Furlanetto: il Veneto si schieri con la Crimea

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Il Veneto deve prendere una posizione chiara e autorevole in favore del referendum della Crimea. Lo chiede Giovanni Furlanetto esponente di Prima il Veneto: «Il Consiglio Regionale del Veneto deve condannare le posizioni antidemocratiche della Comunità Internazionale, che ha già etichettato come privo di validità il referendum per l’autodeterminazione della Crimea dall’Ucraina, previsto per il 16 marzo».

«Se crediamo veramente nella sovranità dei popoli” afferma Furlanetto, “allora dobbiamo essere dalla parte del popolo della Crimea, il cui parlamento, ieri, ha votato una mozione per chiedere alla Russia di annettere al suo territorio la repubblica autonoma di Crimea. Il referendum indetto per la fine della settimana prossima è dunque pienamente democratico».

In questi giorni i media di tutto il mondo ci hanno ricordato che la Crimea  venne ceduta alla Repubblica ucraina nel 1954 – al tempo federata con l’Urss –  dall’allora leader sovietico Nikita Krusciov per celebrare i 300 anni dell’unione tra i due Paesi. Ma quella che all’epoca è stata poco più che un cambio di insegne, dalla fine dell’URSS si è rivelata una vera e propria presenza di popolazione russa entro i confini di un altro stato. Anche la comunità italiana residente in Crimea si è espressa a favore del referendum».

«La Regione del Veneto non può assistere in silenzio ai soprusi dalla comunità internazionale in merito a questo evento importante», conclude Furlanetto. «Il Popolo della Crimea deve essere libero di decidere se il proprio futuro è con la Russia o con l’Ucraina senza condizionamenti esterni».

Prima il Veneto.

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28 Comments

  1. indipendentista says:

    L’oligarca gazprom Putin in gioventù è stato addestrato dagli stessi esecutori della strage di Katyn e di mille altre mostruosità. Quando nel 1989 il popolo tedesco occupò la sede della Stasi a Dresda Putin, detto dai locali il boia di Dresda, scampò al linciaggio e si rifugiò come molti altri criminali alla corte di Eltsin, che lo nominò suo successore. Il comportamento oggettivamente delirante di Putin nella questione ucraina va oltre il normale bullismo mafioso del personaggio e i ben informati dicono sia dovuto a un tumore al cervello del presidente russo. Solo i Comunisti Padani di Salvì, Fontà e Marò (diventato negli ultimi mesi fisicamente davvero grasso a furia di mangiare su expo) per rilanciare l’allega (cioè la propria ditta di famigghia) potevano cercare una sponda in un simile personaggio. Cosa aspettarsi da chi è da 20 anni a libro paga del Banana? Quando sguazzi nella mer*a per decenni ti abitui a ogni sapore.

  2. Alfag02 says:

    La Crimea è già Russia, forse qualcuno può in questo momento affermare il contrario ?
    Non ci sono più bandiere ucraine ma solo russe, l’esercito sul territorio e’ russo, la popolazione e’ in maggioranza russofona e russofila, il referendum serve solo come atto ufficiale.
    Putin ha già vinto, e gli altri stanno ancora discutendo sulla legalità del referendum, siamo proprio messi bene.

  3. Giulio says:

    Domanda,ma a Pento nonostante le sue umilissimi origini hanno insegnato che un uomo alla sua eta’ dovrebbe avere un certo contegno e una dignitosa dignitas?

  4. Giacomo says:

    il Veneto, tramite il suo governatore Luca Zaia, dovrebbe anche schierarsi apertamente a favore dei referendum in Scozia e Catalogna.
    Perchè non lo fa??

  5. Sbiro de Campagna says:

    I nostri politici sono una massa di celebro lesi….e non conoscono neppure la costituzione e il ruolo delle regioni in Italia !!!!

