Il Fotovoltaico, un grande affare per alcuni speculatori informati

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

Ero convinto, quando ho scritto l’articolo sul Fotovoltaico, di accendere una discussione e non di “educare” come si usa molto dire da parte soprattutto dei radical chic. La discussione è avvenuta (e continua), ma speravo che il dibattito si sviluppasse in modi tecnicamente più seri e, comunque più urbani. I numerosi interventi si possono suddividere nelle seguenti categorie:

– Interventi di produttori nel settore del Fotovoltaico che temono che la loro funzione, che non ha nulla di tecnico e di sviluppo, cada col cadere dei finanziamenti statali;

– Interventi di utenti del Fotovoltaico, i quali temono, a loro volta, che la pacchia dei guadagni facili finisca per crisi la finanziaria dello Stato;

– Interventi dei sognatori che  resistono ad ogni corrosiva dimostrazione che annulli i loro sogni;

– Interventi dei clienti del bar Sport, che entrano in ogni discussione senza informarsi attentamente e senza cercar di capire il tema, senza udire le varie opinioni  altrui, fiondandosi nel bel mezzo, con sparate e insulti;

– Interventi, finalmente di persone serie e pacate, che espongono le loro idee, anche divergenti, ma dopo aver ascoltato e valutato le idee altrui.

Spero che la discussione prosegua sul tono dettato da questa ultima categoria. Ritengo tuttavia,  per proseguire, che vengano fissati i termini del dibattito.

1- Non intendo in nessun modo uscire dall’argomento dell’energia ricavata dal sole, perché ci si disperderebbe in mille rivoli;

2- Non intendo disconoscere il valore delle energie rinnovabili pur dichiarando (questo è il mio parere) che tali energie (escludiamo l’idroelettrico già ampiamente utilizzato) allo stadio delle nostre attuali conoscenze scientifiche, non sostituiranno mai le altre energie (petrolio e nucleare), ma si affiancheranno in percentuale discreta;

3. Il Fotovoltaico basato sulla tecnologia del Si (domanda fondamentale)  è tecnicamente ed economicamente valido senza i finanziamenti statali?

4- Vi sono, nel settore del Fotocltaico altre tecniche di migliore prospettiva? Teniamo inoltre presente che il principale, forse insuperabile, guaio di questa tecnologia consiste nel fatto di produrre energia secondo i capricci del sole e non secondo le richieste degli utenti. Chi produce energia Fotovoltaica non può pretendere che gli altri si fermino solo perché in qual preciso istante deve collocare in rete la sua.

5- Finanziare il Fotovoltaico  in Italia che cosa ha portato (eccetto una massiccia speculazione ) in termini di sviluppo tecnologico?

6- Perché l’energia solare, peraltro indiscutibilmente di per sé conveniente per produrre acqua calda, viene sistematicamente negletta? Ho già avuto occasione di dire, ma vale ripetersi, che sul tetto di casa mia ho installato pannelli per la produzione di acqua calda (oltretutto in buona combinazione con la caldaia di riscaldamento), ma me la sono pagata esclusivamente con i miei soldi e l’ho velocemente ammortizzata senza dover dipendere da nessuno;

7- Sta per iniziare il conto energia che differisce in maniera clamorosa dai conti precedenti;

Domanda di carattere generale: si ritiene giusto che alcuni siano stati favoriti forse perché opportunamente preavvisati al punto che sembra addirittura che ciò che ha mosso il Fotovoltaico sia stato esclusivamente un progetto speculativo? Se poi, alla fine, si volesse – da parte  dei lettori –  proseguire la discussione nel settore delle rinnovabili, separatamente, tipo per tipo, sono pienamente d’accordo, ma ora dobbiamo rimanere ancorati al tema Fotovoltaico o, per lo meno, al settore dell’energia prodotta dal sole.

Il nostro obbiettivo dovrebbe essere quello di diffondere le conoscenze in modo da frenare se non bloccare le indegne speculazioni, come – ad esempio – è accaduto per quella dell’idrogeno, fortunatamente naufragata nel ridicolo, ma grazie alla  quale diversi furboni hanno incassato miliardi.

