Appunti per una rivoluzione contro lo Stato

di MARCELLO GARDANI

L’agenzia statale che ci estorce il denaro delle tasse (Agenzia delle Entrate) ha (coi nostri soldi) trasmesso a lungo uno “spot” televisivo in cui presentava vari parassiti (del cane ecc.) e finiva mostrando un uomo sconosciuto dall’aspetto torvo e lo chiamava “parassita” sociale perché evasore fiscale. Veniva da chiedersi: perché metterci un volto sconosciuto, quando il principe dei parassiti italiani frequenta i palazzi romani? E’ la faccia quirinalizia, pur osannata dai mezzi di comunicazione, il quale si fa mantenere ormai da 50 anni dagli italiani con tasse estorte a noi con la violenza e la minaccia della violenza, che va messa nello spot, con l’indicazione che, se venissero eliminati lui e tutti i parassiti come lui, non ci sarebbe nessun bisogno di tasse e di Agenzia delle Entrate (parassiti pure loro).

Motivata con la barzelletta “pagare tutti le tasse per pagare tutti meno tasse” o con “pagando tutti le tasse ci saranno più servizi” in Italia la pressione fiscale è invece aumentata ininterrottamente da decenni. Alcuni risultati sono i seguenti:
– La distruzione del ritmo di crescita dell’economia italiana
– L’impoverimento progressivo di tutti coloro i quali si guadagnano un reddito col proprio lavoro o i propri risparmi o la propria impresa, rubando il LORO denaro con le imposte per trasferirlo allo Stato (Repubblica Italiana) ed ai parassiti che essa nutre, a migliaia o milioni.
– La perdita della speranza e della voglia di impegnarsi e lavorare di più per il progresso proprio e, per sommatoria, dell’Italia tutta.
– La devastazione dei risparmi privati, visti come colpevole sorgente da punire e da cui attingere per rubarci sempre più denaro.

Ma l’aspetto più nauseante consiste nel fatto che la Repubblica Italiana si comporta come una qualsiasi organizzazione malavitosa, una Mafia, una Camorra, che estorce denaro ai ceti produttivi, non offrendoci servizi (che noi possiamo scegliere di chiedere o no), ma estorcendocelo con la minaccia del furto o del carcere o della morte (in caso noi ci difendiamo con le armi da quei criminali).

Onestà e Crimine
Onestà impone che sia giusto pagare il costo dei servizi che ci vengono offerti dagli altri, purché sia stato ognuno di noi, singolarmente, personalmente, a richiederli. Chi chiede servizi allo Stato o ad altri ha il dovere di pagarli per quanto costano e il diritto di usufruirne. Chi non chiede servizi allo Stato o ad altri ha il diritto di non pagarli (neanche indirettamente, con altre tasse o con l’inflazione) e il dovere di non usufruirne. Questo vale per qualsiasi servizio: scuola, sanità, pensioni, strade, ferrovie (ad alta o bassa velocità…) ecc. Chiunque ci chieda con la violenza o con la legge (il che è lo stesso, ovviamente) il pagamento per servizi di cui non usufruiamo o che non abbiamo scelto personalmente va contro l’onestà e quindi è un criminale e come tale va trattato. Le imposte sul reddito e sulla proprietà sono un furto e un’estorsione e chi le attua è un criminale. Non è invece per nulla un criminale chi riesce a nascondere in parte o totalmente i suoi redditi e le sue proprietà agli estorsori, si chiamino Mafia o Repubblica Italiana, bensì un eroe nella lotta contro il crimine organizzato. I parassiti dello Stato ingurgitano somme favolose estorte a noi con la violenza, per poi ammannirci di lezioni stucchevoli quanto false sulla necessità che noi facciamo altri ed ampi sacrifici “per il bene dell’Italia” o “perché ce lo chiede l’Europa” o per altre menzogne dello stesso spessore intellettuale. Ma sono loro che hanno rovinato l’Italia e noi i sudditi. Non siamo stati noi. Essi ne devono sopportare personalmente le conseguenze. Non noi.

