GALAN: BASTA INCHINARSI ALLA LEGA. E VUOLE FAR SALTARE ZAIA

di GIANMARCO LUCCHI

Il giorno dopo il tanto strombazzato “Berlusconi mi fa pena” di Umberto Bossi, il Pdl si interroga a varie latitudini sul suo rapporto con la Lega e sulla possibilità molto esigua che si possa riaprire uno spiraglio di alleanza in vista delle ormai imminenti elezioni amministrative. Ma l’analisi del rapporto con il Carroccio è molto diversa a seconda se viene da esponenti lombardi o veneti del Pdl.

«La Lega Nord, almeno da quando esiste il Pdl, non ha mai vinto una sola città capoluogo della Lombardia o una Regione senza di noi. La stessa cosa non si può dire per noi»: così il coordinatore nazionale del Popolo della Libertà Ignazio La Russa ha commentato, al termine del ‘Tavolo Milano’ del partito, la scelta del Carroccio di correre in solitaria alle prossime amministrative. Una decisione, quella del partito di Umberto Bossi, di cui «ce ne faremo una ragione anche se non è quello che vorremmo». L’ex ministro della Difesa però ha poi lasciato aperto uno spiraglio a possibili ripensamenti del Carroccio. «Restiamo pronti a qualsiasi intesa anche nei ballottaggi, nella reciprocità».

Parere negativo sulla strada intrapresa dal partito di via Bellerio è arrivato anche dal vicepresidente della Camera Maurizio Lupi. «È un gravissimo errore per i cittadini che non capiscono questa logica del ricatto – ha sostenuto – per cui si fa pagare ai cittadini una politica nazionale. È un gravissimo errore e siamo convinti che i cittadini ci ripagheranno e puniranno la Lega».

Una difesa della Lega è venuta invece dall’ex ministro Maria Stella Gelmini. «Speriamo che il ‘caso Boni’ non diventi occasione per sparare a zero contro la Lega e per generalizzare»: è il suo auspicio lanciato a margine dei lavori del ‘Tavolo Milano’ del Pdl, in merito all’inchiesta della magistratura del capoluogo lombardo che ha coinvolto il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Davide Boni del Carroccio. «Non sia una campagna mediatica contro la Lega Nord. Si è cercato di costruire un sistema-Lega che è profondamente sbagliato – ha proseguito Gelmini – perchè conosciamo la serietà della Lega e dei suoi amministratori». Più in generale, poi, l’ex ministro ha parlato della difficile fase che sta intercorrendo tra i due storici partiti del centrodestra, dopo la scelta dei ‘lumbard’ di correre da soli alle prossime amministrative. «È una scelta incomprensibile», è stato il giudizio della Gelmini che ha comunque lanciato segnali distensivi verso via Bellerio. «Da parte nostra c’è la disponibilità a riunire l’area dei moderati e di allargare il campo anche alle liste civiche. Faremo liste competitive, anche se avremmo preferito accordarci con la Lega per riunificare da subito i moderati». La tornata elettorale, se ne è detta convinta, non troverà un Pdl in difficoltà: «Leggiamo di un Pdl allo sbando, ma siamo pronti alla sfida di restituire nuova fiducia da parte dei cittadini al partito», in un periodo in cui proprio le formazioni politiche stanno vivendo «un periodo complicato, con un’ampia area del non voto che si attesta al 45%». Anche perchè, dopo la stagione dei congressi e delle primarie, «tutto si può dire di noi salvo che siamo ancora un partito di plastica, anzi ci stiamo radicando sul territorio». Una convinzione frutto anche dei dati del coordinatore lombardo Mario Mantovani. Nei 10 congressi già svolti in Lombardia (mancano Sondrio, Monza e Brianza e Como che si svolgeranno entro fine mese il primo, ed entro giugno i restanti due) si sono registrati 40 mila votanti, mentre alle primarie di Como («dove il Pdl è dato dai sondaggi al 30%», ha annunciato Mantovani) hanno espresso la loro preferenza in 3.500.