 

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16 Comments

  1. fotovoltaico says:

    Ogni azienda del fotovoltaico dovrebbe essere iscritta a un’ente per lo smaltimento. L’iscrizione si rinnova poi ogni anno.

  2. alessandro says:

    Buonasera,
    ancora una volta debbo constatare che a parlare di argomenti tecnici dovrebbero essere i tecnici. diversamente, si perde tempo, cercando di dimostrare ciò di cui si è già convinti a priori, cammuffandosi da persone informate.
    In tutta onestà, sono talmente stanco di notizie false diffuse dagli organi di propaganda Enel e Ministeri Vari, che quasi mi sento in un paese peggiore della Cina di Mao, della Germania del III Reich, dove almeno i delinquenti comuni venivano fucilati, non messi a fare Gli amministratori generali o i capi di gabinetto. Credetemi, tutta la confusione che cè in questa discussione (non entro nel merito) è frutto davvero
    di tanta disinformazione. Per andare oltre, forse l’unico modo è cercare dei canali informativi indipendenti (ammesso che esistano) e pensare sempre con dati Reali alla mano.

  3. Roberto Porcù says:

    Per quel che mi è riuscito di capire, informanomi un po’ qui ed un po’ là, un impianto fotovoltaico ha una durata limitata e la potenzialità decade nel tempo: alcuni dicono duri vent’anni ed altri che già dopo quindici inizino problemi.
    E’ un impianto e come tutti gli impianti ha necessità di manutenzioni, ordinarie e straordinarie.
    li istallatori assicurano che l’energia in surplus è cedibile all’Enel e che l’impianto lo si ottiene praticamente a costo zero, tra quel che si risparmia in vent’anni e quelli che sono i contributi pubblici.
    Arriviamo a noi: sono nella condizione, credo ottimale, di disporre di una grande superficie sopra i capannoni e utilizzare, diciamo, molta energia elettrica al punto che l’Enel me la fornisce in media tensione (a 20.000 Volt) ed io la trasformo in una mia cabina elettrica.
    Metto tutto sul piatto e non faccio nulla.
    C’è la parte “finanziamento pubblico” che viene data per certa e della quale io certo non sono, in quanto “pubblico”: potrebbe capitare di fare l’impianto e poi sentirsi dire che i fondi sono esauriti, che i fondi sono stati stanziati, ma non ancora disponibili, o poi che chi ricevette al tempo un simile finanziamento è tenuto ad un “contributo di solidarietà” che di fatto lo annulla, … ed infine, se ne ricavassi in utile, su questo dovrei pagarne una buona fetta in tasse e, per me, il gioco non vale la candela.
    Non uso il fotovoltaico, non perché non abbia fiducia nella tecnologia fotovoltaica, ma perché non ho fiducia nello stato italiano che ci si mette di mezzo.
    Le ditte che regolarmente vengono a propormene l’istallazione, parlano di finanziamenti ad opera di banche ed anche su queste ed i tassi applicati, ho riserve.
    L’energia non utilizzata nei giorni festivi potrei venderla all’Enel, ma, non ricodo chi fosse, qualcuno mi diceva di star facendolo e che l’Enel non gliela pagasse.
    Praticamente, per fare un investimento, di qualunque natura, servono leggi certe, durature e non cassabili.
    Con la situazione italiana odierna, io non me la sento di impegnarmi in qualunque investimento, avendo a che fare con tre monopolisti che potrebbero cambiare le carte in tavola e fare strame di me, Enel, banche (una per l’altra) e stato italiano (un governo per l’altro).

  4. lombardi-cerri says:

    Almeno due punti dovrebbero essere tassativamente obbligatori (con rigorosi controlli):

    1.-Isolamento termico delle nuove costruzioni (6-8cm di spessore) senza finanziamento .Con finanziamento per le vecchie costruzionial al massimo spessore possibile (compatibilmente alla possibilità di aprire le finestre senza dover cambiare gli infissi)

    2.- Obbligo ,senza finanziamento perchè di per se conveniente, per le costruzioni a 2-3 piani, di installare impianti geotermici a bassa profondità, con pompa di calore e serpentine sotto pavimento ,per il riscaldamento invernale eil raffrescamento per l’estate

  5. Alberto Pento says:

    Mi pare un contributo nobile il suo.