Comincino loro a campare con lo stipendio medio di un operaio metalmeccanico. Anzi, formalizziamo la proposta come proposta di legge e restiamo addirittura larghi, il doppio: “Qualunque persona che riceva stipendi, pensioni, indennità o qualsiasi altro beneficio sotto qualsiasi forma da parte della Repubblica Italiana o da sue componenti (regioni, comuni, enti etc) non può ricevere in totale più del DOPPIO dello stipendio medio orario di un operaio metalmeccanico (intendendo la media aritmetica tra la paga oraria della categoria più bassa e quella della categoria più alta). Beninteso, le ore di lavoro annue anche virtuali (per i pensionati) non possono superare quelle annue lavorate del metalmeccanico, per non superare il doppio dello stipendio medio annuo. Ciò vale per tutti, dal vertice alla base: presidente della repubblica, senatori, deputati, ministri, giudici, impiegati, operai, pensionati, militari di ogni ordine e grado, ecc.” Se un operaio metalmeccanico ce la fa a campare con quello stipendio perché i parassiti della Repubblica Italiana non ce la devono fare con il doppio del suo stipendio? Tutto grasso che cola, vista la differenza di sudore sparso nei due generi di “lavoro”. Tu, lettore, a quanto valuti la probabilità che i parassiti accettino il doppio dello stipendio del metalmeccanico? Se la risposta è intorno allo zero % bisogna evidentemente pensare ad un altro modo di riformare la società.

I principi primi
La creazione di una società basata sulla giustizia, l’equità, il progresso, il rispetto di ogni uomo e della sua proprietà, sintetizzati in quelli che si possono chiamare i Principi Primi: “Nessuno ha il diritto di violare l’altrui diritto di disporre del proprio corpo e dei propri beni” è il più alto degli obiettivi politici che si possano proporre all’umanità. Questa creazione è palesemente impossibile nello stato attuale della situazione politica, utilizzando mezzi legali, perché le leggi sono fatte dallo stato (da ogni stato, compresa la repubblica italiana) per perpetuarne l’esistenza di parassitismo ai danni di noi appartenenti alle classi produttive (ripetiamo: produttive non solo per lavoro, ma anche per risparmi, imprese, capitali, purché di natura contrattualistica, seguendo quanto sintetizzato nei Principi Primi). Non potendo usare le leggi per distruggere i parassiti, è giocoforza pensare alla rivoluzione.

Poiché le frittate non si fanno senza rompere le uova, occorre pensare ad attuare, se opportuno e necessario, e quando la situazione sarà matura, non solo una rivolta fiscale, che pure sarebbe importantissima, ma anche una lotta armata contro lo Stato. Noi non siamo certo comunisti (anzi, consideriamo la costituzione della repubblica italiana il male basilare, fondato sull’ideologia statalista (fascista o socialista o comunista), che ha permesso fino ad oggi la progressiva e sempre peggiore distruzione dei nostri diritti naturali), ma è necessario esaminare i fatti che possono istruirci nella modalità di lotta necessaria per la creazione di una società in cui i parassiti di Stato vengano finalmente puniti per i loro crimini e tutti i cittadini onesti possano vivere senza pagare tasse di natura estorsiva, come le tasse imposte da tutte le organizzazioni a delinquere esistenti in Italia, ossia Stato (Repubblica Italiana), Mafia, Camorra etc.

Studiare i metodi comunisti
Sebbene gli esempi di rivoluzioni siano molteplici, è opportuno valutare i metodi seguiti dai comunisti, i quali, dal punto di vista della spietatezza omicida finalizzata alla conquista del potere, possono darci ampi ed illuminanti esempi. Nel campo dell’omicidio singolo e di massa, nessuno al mondo ha fatto meglio dei comunisti (pare abbiano raggiunto la cifra di 100 milioni di singoli esseri umani uccisi da loro con i metodi più svariati). Contateli, non 100 milioni, troppo comodo, ma 1+1+1+1+1+1… Essendo diventati i maestri indiscussi dell’omicidio finalizzato, è dai loro metodi che bisogna trarre esempio. Citeremo così solo alcuni casi emblematici, di cui i primi due vissuti dal sottoscritto “in seconda persona” avendolo ascoltato direttamente da testimoni degni di fede. Il mio carissimo zio Allegri Audilio di Torricella del Pizzo, grande mutilato di guerra, in guerra dal 1940 (bersaglieri) al 1945 (Guardia Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana) e poi in carcere dal 1946 al 1950 per la sua adesione alla RSI (e nonostante questo avrebbe ancora dato la vita per la “sua” Italia, caro vecchio tenerone…), mi raccontava dettagliatamente di un ufficiale GNR (di cui purtroppo non ho registrato il nome) in carcere con lui dal 1946: i partigiani (comunisti) non riuscendo a tendergli un’imboscata per ucciderlo, andarono a casa sua e gli assassinarono moglie, figlia e cane. L’ufficiale impazzì, letteralmente e per sempre, dal dolore e venne perso per la lotta contro i partigiani. Quindi obiettivo raggiunto dai comunisti.

