.
    Lo scandalo è che gli europei, ormai vecchi, grassi e annebbiati da 70 anni di pace garantiti dagli USA, non sanno più capire che le ragioni, a un certo punto, si affermano anche con la forza, a costo di fare morti.

    E l’osceno silenzio davanti all’abbattimento in territorio europeo di un aereo civile pieno di europei di qualche giorni fa è qui a ricordarcelo: povera Europa, Viva Israele.

    Fabio

  5. Padano says:

    Qual è la necessità dell’antisionismo de “L’Indipendenza”?

    • Stefania says:

      Non c’è antisionismo. E’ una libera lettura dell’articolista. Il dibattito è più che mai aperto

      • Padano says:

        Le 5 guerre arabo-israeliane sono state scatenate (a parte l’attacco israeliano del ’56) dai Palestinesi appoggiati dai loro alleati Egitto, Siria, Giordania… Gli israeliani, seppur in condizioni di inferiorità numerica, hanno sempre prevalso: anziché farsi spazzare via come avrebbero voluto gli Arabi, hanno annientato i loro nemici. Le loro occupazioni sono solo la conseguenza dell’aggressività araba unita all’inettitudine militare.

  6. roul da Brivio says:

    E’ quasi tutto vero. Le Nazioni Unite sono tali solo nel disonore che le rappresenta. Obama si limita alle ovvietà perché sta ancora pagando la cambiale firmata in campagna elettorale mentre il Congresso approva a ripetizione finanziamenti ad Israele (Likud), Israele si atteggia a vittima dimenticando (fregandosene dei) trattati internazionali sottoscritti e disposizioni dell’ONU (per quanto possono valere). L’Europa pensa solo ai soldi e Hamas sembra aver più a cuore qualche danno inflitto ad Israele delle morti che le varie battaglie procurano alla sua gente. Come si può uscire da una situazione che si protrae da decenni, con ipocrite denunce di rammarico, stupore e costernazione provenienti un po’ da tutte le parti, alle quali fa seguito il nulla ?

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