Fuori dall’euro, dice il Nobel. E fuori dall’Italia?

di ROBERTO BERNARDELLI*

Ci stiamo bevendo il cervello con le “primarie” dei partiti. Però la realtà è un’altra, e non abita le segreterie dei segretari e delle segretarie dei segretari. Il potere d’acquisto delle famiglie è calato quasi del 10 per cento. L’Inps ha un disavanzo di 10 miliardi dopo aver imbarcato l’Inpdap, cioè il buco degli statali. La media del crollo del potere d’acquisto hanno calcolato sia di 3.284 euro, e di 2.702 per una famiglia di due componenti.

Ma uno dei più recenti calcoli “ufficiali” sullo spread Nord-Sud ci dice che la differenza del costo della vita tra Sud e Nord si attesta al 16-17%. Stando agli “Occasional papers” di due ricercatori della Banca d’Italia, Luigi Cannari e Giovanni Iuzzolino,  il documento sulle disparità dei prezzi al consumo dice che: “Il costo degli affitti (effettivi e figurativi) nel Mezzogiorno è pari a circa il 60% di quello del Centro-Nord, a parità di caratteristiche qualitative degli immobili, come misurate nell’indagine sui bilanci delle famiglie condotta dalla Banca d’Italia”.

Se il potere d’acquisto è calato del 10 per cento, quanto ci perde quindi di più la nostra gente? Ma la bandiera delle primarie sventola sempre più alta… Cittadino del Nord… fottiti!

Ma veniamo alla notizia che ieri mi ha personalmente fatto aprire le porte della speranza. Il Nobel dell’economia ha detto che sarebbe meglio se uscissimo dall’euro. Magari! Il signor James Mirrlees afferma: “… dico che non dovreste stare nell’euro, ma uscirne adesso”.  L’ha detto in un consesso speciale, quello  dell’Universita’ Ca’ Foscari.

Il suo ragionamento fila:  “Finché l’Italia resterà nell’euro non potrà espandere la massa di moneta in circolazione o svalutare: ecco perché si impone la necessità di decidere se rimanere o meno nella moneta unica, questione non facile da dirimere, perché la gente toglierà il denaro dai conti in banca prima che questo accada. Probabilmente, dovreste sostenere il costo di un’eventuale uscita, come avvenuto in Gran Bretagna (che non ha mai abbandonato la sterlina, ndr), ma dovete essere pronti a pagare questo prezzo”.

L’Inghilterra ne ha forse patito? Neanche per idea. Forse, spiega il Nobel, questo non porterebbe ad una riduzione del carico fiscale ma, a prescindere, “raccomanderei misure di sostegno ai redditi, per aumentare il potere d’acquisto della popolazione”.

Noi sposiamo il pensiero nobile del Nobel, perché non solo abbiamo pagato il ritardo del Sud, il suo peso competitivo pari allo zero, ma siamo stati schiacciati nella tenaglia del costo reale della vita che al Nord è quadruplicato: prima perché ha fatto il bis nel controvalore un euro pari a duemila lire, e poi perché il paniere al Sud ha avuto un effetto svalutazione su tutti i beni di prima necessità. Vivere al Mezzogiorno, costa la metà. Se un affitto, certificano i cervelli di via Nazionale, costa il 50 per cento in meno, figuriamoci il resto. Cittadino del Nord… fottiti un’altra volta.

Le banche decidono per tutti: fuori dall’euro. Il Parlamento non decide per nessuno: fuori dall’euro. La stretta fiscale sa solo parlare il linguaggio del tetto di spesa: fuori dall’euro. Dobbiamo prenderci tutti gli immigrati di questo mondo: fuori dall’euro. Dobbiamo tenerci e pagarci il Sud: fuori dall’euro. Dobbiamo pagare l’una tantum sulle disgrazie della sanità meridionale: fuori dall’euro. Dobbiamo avere pensioni da fame: fuori dall’euro.