  6. Alberto Pento says:

    L’autore scrive:

    2- Non intendo disconoscere il valore delle energie rinnovabili pur dichiarando (questo è il mio parere) che tali energie (escludiamo l’idroelettrico già ampiamente utilizzato) allo stadio delle nostre attuali conoscenze scientifiche, non sostituiranno mai le altre energie (petrolio e nucleare), ma si affiancheranno in percentuale discreta; …

    Io aggiungerei il gas, il carbone e la legna che è rinnovabile.

  7. eridanio says:

    Chi fa da se fa per tre solo se non si appoggia direttamente o indirettamente su di me dissenziente.

    questa è la prova del nove del buon senso

    poi giocate quanto vi pare con gli specchietti per le allodole

    Oggi la tecnologia del si è quella nota; di quella di domani ne parleremo domani please

    Dico solo basta finanziamenti (pagati da tutti) a chi ha deciso di sperperare capitale (che magari ha preso in prestito)
    Ma tra poco ci penserà il mercato a disciplinare il tutto quando i tassi d’interesse arriveranno al 15-20%. Non ve l’auguro s’intenda.

  8. Anthony Ceresa says:

    Ho sempre sostenuto che l’Italia tratta tutti i problemi di natura Economica e Tenologica come le partite di pallone con tifoserie di disinfomati che appoggiano col la parte del culo che si estende sino al cervello, pronunciandosi a casaccio secondo le simpatie riscontrate nel soggetto.
    In questo modo il Paese é andato completamente per aria, o meglio é finito nel cassonetto dei rifiuti. Non perdetevi di coraggio, siete riusciti a estendere l’Africa centrale al nostro Paese.
    Anthony Ceresa

  9. Dan says:

    La mia opinione è molto semplice: andare di autosostentamento energetico.
    Soprattutto chi sta in campagna o comunque fuori città deve indirizzare i propri sforzi verso pannelli per garantirsi la luce senza nessun conto energia ma girando tutto in batteria, riscaldamento a legna e se ci riesce tirandosi fuori pure un pozzo.
    L’ammortizzamento della spesa viene dal taglio netto che si avrebbe lato imposte.

    • Stefano Nobile says:

      ma hai fatto i conti? Perché, a quanto ne so, il conto energia remunerava molto lautamente il kWh prodotto.
      Proprio ieri parlavo con un mio amico che ha riempito il tetto di pannelli fv, il quale mi ha assicurato che “sono cazzate fatte in gioventù”. Tenuto conto che lui ha installato il tutto 3 anni fa.
      Mi ha assicurato che le spese, sostenute senza prestiti bancari, sono state un salasso. Adesso dice che in effetti paga molto meno, ma se deve considerare l’ammortamento delle spese iniziali, ci vorranno altri 12 anni circa, e grazie al conto energia.
      Anche perché l’ENEL ogni tanto gli manda “strane richieste di pagamento” non meglio specificate. Ma tanto hanno sempre ragione loro.
      Io credo che se il fotovoltaico fosse realmente conveniente per la gente comune, sarebbe sicuramente fuorilegge. In fin dei conti se tutti si attrezzassero per evitare di pagare le tasse sull’energia (in ItaGlia sono vampiresche) lo Stato avrebbe gravi problemi.
      Per cui è probabile che il fotovoltaico sia semplicemente uno specchietto per le allodole.
      Poi ho un’altro dubbio: quanto ci si mette a rientrare dalla spesa energetica per purificare il silicio?
      Quando c’è il break even tra energia utilizzata per fare l’impianto e l’energia prodotta?
      E’ lo stesso dubbio che ho sulle lampadine a basso consumo, le quali
      1) non durano l’infinità di ore che ci raccontano
      2) non fanno questa gran bella luce, e temo patologie oculari connesse
      3) pare abbiano delle simpatiche emissioni ad alta frequenza
      4) vanno a toccare una voce della spesa energetica familiare che, a quanto ne so, oscilla tra il 2% e il 4%. La vera spesa è per gli elettrodomestici (effetto joule per riscaldare l’acqua di lavatrici e lavastovilgie)
      5) con quello che costano ci pago direttamente le bollette
      Per cui sospetto che siano state imposte da qualche lobby.

