Fuoco del Sud, la galassia indipendentista che ribolle…

di GILBERTO ONETO

Il titolo è accattivante, l’argomento di attualità, la Casa Editrice una sicura garanzia di serietà, il nome dell’autore trova immediata simpatia per l’omonimia con uno dei Gufi, l’indimenticata intelligente formazione musicale degli anni Sessanta e Settanta.

La lettura risulta invece nel complesso un po’ deludente e chi si aspettava una disanima del mondo autonomista meridionale (ribollente, come dice il sottotitolo) resta un po’ a bocca asciutta.

Il riferimento a sigle, personaggi, associazioni e iniziative politiche è costante e denota una conoscenza che avrebbe potuto produrre un “atlante” utile e significativo, ma finisce per essere diluito nella solita lamentazione meridionalista. È difficile ipotizzare se si tratti di una scelta (sbagliata) dell’autore o se sia l’ineluttabile frutto di una situazione politica e culturale complessiva, ma il libro è il solito cahier de doléance, la frusta litania di tutte le deprivazioni vere o inventate che ha subito il Mezzogiorno, il fastidioso mantra di un vittimismo che non riesce a trovare alcuna pulsione positiva e propositiva. Lo fa in buon italiano, con citazioni colte e con una costruzione letteraria impeccabile, ma è la solita minestra proposta in una confezione più elegante: forse si vende meglio ma riciccia i soliti sapori.

Davvero non si capisce perché gli autonomisti meridionali non riescano a uscire da questi devastanti stereotipi. Perché debbano sempre declinare le loro vicende e le loro rivendicazioni (anche le più nobili) in piagnistei  e recriminazioni, in atteggiamenti da sfigati alla Eduardo De Filippo. Perché amici meridionali, deve sempre essere colpa di qualcun altro? Gli spagnoli, gli inglesi, i francesi, i turchi, i Savoia, i piemontesi, gli americani, i padani, la Lega o Mago Zurlì, mai un concorso di colpa, mai che siano i meridionali a non sapersi gestire, a farsi sottomettere? La mafia, la corruzione, la burocrazia e tutto il resto sono sempre robaccia imposta, di importazione?

Anche noi abbiamo le nostre rogne, ma sono solo colpa nostra: Miglio diceva che siamo incapaci di gestirci politicamente, Brera che siamo una “barca di cuiuni”. Non piangiamo contro i croati, i tognitti, i bombardieri inglesi o i lanzi svizzeri. Tutti sono passati – come dice una canzone di Gemma – a portarsi via qualcosa ma la colpa era solo nostra. Anche oggi la colpa è solo nostra se Roma ci deruba, se gli immigrati nazionali, comunitari o extra occupano le nostre terre. Non ci lanciamo in penosi calcoli del conto che dovremmo presentare agli austriaci o ai francesi, nipoti dei ladri giacobini. Anche il calcolo di quello che ci costa oggi l’Italia ripugna farlo, ma serve per cercare di svegliare la nostra gente.

Siete stati fregati dal Risorgimento? Anche noi. Forse anche di più. L’occupazione e la distruzione del Regno delle Due Sicilie è stata una porcheria in sé, proprio come per la Chiesa, il Lombardo-Veneto, Modena, Reggio e la civilissima Toscana. Non  serve inventarsi balle per dimostrare che è stata una schifezza. È stata una schifezza sia che Napoli fosse stata povera o ricca. Che senso ha inventarsi, ad esempio, un numero di addetti all’industria che non aveva neppure l’Inghilterra?

Oggi alcuni di voi, con grande disinvoltura e fantasia, sostengono che il Sud mantiene il Nord, che il Nord vive alle spalle del Sud. Non ci crede nessuno ma mettiamo per un attimo che sia vero: perché siete contro il federalismo, perché insistete per l’unità? Il coniuge che è convinto di essere cornificato e derubato chiede il divorzio, è ben felice se l’altro vuole la separazione. La Padania ladrona vi sfrutta? Perché non volete la secessione? La Padania vi sfrutta così tanto che sarebbe anche disposta a concedere una congrua buona uscita in cambio della separazione. Se tutto questo piagnisteo è solo finalizzato ad alzare il prezzo, non è proprio il massimo della correttezza, ma nell’ottica della trattativa da suk ci può anche stare. Ma per favore, la si smetta di invocare alti ideali. Gli eroi di Gaeta e di Civitella non erano così e non meritano di essere tirati in ballo in questa bassa cucina delle monetizzazioni della storia.

AUTORE: Lino Patruno; TITOLO: Fuoco del Sud. La ribollente galassia dei Movimenti meridionali; EDITORE: Soveria Mannelli: Rubbettino, 2011 – PREZZO: 14 euro

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