Frunti: il governo non tagli le province siciliane

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gli Indipendentisti di lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU ritengono che la decisione del Governo Monti, in ordine al “taglio” delle Province, non possa e non debba riguardare, in alcun modo, la sorte delle Province Regionali esistenti in Sicilia. E ciò, sia per la natura giuridica, per le competenze e per il ruolo delle Province Regionali, le quali sono diverse, di fatto e di diritto, da quelle alle quali si riferisce, con il proprio recente decreto, il Governo italiano, sia perché la “materia” rientra nella competenza esclusiva della Regione Siciliana, a norma dell’Art. 14 dello Statuto Speciale di Autonomia.

L’FNS “Sicilia Indipendente” ritiene, in proposito, istituzionalmente corretta (forse un po’ troppo “timida”) la presa di posizione del Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, il quale, in una recente intervista ad un noto quotidiano, ha dichiarato: «Prima di decidere se recepire il testo di legge nazionale, bisogna vedere che effetti produce», ed ancora: «Ho detto e confermo che taglierò tutti i costi della politica. Ma se le Province hanno un ruolo utile, perché abolirle del tutto? […] Potremmo lavorare ad una loro riorganizzazione, che costi meno ed eviti duplicazioni con le competenze dei Comuni. In fondo, anche nello Statuto si parla di Consorzi di Comuni».

Riteniamo doveroso aggiungere che le Province Regionali Siciliane hanno alle loro spalle una “storia” lunghissima. Le più “giovani” Province sono quelle di Ragusa e di Enna, istituite, com’è noto, durante il ventennio fascista. Sono, cioè, radicate e funzionali, nei rispettivi territori, da oltre ottant’anni.

Ed hanno, oggi, funzioni e ruoli validi ed attuali ancora di più che nel secolo scorso. Le altre sette Province sono state istituite (come Circoscrizioni territoriali ed amministrative) molto prima del 1860.

Teniamone conto! E ne tenga doverosamente conto il Governo italiano! E tenga – soprattutto – conto del fatto che le Province Regionali non sono province qualsiasi. Hanno svolto, infatti, un ruolo utilissimo che può essere migliorato ed ampliato, unitamente ad una politica di contenimento della spesa pubblica, di lotta agli sprechi e alla corruzione. E soprattutto di “servizio pubblico”. Al servizio del Cittadino, della Società e del Territorio.

A N  T U D U !

IL PRESIDENTE FNS – Kurrahu MIRTO; IL SEGRETARIO POLITICO NAZIONALE FNS – Pippu  SCIANÒ

 

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18 Comments

  1. Teresa says:

    Io direi che ogni regione dovrebbe essere libera di avere tante province quante ne vuole, basta che se le paghi!

    In questo senso la Regione Sicilia è certamente una di quelle con meno diritto a rivalersi sul ridimensionamento. Purtroppo però viviamo in uno stato centralista e autoritario, da cui la Sicilia dipende abbondantemente molto più che altre regioni del Meridione.

    Fate bene a far valere il vostro diritto a scegliere in casa vostra, dovreste però anche ricordarvi di sottolineare che indipendenza significa prima di tutto indipendenza fiscale, non mantenimento di privilegi TUTTI derivanti dalla permanenza nello Stato italiano.

    Sicilia indipendente!

  2. Culitto Salvatore says:

    l’estensione delle tre principali province siciliane, palermo catania e messina è immensa, ma tali province non funzionano, sono senza fondi, il personale ad essi addetto è relativamente inutile oltre che non retribuito (18 mesi senza stipendio mi sembra si possa parlare di non retribuzione) le province che avevano ruoli importanti fino a qualche anno fa oggi sono allo sfascio, più che tagliarle sarebbe auspicabile aumentarle (riducendo così il territorio sotto il loro controllo) ma sopratutto renderle funzionanti! io risiedo in provincia di messina dove l’istituzione “provincia” è pressochè inutile perchè non funziona e serve solo a scaricare responsabilità, a questo punto credo che si debba puntare al miglioramento facendo si che funzionino oppure si aboliscano definitivamente tutte, perchè lo ribadisco ancora il problema non è il numero ma il funzionamento,

  3. Diego Tagliabue says:

    Zefix! La Sicilia è la Grecia d’Itagghia, ma si tagliano province ovunque, tranne che in Sicilia?
    Basta con l’arroganza delle cicale con la PA da diplodoco obeso!