      Per quanto riguarda invece l’ACS (acqua calda sanitaria) il solare è già più conveniente, specie accedendo alla detrazione 55%.
      Ottimo sarebbe progettare la casa dall’inizio con un isolamento “spinto” (nell’ottica che l’enegria più a buon mercato è quella che non consumi); inoltre l’impianto acqua calda deve essere con rete di ricircolo e allaccio delle utenze tipo lavatrice e lavastoviglie direttamente all’acqua calda e non solo alla fredda.
      Il riscaldamento deve essere del tipo a bassa temperatura (quasi quasi a soffitto, sfruttabile anche per il raffrescamento estivo), accumulo termico con bollitore (ovviamente), per cui niente caldaietta con scambiatore istantaneo. Insomma, su una casa nuova tutto questo verrebbe a costare relativamente di più.
      Consiglio: fatevi progettare gli impianti, e gli isolamenti, per Dio! Da un termotecnico e da un elettrotecnico in gamba, usando la domotica per tante cosette. Non è solo comoda, permette anche buoni risparmi se ben studiata.
      Dimenticavo, nei condomini la caldaia deve essere centralizzata con contatori di calore. Il risparmio arriva oltre il 50%.
      Scusate se sono andato OT, ma in base alla mia esperienza ho voluto dare dei suggerimenti che potrebbero venire utili.
      Buona giornata

      • Dan says:

        Il conto energia viene dai soldi dello stato e della ue: di questo passo verranno tolti perchè economicamente insostenibili e dopo voglio vedere chi si trova ancora con metà finanziamento da onorare. Meglio farsi l’impianto autonomo anche non tutto in una volta se non si riesce, ma evitare conti energia (alias speculazioni) e finanziamenti.
        Ad occhio croce per capire il momento fatidico bisognerà tenere d’occhio i campi di pannelli che è risaputo appartengono ai politici: quando cominceranno a disfarsene è perchè di lì a breve finiranno i picchi.
        Già adesso Monti vuole tassare gli impianti di potenza superiore ai 3kW.

        Riguardo alle emissioni ad alta frequenza delle lampadine non starei tanto a preoccuparmi perchè la regola vuole che più un segnale è di frequenza elevata e più potenza necessita per espandersi nell’ambiente. I microonde non li fanno da 800/1000W in su perchè “piace” ma perchè altrimenti non riuscirebbero a far bollire neanche un bicchiere d’acqua.
        Se mi trovi una lampadina a basso consumo da 1000W (quindi percepiti dovremmo essere occhio croce sui 3/4000W) dimmi dove l’hai vista che mi faccio un faro sulla collina

        • Felix says:

          Ritengo molto equilibrato e corretto l’articolo dell’ing. Lombardi Cerri sul fotovoltaico.
          Mi permetto, però, di sottolineare che è opportuno approfondire la grave problematica dello smaltimento, a fine ciclo, dei pannelli fotovoltaici che costituiranno dei rifiuti tossici, molto costosi e difficili da smaltire.

          • Franziskus says:

            ” è opportuno approfondire la grave problematica dello smaltimento, a fine ciclo, dei pannelli fotovoltaici che costituiranno dei rifiuti tossici”… Questa non l’ho capita, a parte il fatto che per attrezzarsi ci sono almeno vent’anni, cosa c’è di “tossico” in un pezzo di vetro? Il Silicio è vetro, con cornice di alluminio, allora è “tossico” anche il bicchiere dove bevi e il tegame dove cucini. E’ mille volte peggio un vecchio televisore, quello sì che è tossico e contiene fosforo. Ma ci sono in giro troppi invidiosi che sono seccati se qualcuno ha fatto l’impianto prendendo un incentivo (loro non lo hanno fatto e adesso l’incentivo non c’è piu…)

            • nico says:

              Eì vero, nei pannelli fotovoltaici ci sono materiali rari tossici, ma comunque in minima parte. Lo smaltimento dei pannelli è il minor problema, in Europa esistono già consorzi che si occupano dello smaltimento e creano occupazione. Il problema è tutto ciò che viene prima.

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