FRONT FURLAN: A CAMPOFORMIDO PER L’INDIPENDENZA

di REDAZIONE

A Campoformido, il Front Furlan scalda i muscoli e lo fa nella sala polifunzionale del municipio, davanti a una platea di militanti e curiosi, dove per la prima volta in pubblico, i vertici del movimento hanno illustrato la svolta nelle linee di azione del sodalizio votata dal congresso di gennaio. Da movimento di opinione a movimento di azione, sotto un simbolo rinnovato nei contenuti dove all’ aquila di Bertrando ora si affianca la croce del Patriarcato di Aquileia.

Obbiettivo: raggiungere l’ autodeterminazione del Friuli e di tutte le sue comunità rinegoziando la presenza dello Stato reclamando la competenza primaria in tutte le materie, in primis quella fiscale, per amministrare la Regione in maniera completamente indipendente, sul modello della provincia autonoma di Bolzano.

Per far questo è stato scelto il modello indipendentista che porta all’ estremo le rivendicazioni autonomiste ponendole su un piano di diritti naturali inalienabili che il popolo friulano, come già altri in Europa (Scozia e Catalogna ad es.) reclama di vedersi riconosciuti.

Nell’ intervento del presidente, Claudio Boaro, è stato spiegato che il Front intende spezzare l’ attuale atteggiamento politico dei partiti che distribuiscono come elemosina sul territorio le tasse che ogni giorno vengono prelevate in maniera sempre più esosa ed insopportabile dalle tasche dei Friulani. Front Furlan pretende che venga finalmente riconosciuto che quella ricchezza nasce dal sudore del lavoro della nostra gente e che solo il popolo friulano deve decidere dove devono essere spesi i prodotti di tanta fatica.

Il patto sociale che fino a ieri ha tenuto in piedi l’ Italia si è rotto: quando uno stato preleva in tasse e tributi di più di quello che riesce a restituire in servizi, allora è ora di cambiare il patto sociale oppure lo Stato. Ognuno può interpretare la cosa come gli pare, ma l’ imperativo è agire, essere presenti sul territorio abbandonando la politica da salotto di un certo autonomismo di maniera, passando più al concreto affrontando le tematiche che oggi sono più sentite dalla base più ampia della popolazione: semplificazione burocratica, snellimento dell’ apparato regionale, riduzione del carico fiscale, riorganizzazione della sanità pubblica coniugati coi temi storici di tutela dello statuto autonomo, dell’ università friulana e di valorizzazione delle minoranze linguistiche.

Meno filosofia e più concretezza ricorrendo all’ occorrenza anche ad azioni anti fisco, boicottaggi, picchetti, volantini, occupazioni.

Tra i vari interventi, il punto centrale è stato esposto dal portavoce Simeoni che ha illustrato la proposta di formazione di una “santa alleanza” friulanista tra le varie componenti dell’ autonomismo regionale per la presentazione di un cartello indipendente alle elezioni regionali del 2013 che assuma il ruolo di sindacato” territoriale per tutte le comunità della Patria del Friuli.

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

2 Comments

  1. ferdinando says:

    Benvegnui insieme qua col Veneto Stato!

Leave a Comment