Un ricordo del Frunti per Piersanti Mattarella

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ricordano che il 6 gennaio 1980 fu assassinato a Palermo, in Via Libertà, –  e mentre si accingeva a recarsi a Messa con i familiari, – il Presidente della Regione Siciliana PIERSANTI MATTARELLA. Ne ricorre il 33° Anniversario. Mattarella, che – com’è noto – era nato a Castellammare del Golfo nel 1935, aveva 45 anni ed era il simbolo del cammino verso il rinnovamento politico, morale ed amministrativo che la Regione Siciliana aveva intrapreso da qualche tempo. E ciò grazie – soprattutto – ad uomini coraggiosi come Piersanti. Uomini che avevano compreso come la Mafia, per la Sicilia, non fosse un problema, – per quanto importante, – come gli altri problemi che affliggevano (ed affliggono) la Sicilia. NO! La mafia era (ed è) “IL PROBLEMA DELLA SICILIA”. Senza la soluzione del quale, in Sicilia, non vi potrà essere libertà. Né vi potranno essere progresso, lavoro o futuro. E neppure democrazia e/o corretta amministrazione e/o opere pubbliche eseguite a regola d’arte e funzionali.

Per tutte queste ragioni – e per la netta DISCONTINUITA’ che Mattarella rappresentava all’interno ed all’esterno del suo Partito ed anche della POLITICA-POLITICATA nell’ambito della Regione Siciliana, –  la Mafia decise di eliminarlo. E lo eliminò senza pietà.

L’FNS “Sicilia Indipendente” ricorda, con emozione, la ricorrenza del 33° anniversario di quell’infame delitto di Mafia. Ed esprime la convinzione che il Sacrificio di PIERSANTI non sia stato vano. Basti pensare, infatti, che l’assassinio del giovane Presidente della Regione offese e fece indignare il Popolo Siciliano. E ne risvegliò la coscienza civile, dando contezza e dimostrazione della gravità del pericolo rappresentato dall’onnipotenza della Mafia in Sicilia, in Italia e nel Mondo.

La figura e l’opera di MATTARELLA, inoltre, – oggi come ieri – rappresentano un punto di riferimento CERTO per tutti quei Siciliani – e sono moltissimi – che non vogliono compromessi né patteggiamenti con la mafia.  Né per loro né per lo Stato. E che respingono la “cultura” ed i “metodi” della mafia stessa, troppo frequentemente MUTUATI, l’una e gli altri, dalla MALA-POLITICA e dalla MALA-AMMINISTRAZIONE, imperanti nella nostra realtà.

A N T U D U !

IL PRESIDENTE  FNS (Corrado MIRTO) – IL SEGRETARIO POLITICO NAZIONALE  (Giuseppe SCIANÒ)

 

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