Il massacro di Gaeta è colpa del Franceschiello

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Il massacro di Gaeta è colpa del Franceschiello il quale, nella sua colossale inettitudine, aveva inconsideratamente fatto spostare i suoi fedeli soldati da Napoli (che era praticamente imprendibile coi mezzi dell’epoca) a Gaeta, che non era in grado di resistere a un cannoneggiamento. E poi da Gaeta se l’era squagliata senza un graffio con alcuni cortigiani, mentre i suoi soldati erano stati massacrati.

ABCnews, proseguendo nella sua inchiesta sui meridionalisti veri o fasulli, si occupa ora di una commemorazione effettuata nei giorni scorsi a Gaeta da un’associazione di ex allievi della Nunziatella, la celebre scuola militare napoletana. Vi si commemorava il massacro di 216 valorosi soldati borbonici e di un centinaio di civili, avvenuto il 5 febbraio 1861 a Gaeta a seguito di un una terribile esplosione di un deposito di polvere da sparo causata da un cannoneggiamento da parte dei savoiardi che l’assediavano. Alla cerimonia erano presenti fra gli altri Giuseppe Catenacci, ex presidente di quell’associazione, e Giovanni Salemi presidente di un “Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie” ed ex allievo appunto della Nunziatella ; il quale ha tenuto appunto a ricordare il valore dei soldati delle Due Sicilie che resistevano a Gaeta. Il Salemi ha tuttavia dimenticato di precisare che quella strage (una delle più gravi subite in quell’assedio) era potuta avvenire grazie semplicemente all’inettitudine catastrofica del Franceschiello, al secolo Francesco II di Borbone, lontana anni-luce dall’efficacia dei suoi validi predecessori sul trono di Napoli e Sicilia. Inettitudine – conseguenza delle tare genetiche tipicamente piemontesi ereditate dalla madre, una Savoia – che gli ha fatto commettere un’incredibile serie di idiozie capitali che ABCnews ha dettagliato in una precedente puntata della sua inchiesta su meridionalisti veri o fasulli.

La fuga dalla capitale…

In particolare, per quanto riguarda Gaeta, quei soldati massacrati si trovavano lì perché il Franceschiello inconsideratamente ve li aveva fatti spostare da Napoli benché Gaeta fosse ben vulnerabile a un cannoneggiamento. In effetti quando il Franceschiello aveva avuto notizia che Garibaldi si stava avvicinando a Napoli – in realtà con scarsi e inefficienti effettivi – avrebbe dovuto ovviamente predisporre la sua capitale alla difesa. Il che era del resto ben facile poiché Napoli era praticamente imprendibile coi mezzi dell’epoca, anche se fosse stata attaccata da un esercito potente e non da quella banda raccogliticcia del Garibaldi. E invece se l’era squagliata abbandonando la capitale e portando con sé i suoi fedeli soldati a Gaeta, che non eraappunto in grado di resistere ad un adeguato cannoneggiamento. E infatti il “caro cugino” Vittorio Emanuele II – intervenuto subito ad attaccarlo senza neanche dichiarazione di guerra – provvide a far coprire Gaeta di cannonate, con conseguente massacro di quei pur valorosi soldati napoletani. Mentre il Franceschiello, senza neanche un graffio (evidentemente si era protetto bene, mentre i suoi soldati venivano massacrati) se la squagliò anche di lì, con la moglie e qualche cortigiano, su una nave verso Roma, per rifugiarsi dal Papa.

La “dimenticanza”

