Front Furlan: “Pronti a presentarci per le regionali”

di REDAZIONE

Di seguito un’intervista a Federico Simeoni, responsabile del Front Furlan, movimento indipendentista che da qualche anno si batte ed impegna per l’autodetermnazione del Friuli dall’Italia. L’Intervista, rilasciata al gazzettino, è ripresa dal sito del Fronte friulano

– Le scorse elezioni decideste di non partecipare al voto, ora siete il gruppo che spinge maggiormente per essere presenti. Cosa è cambiato nel frattempo?

Front Furlan cinque anni fa era appena nato e non aveva ne i numeri ne l’ ambizione di essere protagonista. Allora come oggi però aveva la ferma pretesa di cambiare la gestione politica della Regione. Davati alla proposizione di due modelli di autonomismo molto discutibili, uno che ha fatto cadere la Provincia di Udine nel 2007 e l’ altro che proponeva Adriano Biasutti candidato presidente, abbiamo dovuto per forza tirarci indietro. Oggi sembra che sia maturata la coscienza di cambiare totalmente registro e modelli, vediamo se coerentemente ci sarà anche il coraggio di esprimere facce nuove.

– L’area autonomista è variegata e “litigiosa” con chi avete avuto contatti e quali alleanze avete stretto? 

Questa purtroppo è una costante che annusando i movimenti sotterranei non vedrà cambiamenti nemmeno nel 2013. Noi nel corso dell’ ultimo un anno abbiamo cercato il contatto un po’ con tutta la galassia autonomista senza manifestare simpatie o antipatie particolari, ma fermandoci su chi ha espresso affinità di vedute con il nostro progetto politico. Ci siamo concentrati particolarmente nel coinvolgimento dei Comitati, con i quali teniamo un canale preferenziale e un dialogo costantemente aperto.
Per ora esiste non una lista ma un progetto comune tra FF e il MAF pordenonese di Gianni Sartor che ha proprio come obiettivo la raccolta di uomini e istanze provenienti dai comitati e dalla società civile.

– C’è chi parla di un incontro con il triestino Bandelli e il suo movimento “Un’altra regione”. Come pensate possano convergere interessi così diversi?

Confermo che il confronto con Bandelli è in corso. Non servono tanti giri di parole, ci sono due punti fermi su cui ci troviamo concordi: la riorganizzazione della Regione tra Trieste e Friuli sul modello delle province autonome di TN/BZ e il dimagrimento dell’ apparato pubblico con principio di sussidiarietà. In sintesi meno Stato, meno Regione ed enti locali più snelli ed efficienti il che deve tradursi in più servizi e meno tasse per il cittadino e soprattutto per le imprese.

– Il segretario del Movimento Friuli, Marco De Agostini ha dichiarato su queste pagine che non vi siete mai incontrati, ma sembra non chiudere la porta a una intesa. È troppo tardi?

Non è mai troppo tardi, sempre che trovi il tempo per liberarsi dalle processioni di quelli che lui chiama i “vari remagi” che lo assillano e che ritenga il Front Furlan degno di poterlo ascoltare.

– Tra gli autonomisti qualcuno vi accusa di voler stringere accordi con la presidente del Maf, Valeria Grillo, da loro vista come fumo negli occhi per i suoi accordi prima con il Pdl e poi con il siciliano Lombardo. È vero?

Le condizioni che abbiamo posto per costruire qualcosa di credibile sono state il veto ai compromessi con i partiti oggi rappresentati in parlamento e il rifiuto dei modelli come quello siciliano di Lombardo che ha portato i danni che oggi sono sotto gli occhi di tutti e che nulla ha a che vedere con l’ autonomismo. Da quello che abbiamo potuto recepire, anche all’ interno del MAF quel modello non piace a nessuno eccetto a chi ha voluto rappresentarlo di persona. Quindi è un problema di persona, non di movimento e come tale dovrà essere da loro affrontato e risolto. Poi ognuno in casa sua è libero di andare dove vuole, ma da solo.

– In molte manifestazioni, le vostre bandiere si sono viste assieme a quelle dei comitati contro l’elettrodotto, per la difesa del lago di Cavazzo, contro la Cimpello – Sequals. Pensate che siano interessati a una presenza elettorale comune?

Chiedere ai comitati di tramutarsi in organi partitici sarebbe scorretto oltreché illogico. I comitati sono una grande risorsa per il Friuli perché attualmente sono gli unici legittimati a rappresentare gli interessi della gente e del territorio. A loro abbiamo chiesto di convogliare idee e di prestare uomini che possano tramutarsi in classe dirigente, perché non si può solo protestare ma bisogna anche essere capaci di programmare dialogando coi territori. Su questo c’è stato un riscontro positivo che ci fa ben sperare.