Intanto dal Veneto vanno in onda prove tecniche di alleanza tra PdL, Fli e Udc per sbarrare il passo alla Lega Nord nelle prossime elezioni comunali: è Verona a candidarsi a laboratorio di nuove geometrie politiche nell’era del governo dei professori. Testa d’ariete in riva all’Adige per strappare a maggio al Carroccio l’inossidabile feudo nelle mani di Flavio Tosi, in corsa per la rielezione, è Luigi Castelletti, 57 anni, avvocato, ex presidente di Veronafiere e vicepresidente vicario di Unicredit. Sulla sua lista civica hanno deciso oggi di convergere il Fli, che proprio sabato scorso ha eletto in città il coordinatore veneto, alla presenza del presidente Gianfranco Fini e del suo vice Italo Bocchino, l’Udc ma soprattutto il PdL, pronto a dare battaglia all’ex alleato di governo. Il diretto interessato cerca di abbassare i toni della posta nazionale in gioco: «non sono il Monti di Verona – si schermisce – solo un tecnico». Che il nome di Castelletti, già in lizza cinque anni fa per le amministrative e bruciato misteriosamente all’ultimo momento, rappresenti per il partito di Berlusconi una sorta di riscatto dopo anni di bocconi amari ingoiati in ragione del «matrimonio» con il senatur, è l’ex ministro azzurro e governatore veneto Giancarlo Galan. «Abbiamo fatto tutto per la Lega – accusa – . Rinunciato alle nostre battaglie, concesso tutto quello che si doveva concedere in sede governativa, regalato la Regione del Veneto». Ora che il Carroccio ha deciso di scrollarsi di dosso l’ex alleato e di puntare alla vittoria solitaria, l’alleanza resta pragmaticamente l’unica strada, numeri alla mano, per sfidare Tosi, ancora alle prese con le polemiche interne sulla lista con il suo nome, bollate come «un comportamento da vecchia politica». «La cosa di cui spero oggi si prenda atto è che la politica di genuflessione, di concessione sempre e perenne alla Lega Nord – ripete Galan – ci ha portato ad essere alla fine allontanati dal Carroccio e nella stragrande maggioranza dei casi in difficoltà con gli altri potenziali alleati. È stata fatta una politica di isolamento. Spero che oggi si capisca che una politica rivolta soltanto alle cure e ai fidanzamenti con un partito possono portare alla solitudine». La lezione dei professori non poteva alla fine non tradursi, anche a livello locale, in nuove riaggregazioni a centrodestra. Ne è convinto il coordinatore veneto e parlamentare dell’Udc Antonio De Poli. Con la candidatura di Castelletti alle prossime comunali di Verona, spiega, «si sta ricostruendo un’ampia ‘area Montì che con idee, progetti e programmi vuole governare la città». Opposta a Galan, però, la valutazione sui motivi dell’alleanza. «Non vogliamo unirci per essere contro qualcuno, in questo caso Tosi – assicura l’esponente Udc – ma per i veronesi, per dare una alternativa seria alla città».

Ma Galan va oltre e chiede al coordinamento regionale del Pdl di aprire la crisi in giunta regionale. Secondo l’ex ministro, infatti, non ci sono le condizioni politiche per sostenere la giunta-Zaia, nel momento in cui la Lega Nord intende andare per proprio conto alle prossime elezioni amministrative.  L’ex ministro Maurizio Sacconi invece, pur ammettendo taluni problemi, ha espresso la convinzione che l’alleanza Lega Nord-Pdl in Veneto debba proseguire. Dello stesso parere sia il coordinatore regionale Alberto Giorgetti che il suo vice Marino Zorzato, tra l’altro vicepresidente della Giunta regionale.

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24 Comments

  1. batwoman says:

    che facciapure. così ripresentiamo zaia da soli e galan farà solo il consigliere regionale di opposizione

    • bevero says:

      Bello! approvo al centopercento. E ti mando una bela poesia…chiappa di Galan ci vola un tafan, chiappa di zaietta batwoman ti aspetta!

    • vinella says:

      operare subito! preparate la sala! questo cervello si sta gonfindo a dismisura e a breve esplode! occorre stabilire quale sostnza esogena ha indotto la proliferazione dei lobi! A me un bisturi! Deve essere il vurus zaiontosonmaron

  2. Rinaldo C. says:

    Galan ha rotto i cosidetti zebedei, personaggio sicuramente ex democristiano, il quale vorrebbe ritornare con tutto il popolo veneto al vecchio sietma DC.
    Io spero che il popolo veneto capisca che ritornare ai vecchi tempi della DC sia peggio che stare con la lega nord o liga veneta o se volete veneto stato. I veneti, i Lombardi, i Piemontesi, i liguri, gli emiliani e Romagnoli, friulani, Trentini, devono diventare piccoli stati indipendenti ma uniti in un unico stato confederale. Questo è la vera e unica strada da percorrere per avere la propria libertà, la propria lingua, la padronanza del proprio territorio, mandate a casa questi vecchi democristiani, piedellini, e fli, loro stanno bene solo a roma e al sud che piano piano anche loro col tempo capiranno quanto è importante l’indipendenza.

