“Francia in guerra”, e Hollande fa cambiare la Costituzione. L’Italia dorme?

economist franciadi REDAZIONE – “La Francia è in guerra”. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande a Versailles davanti le Camere riunite dopo gli attentati di Parigi. In Francia, ha aggiunto, abbiamo bisogno di un “regime costituzionale in grado di gestire la lotta a questo nemico. Ritengo, in coscienza, che dobbiamo far evolvere la nostra Costituzione per agire contro il terrorismo di guerra”, ha spiegato Hollande davanti al congresso, evocando le riforme dell’articolo 16 (sui poteri straordinari del presidente in caso di minaccia allo Stato) e del 36 (sullo stato di guerra e interventi armati all’estero). “La Francia – ha annunciato – intensificherà gli attacchi in Siria. I miei complimenti ai piloti francesi che hanno portato a termine l’operazione” a Raqqa. “Non dobbiamo contenere quest’organizzazione, la dobbiamo distruggere”, ha aggiunto riferendosi all’Isis.

La Francia si ferma, un minuto di silenzio – Tutta la Francia si è fermata per un minuto a mezzogiorno in memoria delle 129 vittime degli attacchi terroristici di venerdì sera a Parigi. Lo riferiscono i media francesi. Ieri mattina hanno riaperto tutte le scuole, alle 13 musei, teatri e altri luoghi di cultura.

La Francia si è fermata per un minuto di silenzio in ricordo delle vittime degli attentati di Parigi. Il presidente francese Francois Hollande ha osservato il minuto di silenzio dalla Sorbonne, al termine del quale ha intonato la Marsigliese insieme al congresso riunito a Versailles.

Marsigliese dopo un minuto di silenzio alla scuola ebraica – Prima un lungo e intenso minuto di silenzio. Poi il canto della Marsigliese, a pieni polmoni. E alla fine un lungo applauso. Il ricordo delle vittime degli attacchi di venerdì tra i ragazzi della scuola ebraica ‘Ecole de Tavail’, nel cuore di Marais, ha un sapore tutto speciale. L’istituto di rue de Rosiers si trova a due passi dal ristorante Goldemberg, dove nel ’92 un commando terrorista uccise sei persone. Fondato nel 1852, ospita 150 allievi, metà di religione ebraica, 30% musulmani, 20% cattolici. Un esempio di convivenza e di tolleranza.

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1 Commento

  1. Giancarlo says:

    Quello che ci sta uccidendo è il politico corretto !!!
    Di questi tempi bisogna essere pratici e pragmatici e non serve a nulla fare marcie, esporre candeline sulle finestre e via dicendo…….bla bla bla.
    Adesso bisogna agire prima di tutto all’interno dell’italia e all’Europa pena doverci difendere sul nostro territorio girando armati…….. è una soluzione se i cittadini continueranno ad essere lasciati in balia di questi dell’ISIS.
    Sempre adesso bisogna che i cittadini di seconda o terza e un domani anche di quarta e quinta etc… generazioni riportino sui propri documenti d’identità l’origine della loro provenienza e sospendere il trattato di Schengen per questi cittadini ormai divenuti europei.
    A mali estremi, estremi rimedi diceva sempre mio nonno.
    I cittadini europei invece continuerebbero a circolare liberamente all’interno dell’Europa.
    Bisogna farlo altrimenti di morti ce ne saranno a migliaia nei prossimi mesi ed anni.
    Bisogna porre un embargo verso coloro che vendono armi nelle zone di guerra…….bisogna svegliarsi e fare e non parlare o fare trasmissioni TV inutili per risolvere il problema.
    Abbiamo politici all’altezza del momento storico così difficile ???
    Io rispondo di no, purtroppo !!
    WSM

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