    I veneti ( residenti della regione italiana veneto -ente amministrativo), non hanno nessun status giuridico particolare, speciale o riconoscimento rispetto ad altri residenti italiani in regioni a statuto speciale e/o ordinario. Questo è stato ribadito anche dal consiglio di stato nel 2010, ove per popolo veneto nel suo statuto ( come in altri nelle singole regioni), si fa riferimento a residenti italiani. Visto e appurato, che un residenti veneto e alla pari con tutti gli altri residenti italiani nelle singole regioni, la secessione di una parte del territorio italiano, è una questione che riguarda tutti i residenti italiani in pari grado, non essendoci un italiano più italiano di altri, e un veneto che non sia italiano per l’ordinamento giuridico italiano. Chi pensa di individuare il popolo veneto, come i residenti di una regione amministrativa italiana, chiamata “veneto”, non concepisce minimamente l’idea di Popolo. Le distinzioni localistiche e regionali italiane sono molto labili, essendo le regioni previste dalla costituzione, queste possono per loro stessa natura essere commissariate, abrogate e cancellate, secondo quanto previsto dalle procedure di revisione costituzionale. Chi pensa di considerare la regione alla stregua di uno ***Stato sovrano***, non ha in testa la differenza tra personalità giuridica ordinaria, e personalità giuridica internazionale. Solo lo Stato ( italiano) è depositario di obblighi internazionali, NON i suoi enti amministrativi; semplici uffici con delega romana, che possono essere chiusi in qualsiasi momento !!! P.S. Le regioni a statuto ordinario come la regione veneto, sono state create nel 1972 ….prima nell’Italia monarchica sabauda non c’erano le regioni !!!

    Le regioni, pur essendo dotate di una sorta di autonomia ( non è neppure il caso del veneto regione italiana con residenti italiani…come in tutte le regioni italiane), non sono soggetti del diritto internazionale, perché è sempre lo Stato centrale (che ha poteri sovrani) che decide se assumere o meno obblighi internazionali.

    Sono soggetti del diritto internazionale i seguenti enti:
    Gli Stati che soddisfino i requisiti della effettività e della indipendenza (intendendosi lo stato nella sua accezione di Stato-Organizzazione, ossia l’insieme dei governanti e degli apparati di governo);
    Le Organizzazioni Internazionali, tra le quali in particolare l’ONU, i suoi Organi Ausiliari e le Organizzazioni collegate.
    La Santa Sede (da non confondersi con lo Stato della Città del Vaticano).
    I movimenti che esercitano sostanzialmente il controllo di un territorio e di una popolazione, pur non avendone il controllo formale, come ad es. gli Insorti. Mentre per quanto attiene ai movimenti di liberazione a questi non è conferita una vera e propria personalità giuridica quanto il diritto di prendere parte alle riunioni internazionali che trattano di autodeterminazione dei popoli.

    • Giacomo says:

      da qualche parte bisogna iniziare, e l’unico organo elettivo effettivo dei cittadini veneti è il consiglio regionale, che può quindi “farne le veci” rivendicando l’indipendenza

      • Sbiro de campagna says:

        Chi si sente rappresentato da una regione italiana e da un governatore italiano…..RESTA ITALIANO, PARLA ITALIANO E CANTERA’ SEMPRE L’INNO DI MAMELI NELLE SQUADRE DI CALCIO DEI FIGLI, E NELLE LORO SCUOLE ITALIANE.

        Chi parla come te, non è VENETICO ma VENETO ( ovvero sia italiota di un ente amministrativo veneto). Per te come per molte associazioni culturali, che prendono soldi dalla regione italiana chiamata veneto, essere veneti non è una questione di appartenenza e popolo….ma solo di becero FOLCLORE PER SOLDI E PARTITI !!!

    • Rodolfo Piva says:

      Non me ne frega nulla di chi è italiano o si sente tale; io sono lombardo ed italiano per disgrazia e credo che, come la penso io, siano in tanti a pensarla. Tutto il resto sono esercizi logorroici.

      • Sbiro de campagna says:

        Tu puoi sentirti veneto, lombardo, siciliano, leghista, padano, figo, mona o quello che vuoi ….ma sulla carta sei e sarai sempre italiano de iure e de facto.