Ora, come si spiega che il Salemi abbia “dimenticato” di precisare tutto ciò? Bisogna considerare al riguardo che certi ambienti del Nord e loro manutengoli cercano di sostenere – ma ormai invano poiché finalmente smascherati con qualche contributo di ABCnews… – che se un modesto Piemonte aveva potuto impadronirsi così rapidamente del regno delle Due Sicilie, ciò non poteva spiegarsi che con l’inefficienza di questo regno e l’incapacità del suo popolo. Mentre in realtà ciò si spiega perfettamente appunto con l’incapacità catastrofica del Franceschiello, che con la sua incredibile serie di idiozie aveva reso vani l’efficacia e l’eroismo dei suoi soldati, e in seguito dei patrioti che si batterono per una decina d’anni rendendosi protagonisti di una vera epopea. Quegli ambienti del Nord tentano dunque di occultare l’inettitudine del Franceschiello, tenendo invece a farlo glorificare dai loro manutengoli come un re valido e coraggioso (e non poteva non esserlo, essendo figlio di una Savoia…) il quale pur essendosi ben battuto per esempio a Gaeta, non aveva potuto impedire la propria disfatta poiché aveva ereditato un regno fatiscente, e poiché il suo popolo inefficiente non era stato in grado di coadiuvarlo. Quegli ambienti dunque, nascondendo l’inettitudine colossale del Franceschiello, vorrebbero far passare per fatiscente un regno invece prospero e prestigioso, e per inetti gli invece più che validi meridionali.

I tarati del Nord

E il Salemi, nascondendo a sua volta l’incapacità del Franceschiello, ed anzi spesso addirittura glorificandolo, non fa che prestarsi a questa manipolazione, facendo dunque parte a pieno diritto della bella schiera dei meridionalisti fasulli. Per di più, commemorando in quel modo la strage di Gaeta, in pratica non fa che esaltare una grande vittoria dell’esercito savoiardo, facendolo apparire ben valido ed efficace visto che era stato comunque in grado di massacrare quei coraggiosi soldati borbonici. Facendo anche in questo il gioco di quegli ambienti del nord. Mentre in realtà quei savoiardi erano essenzialmente dei primitivi tarati, provenienti da zone come Piemonte e Lombardia all’epoca ritenuti scientificamente campioni mondiali di cretinismo clinico endemico. I quali non avrebbero avuto alcuna speranza di penetrare nel territorio delle Due Sicilie senza la colossale inettitudine del Franceschiello, che così permise a quei tarati di perpetrare un vero crimine contro l’umanità. Sarebbe duque il caso di esortare il Salemi a non incorrere in certe… “dimenticanze”. Affare da seguire…

ABCnews@free.fr

 

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9 Comments

  1. Massimo says:

    Quanti luoghi comuni e sciocchezze da parte di questi ABCnews, che ti cambiano la storia e la manovrano anch’essi a loro uso e consumo. Tanti biografi della prima ora o più moderni definiscono Francesco II un grande e intelligente sovrano, acculturato e capace. In fin dei conti ci sono i documenti che parlano. La scelta di lasciare Napoli, consigliata da diversi, serviva a non permettere la distruzione della capitale, che diversamente dalle sciocchezze dette da questi pseudo storici, era non solo facilmente penetrabile, ma anche facilmente da bombardare. Una tattica possibile era andare contro i nemici nel piano di Salerno, ma tradimenti interni degli ufficiali, anche attraverso falsi telegrammi, non ne permisero il piano. Gaeta poi già in passato ha tenuto sempre testa agli assedi… anche lì ci sono stati tradimenti anche all’interno, ufficiali comprati dal denaro piemontese o meglio massonico. Poi il blocco e il tradimento napoleonico, oltre che il tifo, hanno concluso l’opera. Quegli eroi che morirono a Gaeta sapevano di poter correre questo rischio, ma lo fecero volentieri, per amore e fedeltà al loro Re. Non scrivete più sciocchezze e lasciate fare la storia a chi ne ha la capacità.

  2. gianfranco says:

    Ciao a tutti francesco di borbone a solo sbagliato a non aggire con il pugno di ferro contro I traditori, perche Garibaldi con 1000 uomini dove sarebbe andato? Se lui avrebbe mantenuto I reggimenti svizzeri l avrebbero ributato a mare
    Per gaeta era la soluzione non diciamo migliore ma non a voluto recare danni a napoli capitale.

