UN ARTIGIANO SI DA’ FUOCO: LA LISTA E’ SEMPRE PIU’ LUNGA

di REDAZIONE

L’ennesimo gesto disperato causato dalla crisi economica. Un muratore di 58 anni, nato in provincia di Caserta ma residente a Ozzano Emilia, stamattina si è dato fuoco nella sua auto in via Nanni Costa, non lontano dall’Agenzia delle Entrate di Bologna. Attualmente è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione del centro grandi ustionati di Parma, dove è giunto stamattina in elicottero. Ha ustioni gravissime su tutto il corpo. All’interno dell’abitacolo sono stati trovati una lettera indirizzata alla moglie e un’altra indirizzata all’Agenzia delle Entrate, in cui l’uomo avrebbe spiegato in poche righe di aver sempre pagato le tasse e in cui chiedeva di lasciare stare la propria consorte. Il contenuto dei biglietti non è però affatto chiaro, poichè i fogli sono bruciacchiati. Secondo le primissime ipotesi, però, l’idea degli inquirenti è che avesse debiti e problemi finanziari. Sarebbe questo il motivo del tentato suicidio. Se fosse confermato sarebbe il quarto caso del genere nel giro di una settimana. – 27 MARZO 2012: Un imbianchino di 49 anni si lancia dal balcone a Trani perchè da tempo non riusciva a trovare un posto di lavoro. È solo l’ultimo di una lunga scia di casi che hanno visto coinvolti imprenditori, artigiani, operai e disoccupati, travolti dai debiti, da prestiti negati, da ritardi nei pagamenti. Ecco alcuni dei casi più recenti.

Un imprenditore di 44 anni si impicca con una corda legata a un carrello elevatore nel capannone dell’azienda di cui era socio. Succede a Cepagatti, nel pescarese. Il suo corpo viene trovato dai dipendenti. Il gesto dell’uomo sarebbe legato a motivi economici: sembra che la ditta avesse problemi finanziari. – 21 MARZO 2012: A Crispiano, in provincia di Taranto, un uomo di 60 anni, disoccupato da due anni e invalido civile, a causa dello sconforto per le precarie condizioni economiche, si rinchiude nello sgabuzzino della propria abitazione e tenta il suicidio impiccandosi. La moglie, non vedendolo più in casa e notando la porta del ripostiglio chiusa a chiave, si preoccupa e telefona ai carabinieri e tra grida e lacrime chiede il loro aiuto. Grazie all’intervento dei carabinieri e del personale del 118 l’uomo viene salvato. – 20 MARZO 2012: Un uomo di 53 anni, residente in provincia di Belluno, a Sospirolo, viene trovato senza vita, impiccato, in una baracca dietro alla sua abitazione. Il 53enne, imprenditore edile, sarebbe un ennesima vittima della crisi: da qualche tempo infatti era in difficoltà economiche non riuscendo a incassare alcuni crediti. Il gesto estremo è maturato dopo che l’uomo è stato multato e si è visto sequestrare l’auto per guida senza patente.

Una donna di 37 anni tenta il suicidio per aver perso il lavoro in provincia di Lucca. La vittima ingerisce del liquido per sgorgare gli scarichi, un prodotto fortemente tossico, e finisce in ospedale. – 9 MARZO 2012: Un commerciante di 60 anni, in provincia di Taranto, durante la notte si toglie la vita impiccandosi in contrada ‘Ciaurrò, nella Marina della cittadina jonica. La causa del gesto è da attribuirsi a problemi di natura economica. – 9 MARZO 2012: Un falegname di 60 anni si toglie la vita a Noventa di Piave (Venezia) per motivazioni riconducibili a problemi di carattere sia economico che personale. L’uomo lascia una lettera prima di compiere il folle gesto con una corda recuperata in azienda. – 27 FEBBRAIO 2012: A Verona un piccolo imprenditore edile, dicendo di vantare crediti con vari clienti per circa 34mila euro, si presenta in banca chiedendo un prestito di 4mila euro. L’uomo, un 50enne titolare di un’impresa edile, vistosi negare il prestito dalla sua banca, verso cui era già debitore, esce dalla filiale e si cosparge di alcol tentando il suicidio. I carabinieri della Compagnia di Verona, intervenuti sul posto lo salvano.

