Gaza, Erdogan cita Hitler sapendo di non avere nulla da perdere

di CARLO ANDREA MONTIerdogan1

Cosa succede quando una forza inarrestabile incontra un oggetto inamovibile? Questa è una buona domanda se ci soffermiamo un poco a parlare dell’acceso diverbio, con accenno di razzi e raid aerei, che le forze di Hamas stanno avendo da più di una settimana con Israele.
La situazione si può spiegare ed è in realtà molto figurativa; oggi si è ancora aggiornata con nuovi avvenimenti e nuove dichiarazioni da tutto il mondo, che in fondo ci descrivono una situazione surreale e paradossale.

I due contendenti sono il primo il Movimento Islamico di Resistenza, ovvero Hamas, l’altro lo Stato di Israele; il pomo della discordia è la striscia di Gaza, una lingua di terra palestinese separata dal resto della nazione da Israele stessa e da cui in questi giorni partono gli attacchi. Hamas è la classica associazione spietata, composta da militanti a sfondo religioso che controlla zone nella striscia. Si fa notare con lampi di estremismo violento, caratteristicamente rozzi ma vistosi, che farebbero arrossire papa Urbano II, il tutto racchiuso da una posizione su Israele molto semplice: cancellarla per riportare la Palestina sotto l’Islam fino al giorno del giudizio (non ancora calendarizzato). Israele si presenta più civile, ma nasconde un passato oscuro ed un presente non certo privo di ombre, nelle quali tra l’altro sguazza più che confortevole; Israele è spalleggiata dagli Usa e dall’Onu, che condannano Hamas come associazione terroristica. Affermazione questa su cui difficilmente si può ribattere.

Ovviamente la situazione degenera nel momento in cui, nove giorni fa, Hamas comincia a cercar attenzioni lanciando qualche razzo sull’Iron Dome, il sistema di intercettazione difensivo israeliano; Israele risponde con la mano pesante ed inizia una serie di raid con bombardamenti a tappeto sulla popolazione civile palestinese, falciando fino ad oggi oltre 200 persone e con 1500 feriti. Conteggio che emerge seriamente se confrontato con la prima vittima israeliana, che è di ieri, colta fatalmente da un colpo di mortaio sul valico di Erez, da oggi chiuso al transito dall’autorità di Hamas perfino ai giornalisti.

Abbiamo assistito in questi giorni ad un breve cessate-il-fuoco, esauritosi con il lancio recente di 47 nuovi razzi. Ovviamente questo riprendere del conflitto, nonostante l’apertura egiziana ad una soluzione pacifica tramite un loro intervento, ha scatenato la lingua del premier israeliano Benyamin Netanyahu, che si è lasciato andare ad affermazioni da campo di battaglia:” ”Hamas non ci lascia altra scelta che non la estensione delle operazioni – Il nostro obiettivo è di riportare la calma per gli israeliani mediante l’assestamento di colpi significativi all’organizzazione terroristica di Hamas”; e se per caso non si fosse espresso in maniera abbastanza chiara, il ministro degli esteri Avigdor Lieberman precisa “Israele vada fino in fondo. Dobbiamo mettere termine alla operazione quando Tsahal avrà controllato la striscia di Gaza”(Tsahal sono le Forze di Difesa Israeliane, assolutamente uno degli eserciti più attrezzati del mondo, che intende difendere Israele attaccando la Palestina).

Hamas, alla prospettiva della tregua Egiziana, ha fatto sapere “Se il contenuto di questa proposta è quel che sembra, si tratterebbe di una resa e noi la rigettiamo senza appello – La nostra battaglia contro il nemico s’intensificherà”; sì, certo, puoi avere speranza nella ragionevolezza dei terroristi, ma non troppa. Indubbiamente Israele e tutti i paesi schierati faranno, come hanno fatto, sperticate assicurazioni su come questa tregua sia un’ottima soluzione, che però può sembrare tanto come un pretesto ad occhi ingenui. Se si guarda la situazione in un ottica in cui Hamas, associazione paramilitare di fanatici religiosi omicidi, possa non ragionare in maniera completamente lucida e soprattutto che tutta questa circostanza darebbe un pretesto per l’invasione della striscia di Gaza, si potrebbe pensare che gli sforzi per una pace ed un dialogo siano un poco miseri.