Il nobel invita alla secessione dalla moneta unica, ma per salvarsi caro James Mirllees, dobbiamo secedere prima da quel pezzo d’Italia che il vantaggio competitivo lo usa per spendere meno e incassare di più, compensando la povertà legata alla ricchezza strutturale dell’arrafazzonaggio politico con le manovre del governo, con il moto perpetuo degli sconti. Queste sono le nostre primarie: il ballottaggio tra chi vuole restare nell’euro e con i partiti dell’euro, alleati a loro, e chi vuole scappare dalla schiavitù inflitta al Nord dal Sud politico e dal Nord suo alleato collaborazionista.

*presidente Indipendenza Lombarda

 

 

 

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27 Comments

  1. giorgio says:

    Complimenti Bernardelli, ci togli le parole di bocca, anche se lo diciamo da anni, meno male che ora lo afferma anche un nobel.
    Io sarei del parere di iniziare a dichiararci extracomunitari, noi di Milano ed i lombardi tutti, non solo fuori dall’euro, ma anche fuori dall’europa, chissa mai che si riesca una volta per tutte a mandare a casa, pure tutti gli stranieri che qui hanno preso il posto dei nostri disoccupati. Visto che il popolo degli imbecilli italiani crede alle storielle che i politicanti e certa stampa gli raccontano, farei in modo che se ne vadano tutti a braccetto insieme, fuori dalla nostra terra ormai depredata.
    (Della serie “fantapolitica e dintorni”)

  2. riccardo says:

    Indipendenza è la soluzione indispensabile soprattutto per la famigerata questione meridionale ; euro al nord e lira al centro sud . Liberare due dinamiche è il presupposto per determinare un’unica soluzione , trasversale alle complicate ricostruzioni antropologiche . Vedo bene monarchie Napolitane , e passioni ottomane , tipicizzare il brand evolvendolo in dinamiche moderne; tutto è indipendente , tutto così diviene occasione e soluzione . Deregulation assoluta nelle proposizioni . In quanto al nord ha poca necessità di tutor statale , fisiologicamente relegabile ad un 10% tombale per il disbrigo in toto . Chi determina tutto in meglio da queste parti sono capacità imprenditoriali, preparazione , professionalità . L’unione delle due Germanie la stanno pagando tutti gli altri stati , l’unione Italica la sta pagando il nord ed anche il sud.

  3. Castagno12 says:

    Rispondo a ERIDANIO – 6.12.13 at 11:51 pm.

    La sua replica è terrificante. Le domando: “Ma si sente bene ?”.

    Oltre a non aver capito i miei scritti, che sono molto semplici e chiari, come esposizione e per i contenuti, lei ha aggiunto le sue fantasie.

    “emergeva”: cosa emergeva ?
    “colpa”: ma che colpa avrei ?
    “supposizioni precedenti”: cosa ha supposto di bello lei ?
    “nulla di male”: che cosa avrei fatto io ?
    “tolleri i poveri diavoli”: io che cerco di aiutare tutti a difendersi dal porcaio nel quale ci hanno immerso, dovrei raccogliere il suo invito a tollerare qualcuno ?
    “non cambierebbe nulla”: cosa dovrebbe cambiare ?

    Guardi che io prendo in esame i problemi che sono di interesse generale.
    Non ho mai nulla di personale da dover chiarire

    Per il problema, oggetto del mio scritto, ho semplicemente riscontrato che già ora, senza dover aspettare una ipotetica uscita dall’€uro, esistono le condizioni per doversi seriamente preoccupare della valuta che abbiamo in mano, poca o tanta che sia.
    Tutto qui.

    Morale: in base a dati ufficiali, risulta che ben l’80% della popolazione adulta italiana è affetta da “analfabetismo di ritorno”.
    In parole più semplici: “Non capisce quello che legge”.

    Lei non ha “colpa”, ma in base a quello che “emerge”, “non c’è nulla di male” se correrà ai ripari.
    AUGURI !

    • eridanio says:

      Bingo. Non se la prenda che su una cosa ha ragione le colpe non esistono. Ci sono solo responsabilità.

      • Castagno12 says:

        “Lei non ha colpa” si riferisce solo alla dannata preparazione scolastica voluta ed imposta da Lorsignori, dal ’68 inpoi.
        Inutile citare il loro progetto e i loro obiettivi.

        Però alle irresponsabilità degli altri, bisogna cercare di porre rimedio.

        Lei si poteva risparmiare tutto ciò che io non ho detto e che lei ha solo pensato.

        Pazienza !

