Fusione di Comuni. Dal referendum di Grande Nord nasce Riva del Po. Bigoni: vince chi sta col territorio

referendum2di BENEDETTA BAIOCCHI – Ha vinto il SI. Ed è un assaggio elettorale per Grande Nord che, in terra ferrarese, sta allargando i consensi. Lo dicono le urne del referendum consultivo popolare dalle quali è appena uscito il via libera alla fusione dei Comuni Ro e Berra. Ora è nato Riva del Po. La battaglia non è di oggi. “L’idea nacque – racconta Stefano Bigoni, coordinatore di Grande Nord per la provincia di Ferrara e capogruppo a Berra in consiglio comunale – quando ancora sedevo tra i banchi della Lega. Dopo la mia uscita e l’adesione a Grande Nord, essendo quest’ultimo un movimento realmente territoriale, l’obiettivo non è stato abbandonato. Mentre il Carroccio cambiava idea per conservare la frammentazione amministrativa che oggi non ha più senso. Anzi – racconta Bigoni – dalla nascita di Riva del Po i cittadini ne avranno beneficio perché il progetto potrà ricevere un contributo di 1,568 milioni di euro per i prossimi dieci anni, più di 15 milioni!!! Una cifra che per noi fa la differenza, che riduce i costi dei servizi e che avvicina i Comuni alla gente”.

Il progetto è trasversale, tanto che il Pd lo ha appoggiato senza colpo ferire. “L’identità è conservata, la gente ha voluto riconoscersi sotto un nome condiviso per uscire dall’isolamento del territorio, per rompere le vane attese romane e le promesse governative, governo dopo governo fino a quello presente. E’ nell’ottica dell’indipendenza e del federalismo, dell’unire fini comuni, mettere insieme le diversità e farne ricchezza”.

Il voto, infine, porterà con sè anche altri benefit come delle premialità nell’accesso ai bandi regionali.

Per la statistica:  il referendum coinvolgeva più comuni, una fusione riguardava Tresigallo e Formignana  con affluenza del 37,5%. A Formignana hanno votato in 834, con il 57% sì. A Tresigallo l’80% dei sì. Il nome del nuovo comune dovrà essere ancora deciso. Nell’altra fusione tra Ro e Berra, il sì ha vinto a Ro per 44 voti (480 sì e 436 no) (51,6%)a Berra per 80 voti (733 sì e 655 no) (53%). L’affluenza è stata del 35%. Ro e Berra hanno optato per il nuovo nome di Riva del Po.

Uno studio di fattibilità sulla fusione aveva a suo tempo certificato la fattibilità e la convenienza del progetto.

Eccolo in formato pdf per i lettori de lindipendenzanuova.com.

Studio_fattibilit_fusione_Ro_Berra

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One Comment

  1. caterina says:

    per salvarsi è necessario tornare all’ origine, alla civiltà dei comuni, quando il popolo radicato nel territorio era partecipe alle decisioni che si prendevano per salvaguardarlo… sembra una banalità, ma a furia di deleghe si è perso il controllo…e, diciamolo pure con amarezza, anche la fiducia che serva a qualcosa… le percentuali dei voti espressi lo sta a dimostrare…

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