Free Doddore Meloni? Sequestro è un uomo…

di REDAZIONE

Mentre scrivo queste righe stanno scorrendo i lanci di agenzia che annunciano che Doddore Meloni è tornato a casa. Non scrivo che “è stato liberato”, perchè non credo sia mai stato prigioniero. Pazienza per i titoli degli ignari giornali italiani, ma in Sardegna ai colpi di teatro di quest’uomo siamo abituati da tempo; sono ben pochi sull’isola quelli che non hanno pensato subito che il sequestro fosse una simulazione, peraltro così maldestra che in quattro giorni nessun movimento di popolo ha chiesto la sua liberazione e tutte le forze politiche si sono ben guardate dal manifestare pubblica preoccupazione o solidarietà, cosa che la dice lunga sul livello di credibilità del personaggio.

C’è stata molta ironia, quella sì, ma anche la furba ipocrisia che spingeva i più scaltri a tacere, perché “finché non si sa che è finto, forse non è il caso di scherzare”. Il punto è che, per quanto si sia scherzato, sarebbe stato difficile essere più grotteschi di chi si è inventato la sigla “Guardiani della nazione”, credibili come i Cavalieri dello Zodiaco, a cui far rivendicare il sedicente rapimento. Sardinia Post avanzava già ieri seri dubbi sulla veridicità della messa in scena. Davanti all’ipotesi che qualcuno potesse rapire un settantenne per fermare una listina con margini di consenso pari al nulla per cento era davvero difficile non mettersi a ridere, e infatti chissà Doddore quanto si è divertito a prendersi le prime pagine dei giornali con questa smargiassata.

Riconosco che c’è una certa genialità nel riuscire a farlo nella stessa settimana in cui il papa abdicava e il presidente del Cagliari finiva in manette. Immagino che gran risate si è fatto il re di Malu Entu mentre riduceva a carnevalata elettorale il dramma dei sequestrati veri, persone come Silvia Melis, Rossella Urru, Titti Pinna e le decine di altri sventurati che in questi anni hanno subito rapimenti reali, con catene vere e il vero tormento di non vedere i familiari e di non sapere se e quando avrebbero potuto riavere la libertà.

Ma se immagino le sue risate non è per riderne a mia volta: io in Doddore Meloni non ci trovo niente di divertente. Non mi fa ridere il suo spregio per le regole e per la legalità, la superficialità con cui si autoproclama presidente di porzioni di territorio che appartengono a tutti, né le pagliacciate pubbliche con cui si conquista gli spazi sui giornali. Soprattutto mi vergogno quando sento la parola “indipendentista” accostata a un uomo che da anni sta rendendo risibile e personalistico il cammino di altri sardi verso l’autodeterminazione. Perché alcuni partiti indipendentisti continuano a dare credibilità a questo signore, facendo con lui accordi elettorali, mettendo la sua faccia sui propri manifesti e proclamandosi con lui attori di una lotta comune? Non si rendono conto che ogni volta che Doddore Meloni parla davanti a una telecamera, un indipendentista muore?

Doddore non è un politico. E’ uno show man così organico al sistema autonomista/unionista da far pensare che ci sia dietro di lui (e di quelli come lui) qualcuno che ha un interesse diretto a renderli costamente visibili e identificabili come indipendentisti. Si possono avere molte divergenze nel modo in cui si costruisce la cultura della sovranità reale in Sardegna, ma chi assume come proprio questo faticoso percorso deve anche avere il coraggio di prendere le distanze dagli irresponsabili che invece farebbero qualunque cosa per far parlare di sé nei bar, compreso rischiare un’accusa penale per procurato allarme.

FONTE ORIGINALE: http://www.michelamurgia.com

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5 Comments

  1. Accabadora Frassa says:

    Ma quando riportate un articolo, almeno siete a conoscenza di chi si cela dietro l’autore?? sapete che ‘stà scrittrice burattinaia è diventata indipendentista (o almeno così cerca di far credere…) solo perchè glielo hanno imposto i suoi editori? Informatevi prima di riportare un articolo, altrimenti state a fà solo figure d merda!!!!!

  2. Miki says:

    Un grande e orgoglioso indipendentista Sardo. Certo se i movimenti in Sardegna non fossero frantumati in 8500000 liste (che guardano al loro ombelico e basta) sarebbe anche un po’ meno solo.
    Comunque ai papponi di roma (e soprattutto delle due sicilie) dà DAVVERO fastidio qualunque anelito di libertà quindi non credo ci sia bisogno di inventarsi fantomatiche bande di incappucciati notturni: per loro anche lo “zerovirgola”,se è agguerrito, è già troppo

  3. bustianu says:

    doddore è libero di fare indipendentismo come meglio crede, se poi sbaglia o va contro la legge dello stato italiano ne pagherà le conseguenze di persona così come ha sempre fatto e la sua storia passata testimonia. La cosa che più mi colpisce è la presunzione dell’affermare che la via seguita da alcuni verso la strada dell’affrancamento politico della sardegna sia la migliore rispetto ad altre e l’accusa che metodi o linee di altre correnti indipendentiste, non vicine a chi ha redatto l’articolo, siano deleterie alla causa e vengano addirittura viste come causa di altrui fallimenti.

  4. Gianluca says:

    Michela Murgia??? oh my god!

  5. giovanni says:

    michela murgia e’ una chiaroveggente o e’ in malafede? meglio essere prudenti che irresponsabili. l’indipendenza poteva risparmiarsi di pubblicare un articolo che attualmente non ha riscontri di prova e potrebbe essere solo calunnioso.(LPCr)

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