Il 3 maggio 1945, il signor Francesco Meneghetti di Casalmaggiore [aiutante (cioè maresciallo) della GNR] fu assassinato in piazza a Casalmaggiore a colpi di chiodi infissi nelle carni. I partigiani comunisti presero il figlioletto di Meneghetti e lo costrinsero a guardare mentre infierivano sull’agonizzante padre coi chiodi e gli orinavano addosso (il racconto ci fu fatto, in persona, dal figlio ormai cresciuto). Anche in questo caso, pur se l’omicidio sembra inutile, a guerra ormai terminata, si nota l’intenzione “educativo-didattica” comunista di mostrare che fine fanno quelli che si oppongono a loro. Il 23 luglio 1936 il comandante falangista José Moscardò difendeva dai comunisti l’Alcazar di Toledo (Spagna). Non riuscendo a conquistarne le rovine, i comunisti catturarono il figlio Luis Moscardò (16 anni) e minacciarono di ucciderlo se il padre non si fosse arreso. Al rifiuto di Moscardò i comunisti gli assassinarono il figlio. In questo caso l’obiettivo non fu raggiunto dai comunisti, ma certo con un uomo meno ferreo e pieno di fede di Moscardò avrebbero avuto qualche speranza di resa in più. Anche qui l’intenzione “educativo-didattica” comunista è evidente.

Nel 1986, ai tempi dell’Apartheid in Sudafrica, Winnie Mandela (moglie di Nelson Mandela) e altri suoi complici comunisti erano soliti mettere un collarino costituito da una camera d’aria imbevuta di benzina al collo dei poliziotti negri e poi dargli fuoco. Così uccidevano atrocemente e pubblicamente poliziotti anche innocenti, in modo che gli altri non avevano più il coraggio di diventare poliziotti e lo stato si indeboliva. (Dall’inglese: “Winnie Mandela’s reputation was damaged by her bloodthirsty rhetoric, the most noteworthy example of this being a speech she gave in Munsieville on 13 April 1986, where she endorsed the practice of necklacing (burning people alive using tyres and petrol) in the struggle to end apartheid. She said, “with our boxes of matches and our necklaces we shall liberate this country”.” “La reputazione di Winnie Mandela è stata danneggiata dalla sua retorica sanguinaria, l’esempio più notevole di questo fu un discorso tenuto in Munsieville il 13 aprile 1986, dove ha approvato la pratica del necklacing (bruciare persone vive con pneumatici e benzina) nella lotta per porre fine all’apartheid. Ha detto, “con le nostre scatole di fiammiferi e i nostri collarini libereremo questo paese”). La stessa Winnie ordinò molti omicidi, fra cui, nel 1988, il rapimento e l’uccisione del piccolo Stompie Moeketsi, di soli quattordici anni, che ebbe la gola squarciata da parte dei gorilla della stessa Signora Mandela, su suo ordine, come ebbe a confessare lo stesso esecutore materiale del delitto. Metodi atroci? Sì, ma obiettivo raggiunto dai comunisti, che demolirono l’allora stato del Sudafrica. Nota a margine: a Winnie Mandela fu poi garantita l’assoluta impunità per i suoi molteplici crimini. Quindi non è vero che “il crimine non paga”, se si conquista il potere paga, eccome!

Errore strategico delle Brigate Rosse e strategia giusta
A questo punto ci si può rendere conto di come fosse “extra comunista” (cioè fuori dalla ingloriosa ma perfettamente funzionale tradizione omicida dei comunisti) e sbagliata la strategia delle Brigate Rosse di “colpire al cuore dello Stato”. Anche se erano riuscite a uccidere Aldo Moro, non sarebbero mai riuscite a uccidere le centinaia o migliaia di persone che erano ai vertici dello Stato, perché sempre troppo protette dalle forze di polizia. La strategia giusta non è “colpire al cuore dello Stato”, ma “colpire i piedi dello Stato”, togliendogli le risorse economiche su cui si nutre a nostre spese (ad esempio con la rivolta fiscale) e/o uccidendo la base che supporta lo Stato come faceva Winnie Mandela e/o, come nell’illuminante esempio dell’ufficiale della GNR, uccidergli la famiglia. Quindi bisogna colpire i piedi dello Stato, non il cuore, perché senza il sostegno dei piedi, lo Stato non potrà che crollare, come il famoso colosso sognato da Nabucodonosor, con la testa d’oro ma i piedi d’argilla. Per farne rotolare la testa basta distruggere l’argilla dei suoi piedi.