  4. Castagno12 says:

    Replico a GIORGIO FIDENATO – 6.12.13 at 6:04 pm

    Le cose non stanno esattamente come lei dice, ma, per brevità, non posso esaminare in dettaglio tutte le sue affermazioni.

    Comunque, ignorando la Lega (perniciosa e negativa) ammettiamo che delle persone disinformate, sprovvedute, incapaci di fare delle analisi corrette e delle previsioni realistiche, siano state favorevoli all’Ue e all’€uro.

    Guardi che è una forma di intelligenza riconoscere di aver sbagliato e perseguire un progetto riparatore.

    Solo il cretino mantiene la scelta fatta, anche se palesemente dannosa.

    Ma chi ha capito di aver sbagliato, ora deve agire.
    Ora non può bastare il solo riconoscimento dell’errore fatto.

    Lei poi precisa “ora e sempre secessione”.
    GIUSTO !
    Ma una vola ottenuta, sul nostro territorio, qui al Nord, quale valuta gradirebbe utilizzare ?
    Ci vuole riproporre il baratto ?

    Comunque il raggiungimento della SECESSIONE, come pure quello dell’INDIPENDENZA sottintendono l’azione di persone decise e attive nel perseguire obiettivi concreti, non fantasiosi, utopie, sogni.

    L’ipotesi di poter riformare e governare l’italia “unita” non fa neanche ridere.
    Stesso discorso vale per l’Ue.

    Per favore, faccia capire ciò alla LIFE e a tutti quelli che seguono la sua “scuola di pensiero”.
    Grazie.

  5. Castagno12 says:

    Rispondo a STAFANO GAMBERONI – 6.12.13 at 3:31 pm.

    Grazie per avermi risposto.

    Comunque la situazione da lei ipotizzata non mi convince..

    1) I motivi che potrebbero stimolare i prelievi dei correntisti, qualora si volesse uscire dall’€uro, non li considero una novità, una sorpresa, una eventuale esigenza del momento.

    Sono motivi già presenti da tempo, quindi non potevo capire l’originalità dell’analisi del Nobel.

    Le persone informate avrebbero già dovuto tutelarsi tempestivamente dai rischi della moneta unica senza aspettare una prospettiva di uscita.

    2) Dai suoi articoli risulta che lei è favorevole al raggiungimento dell’Indipendenza.

    Quindi, una qualsiasi Entità territoriale di bell’italia, ottenuta l’Indipendenza, quale moneta dovrebbe adottare visto che lei, per l’uscita dall’€uro, prevede una catastrofe ?

    3) Il disastroso quadro da lei descritto, nel caso si uscisse dall’€uro, troverebbe un riscontro nella realtà, se si mantenesse il meccanismo della Emissione di Valuta a Debito.

    Ma io credo che l’Indipendenza, le uscite dall’Ue e dall’€uro, la realizzazione di uno Stato Sovrano (non l’italia “unita”) in aggiunta all’Emissione di valuta, NON PIU’ A DEBITO, annullerebbero ciò che lei ha ipotizzato.

    Il problema, o meglio, il nostro dramma è come realizzare tutto ciò con un popolo fatiscente ma attivo nel sostenere e nel finanziare il Sistema del quale si lamenta.

    • eridanio says:

      dalla precedente sua domanda emergeva solo che lei sembra non avere nemmeno 2 euro in banca altrimenti avrebbe colto il problema al volo.
      Questo non è una colpa, ci mancherebbe altro.
      Dalla sua replica razionalmente si ha la conferma delle supposizioni precedenti. Nulla di male per carità. Tolleri i poveri diavoli che vivono dimensioni diverse del problema.
      Tanto per lei non cambierebbe nulla.

  6. Giorgio Fidenato says:

    Ai tempi della Lega si diceva che il Nord produttivo doveva collegarsi più strettamente al Nord europa per affinità culturali. Si proclamava la necessità di staccarsi dall’Italia per non scivolare sempre di più verso il mediterraneo.

    Ora abbiamo tanti ex leghisti e Leghisti (vedi Salvini) e tanti imprenditori del Nord che predicano l’uscita dall’euro per tornare alla liretta e scivolare inevitabilmente verso il mediterraneo!!!

