Fuori dalle balle i partiti e licenziamento per i dipendenti pubblici

di FABRIZIO DAL COL
Riforma del lavoro, art. 18, pensioni, esodati, aumento Iva, accise sulla benzina, Imu, prestiti alle banche, finanziamenti alla protezione civile, etc.: in sostanza tasse che sarebbero dovute servire ad evitare il baratro e per logica conseguenza il fallimento del paese Italia, ma che nei fatti invece non sono servite a un beato cazzo. L’Italia è sempre più vicina a portare i libri in tribunale, mentre Monti ancora fino a qualche giorno fa insisteva a dire che il baratro era scongiurato. Otto mesi se ne sono andati e l’unico risultato certo ottenuto è aver avviato il paese alla recessione, altro che aver evitato il fallimento. Mezzo mondo ha giudicato insensato e privo di cognizione di causa l’aumento della pressione fiscale, ma le risposte pervenute all’unisono dal governo dei tecnici e dalla maggioranza costituita da politici falliti sono ancora oggi sempre le stesse: “tutto  necessario per salvare l’italia”.

Il profeta Monti, sempre avaro nel dispensare sorrisi, alle domande rivolte dai giornalisti sul rialzo dello spreed, rispondeva che non c’erano più motivi per cui esso crescesse e che dunque sarebbe calato: detto ma non pervenuto e i dati sono li a smentire le sue profezie da mago Otelma.

In questi giorni  i vari Leader Europei hanno discusso anche di 120 MLD di € da imputare in tempi immediati al capitolo crescita, ma nella sostanza è come se decidessero di curare un malato terminale con l’aspirina dato che tale cifra non è nemmeno sufficiente a salvare una cinquina di banche, figuriamoci a far ripartire la crescita economica di mezza Europa. Mussolini, 70 anni orsono, per dimostrare la sostanza delle forze armate italiane utilizzava la propaganda e i cinegiornali e gli italiani, così come i nemici, non sapevano né capivano che erano invece composte da carri armati di cartone. Oggi Monti sta seguendo la medesima strategia del Duce, ovvero una propaganda levantina  perché, nella sostanza, i provvedimenti fin qui attuati sono come i carri armati di cartone di Mussolini. Infatti, ancora ieri il premier italiano ha rivendicato in Europa il risultato conseguito con le riforme, convinto come non mai che da una parte sia sufficiente a far capire che l’Italia rispetta gli impegni e dall’altra assuma di conseguenza il peso politico necessario. Una strategia bambinesca che il premier ha perseguito con testardaggine e con la consapevolezza che, per realizzarla, era necessario aumentare le tasse alla platea più vasta dei contribuenti e aprire le porte alla recessione.

Ora, però, viene naturale chiedersi: ma i tagli corposi nella spesa pubblica annunciati e mai realizzati che fine hanno fatto? Cosa mai racconta alla Merkel il premier Italiano? La Cancelliera tedesca è già infuriata con la Grecia in quanto ritenuta colpevole di non aver rispettato gli impegni e di aver assunto 70.000 nuovi funzionari nel pubblico impiego. Cosa potrebbe invece aver detto Frau Merkel al vertice Europeo a Monti ? Se si considerano le assunzioni di 20.000 nuovi dipendenti pubblici effettuate dalla Sicilia, c’è solo da credere che abbia detto che l’Italia è come la Grecia e non rispetta gli impegni, con tanti saluti alla strategia di Monti costata una follia a noi cittadini e degna di passare alla storia come i cinegiornali di Mussolini.

Solo in Italia può accadere che nel pubblico impiego conservi il posto gente macchiatasi di reati passati in giudicato, funzionari che costituiscono società in proprio al fine di conseguire appalti dallo Stato, barbieri che percepiscono stipendi equivalenti ad una azienda, e potremo continuare con elenchi impietosi e noti alle cronache, di parassiti statali con incarichi inventati e senza rischi che continuano imperterriti a lucrare a danno dei contribuenti. Se tutto ciò continua ad accadere, accade solo perché lo vogliono i partiti che, grazie al voto di scambio in cambio di assunzioni facili, hanno conseguito negli anni le loro fortune economiche e politiche. Infatti i partiti, ovvero quella accozzaglia di simboli elettorali costituiti da politici che tengono al proprio scranno come se fosse un’azienda personale, avendo capito la debolezza del premier relativamente a un suo probabile futuro da Leader della costituenda Europa, usano tale debolezza a proprio vantaggio, cioè per la loro sopravvivenza.

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9 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Poi, questi, grandi in scarpe, CENSURANO nei loro giornali.

    BRAVI, MONE.

  2. Poldo says:

    Magari sarebbe bello tagliare anche lo stipendio ai giornalisti che vivono alle nostre spalle con i contributi statali elargiti ai giornali!

  3. luigi bandiera says:

    Se io avessi potere meterei al bando i BANDITI. No kax, ho sbagliato, intendevo dire PARTITI.

    MAGNANO E QUINDI VIVONO SOPRA LA POVERA GENTE: il palazzo poggia da sempre verso il basso.

    Salam

  4. ingenuo39 says:

    In qualsiasi Paese del mondo, i dirigenti,se raggiungono gli obbiettivi, prendono i bonus, se non raggiungono gli obbiettivi, vengono lasciati a casa. Per questo i dirigenti prendono lo stipendio superiore agli impiegati,perchè il loro compito è basato sugli obbiettivi della società. Invece da Noi? Si accettano risposte variegate, impossibili da capire, incoerenti, fantasiose, ma non anche loro tengono famiglia.

    • Fabrizio says:

      Vero. Ma in Italia accade che, i concorsi nella maggior parte dei casi sono pilotati. Quando non sono pilotati li scelgono i partiti, in quanto devono poi fare i loro interessi prima che quelli dello stato.

  5. Diego Tagliabue says:

    L’impossibilità di licenziamento dei dipendenti pubblici e le continue assunzioni (geograficamente ben collocabili) sono causa e indice dell’inefficienza di questo apparato statale di dimensioni da Apatosaurus.

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