Osservazioni arrivano in questi giorni da Abu Mazen, la Lega Araba, ma soprattutto Obama, Putin. Anche la nostra italianissima Federica Mogherini, che twitta da ministra degli Esteri, i suoi programmi di viaggio: “In Israele. Iniziata la visita dal centro Peres per la pace. Ora verso Ashdod, colpita dai razzi di Gaza. Stasera a Ramallah con Abbas”. Sono tutti molto attenti e molto fiduciosi in una soluzione Egiziana del conflitto, con uno stop dei combattimenti, colloqui indiretti fra le parti e soprattutto l’apertura ai valichi della Striscia.

La Turchia gioca sporco e si discosta da queste posizioni così accomodanti, la situazione turco-israeliana è sempre tesa, si progettava un disgelo però la Turchia si allontana dalla posizione delle grandi nazioni, con dichiarazioni al tritolo del primo ministro Recep Tayyip Erdpgan, uomo che agisce prima di pensare (come ha dimostrato nella sua recente battaglia contro internet in Turchia) e che questa volta parla ed accusa Israele di “massacro” e chiede “Fino a quando il mondo continuerà a rimanere in silenzio su questo terrorismo di Stato?”.
Fino a qui tutto bene, è una posizione legittima e soprattutto suffragata dai fatti, oltre 200 morti e 1500 feriti sono un massacro, e Israele con le sue dichiarazioni potrebbe far pensare ad una sorta di minaccia; ma Erdpgan è caduto in quello che io chiamo il tranello di Hitler, ovvero quando per rafforzare la propria posizione si tira fuori dal cappello il leader nazista, proprio come ha fatto il premier di Ankara paragonandovi i deputati del Knesset, il parlamento israeliano. Vedete, una volta introdotto Hitler, il discorso diventa talmente iperbolico da perdere credibilità, cosa di cui Erdogan non deve preoccuparsi però, lui non ha mai avuto credibilità da perdere.

 

 

 

 

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8 Comments

  1. mitteleuropa says:

    mi chiedo se ne l 1948 l’ONU avesse deciso di dare come terra agli ebrei la lombardia e noi ne fossino stati scacciati avremmo il diritto di voler ritornare e di scacciare l’invasore?Questo è accaduo in Palestina:prima del 1948 gli ebrei presenti là erano il 5% e a loro l’ONu assegnò il 55% della palestina ,con successive guerre sono arrivati a occupare prima il 78% della palestina (guerra del 1948 dopo la proclamzione dello stato d’israele)e poi nel 1967 a occupare tutta la palestina, cercando di scacciarne gli abitanti o trattare quelli rimasti quali schiavi.Il diritto sta tutto dalla parte dei palestinesi:che poi siano islamici e non ci piacciano è un altro discorso…ma la ragione da un punto di vista storico appartiene tutta a loro!!!Loro abitavano quella terra quando ebrei giunti da tutto il mondo li scacciarono:lo stesso che è capitato agli indiani d’america dove i coloni europei arrivarono in quel continente e ne uccisero gli abitanti o li misero nelle riserve!!!

  2. Roberto Porcù says:

    Se qualcuno ha dei dubbi su come l’opinione pubblica sia buggerata dai media, invito a meditare: perché un assassino di mafia diventi “killer” (qualcosa di serio, di professionale, come se fosse difficile ammazzare un uomo quando questo non se l’aspetta) o perché quelli che lancia Hamas non siano missili terra-terra con gittata in grado di colpire Israle in ogni suo punto, ma razzi, poco più che fuochi artificiali, come i pallini piccoli piccoli Don Camillo avrebbe voluto sparare.
    I missili di Hamas hanno, per ora, fatto pochi danni in quanto Israele si è premunita di un sistema antimissile, ma l’arsenale fornito dall’Iran ad Hamas è notevole ed i sistemi antimissile non sono sempre efficenti. Neutralizzarli tutti è importante ed è importante farlo prima che facciano danni.

    Al riguardo del massacro di popolazioni inermi, so che Israele lancia volantine e telefona alle case che sta per colpire avvisando la popolazione di mettersi in salvo. Se non tutti ci riescono è perché Hamas lo impedisce per farsi scudo dei civili ed avere vittime da mostrare.

