CATALUNYA: COSTRETTO A DIMETTERSI IL SINDACO IN ROTTA CON CiU

di MARTIN HUERTA

Sabato 30 marzo scorso, è stato costretto alle dimissioni il sindaco di Gallifa dopo un “ricorso per censura” che permette, per la legge spagnola, di cambiare il sindaco se la maggioranza del consiglio non osta. Fino a dicembre scorso, la maggioranza apparteneva a SI (Solidaritat Catalana per la Independència) fino a quando Gil, il terzo consigliere di questa formazione, ha rinunciato. Data la particolare legge elettorale dei piccoli comuni come Gallifa, il suo sostituto non è stato un eletto della sua stessa lista ma il non eletto più votato, che era della lista di CiU (Convergència i Unió), per cui la maggioranza é passata dai vincitori delle elezioni agli sconfitti nelle urne.

I rumors sulla vicenda lasciano pensare che il consigliere rinunciante aveva chiesto, già dall’inizio, di essere particolarmente remunerato per il suo compito piuttosto scarso e che il sindaco Fornas, e il suo compagno Font, non avevano accettato le richieste. Durante gli scarsi due anni di governo il consigliere Gil si é schierato in parecchi casi con i consiglieri di CiU nelle votazioni del Consiglio Comunale. Finalmente, ha rinunciato lasciando l’unico sindaco di SI in minoranza. Fornas ha manifestato che il cambio di sindaco nel comune di Gallifa viene dato dal fatto che i dirigenti centrali di CiU, non tanto i rappresentanti di Gallifa, sono stati i fautori del cambio forzato. Fornas aveva ampiamente compiuto il suo lavoro nel comune ma sono state le sue iniziative di ampio risalto nella politica nazionale catalana, che hanno provocato la sua defenestrazione.

Principalmente hanno dato fastidio, al partito del Governo autonomo (CiU) le sue iniziative rivoluzionarie per quanto riguarda la “sovranità fiscale” (Gallifa é stato il primo comune a metterla in atto) e soprattutto il fatto che il sindaco Jordi Fornas é andato all’assemblea dell’AMI (Associazione di Municipi per l’ Indipendenza) dello scorso 15 febbraio e ha fatto approvare ai 650 comuni componenti dell’associazione, di replicare l’iniziativa della “sovranità fiscale”, dichiarandosi così “territorio di Catalogna libero e sovrano”, il tutto approvato all’unanimità dall’assemblea dell’AMI dopo il discorso che il sindaco independentista a rivolto alle centinaia di presenti.

Questo fatto, la presa di posizione dell’AMI, ha quasi superato l’obbiettivo del Governo e del Parlamento catalano (fare un referendum quando possibile nel 2014): arrivare all’autodeterminazione per la via municipale, una strada di percorso più corta e non dipendente da nessun permesso da parte dello Stato. In un primo momento i dirigenti autonomisti (ora presumibilmente independentisti) hanno adottato una politica di censura, per la quale i mezzi  (giornali, radio, TV) hanno nascosto al pubblico il risultato dell’assemblea dell’ AMI di Vilanova i La Geltrú per, poco dopo, togliersi di mezzo lo scomodo sindaco di Gallifa, soprattutto quando questo, pochi giorni fa, parlando alla stampa, ha chiesto ai comuni catalani, minacciati dalla delegata del governo spagnolo per l’affare delle bandiere (cosa che lui aveva superato attaccando al muro una piccola bandierina) di avviare un boicottaggio dei prodotti spagnoli, rispondendo a quello che gli spagnoli fanno da tempo e in difesa dei negozi  e dei lavoratori catalani.

Centinaia di indipendentisti si sono radunati a Gallifa per dare appoggio a Fornas, nel momento in cui sono state ufficializzate le sue dimissioni, e hanno criticato il nuovo sindaco, Mateu C. De Sobregrau e i due consiglieri di CiU nel momento in cui hanno lasciato la casa del comune.  Il dimissionario Gil, che si era avvicinato per assistere all’evento é stato inseguito da vicini e manifestanti che l’hanno insultato, ricevendo così la protezione della polizia.

Fornas, ha fatto un discorso in piazza e ha manifestato che adesso si incomincerà a verificare chi vuole d’avvero e chi no l’indipendenza della Catalogna, con chiare allusioni al partito che sta al Governo a Barcellona (CiU). Dopo aver cantato insieme ai presenti l’inno nazionale catalano, è stato trattato dagli astanti come un eroe in mezzo ad un  mare di bandiere catalane indipendentiste.

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5 Comments

  1. Giancarlo Orini says:

    Da tempo sono in contatto con Jordi Fornas, e mi onoro di essere suo amico, vi assicuro che è un grande.Recentemente il 4 settembre ha partecipato alla riunione di Vedelago in quel di Treviso, organizzata da Indipendenzaveneta , riscuotendo successo e simpatia.

  2. Aprite gli occhi! NON CREDETE MAI AI PARTITI!

  3. Gianmarco Rossetto says:

    Il solito ricattato dagli sbirros spagnoli che tenevano nei cassetti qualche scottante segreto (p.es. un’amante scomoda, un vizietto vergonognoso, gioco d’azzardo o una costruzione abusiva …) e l’hanno usato al momento giusto per liberarsi dell’incomodo.
    Così funziona in tutto il mondo, anche da noi.

    Peccato per loro perché se cadrà il comune il popolo sarà ancora più intenzionato ad appoggiare questo sindaco.

    COMPLIMENTI AL SINDACO FORNAS

  4. Luke says:

    Vedo che la politica è uguale dappertutto… che amarezza.

  5. Druido Lombardo says:

    Massima solidarietà dalla Lombardia a Fornas e SI!!!!

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