    Rinaldo

    • gianluca says:

      Per la cronaca galan era liberale e non democristiano

      • Rinaldo C. says:

        non ne discuto, se era un liberale era anche un massone, per cui niente di positivo, prima per lui e i suoi accoliti e poi se ne rimane per il popolo. Ha rinunciato a governare una regione importante come il veneto con un popolo di veri lavoratori, di ottimi artigiani, e di bravi industriali per andare a Roma, cosa è andato a fare, stava lì e forse le riusciva meglio. Ora che ha capito vuole ritornare a comadare nel veneto, per me perde tempo.

        Rinaldo

  3. Filippo83 says:

    Virus: bombate manco (mi almanco bevo ben…ti, no so).
    Sai cos’è un programma elettorale? Sai cos’è un voto? Sai che differenza c’è tra queste due cose, e la realizzazione del programma? O sei qui solo per far casino e sparare la tua frustrazione (comprensibile e condivisibile, ma inutile qui) sulla Lega?

  4. pantalon says:

    Evvai Galan falo saltà sto giupin de Zaia e anca el Tosi, traditori dei veneti! pronti a berciar con chi sia pur de tener la carega.

  5. zorzi says:

    Zaia fichetta attento alla chiappetta!

  6. druides says:

    Sarà sicuramente un dubbio infondato. Ma non è che le uscite idiote di qualcuno, possano essere volute, per disintegrare la Lega a beneficio di qualcunaltro che si è messo d’accordo con i centralisti romani?
    Magari anche a fronte di un debito da restituire?
    Sarebbe veramente …………

    • varioli says:

      rivolgersi al detnista di Bergamo…mentre il sognatore varesotto. dorme della grossa!…

    • virus says:

      Sì ci sei arrivato!!!!!!!!!!!!!! c’e’ il grande complotto degli angeli decaduti che sarà oggetto anche del prossimo romanzo del grande scritor El Carcano! Titolo: traditori di tutti. Il complotto bestiale è stato ordito ai danni dell’Umbetone ingenuo e ne fanno parte i Beati Paoli del mandamento di Catania, il figlio segreto di Zaia e di Tosi e due ciccione padovane!

  7. Filippo83 says:

    Galan deve fare un ulteriore passo: ha ben compreso l’errore, strategico, di dare alla Lega tutto quel che voleva, fino a regalare loro la regione e ribaltare il rapporto dei voti.
    Ora, però, deve anche capire che la gente non ha votato Zaia solo perché glielo hanno fatto fare, ma anche per i contenuti del programma leghista (autonomia, identità locale, ordine pubblico, lavoro) che solo in parte sono sovrapponibili al programma del PdL.
    Di sicuro, comunque, la maggioranza del PdL (elettori ed eletti) preferisce la Lega al FLI…

    • virus says:

      ma in quale osteria ti servi? cambia. Programma Lega? come dire che ti sei fatto Claudia Schiffer perchè ti hanno regalto il suo biglietto da visita? Geniale. Xe vero che i veneti no brila par inteligenza ma cussì….

  8. mirko says:

    Cento volte, milla volte Galan piuttosto che l’untosos Zaia….

  9. Giorgio Milanta says:

    Chissà che cosa direbbe Cesare Lombroso dopo aver guardato in faccia il Galan …

    • Lucafly says:

      Semplice….SHIT

    • elveciorecio says:

      Disaria che gha na bea boca, sotil ma bea, bei oci, calmi e poco profondi, come la laguna , bee rece, recete larghe ma fini, sel se vol ingropar Zaia par mi lo fa e vince. Con sto facin ciribiribin el se ingropa el preton Zaia!

  10. FrancescoPD says:

    BRAVO!! Manda a casa l’assiduo frequentatore di cantine….

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