– Nel vostro programma politico vi è un preciso riferimento all’indipendenza del Friuli. Sarà questa la vostra campagna elettorale?

Front Furlan parla di indipendenza e continuerà a farlo in modo pragmatico. Chi si aspetta che ce ne usciremo con una dichiarazione d’ indipendenza con tanto di salami e formaggio sotto i gazebo sbaglia di grosso. Le elezioni regionali devono essere il primo passo per il rilancio dell’ identità del Friuli. La risoluzione dell’ unione forzata con Trieste e una forte capacità di negoziazione con lo Stato che ci metta in grado di autogovernarci trattenendo risorse sul territorio per migliorare servizi e calare tasse devono essere il preambolo del lungo percorso di riscatto che abbiamo in mente.

– Nei vostri documenti accusate spesso la casta regionale e la corruzione. Con che criterio formerete le liste e chi sarà il candidato presidente?

Per la formazione delle liste non saremo gli unici a decidere ma dovremo fare lavoro di squadra assieme agli altri che aderiranno al progetto. Front Furlan ha posto la questione morale come criterio discriminante. Chi si è reso protagonista di reati penali o contro la pubblica amministrazione e chi ha creato episodi di dissesto finanziario è bene che sia tenuto fuori dalla cosa pubblica. Così come chi ha in tasca tessere di partito o alleanze ambigue in corso. Per il candidato presidente non ci sarebbe dispiaciuta la figura di Cecotti ma bisognerà vedere l’ alternativa che uscirà dalla coalizione. Al personaggio conosciuto bisognerà sopperire con un kamikaze convinto e convincente.

– Il movimento di Beppe Grillo raccoglie consensi a due cifre. Cosa succederà in Regione?

Credo si andrà a rivedere quanto successo in Emilia e in Sicilia e per il Friuli la cosa ha una doppia lettura: buona da una parte perche farà saltare equilibri consolidati e parecchi sederi imbullonati alle poltrone da troppi anni, male dall’ altra perchè porterà alla ribalta gente che è abituata a confrontarsi con la tastiera di un computer e non con la società friulana. Non hanno sensibilità verso la nostra specificità ovvero la presenza dei gruppi linguistici storici e tutto quello che ne consegue; questo può significare il colpo di grazia allo Statuto Speciale.

– Vi accusano di ricalcare gli schemi della Lega. Che rapporti esistono con gli esponenti locali del Carroccio?

A dire il vero è la Lega che ha perso totalmente lo spirito iniziale invischiandosi in vicende di familismo, amoralità e pessimo utilizzo delle risorse pubbliche tradendo così la fiducia che in passato aveva raccolto mondo autonomista. Con loro abbiamo un rapporto di cordiale indifferenza.

– Cosa succede se non riuscite a presentare la lista?

Non abbiamo nulla da perdere. Avremo comunque la coscienza a posto nell’ aver cercato di costruire un’ alternativa ai friulani che non si sentono rappresentati né dai partiti né da Grillo. Se questa illiberale legge elettorale non ci consentirà di esprimerci entro gli spazi democratici istituzionali vorrà dire continueremo la nostra battaglia negli altri spazi che abbiamo utilizzato finora, strade, piazze, internet. Tra un anno ci sono le elezioni comunali: se lavoreremo bene per le regionali raccoglieremo abbastanza adesioni per proporre nuovi sindaci e consiglieri comunali con cui avviare il cambiamento che auspichiamo.

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4 Comments

  1. Un altro movimento che si perde nei meandri della politica italiota…

  2. etnisus says:

    auguri al Front Furlan. la loro strategia è condivisibile, onesta e lineare. Mi permetto solo di adre due consigli:

    – Il simbolo è troppo carico. Dovreste ridurre il corpo del guerriero e togliere il sito internet. Inoltre il nome dovrebbe comparire in lingua friulana

    – riguardo alle elezioni, anche qui il simbolo è essenziale. poichè sostanzialmente c’è un dualismo Trieste/Udine, un nome neutro tipo “un’altra regione” va benissimo. Se invece si vuole privilegiare l’aspetto identitario, allora la parola Friuli o Frul va associata a quella di Trieste. Altrimenti si perdono voti da una parte; questo lo sottolineo perchè nell’intervista non si accenna alla rinata Lista per Trieste o Trieste Libera.

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