    Ora e sempre secessione e ai legisti o ex leghisti non ho che da dire che siete dei fessi, ignoranti sprovveduti e traditori dell’originaria idea della Lega: basta Roma e basta tasse!!!
    Siete la rovina del nord con le vostre assurde richiesste di uscita dall’euro per abbracciare di nuovo la lira!!!!

    • Stefano Spagocci says:

      Bravo, Fidenato! Anche iniziative come quella del Brennero, tanto amate da Salvini, servono solo ad alimentare un atteggiamento di chiusura xenofoba che tra l’altro, con questi chiari di luna, va a tutto vantaggio dell’italietta mediterranea. Mangiamo solo italiano, torniamo alla lira: se si parlasse si mangiare padano e di tornare ad un’ipotetica forte valuta padana, potrei anche essere d’accordo (molto meno, anzi per nulla, sull’autarchia, alimentare o non, ma su questo so di non essere in sintonia con molti padanisti). Ma, hic et nunc, questi atteggiamenti non fanno che rafforzare l’Italia e l’Italia nel senso peggiore, l’Italia mediterranea e nazionalpopolare. Chi lo spiega, a questi signori, che Milano dista più da Palermo che da Londra? Più da Lampedusa che da Copenhagen? Più da Napoli che da Parigi? Che senso ha che un movimento indipendentista padano sostenga l’autarchia italica?

  7. Don't Tread on Me says:

    Nessun movimento indipendentista in Europa propone l’uscita dall’Europa e per la verità nemmeno Grillo parla di uscire dall’euro ma di discuterne tramite un referendum.
    Solo gli intrattenitori-clowns del villaggio turistico belleriano in compagnia dei loro neocamerati del FN e del FPO chiedono l’uscita dall’euro senza spiegare quale sarebbe l’alternativa.

  8. Castagno12 says:

    Chi è favorevole all’€uro, prevede ingenti danni economici per il Paese che vuole uscirne.

    E questa previsione conferma la nostra sottomissione alla Dittatura Mondialista: senza interpellarci, hanno imposto la moneta unica che ha ridotto il nostro potere d’acquisto ed ora ci vengono a dire che l’uscita comporterebbe tali costi per cui detta moneta va mantenuta.
    Questi “democratici illuminati” ci hanno incastrato ed ora ci dicono che non possiamo porre rimedio.
    Non ci siamo proprio !

    Per esempio il Prof. Giacomo Vaciago (economista alla Cattolica – MI)) prevede, in caso di una nostra uscita dall’€uro, una svalutazione di circa il 30% per la nuova moneta.

    Probabimente la previsione del 30% è in eccesso, e indurrebbe i tremebondi a mantenere la mefitica moneta.

    Ma anche senza arrivare alla svalutazione del 30%, certamente, per venirne fuori, si dovrà pagare una “penale” di tutto rispetto.
    E sarà comunque UN VANTAGGIO, UNA LIBERAZIONE, perchè il mantenimento di questa moneta comporterà inevitabilmente (lo dicono i fatti) una ininterrotta emorragia finanziaria per i nostri portafogli e, soprattutto, CI IMPEDIRA’ l’applicazione di soluzioni positive per uscire dalla crisi.

    Mantenere la moneta unica significa continuare a pagare, per salvare le Banche, per mantenere il gigantesco apparato dell’Ue, per mantenere il Parlamento europeo (acchiappa voti per la finta democrazia) e la Commissione europea (per la quale nessun popolo ha votato) che decide e ci fa la festa, e via così.

    Non trova giustificazioni il comportamento della LIFE che per inseguire un’utopia (l’Europa dei popoli) non prende posizione per uscire dall’€uro.

    Stesso discorso vale per i vari Movimenti Indipendentisti.
    Non prendono una posizione ufficiale, non si uniscono ai Partiti e ai Movimenti europei che VOGLIONO USCIRE dall’Ue e dall’€uro.

    Nell’attuale contesto è impensabile e sarebbe inutile
    apportare modifiche a queste due trappole.
    SI ESCE E BASTA !

    A estremi mali, estremi rimedi.

    Ma il problema è rappresentato da Napolitano & C.
    Se anche dovesse sciogliere le Camere, in un ipotetico governo istituzionale infilerebbe solo individui disposti a rendere conto al Governo Mondiale, CHE VA TANTO DI MODA !

