Freiheit: “Il referendum per l’indipendenza del Sudtirolo si farà”

di REDAZIONE

Il sesto congresso del Movimento politico Süd-Tiroler Freiheit ha avuto un successo strepitoso.  L’assemblea, affollatissima, svoltasi sabato scorso nella Lanserhaus di Appiano con circa 200 partecipanti (su 3243 membri del movimento), all‘unanimità ha dato incarico alla dirigenza di organizzare a livello provinciale un referendum per chiedere l’autodeterminazione per il Sudtirolo.

Numerosissima la schiera di rappresentanti di altri popoli o minoranze europee  venuti ad esprimere la loro solidarietà ai sudtirolesi ed a portare messaggi importanti.  Il fiammingo Günther Dauwen, direttore di Alleanza Libera Europea  (ALE), della quale la Südtiroler Freiheit fa parte, ha criticato  severamente il comportamento antiautonomista del governo Monti; Fabrizio Comencini, segretario di Liga Veneta repubblica, parlando anche a nome di Unione Nord Est del Veneto e del Partito sardo d’Azione, presenti con i loro rappresentanti, nonché di tutti gli altri membri dell’Alleanza Popoli Liberi (APL) dell’Italia, ha presentato la mozione a favore dell‘autodeterminazione del Veneto, che sarà discussa in Consiglio Regionale il 28 novembre prossimo. Werner Neubauer, parlamentare del partito liberale austriaco (FPÖ) ha informato sulle possibilità di aiuti politici per il Sudtirolo da parte austriaca. Florian Weber del partito Bayernpartei ha portato i saluti dei cugini bavaresi.

Steven Vergauwen, direttore del Movimento Popolare Fiammingo, ha presentato l’iniziativa europea a favore del diritto di autodeterminazione, che  ha bisogno di almeno un milione di firme. La Süd-Tiroler Freiheit cercherà di fare la sua parte. Come propria iniziative la Süd-Tiroler Freiheit organizzerà nel 2013 un Referendum autogestito sulla richiesta di autodeterminazione per il Sudtirolo. Dopo che un referendum è già stato assicurato alla Scozia per il 2014 ed anche altre regioni europee come la Catalogna e i Paesi Baschi si stanno muovendo, il Sudtirolo potrebbe avere un ruolo catalizzante per i popoli che aspirano alla libertà.

Nelle loro relazioni politiche i consiglieri provinciali di Südtiroler Freiheit, Eva Klotz e Sven Knoll, hanno spiegato la necessità di portare l’idea della libertà e dell’autogoverno nella popolazione. La volontà del popolo dovrà vincere sulle antiquate idee nazionalistische degli stati nazionali.

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11 Comments

  1. yeah says:

    e si sud tirol non sarà italia…ma sarà austria?
    non credo gli converrebbe visto che la provincia del tirolo austriaco è arretrata quanto le campagne del sud nel dopoguerra. a questi signori spiegate che tutto quello che hanno è grazie all’autonomia e ai privilegi legislativi che roma gli da. Vienna col cazzo che avrebbe fatto la stessa cosa. Insomma sputate dove avete mangiato (e mangiate) 🙂

  2. Xen says:

    Sono più di 50 che mangiano a spese degli italiani VERI che si sentono tali, loro che pur facendo parte degli ITALIANI, sembrano non volere altro che andarsene
    Ebbene lasciamo che sti cruchi se ne vadano, io sarò li ad aspettare perchè scommetto che tra un massimo di 4 anni torneranno indietro con la coda tra le gambe.
    È facile parlare di autonomia quando le strade e i servizi glie li paga Roma,ma quando questi non avranno, una volta divisi dall’italia, i soldi per l’asfalto o per la mensa scolastica forse gli verrá in mente quanto stavano bene in italia.

    • mino antonelli says:

      Veramente è proprio il contario: nonostante il fatto che siano stati coperti d’oro perchè non se ne andassero dall’Italia, dopo la Seconda guerra mondiale, per loro la LIBERTA’ è molto più importante del denaro. VIVA I SUDTIROLESI !!! SUDTIROLO INDIPENDENTE DALLA FOGNA ITALIANA!

  3. luigi bandiera says:

    AUGURI A EVA E A TUTTI I SUD TIROLESI..!!

    Viva la LIBERTA’..!

  4. lory says:

    sud tirolo libero subito .

  5. fabio ghidotti says:

    bene, anche i sudtirolesi si muovono. L’iniziativa di STF per il referendum autogestito è il primo passo della riapertura della questione tirolese, prevedibile a pochi anni dal centenario della brutale annessione italiana. Prepariamoci, perchè in quella occasione gli italioni non potranno far finta di niente.

    • Andrea antipadano says:

      Art. 5

      La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

      E poi da chi prendono i soldi da regione autonoma e tutti i privilegi che dà lo stato italiano invidiati da ogni minoranza?

      • coll’art. 5 mi pulisco il ….

      • Salice triestino says:

        Guarda che ne fanno volentieri a meno, non sono così attaccati al soldo come invece altri.
        Credono veamente nei loro ideali, sono coerenti, e dell’Italia non vogliono saperne.
        I “soldi” e le autonomie servono solo a tenere calme le cose, è il prezzo che l’Italia è obbligata a pagare per aver voluto a tutti i costi la sovranità su quel territorio tedesco.
        La Klotz poi è una bravissima persona, di lei ho la più alta considerazione possibile.

      • Un lombardo says:

        Ma quale “privilegio”! Prima di tutto, come giustamente ricordato da Salice Triestino, questo è il minimo vista la brutale e ingiusta annessione di parte del Tirolo storico (Sudtirolo germanofono ma anche Trentino italofono) all’Italia dopo la prima guerra mondiale, contro la volontà del 90% della popolazione, come sostenuto da Degasperi e perfino dall’ipernazionalista Mussolini. Erano territori austriaci quanto Vienna fin dal XIV secolo. Ma soprattutto, queste zone a Statuto Speciale semplicemente hanno ristorni delle PROPRIE tasse prodotte dalla PROPRIA popolazione, e neanche per il 100% del totale! E usano i loro soldi per gestire (bene) le varie competenze locali che altrove sono gestite dallo Stato (malamente). Fosse così anche in Lombardia, ci farei la firma. E la loro buona gestione è solo un merito: significa che li spendono per i servizi e per la gente. Il fatto che “li paghiamo noi” è una leggenda, anzi semmai sono loro i pochi a creare le poche isole di eccellenza in questo paese disastrato.
        Guardate com’è invece la situazione della Sicilia, che trattiene più del 100% delle proprie tasse (cioè la paghiamo davvero anche noi, a differenza di Trentino-Sudtirolo)! Il compagno di classe bravo va ammirato e preso a modello. E se vuole cambiare classe, giustissimo, perché poi toccherà anche a noi.

      • luigi bandiera says:

        antipadano, giusto… hanno soldi e privilegi. E’ ora di dire basta..!

        Si autogovernino con i loro soldi.

        Siano LIBERI come i canarini, che tenerli in gabbia tririkoglionitrice costa a noi.

        Perche’, altrimenti, continuiamo a foraggiarli..!

        E cosi’ sentendo certi meridionali che si lamentano del nord mantenuto da loro, lo lascino libero e indipendente..!

        E ma poi tutti a starnazzare diritti umani e inalienabili a destra e a manca pero’ alla fine tener sotto dominio, alla imperiale maniera, piace e molto a loro.

        Sim sala bim

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