    Al riguardo dell’origine storica del conflitto, ricordo che c’era un Impero Ottomano uscito sconfitto nell’ultimo conflitto. Come sempre tutti i perdenti persero qualche cosa, la Germania parti di suo territorio andarono alla Polonia per compensarla della fetta di Polonia che si inglobò l’URSS e la rimanente parte divenne due diverse Germanie. L’Italia perdette le colonie, Istria e Dalmazia. Tanti profughi fuggirono e l’Italia cercò di agevolare un loro reinserimento.
    Anche l’enorme Impero Ottomano fu smembrato, nacquero tanti nuovi stati ed un pezzetto fu dato agli ebrei che avevano pagato un grande tributo ed avevano, dove possibile, combattuto con le potenze vincitrici.
    Non si può dare torto agli ebrei se, dopo tante purghe patite nella loro storia, essi vogliono vivere in uno Stato dove non essere una minoranza ed avere il diritto di difendersi da chi volesse fare loro del male.
    Ci furono profughi, ma altri stati arabi dell’ex Impero Ottomano non permisero un loro pacifico reinserimento e si fecero forza agitando quella loro condizione miserevole.
    Questo non bisogna dimenticarlo.

    • Dan says:

      A me non interessa se il mio stato ha perso la guerra. La mia casa è il mio stato, al suo interno io sono re ed io non ho perso proprio niente.
      Provi a portarmelo via ? E io ti faccio saltare in aria. Se non oggi, domani. Posso perdere la battaglia ma vincerò la guerra e più andremo lontani con la restituzione del maltolto più sarà alto il debito che ti farò scontare.

      Più semplice non si può descrivere.

  3. Diego says:

    Trovo veramente indecente tentare di mettere sullo stesso piano i carnefici e le vittime, cioè i nazisionisti e i palestinesi.

  4. roul da Brivio says:

    C’è da chiedersi se coloro che, direttamente o indirettamente, accusano i palestinesi di essere la causa del ripetersi delle ostilità siano in buona fede. Ci sono dei dati storici inconfutabili; delle disposizioni di enti internazionali quali l’ONU; degli accordi stipulati con testimonianze internazionali a fare luce sulla storia della Palestina. Per rendersi conto della realtà è sufficiente guardare la carta geografica di quella regione e osservare la superficie dello stato di Israele nel 1947 e quella odierna. I palestinesi sono stati relegati in un fazzoletto di terra. Non solo. E’ vietato a chiunque portar loro aiuto, pena il sequestro di navi e l’abbattimento di mezzi aerei. Per chi vuole documentarsi ci sono decine di libri sull’argomento e diversi siti web affidabili. Gli europei dovrebbero smettere di essere succubi di coloro che politicamente e con larghezza di mezzi supportano le lobbies sioniste.

    • Rodolfo Piva says:

      A me risultano non particolarmente simpatici gli ebrei ed i musulmani perché mi sembrano le due facce della stessa medaglia ovviamente con gli opportuni distinguo. Ciò che mi domando è come mai esistono rimbecilliti dal corano, come Hamas, che quando si svegliano al mattino non vanno a lavorare ma si dilettano a tirare razzi e per tale attività riceveranno sicuramente uno stipendio. Visto che ricevono parecchie sovvenzioni economiche da altri rimbecilliti dal corano, molto ricchi, perché non utilizzano questo denaro per creare attività e quindi occupazione nelle aree palestinesi a tutto vantaggio dei loro abitanti ?

      • AndreaCarlo Monti says:

        Il corano è un libro molto più complesso e totalizzante di, ad esempio, la Bibbia o la Torah; ma sopratutto il rapporto con Dio che hanno i musulmani è molto più concreto e terreno di quello che possiamo comprendere. Hamas credo sia solo un espressione, goffa e quasi ridicola, di un sentimento religioso di forza e portata che a noi occidentali è venuto a mancare.
        Il problema è se si strumentalizza l’ignoranza e la poca civiltà di un gruppo estremista, facendolo passare come Terroristico (cosa che non si discute, ma che osservando i fatti risulta quasi risibile, considerati i danni che possono fare). Questa “guerra al terrore” a me sembra solo troppo simile a quella che GW Bush ha intrapreso contro altri fanatici, e i rapporti di forza sono più o meno gli stessi.
        Israele vuole Gaza, purtroppo il resto dell’Occidente “civilizzato” ha un nuovo Dio, ed è il denaro, e permetteremo agli Israeliani qualsiasi porcata purché non intacchi i nostri interessi economici.
        Siamo schiavi ideologici tanto quanto Hamas, solo che noi pensiamo di no.

        • Dan says:

          >> il rapporto con Dio che hanno i musulmani è molto più concreto e terreno di quello che possiamo comprendere

          Di sicuro Bibbia e Torah non promettono eterne vergini a chi uccide il prossimo.

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