Un imprenditore si toglie la vita impiccandosi nel capannone della sua ditta, in provincia di Firenze. Il cadavere viene trovato dai famigliari. All’origine del gesto le preoccupazioni dell’uomo, 64 anni, per la crisi economica che aveva investito la sua azienda: questo il senso del messaggio lasciato dall’imprenditore in un biglietto ritrovato accanto al corpo. L’uomo si impicca con una corda a una trave del capannone. – 21 FEBBRAIO 2012: Un piccolo imprenditore trentino, oppresso dai debiti, cerca di suicidarsi gettandosi sotto un treno merci, nei pressi della stazione ferroviaria di Trento. Viene salvato dal tempestivo intervento di agenti. – 15 FEBBRAIO 2012: A Paternò, in provincia di Catania, un imprenditore 57enne si uccide impiccandosi in preda alla disperazione a causa dei debiti della sua azienda. Il cadavere viene rinvenuto in un capannone in un deposito di proprietà della ditta della quale era titolare.

Un imprenditore si suicida per problemi economici a Vigonza, nel padovano. Prima di uccidersi con un colpo di pistola nel suo ufficio lascia un biglietto sulla scrivania con scritto: «Perdonatemi non ce la faccio più». Soffriva perchè costretto ad accettare la cassa integrazione per i suoi dipendenti a causa di mancanza di liquidità. -10 FEBBRAIO 2011: Un commerciante si toglie la vita impiccandosi nel suo negozio situato al centralissimo corso Umberto a Napoli. È il figlio a fare la tragica scoperta. Prima di suicida rsi l’uomo lascia un biglietto ai suoi famigliari: «Perdonatemi, non ce la faccio più». – 13 SETTEMBRE 2010: Troppi debiti. Questa la motivazione che spinge un imprenditore 57enne a bruciare nella notte, a Firenze, il ristorante che gestiva da tre anni, e poi a togliersi la vita impiccandosi nel gazebo esterno al locale. L’uomo, secondo quanto emerso, aveva uno scoperto di 18mila euro in banca. Prima di compiere il tragico gesto, invia degli sms ai suoi collaboratori, scrivendo: «Mi avete ammazzato con le vostre pretese, non riceverete più una lira, addio, arrangiatevi». L’imprenditore doveva ai suoi dipendenti degli stipendi arretrati. – 2 MARZO 2010 – Un imprenditore si suicida a Camposampiero, nel padovano, per le difficoltà della sua azienda.

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6 Comments

  1. floriano says:

    DA ROMA ANTICA AI GIORNI NOSTRI, SONO CAMBIATI I TEMPI I PERSONAGGI INFAMI, MA IL SISTEMA E I MODI DI FAR SOFFRIRE IL POPOLO E’ RIMASTO LO STESSO, DEPREDANDOLO DEI SUOI AVERI E DELLA SUA DIGNITA’.
    STATO LADRO NO ANZI POLITICA LADRA.

    W SAN MARCO.

  2. Luca says:

    che grande e bella democrazia sta nascendo in questo paese che sta diventando sempre + sudamericano nella parvenza…..un governo non democratico, un presidente che vuole accelerare su tutto quello che di negativo esce da questo squallido gruppetto di professori fallimentari di idee, e naturalmente questi aguzzini vampireschi di equitalia che provano gusto nel far cadere in disgrazia le persone della base sociale pur di accaparrarsi i suoi soldi……grande italia, grande napolitano e grandi professori….

  3. Diego Tagliabue says:

    Siamo al livello del Tibet.

  4. antonio baldini says:

    Non servono commenti. Lavoratori e imprenditori stanno facendo la stessa fine. Sono i ceti produttivi. Quelli che mantengono un esercito di sanguisughe.

  5. Dino says:

    Sarebbe carino un sito tipo “vittimediequitalia.com” dove c’è una lista dettagliata delle persone uccise da equitalia.

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