Il criterio sbagliato di equità alla luce del “dicide et impera”
Spesso si sentono lamentele che sostengono l’iniquità di un certo provvedimento legislativo “perché non fa pagare abbastanza chi può pagare di più”, “perché non fa pagare di più i commercianti e di meno gli imprenditori”, “perché non fa pagare di più gli agricoltori e meno i pensionati” ed altre mille…, ma alla fine tutte queste categorie sono riducibili a una sola: “Iniquo perché non fa pagare di meno me e di più qualsiasi altra persona che non sia io”!

Queste affermazioni sono non solo indice di egoismo, bensì miope ed autolesionista egoismo, che divide tra loro i sudditi dei parassiti che ci spolpano e lascia i parassiti impuniti! Proseguire col dividerci gli uni contro gli altri è manifesta stupidità che fa il gioco dei parassiti. Vogliamo cadere ancora vittime del “divide et impera” così noto dai tempi antichi? Non facciamo come i capponi di Lorenzo Tramaglino, che mentre venivano portati al macello presso l’avvocato Azzeccagarbugli, invece di prendersela con chi li maltrattava, erano tutti intenti a beccarsi vicendevolmente tra loro. Tutti noi, finalmente non più capponi né sudditi, dobbiamo prima individuare con la citata logica e poi punire i criminali che ci sfruttano, non prendercela con gli altri derubati!

Il nemico di tutti è lo Stato 
Ricordiamo sempre:
– Il nemico degli operai non sono gli impiegati, ma lo stato.
– Il nemico dei commercianti non sono i pensionati, ma lo stato.
– Il nemico dei professionisti non sono i proprietari di immobili, ma lo stato.
– Il nemico degli agricoltori non sono gli industriali, ma lo stato.
– Il nemico di tutti è lo stato.
– Il nemico di tutti sono i parassiti, dal presidente della repubblica (oggi Giorgio Napolitano), al presidente del consiglio (oggi Mario Monti) e a tutti gli altri sotto di loro. Morte ai parassiti! Viva la libertà e la giustizia!

Ricordiamoci che se ci muoveremo nella direzione di applicare quanto sintetizzato nei Principi Primi: “Nessuno ha il diritto di violare l’altrui diritto di disporre del proprio corpo e dei propri beni” creeremo finalmente, e per la prima volta nella storia, una società giusta e libera! L’Italia potrà diventare uno dei fari del mondo, per libertà, giustizia, progresso, crescita, ricchezza personale e generale. E staremo tanto, ma tanto meglio, moralmente e materialmente.

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12 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Siamo alla disperazione. L’altra sera corsi alla Lidl per comprare del latte prima che chiudesse e davanti a me c’era una signora anziana con mozzarelle ed insalata, ma incerta se i soldi le bastassero.
    Finì che uscì con le mozzarelle e lasciò l’insalata alla cassa.
    Che molti si siano suicidati e continuino a farlo, per la disperazione, è cosa nota.
    Meno noto è che non ne viene più data notizia sulla stampa nazionale, ma ogni cantuccio d’Italia fa per se e racconta le sue disgrazie.
    Dobbiamo arrivare a ché qualcuno che abbia maturato la decisione di farla finita, si dia da fare per farla finita con i piedi dello stato, quelli più vicini e senza scorta. Lo faccia cercando di ottenere il massimo del risultato, poi, se lo prendessero, liberamente può farla finita anche con se stesso lasciando i vopos con un pugno di mosche.
    Penso che quando qualcuno indicherà la strada, altri la seguiranno, i disperati non mancano.
    Bisogna ricordarsi degli insegnamenti di Machiavelli, essere volpe sino a quando non si ha la forza e leone quando si è arrivati ad averla. La forza la ha tutta lo stato ed i Cittadini, anche se sono molti, possono solo essere volpi, e vuotare i pollai ai piedi della associazione a delinquere di stampo politico-burocratico detta stato.
    Ottimo suggerimento quello di colpire i piedi d’argilla.

  2. gigi ragagnin says:

    a quando l’attuazione pratica ?

  3. W S. MARCO says:

    L’unico sistema per fare crollare questo stato è quello di fargli mancare l’ossigeno. L’ossigeno è il flusso di risorse monetarie che continua a giungere al Moloch dalle tasse. il Moloch poi sperpera tutto. Se il Moloch non ha risorse crolla.
    ALLORA L’UNICO SISTEMA E’ ANDARSENE E LASCIARLO SENZA RISORSE. I PRODUTTORI DEBBONO ANDARSENE VIA. E ANDARE IN PAESI DOVE IL PATTO STATO / PRODUTTORI E’ PIU’ EQUILIBRATO. IN QUESTO SENSO L’OFFERTA E’ VERAMENTE INTERESSANTE – AUSTRIA, SLOVENIA, SVIZZERA, CANADA, AUSTRALIA, NUOVA ZELANDA – . SONO TUTTI LI, A BRACCIA APERTE, CHE ASPETTANO PROFESSIONALITA’ E CAPITALI. QUI RESTERANNO SOLO I PARASSITI, A VIVERE, VOLENTI O NOLENTI, IN UNO STATO DA INCUBO: FINO AL SUO CROLLO. IN QUEL MOMENTO SARA’ MOLTO MEGLIO ESSERE LONTANI.