  9. fabio says:

    concordo sulla necessità di licenziare ogni militare di terra cielo e mare, ogni impiegato pubblico, insegnante, ministeriale, municipializzato, poliziotto, e parassiti vari.

    Ma non basta secedere dall’euro, starne fuori come la GB non ci porterà giovamento.

    E neanche secedere dal meridione, cosa che comunque auguro. Sarà cosa buona e giusta dividersi ma NON perché il sud è un peso improduttivo: secondo me lo è solo perché lo Stato italiano prima ed europeo poi hanno creato e mantenuto presupposti e cause di povertà e stagnazione. Sono al centro del mediterraneo, tantissime autostrade d’acqua per collegarsi a tantissimi porti con cui commerciare, suez e gibilterra ad un passo…
    Però non si può, perché ‘qualcuno’ ha tirato su una frontiera invalicabile, se non pagando dazi e tasse.

    Non solo, se volessero lavorare, devono applicare le regole pensate per il nord, dove sindacati e padroni si sono messi d’accordo su regole fatte per proteggere quelle fabbriche e quei posti di lavoro.

    togliamo ogni CCNL dal meridione!

    togliamo le frontiere lasciando libero chi vuole di esportare o importare a piacimento!

    liberiamo capacità imprenditoriali represse e spezziamo le catene della pianificazione statale!

    • eridanio says:

      Vero.
      L’euro è mal disegnato, ma sta facendo l’orso nel tirassegno.
      Ve lo ricordate? Insoddisfacente, siamo d’accordo.
      Se domani cambiassimo valuta salveremmo quell’orso grande, grasso e grosso sostituendolo con uno che nasce gracile e morto di fame.
      Vi piacerebbe far da bersaglio al suo posto?
      Pensate che i cacciatori siano di cuore tenero? Chi c’era nel 92 può raccontare cosa è accaduto sia alla Lira che anche alla Sterlina? Qualcuno intende garantire col proprio patrimonio che non si offra di nuovo il fianco alle stesse dinamiche?

  10. Castagno12 says:

    Al 5° capoverso dell’articolo leggo:
    ” …. perchè la gente toglierà il denaro dei conti in banca prima che questo accada …. “.

    Non ho capito il motivo per il quale, in detta circostanza, i correntisti dovrebbero prelevare.

    Penso che una spiegazione al riguardo sarebbe utile.

    Grazie.

    • Stefano Gamberoni says:

      Uscendo dall’euro: la svalutazione del cambio sarà automatica, perchè il tasso di cambio non potrà certo essere fisso. Importazioni più care da subito, benzina a 4000 lire per esempio. Uscire dall’euro: aumentare la massa moneteria ovvero stampare cartamoneta per finanziare la spesa o il “sostegno” dei redditi. Inflazione che esplode. Tassi di interesse che esplodono. Mutui insostenibilmente costosi, finanziamenti alle aziende pure. (Per chi esporta andrà un po’ meglio ma è già così anche oggi) = fallimenti e sofferenze nelle banche, iperinflazione. Appena questa prospettiva si rende palese, corsa agli sportelli per cambiare i risparmi (ancora in Euro) in qualcosa che non verrà convertito in nuove lirette. O porto gli euro all’estero, dove non me li cambiano in lire, o compro oro o altri beni non convertibili in lire. Certo non lascio un ghello in cartamoneta, perchè fuori dall’eruo sarà cartastraccia.

      E’ chiaro perchè prelevare?

  11. giorgio leone di san marco says:

    SPREAD, se no mi ammazzano di improperi

  12. giorgio leone di san marco says:

    Caro Roberto,
    vuoi la traduzione di quello che hai detto sullo ‘spred’ nord sud?
    Autostrade, non si pagano, e superstrade di servizio, lunghe due/tre volte quelle al nord.
    Assicurazioni, non si pagano.
    Assistenza sanitaria, tutti assistiti, senza avere un servizio e rivolgersi alle strutture del nord.
    Pneumatici invernali, non si mettono.
    Multe e contravvenzioni, non si pagano.
    Aggiungi a quanto sopra la differenza sul costo della vita, e le esigenze, gas per riscaldamento, CIG doppia in confronto al nord, dipendenti pubblici in misura esponenziale,
    ed hai il quadro.
    Ma che c’entra il sud col nord.
    (mi viene da ridere sulla legge per chi brucia i rifiuti, esiste da sempre, e da sempre si bruciano i rifiuti)
    (mi viene da ridere sulla legge sugli immograti cinesi a Prato, che sarebbero sfruttati, ma se in tutte le campagne del sud, Rumeni, e Africani vengono pagati €. 5 al giorno e vivono sotto il cellophane in baracche senza servizi).

