SOTTO L’ANTARTIDE UNA IMMENSA RISERVA DI GAS

di REDAZIONE

La calotta polare antartica potrebbe essere una fonte trascurata, ma importante, di metano. La ricerca e’ pubblicata sulla rivista ‘Nature’. Il nuovo studio mostra che dell’antica materia organica ospitata in bacini sedimentari situati sotto la calotta antartica potrebbe essere stata trasformata in metano da parte di microrganismi che vivono in condizioni estreme e in assenza di ossigeno. Questo potente gas serra potrebbe essere rilasciato nell’atmosfera in modo proporzionale al restringimento della calotta. “E’ facile dimenticare che prima di 35 milioni di anni fa, quando l’attuale periodo di glaciazioni antartiche e’ iniziato, questo continente brulicava di vita”, ha spiegato Slawek Tulaczyk, coautore dello studio della University of California di Santa Cruz. “Una parte del materiale organico prodotto da questa vita e’ rimasto intrappolato nei sedimenti, che poi sono stati ricoperti dallo strato di ghiaccio.

Il nostro modello – ha aggiunto – mostra che nel corso di milioni di anni i microbi possono aver trasformato questo vecchio carbonio organico in metano”. I ricercatori hanno stimato che il 50 per cento del ghiaccio polare antartico occidentale (1 milione di chilometri quadrati) e il 25 per cento del ghiaccio orientale (2,5 milioni di chilometri quadrati) sovrastano bacini sedimentari pre-glaciali contenenti circa 21mila miliardi di tonnellate di carbonio organico. Gli scienziati, utilizzando un modello, hanno simulato numericamente l’accumulo di metano nei bacini sedimentari antartici e hanno scoperto che le condizioni al di sotto del ghiaccio favoriscono l’accumulo di idrato di metano, ossia metano intrappolato all’interno di una struttura di molecole d’acqua in modo da formare un solido simile a ghiaccio normale.

La quantita’ potenziale di idrato di metano e di metano gassoso libero sotto la calotta polare antartica potrebbe arrivare fino a 4 miliardi di tonnellate, un ordine di grandezza simile a quello del permafrost artico. Infine, la scarsa profondita’ di queste riserve di metano le renderebbe molto sensibili all’azione del clima.

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