    • Dan says:

      Se hai così tanta fretta di andartene fai pure che ti do una mano: ti compro cosa lasci indietro a prezzi da fame. Sei disposto ?

    • Antonino Trunfio says:

      parole giuste le tue, e senso di sconfitta comune per tutti. Ahinoi. Noi che essendo nati qui, da qui dovremmo andarcene solo volontariamente e non perchè costretti da un’accozzaglia di mafiosi di stato, che in confronto Toto Rijna e soci sono dilettanti allo sbaraglio. Dovremmo provare a prenderli tutti a calci nel sedere a invitarli ad andar a trovare rifugio in Corea del Nord o a Cuba, gli unici posti al mondo dove li possono ancora ospitare. Nelle patrie galere. Dal dinosauro del Colle all’ultimo dei parassiti del parlamento.

  4. Dan says:

    Concetti illustrati, pensieri di rivoluzione, note di ribellione, blablabla, yada yada intanto però stasera gioca la nazionale e tutti i grandi propositi di rivoluzione vengono rimandati a (un) domani. Nel frattempo lo stato continua a rubare imperterrito perchè le parole siamo tutti buoni a farle, i fatti ci sarà sempre qualcun altro più furbo, più bravo, più disperato di noi così campa cavallo.
    Al principio dell’articolo s’è fatta la disanima dello spottone del parassita, s’è accennato a chi dovrebbe veramente appartenere quel volto però fino adesso nessuno ha stampato dei manifesti a tema e lì ha appesi in giro: non capita neanche per caso di incrociare dei stampati con le facce dei nostri politici o di Napolitano e la scritta “parassita degli italiani” in calce.
    Tutti pensano, sognano di fare la rivoluzione poi non si va mai oltre.

    Visto l’andazzo, abbiamo ancora diritto di lamentarci ? Io credo proprio di no. O si agisce o la si smette di piangere e si china la testa in composto silenzio.

    • Antonino Trunfio says:

      Caro Dan, io non ho i fondi per fare manifesti ma con quel poco di tempo e di ironia che non mi hanno ancora rubato, ho fatto un breve istant video 89 secondi, come CONTROSPOT a quello vomitevole pagato con i nostri soldi che ancora spopola su quella meretrice della rai (una volta la chiamavamo mamma !!!) . Un contro spot di uno sconosciuto , non sarà un granchè ma facendolo girare possiamo var vacillare il gigante dai piedi d’argilla.
      http://www.youtube.com/watch?v=tt9Rm5asl_8

      • Dan says:

        Fare i manifesti può essere costoso, ma nessuno può dire che lo è altrettanto fare una raffica di comuni fotocopie.
        I controspot su youtube prendono il tempo che trovano e nella più classica delle democrazie rientrano proprio in quella categoria di strumenti concessi alla gente perchè possa sfogarsi senza mai reagire sul serio.

  5. Giacomo says:

    “L’Italia potrà diventare uno dei fari del mondo, per libertà, giustizia, progresso, crescita, ricchezza personale e generale. E staremo tanto, ma tanto meglio, moralmente e materialmente”.

    Yeah, right…

  6. valter bay says:

    condivido totalmente i concetti illustrati!!!
    grazie di averceli ricordati….
    quanto allo Stato ho un altro concetto…lo Stato siamo NOI e dobbiamo riprendercene la guida, togliendolo agli usurpatori ed ai parassiti che li sostengono….
    cordiali saluti
    vb

    • Antonino Trunfio says:

      Caro Valter, io e te, e tutta le gente normale che lavora, si industria, sogna e progetta siamo l’ESSERE. Lo stato è passato, è la preistoria e come nella preistoria i suoi abitanti i dinosauri verranno cancellati dalla faccia della terra…..

  7. Antonino Trunfio says:

    sullo spot dell’agenzia delle entrate, ho fatto tempo fa un controspot di 60 secondi. You tube e un canale privato, non sono certo Mamma Rai, ma fatelo circolare.
    http://www.youtube.com/watch?v=tt9Rm5asl_8

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