FREQUENZE TV, SOSPESA LA RIASSEGNAZIONE. MEDIASET PROTESTA

di REDAZIONE

Una pausa di riflessione di 90 giorni sul tema delle frequenze. È questa la decisione presa dal governo sulla discussa questione del beauty contest per l’assegnazione delle frequenze digitali. Il premier Mario Monti è convinto che si tratti di una decisione «giusta». «Mi sembra normale – ha detto Monti – che in un momento in cui sono stati chiesti sacrifici a molti non si conceda un bene pubblico – quali sono le frequenze tv – senza un corrispettivo. Vogliamo riflettere – ha aggiunto – anche ragionando in prospettiva sull’evoluzione tecnologica». E il clima già caldo è acceso subito dalla presa di posizione di Mediaset che rivendica la legalità delle procedure adottate dal governo precedente e annuncia eventuali azioni legali. Sulla posizione di Mediaset Monti dice: «penso che sia normale che un’azienda si riservi di far valere i propri diritti se ritiene di averne». Mentre al momento Rai e Ti Media non commentano in attesa probabilmente di capire meglio come evolverà la questione. Prima di Monti, al termine della riunione del Consiglio dei ministri, il ministro Passera aveva motivato la sospensione «per avere il tempo di definire al meglio la destinazione delle frequenze». «Ho informato il Consiglio dei ministri dopo aver rivalutato la situazione insieme all’Agcom e agli organismi europei», aveva detto spiegando che «la decisione è stata presa in virtù delle mutate condizioni di mercato e delle tecnologie che avevano dato vita al beauty contest», ma anche perchè, «le frequenze sono una risorsa scarsa e preziosa, e ci siamo presi del tempo per identificare destinazioni più coerenti con il piano di crescita» del Paese.

Fin qui la decisione del governo, ma Mediaset non ci sta. La sospensione per l’azienda di Cologno Monzese è un «atto che sospende in realtà una situazione di legalità che deve invece essere al più presto ristabilita. Al di là delle mistificazioni circolate, il beauty contest è assolutamente legittimo», scrivono. Mediaset confida che Ministero e Governo «restituiranno certezza al diritto». E in attesa di conoscere i contenuti del provvedimento, «si riserva di valutare le azioni necessarie alla tutela degli interessi di una società quotata». «Perchè non è stata abrogata la norma che aveva introdotto il vecchio schema della gara e si è preferita la strada di una sospensione di tre mesi? L’argomento è troppo delicato per lasciare adito a dubbi», chiedono Vincenzo Vita (Pd) e Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21. «Alla protesta e all’interesse del gruppo Mediaset-Pdl il governo non può che preferire l’interesse dei cittadini a cui si chiedono sacrifici senza precedenti. Monti e Passera non si facciano intimidire e tirino dritto», afferma Carmelo Briguglio, di Fli. Ora, nei tre mesi di sospensione, si potrebbe decidere di percorrere la strada dell’apertura di una trattativa con i broadcaster, ovviamente con possibili compensazioni. Non è escluso però che si ritenga necessario abrogare l’articolo 45 della legge comunitaria, che istituisce il beauty contest, ma ci vorrebbe un atto legislativo con un percorso difficile. Altro capitolo è la definizione della successiva asta, che richiederebbe diversi mesi. «Prima di avviarla – aveva spiegato Passera nei giorni scorsi – sarà necessario fare un’analisi seria sulle possibilità di utilizzo, che sono varie, di tali frequenze». Tra le ipotesi l’assegnazione ad operatori di rete, non controllati da editori, eventualmente stranieri, che potrebbero anche utilizzare in futuro le frequenze per usi non televisivi.

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    La radiofrequenza e’ come l’aria. Anzi. Piu’ dell’aria dato che avvolge tutto l’universo mentre l’aria solo la Terra. Se non fosse cosi’ la radio non funzionerebbe tra pianeti… tra galassie… e ecc..
    E’ il “BINARIO” che serve per “camminare” o far scorrere l’informazione modulata (ci sono molti modi di modulazione) quando si usa appunto la radiofrequenza che va da appena su degli ultra suoni alle elevatissime frequenze… di cui i raggi della morte e oltre.

    Ha solo bisogno di una regola per non disturbarci a vicenda: non trasmettere isoonda in due.

    Infatti, ci sono gia’ accordi internazionali sul tema.
    Proprio per non creare disturbo reciproco.
    Assegnare la fettina di banda o frequenza e farla pagare sarebbe un primo passo per poi far pagare l’ARIA CHE SI RESPIRA.
    Deve essere limbero il suo uso e NON consumo. Infatti, e’ come l’oceano che il passaggio delle navi NON lo CONSUMANO. Salvo non disturbare altri e questo si, implica un progetto universale. Ed ecco le rotte e delle navi e degli aerei. E delle TRASMISSIONI.

    Ai potenti, invece, preme il CONTROLLO DELL’USO.
    Cioe’, che tu trasmetta in AM, in FM o in PACKET (sistema digital terrestre) a loro serve la trasparenza.
    Tra voi potete essere criptici, ma IO STATO DEVO SAPERE TUTTO QUEL CHE VOI VI TRASMETTETE.
    Come con le intercettazioni telefoniche. Piu’ o meno. Ma anche per altri sistemi elettronici.

    Quindi..??

    GLI STATI SONO I NOSTRI PADRONI, GABBIE istituzionali…

    Si paghi un contributo perche’ REGOLARE TUTTE LE BANDE di cui le frequenze RADIO HA UN COSTO. Solo quello si deve pagare. IL RESTO E’ RAPINARE..!!

    Salam

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