Furono i fratelli veneziani Zen a scoprire l’America nel XIV secolo

di ALTRE FONTI

Irresistibile nord è stata una lettura davvero molto diversa dal solito perchè non è un romanzo, ma è un saggio storico- geografico che racconta la ricerca, in biblioteche ed archivi, compiuta dallo scrittore su due uomini veneziani del XIV secolo.
Vi starete chiedendo: perchè mai ho scelto di leggere questo libro che di certo non è un romanzo leggero e scorrevole in un periodo di stress universitario non indifferente? E perchè mai proprio un saggio storico a sfondo geografico(io che non sopporto molto la geografia)?
Ebbene ho letto la trama sul sito della Corbaccio e mi ha colpito molto perchè Andrea di Robilant, nei suoi libri, ha fatto il lavoro che sognavo di fare io prima che la realtà mi piombasse inesorabilmente addosso. Lui  è infatti un giornalista che compie ricerche storiche in polverosi archivi storici ed è riuscito a scovare, grazie alla sua curiosità e abilità, storie davvero interessanti tra cui quella di cui vi andrò a parlare adesso.
L’autore ci racconta che, durante una ricerca nella biblioteca Marciana di Venezia, grazie ad un turista americano che cercava informazioni sul palazzo di una famiglia della città, la famiglia Zen, incuriosito, è riuscito a scovare una mappa cinquecentesca, disegnata proprio da uno Zen, che rappresentava l’estremo nord della terra. Attratto inesorabilmente da questa mappa e dalla storia controversa che è legata ad essa, incantato dalla narrazione  del viaggio compiuto da Nicolò Zen, che ha trovato all’interno di una cronaca molto conosciuta fino al 1700, Andrea di Robilant ha compiuto fisicamente un viaggio che lo ha portato a visitare luoghi molto lontani da Venezia.
Grazie a ricerche minuziose e ad incontri davvero molto particolari con storici norvegesi e islandesi, è stato capace di ricostruire, in modo più o meno corretto, il viaggio che  Nicolò Zen ha compiuto alla fine del 300 in tarda età, è riuscito a capire di quali luoghi fantastici il veneziano parlava nelle sue lettere ed è riuscito a sciogliere i problemi linguistici e ad attenuare le invenzioni compiute da Nicolò Zen il giovane, autore della cronaca di viaggio.
Infatti, non è stato Nicolò Zen nonno a scrivere la cronaca del proprio viaggio,bensì suo nipote nel 500, ereditando le scolorite lettere del suo antenato, ha deciso di trascrivere e rimaneggiare i contenuti delle carte ritrovate. Il suo scritto ebbe un grande successo letterario ed accademico, tanto che la cartina disegnata in modo goffo e poco affidabile, fu ricopiata e presa in esame da numerosi cartografi successivi; questo perchè all’epoca erano molto ricercate informazioni relative a queste sconosciute e lontane terre che, come per l’Egitto nell’800, avevano un fascino misterioso e ammaliante.
Insomma questo libro racconta la ricerca e la ricostruzione compiuta dall’autore, basandosi su una cronaca di viaggio del 500 e sulla relativa cartina. Lo stile di scrittura ha ovviamente una chiara impronta storica e saggistica, quindi, soprattutto nelle parentesi in cui vengono narrate le vicende relative a guerre veneziane e norvegesi(con nomi di luoghi e persone), la lettura può rallentare ed essere difficoltosa, in particolar modo nella parte che riguarda la storia della Norvegia, che personalmente non ho mai studiato.
Si vede che la storia e che le polverose biblioteche antiche e gli archivi mi interessano molto?
Bene, a questo libro non assegnerò stelline, perchè non è un romanzo, ma mi è piaciuto e, anche se in modo molto alternativo dal solito, ho viaggiato attraverso la storia in modo piacevole ed interessante. L’autore, visto attraverso le descrizioni degli incontri in prima persona, sembra davvero molto simpatico tra l’altro!
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3 Comments

  1. Giorgio da Casteo says:

    La FBI, che non è certo la Corbaccio (?) e prima delle incursioni atomiche, nel 1943 propose agli USA di invadere il Giappone dall’Alaska attraverso lo stretto di Bering e penetrando nella Kanciaka (penisola polare giapponese). Per attuare questa invasione da nord, la FBI, si servi di una map with ship redatta da Marco Polo.
    La cartografia, trafugata da una spia italoamericana (Marcian Rossi) nel palazzo dei nobili Soranzo, venne esaminata ai raggi ultravioletti a Washington e il timbro (del casato Polo) venne ritenuto quello originale.
    Questa notizia è stata riportata l’11.02.2014 in Francia dalla maggiore rivista storico-geografica, la Vsd,
    a firma del suo direttore Secretan.
    Per cui quanto riporta l’articolo che qua sopra appare puo’ essere ritenuto totalmente un FALSO (WSM)

    • caterina says:

      per favore, confrontatevi… non è poi così difficile mettervi in contatto… non che la cosa cambi molto, perchè l’America è sempre lì… ma dato che “i primati” sono sempre motivo di vanto è meglio evitare di essere poi smentiti… quello che è certo è che il declino di Venezia coincise con lo spostamento dei grandi interessi dal mar Mediterraneo all’Oceano Atlantico…

  2. Mestrin says:

    l’ho detto e ne sono rimasto affascinato.. Romanzo/saggio stupendo, consigliatissimo!

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