    • Salvo says:

      la Sicilia non è una regione qualsiasi…
      Sugli enti locali ha competenza esclusiva, quindi da Roma non potranno mettere il becco sulla questione….tranne se…MINACCIANO LA SICILIA!

      o POLITICAMENTE, oppure ECONOMICAMENTE (stringendo ancora di più la cinghia, oppure non pagando i crediti, o non erogando i fondi UE,ecc…).

      Questa è l’Italia…

      Poi ve la prendete sempre con la Sicilia che è la Regione con il più alto tasso di autosufficienza da Roma…..il 75% del bilancio è a carico dei Siciliani.

      Vorremmo avere il 100%…ma l’Italia preferisce pagare un piccolo obolo per fregarci dall’altro lato miliardi di imposte…

      • Culitto Salvatore says:

        la sicilia non è una regione qualsiasi vero, la sicilia è la sicilia, un piccolo stato associato all’italia, ma questo all’italia non è mai piaciuto e la sicilia è stata trattata e considerata in un solo semplice modo, colonia

      • Zemiàn says:

        “non erogando i fondi UE”? Ma se è la stessa UE a non erogarvi più i fondi perché non sapevate come spenderli e quando li spendevate li usavate per ristrutturare dei bar!

        • Culitto Salvatore says:

          non è la UE a riprenderli, i fondi non utilizzati sono stati ritornati, è ben diverso, la domanda è perchè non sono stati utilizzati? perchè l’attuale sistema non consente incredibilmente di utilizzare i fondi a disposizione, questo è assolutamente assurdo

          ps non è vero che si usavano per i bar, io ho ristrutturato un ristorante! 🙂

  4. Dan says:

    Eccerto, gli altri devono segarsi le palle perchè qualche privilegiato possa continuare allegramente vita natural durante. Mi pare giusto…

    • Culitto Salvatore says:

      i privilegiati non sono certo i siciliani… se vi fossero privilegi credo che i siciliani se ne sarebbero accorti, sarebbero stati contenti e sarebbero stati meglio, sembra invece che siano la regione dove si sta peggio, pensi realmente che il siciliano sia contento di stare male? pensi realmente che il siciliano sia un privilegiato? il siciliano come la pensi te ha dei privilegi e sta di merda, il lombardo o il veneto che invece di privilegi non ne ha sta meglio…scusa ma quale sarebbe sto privilegio? quello di fare la fame?

      • Dan says:

        Senti falla finita anzi fatela tutti finita laggiù.
        Volete fare gli autonomi, gli indipendenti, ma sempre pronti a succhiare dalla tetta di tutti gli altri.
        Decidetevi e prendete una posizione chiara e netta.
        Indipendenti ma sul serio così vediamo quanti mesi reggete col vostro sistema basato sullo spreco o restate nella merda insieme a noi e ne condividete in toto gioie e dolori.

        E sia chiaro che questo discorso vale anche per tutte le altre realtà indipendentiste. Non c’è spazio per autonomie speciali strampalate ma solo dentro o fuori.

  5. Un Alpino Genuino says:

    Quanto citato nell’ articolo sono cose di buon senso. Nulla a a che vedere con il buon senso chi vuole cancellare delle Province, ma con la scemenza. Questo governo non è che un gruppo di persone raggiarate da scemi intenti solo a gabellare lo Stato e di conseguenza i cittadini. O smettono di inventarsi scemenze e si occupano di cose serie o è meglio fare le elezioni subito o commissariare il Governo chiedendo aiuto a qualche politico in pensione, magari Svizzero, il sig. Monti dal Suo rifugio di San Maurizio è meglio si guardi anche un poco in giro invece di trastullarsi attorno al focolare con infinoccghiatori che gli ispirano atti demenziali. Di Province (certo dopo che siano state parecchio ridimensionate e affidate a funzionari pubblici tipo il Podestà del Duce ) ne vanno istituite altre non accorpate.
    Sig. Monti cambi consigliori provi la Sibilla Cumana o rimane in camicia e mutandoni.
    La saluto Sig. Monti.

    • un Alpino Genuino says:

      E’ la regione e il cosiddetto governo della stessa che vanno aboliti come ora sono,in quanto gestiti in modo padronale e sconsiderato. Le province Sicule sono da trasformare cosi come sono in Cantoni sul modello Svizzero con totale autonomia da Palermo. I signori lombardi e loro cortigiani vanno messi all’ Asinara.

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