“Fu un assassino di contadini inermi”, Rometta rimuove Bixio dalla toponomastica

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di SERGIO GRANATA – Questa volta non c’erano camicie rosse a protestare sui palazzi circostanti né nipoti di Garibaldi ad annunciare ricorsi.
A Rometta il sindaco Nicola Merlino e la sua amministrazione hanno avuto meno ostacoli dei loro colleghi di Capo d’Orlando a fare la guerra ai garibaldini.
Nel comune romettese, infatti, la “Via Nino Bixio” è stata trasformarta in “Via delle vittime della strage di Bronte”.
“Bixio – dicono- non fu un eroe. Tutt’altro. Uccise cittadini inermi’.
Così via il nome del “carnefice” dalla toponomastica ed al suo posto il riconoscimento alle sue vittime. Al termine della scopertura della nuova tabella si è tenuto un convegno in cui sono stati raccontati alcuni episodi oscuri del periodo garibaldino.
Una pagina controversa di storia, quindi, riscritta come ormai da tempo avviene in decine di comuni del sud Italia.
A far discutere fu, nel 2008, la plateale iniziativa dell’allora sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni che, rimosse la targa in onore di Garibaldi, a martellate.
Un provvedimento che scatenò associazioni pro “Eroe dei due mondi” in tutta Italia al punto da portare a Capo d’Orlando la nipote, Anita, a sfilare a cavallo una associazione di “camicie rosse”, a denunce, ad editoriali scandalizzati sul Corriere della Sera. Insomma uno scontro che comunque ebbe il merito di cercare di comprendere meglio episodi storici dati per scontati.
Ora, quindi, la stessa strada la imbocca Rometta, dove a rischiare, dopo Bixio c’è anche Piazza Garibaldi.

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“Fu un assassino di contadini inermi”, Rometta rimuove Bixio dalla toponomastica

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3 Comments

  1. giancarlo says:

    La verità fa male a chi invece propaganda la falsità e l’ipocrisia.
    Sarebbe ora che nelle scuole si studiasse la vera storia e non un’accozzaglia di falsità, bugie, sotterfugi vari pur di nascondere le nefandezze di come è stata fatta l’Italia.
    Sono d’accordo su questo tipo di iniziative che porterebbero finalmente alla luce certe verità che non possono essere nascoste in eterno.
    Qui nel Veneto, come in altre parti d’Italia, imperano vie, piazze, corsi etc.. intitolati alla retorica storica nefanda e bugiarda dello stato centrale diventato un vero e proprio parassita assassino delle realtà locali e della storia e cultura di tutte le regioni.
    Faccio i miei complimenti al sindaco Nicola Merlino il quale ha avuto ” l’ardire” di abbattere un mostro storico quale fu Nino Bixio.
    Circa Garibaldi è MEGLIO STENDERE UN VELO PIETOSO. Fu semplicemente un esecutore……..e non voglio ricordare chi era , da dove veniva e cosa aveva fatto prima di venire in Italia.
    La storia dei vincitori non dura in eterno ma anzi sarà schiacciata dalla vera verità storica che solo coloro che ne hanno degli interessi continuano a volerci negare. Praticamente tutte le istituzioni romane sa sempre..!!!!!!!! WSM

  2. luigi bandiera says:

    FINALMENTE UNO CHE NON PARLA MA CHE FA..!!!

    In italia, stato tanto cattolico ma poco rispettoso per fino dei 10 Comandamenti, ha costruito una storia FALSA E TENDENTE AL CRIMINE MAFIOSO.
    E’ scritto nei Dieci Comandamenti di NON RUBARE E DI NON DARE FALSA TESTIMONIANZA: la storia e’ testimonianza o una barzelletta tanto pe campa’..?
    Ahaaa… scriba: perche’ cosi’ falsi in opere ed omissioni..?
    Nemmeno gli stregoni (vescovoni) si oppongono alla testimonianza falsa. Saranno loro a invitare gli scriba a farlo..?
    Le vie e le piazze dovrebbero essere intitolate ai bassi che devono supportare e sopportare gli alti.
    Ma li’ a decidere sono sempre gli alti per cui… poveri bassi…
    An salam

  3. caterina says:

    era ora che la baldanza degli “eroi” si fa per dire, massoni o esaltati superprotetti, lasciasse il posto alla verità di crimini e sopraffazioni e stravolgimenti della realtà e commistioni coi malavitosi strafottenti locali subito poi vendutisi ai “conquistatori” piemontesi e connessi… Stava meglio il Sud che il Nord al tempo dei Borbone, dinastia di illuminati e progressisti, attenti a spendere per opifici, ferrovie, strade secondo le finanze cui oculatamente provvedevano per accumularle da spendere alle bisogna e che poi furono poi totalmente depredate, insieme ai progetti in corso … leggete sul sito Alta Terra Di Lavoro l’articolo pubblicato oggi e vi farete un’idea del disastro che fu l’unità d’Italia tanto esaltata.. e tanto esaltante per chi, come sempre, sogna altri lidi lontani come se fossero l’eldorado.

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