  6. Eugenio says:

    IL Furlanetto ha ragione ..ma criticare gli U.S.A. e la U.E.è come toccare un nido di vespe…

  7. stefano says:

    Bene Furlanetto.
    Prima il Veneto.!!!

  8. Giacomo says:

    Zaia che prende una posizione chiara e forte?? Ma quando mai..!!

  9. Lombard Patriot says:

    Mischiare grappa e vodka può fare strani scherzi.

  10. Luca says:

    Vedrai che bella ” indipendenza” si prepara per la crimea……ma collegare il cervello prima di vomitare fregnacce ?

  11. Unione Cisalpina says:

    lasciate perdere … non siate allokki… non facciamo gli utili idioti …ci sono ben altre pulsioni in gioko ke l’indipendenza di Krimea … la sottomissione dell’Ukraina !

    • Mi par la Crimea a sto co la Crimea, par l’Ucraina a sto co l’Ucraina.
      Da Veneto ke vol leberarse dal jogo talian no poso esar contro l’endependensa de la Crimea.

      • Unione Cisalpina says:

        Pento… skolta kuà… i rusi i vol ciavar l’Ukraina ke xe una Republika federada … e la Repubblica Autonoma de Crimea, a maioranza rusa, la se aministra già par so konto … (pasame ‘sto veneto foresto… 🙂 ) … de drio i xe altri zoghi … no se pol usar la Krimea pa’ kopàr l’Ukraina ! …

  12. Francesco Cecchini says:

    Sono d’ accordo. Il referendum e’ politicamente corretto.

  13. Giuliano says:

    «Il Popolo della Crimea deve essere libero di decidere se il proprio futuro è con la Russia o con l’Ucraina senza condizionamenti esterni». GIUSTO, adesso bisogna stabilire qual è il “Popolo”. I russi che la abitano oggi sono arrivati, soprattutto come militari, dopo che Stalin aveva deportato gli abitanti autoctoni.

    • Rodolfo Piva says:

      Mi sembra una corretta osservazione. Va bene essere a favore dell’autodeterminazione dei popoli ma ci sono situazioni complesse che andrebbero analizzate con attenzione prima di prendere posizioni e questo è il caso delle Crimea. Avviene, nella storia, che ci siano regimi che occupano terre non loro, cominciano a trasferire loro emigrati con il preciso scopo di fare diventare minoranza in casa sua la popolazione autoctona. E’ quello che ha tentato il regime fascista in Sudtirolo ma , fortunatamente gli è andata male. Nell’Ulster invece, gli immigrati protestanti di origine inglese hanno fatto diventare minoranza in casa loro i cattolici irlandesi.

      • Aquele Abraço says:

        Non è il caso della Crimea, dove la presenza russa, conseguenza della guerra dei cosacchi del Don con i tartari (i veri autoctoni della Crimea) è anteriore alla donazione della Crimea agli ucraini da parte dell’ucraino Krusciov.

    • Gianfrancesco says:

      non è proprio così, l’annessione della Crimea alla Russia fu ufficialmente proclamata l’8 gennaio 1784, inoltre il primo vero motivo di fuga per i tatari fu la guerra di crimea del 1854-56, da allora sono minoranza in crimea. poi ci ha pensato anche stalin a deportarli visto che avevano combattuto con i nazisti.

      inoltre prima che i tatari arrivassero ce n’è passata di gente in crimea…

  14. sandrone says:

    Si deve schierare con Putin e con la Russia.

    A conti fatti la Russia di Putin è l’unico “nume tutelare” che dobbiamo corteggiare per arrivare all’indipendenza.

    Non la Francia o la Germania, che godono e guadagnano da un nord messo alle corde. Neppure gli USA, che vogliono un’italia bella ed unita, napoletana e pastasciutta in cui spadroneggiare con i loro F 16.

  15. Ma a questi di INDIPENDENZA non frega niente, assomigliano tanto al meridione italiano, unionista per convenienza di portafoglio.
    Dalla brace ad una padella più comoda, la Russia.

  16. Anca la penso cusì, par coerensa.

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