Fuori dalle balle: il 24 febbraio dovrà essere la resa dei conti

di FABRIZIO DAL COL

Enti inutili soppressi, uffici statali dimezzati, ordinamento giuridico regionale e non Statale, reti televisive regionali, stop al finanziamento dei giornali, giustizia regionalizzata e certezza della pena, giudici e magistrati regionalizzati ed eletti dal popolo, soppressione delle prefetture, forze dell’ordine regionali e non più statali, parlamenti regionali e non un unico parlamento Statale, bilanci regionali autonomi e non bilancio centralizzato statale, ministeri regionali e non statali, sanità regionale autonoma e non statale, dipendenti regionali e non statali, tasse regionali e non statali, licenziamenti come nel privato, etc. Queste si sarebbero alcune vere riforme, ma non ci dobbiamo preoccupare visto che solo in uno stato democratico incalzato dai Cittadini sarebbe veramente possibile proporrle ed attuarle, mentre per l’Italia, che di democratico da difendere non ha più nulla, le riforme che ci voglio appioppare sono provvedimenti meglio ascrivibili alla voce antiriforme ovvero al mantenimento della conservazione più totale. Potremo continuare con l’elenco, ma è del tutto inutile, dato che niente di tutto questo compare nei programmi dei partiti che si presenteranno alle prossime elezioni. Loro preferiscono continuare a spacciare per riforme quegli obbrobri giuridici che ci propinano dal dopoguerra e che, guarda caso, vanno sempre  nella direzione di non cambiare assolutamente nulla. Nella competizione elettorale in corso, i veri protagonisti saranno come sempre i soliti noti, ma a farfugliare di riforme ci si è messo anche il premier uscente Mario Monti che, sconfessando la logica destra e sinistra, afferma  che lo scontro politico sul cambiamento in atto deve essere inteso tra chi vuol cambiare e chi invece vuole continuare a conservare, dimenticando però che il primo ad aver dimostrato di voler continuare a conservare è stato proprio lui  quando è riuscito, con un doppio carpiato di coefficiente 6, a mettere in atto il clamoroso dietrofront davanti alla liberalizzazione dei taxisti e delle farmacie.

Ormai siamo alla vigilia del voto e nel consesso internazionale, dove i mercati finanziari sono soliti imporre le logiche economiche agli Stati, l’Italia sembra invece aver assunto il ruolo di Stato che non desta più preoccupazione, alla condizione però che mantenga inalterata la strada dei sacrifici. Insomma, Monti fino ad oggi ha fatto “il curatore fallimentare”, mentre solo ora propone la riduzione delle tasse e il rilancio della crescita economica, ben sapendo che il 2013  sarà un anno  di profonda  recessione. Gli unici a festeggiare per la situazione economica in cui versa l’Italia sono i mercati finanziari, che dopo la cura Monti sanno di poter continuare a spolpare ciò che ancora resta del Bel Paese, perché garantiti dagli impegni che l’Italia si è assunta in Europa.  Il 2012, ovvero l’anno bisestile  che ci ha lasciato, rimarrà fortemente impresso nelle menti di tanta gente per le conseguenze derivate dalla crisi finanziaria, quando invece dovrebbe essere ricordato per la violenza antidemocratica che il potere ha messo in campo non per risanare il debito pubblico, bensì per continuare ad aumentarlo. Ecco perché le prossime elezioni saranno destinate a lasciare il segno, ovvero a determinare  l’ultimo colpo mortale da assestare agli italiani e a ciò che ancora è rimasto di democratico da salvare, e per queste ragioni l’unica difesa possibile non potrà che essere la resa dei conti.

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14 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Voto e referendum ce li scippano.
    I soldi ce li rubano.
    Il tempo,idem.

    Votare non è un dovere.
    Evadere è un dovere,per difendersi.
    Si può e si deve occupare più tempo per capire quanto sono delinquenti coloro che appartengono alle caste di potere. Per recuperare l’ignoranza in cui ci mantengono.

    Essi si occupano di noi.
    Noi abbiamo il dovere di occuparci di loro.
    Siamo costretti ad occuparci di loro.
    Essi non lo gradiscono, ma ci tirano per i capelli a farlo.

  2. valter ottello says:

    qualcuno sta gia TREMANDO ……. si….si…. i CAZZI AMARI … il raggruppamento delle porcate fatte subire al POPOLO … i nodi stanno venendo al PETTINE !!!!!!

  3. Dan says:

    Ragazzi non mettere foto di pistoleri se non siete veramente disposti ad usare le colt

  4. SANTO says:

    Mi sembra che le attuali “regionalizzazzioni” facciano ruimpiangere lo stato centrale, pertanto lo scrittore dell’ articolo mi sembra sia un po’ troppo regionalista , dove vuole tornare al medioevo con i vari feudi e staterelli, con i don rodrigo con i propri bravi, magari il suo sogno e’ di fare il feudatario.

  5. Franco says:

    Rifiutarsi di votare e farlo mettere a verbale dal presidente di seggio è ancora meglio,il voto non verrà attribuito a NESSUNO !

  6. Su Lombardia Autonomista degli anni 1988-89 qualcosa di simile alle prime righe dell’articolo si leggeva, ma poi la sete di potere e di seggioloni in parlamento ha stravolto le originarie buone intenzioni.
    La parabola della Lega lombarda è stata come quella del P.C.I. da comunisti duri e puri sono diventati una melassa buona solo per scaldare il culo in parlamento e nei vari enti di emanazione statale, la casta comunista al calduccio, il popolo? che si FOTTA!

    Non votare o votare scheda NULLA sola soluzione.

    • Giovanni S. says:

      È se provassimo con Grillo ? Meglio aver a che fare con giovani onesti, alle “prime armi” , che con ” esperti,collaudati “mascalzoni . Sapendo,poi, che dopo due mandati ritorneranno alla loro abituale occupazione. Male che vada,i danni che potranno arrecarci saranno inferiori a quelli che, da decenni, ci infliggono i ” soliti noti”. Meditiamo prima di votare.

      • Dan says:

        Primo è tutto da vedere quanto sono alle “prime armi” i grillini (per quanto ne sappiamo potrebbero essere stati galoppini di altri politicanti che hanno deciso di mettersi in proprio) e poi dobbiamo veramente berci la favola che loro sono duri e puri quindi non cederanno davanti alle lusinghe del potere a cominciare dallo stipendio milionario ?

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