    Grande Napolitano : mai più cose del genere, ‘ma và a cà tua, in mezz ai foeugh a parlàa a vanvera.

  13. Mister Libertarian says:

    Questo Mirlees è uno dei tanti cattivi maestri che vogliono che lo Stato italiano si impadronisca della stampatrice di banconote, per poter spendere e spandere allegramente ancor più di quanto faccia oggi, per “misure di sostegno ai redditi”.

    Nella mente di questo genio l’Italia diventerebbe un paese di Bengodi: chiunque chieda denarò allo Stato l’avrà: basta stamparlo.

    Ma che fine faranno i redditi guadagnati duramente col lavoro, falcidiati dall’inflazione? Ecchissenefrega dei ceti produttivi. Che crepino, dice il Nobel.

    Spero che non gli abbiano dato il premio per queste fesserie.

  14. Albert Nextein says:

    Come la rimesti, puzza.

    L’europa è entrata in un tunnel spaventoso.
    I popoli hanno subito di tutto, e continuano a subire.

    Ormai uscire, o rimanere nell’euro non conta più tanto.
    Le economie sono a terra, i popoli sono sudditi, il potere non molla l’osso, nessuno ha soluzioni.
    Non ci sono soluzioni prive di dolore, perché il quadro è talmente incancrenito che forse più di un arto sarà da amputare.

    Teorizzano e parlano tutti mentre le cose volgono al peggio.
    Nessuno tra i detentori del potere ha il coraggio di ammettere i propri errori.

    Tutti sanno che l’imposizione forzata dell’euro fu un errore, e che le politiche sovranazionali che l’accompagnano sono liberticide.

    L’europa è diventata una prigione per tutti gli stati che ne fanno parte.
    Ogni stato è una prigione per i popoli che vi abitano.

    Svalutare, non svalutare, euro o non euro, ormai sono dettagli.
    Il grosso del danno è fatto.
    E il peggio, da come la vedo io, noi lo si deve ancora subire.

  15. eridanio says:

    Sti nobel hanno frantumato i maroni.
    Lo stato ha diritto ad esistere solo se non è più invadente di qualsiasi altra libera istituzione umana che in concorrenza con le altre cerchi di ridurre l’incertezza del futuro di ognuno.
    Licenziate tutti gli insegnanti ed i professori delle scuole ogni ordine e grado. L’istruzione è una esigenza privata.
    Licenziate tutti i militari di ogni arma.
    Licenziare più della meta dei rimanenti dipendenti pubblici.
    Togliete le imposte progressive sul reddito personale ed aziendale.
    Portereste a zero l’evasione delle imposte sul reddito.
    Domattina tutti saprebbero cosa fare, altro che crisi.
    Ci pioverebbero sulla testa gli investimenti di tutto il mondo ed i debiti e le obbligazioni van pagati.
    Se volete la giustizia sociale preparatevi ad essere giustiziati dall’insostenibilità delle stupide idee di aver diritto a qualcosa senza pagarne il costo.
    Ma che cacchio vi hanno insegnato i vostri vecchi!
    ¿Siete tutti figli di nn? Mamma mia .. Euro si … Euro no ma che cacchio, con l’idea di qualcuno saremmo comunque falliti in tutte le valute del mondo. La sovranità sulla moneta va tolta agli stati e va riconsegnata al mercato.
    Pensate che il mercato non ne sarebbe capace?
    Eppure in ogni luogo ci sono scarpe per ogni tasca e tutto questo senza la “Banca Centrale Cazaturiera”.

  16. Diego Tagliabue says:

    Svalutate e finirete in Zimbabwe (o a Weimar)!

    Non meritate altro.

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