  3. Davide Cristaldi says:

    Avete riportato un articolo di un tizio che ce l’ha a morte con tutti i meridionalisti perche lui meridionalista ci ha litigato. Francesco II lo disse pure che voleva risparmiare alla capitale la distruzione di un bombardamento

  4. Giovanni S. says:

    Perché su questo sito ,e secondo l’ideologia -perché si tratta soltanto di ideologia- dei leghisti e degli indipendentisti, le capacità delle classi dirigenti o dei popoli non dipendono dai condizionamenti storici, economici, politici(insomma: ambientali) ma dalla RAZZA. E ovviamente chi è nato al nord,secondo la predetta impostazione, appartiene ad una etnia privilegiata. Di derivazione celtico-germanica. Come diceva quel “nobile” parassita di de Gobineau, nel Settecento. Che ha avuto ,fino ad oggi, tanti epigoni (H.Chamberlain, Rosemberg,ecc. ).Quanto ai Savoia, di origine germanica(burgunda?), per i simpatizzanti dell’indipendentismo, sono tarati perché hanno commesso l’errore di unire gli Italiani del Nord con quelli del Sud (razzialmente inferiori).Dimenticando volutamente di dire che il loro unico grave errore e’ stato quello di unire gli Italiani aggredendo,devastando ed opprimendo il Regno del Sud. Per industrializzare ed arricchire il Nord.

    • Gian says:

      a parte che il nord era già ricco, magari leggiti le notizie naturali e civili sulla Lombardia di Carlo Cattaneo, non c’è nessuna distinzione di razza, io che sono padano doc non credo affatto che i miei conterranei siano un’etnia privilegiata, abbiamo fior fior di imbecilli, se così non fosse l’italia non esisterebbe più da un bel po’.

      Comunque non hai colto bene il messaggio dell’articolo che non è scritto da un padano, ma da un neo – borbonico o sudista o anti padano o quel che è che scrive

      Mentre in realtà quei savoiardi erano essenzialmente dei primitivi tarati, provenienti da zone come Piemonte e Lombardia all’epoca ritenuti scientificamente campioni mondiali di cretinismo clinico endemico.

      quindi si onesto, non parlare di razzismo a senso unico, non parlare solo dei feroci nordisti contro i poveri meridionali, renditi conto che in questo caso abbiamo l’esatto opposto e se ti sta sulle balle il razzismo si coerente… saremo campioni mondiali di cretinismo ma non siamo così scemi!

  5. Francesco Mario says:

    Premesso, per evitrare contestazioni razziste (‘urtroppo abituali ad alcuni lettori dell’Indipendenza, che non solo io, ma tutti i miei antenati siamo nati a nord della Linea gotica, non resta che pregare la meridionalista (???) ABCnews di non dire stronzate. Francesco II indubbiamente commise, per inesperienza ed eccessiva fiducia accordata a pessimi consiglieri (fra i quali il famigerato Liborio Romano) notevoli errori politici e militari (d’altronde non era un militare), ma la strage di Gaeta va attribuita per intero ai Savoia e al generale Cialdini, emiliano (quindi mio corregionario).

  6. lombardi-cerri says:

    Vorrei che qualcuno mi chiarisse le idee
    1.-Se dovessi scrivere che buona parte dei meridionali mi stanno sui c… (idea strettamente personale) verrei tacciato di razzismo e condannato.
    2.-L’a. dell’articolo che scrive :
    “Inettitudine – conseguenza delle tare genetiche tipicamente piemontesi ereditate dalla madre, una Savoia – che gli ha fatto commettere un’incredibile serie di idiozie capitali che ABCnews ha dettagliato in una precedente puntata della sua inchiesta su meridionalisti veri o fasulli.” seguendo la filosofia di Rosemberg può scrivere impunemente senza essere condannato.

    Perchè tutto ciò.

    • Roberto Porcù says:

      @ lombardi-cerri – Sbaglia l’autore e sbagli tu. Generalizzare non è mai da da saggio.
      Personalmente ho conosciuto persone rette e digrande intelligenza, sia in meridione che in settentrione, ed in entrambi ho avuto mio malgrado modo di conoscere uomini disonesti e cialtroni. Medita.

      • lombardi-cerri says:

        Quando si smetterà di dire e di scrivere “generalizzare non è mai da saggio”.
        Ricordo che TUTTI i progressi della scienza sono dovuti a GENERALIZZAZIONI ( Newton,Fleming)
        La differenza è che il genio con un caso riesce a generalizzare ( e a azzeccarla ) mentre il cretino ,con un milione di casi riesce a generalizzare un bel niente.
        Ricordo tuttavia che nello studio dei fenomeni non conta Qualcuno o Qualcosa, ma la percentuale.

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