Forza Sicilia: se cresce l’indipendentismo isolano, noi lo sosteniamo

di GIANMARCO LUCCHI

Dopo tante critiche, per altro sacrosante, piovute negli ultimi giorni sul governo e sulla Regione siciliana per via della deroga concessa al governo dell’isola per poter utilizzare 900 milioni di euro bloccati dal “patto di stabilità”, oggi vorrei prendere la Sicilia come esempio invece positivo e buttare lì una sorta di provocazione. Cominciamo col leggere questa notizia battura ieri dalle agenzie:

”Un editoriale su Repubblica chiede l’abolizione dello Statuto dello Regione siciliana. Alla fine di una stagione di attacchi forsennati alle fondamenta dell’autonomia regionale e al governo autonomista, i nemici della Sicilia (ascari compresi) vengono allo scoperto e puntano all’obiettivo grosso: eliminare definitivamente l’anomalia rappresentata dallo Statuto, mai peraltro realmente applicato, e con esso le speranze dei siciliani stanchi di essere considerati cittadini italiani di serie B. Vorrei ricordare che lo Statuto venne approvato per frenare il percorso indipendentista. E’ naturale quindi affermare che, se lo si vuole eliminare, ritornerebbe attuale l’aspirazione indipendentista”. Lo dice il segretario regionale del Partito dei siciliani, il senatore Giovanni Pistorio. ”Se qualcuno crede – aggiunge – che rappresentiamo un peso per l’Italia o se qualcun altro ci considera inferiori, ci si lasci liberi di andare per la nostra strada, riconoscendoci il diritto all’autodeterminazione, come sta accadendo ad esempio in una regione civilissima e moderna quale la Catalogna. Una repubblica siciliana, isola di pace, di lavoro e di sviluppo nel Mediterraneo, inserita pienamente dentro l’Europa federale. O si garantisce l’applicazione integrale dello Statuto o sara’ inevitabile un percorso di separazione consensuale tra la Sicilia e l’Italia, secondo il principio universale dell’autodeterminazione dei popoli”.

Fosse vero! viene da esclamare. Se anche dalla Sicilia dovesse innescare un serio e consistente movimento indipendentista, magari alimentato dalle continue critiche che vengono scagliate sull’isola e, un po’ generalizzando, sulla sua gente, io dico che noi del Nord dovremmo essere pronti a passare sopra ai troppi fatti che provengono da quella latitudine e che ci colpiscono quasi sempre negativamente, per unire le nostre forze con le loro al fine di formare una sorta di “tenaglia” capace di stritolare Roma e lo Stato centralista.

Una volta tanto, se lo spirito e le aspirazioni a cui fa riferimento il senatore Pistorio corrispondono a qualcosa di reale, concreto e sincero, e non si tratta dell’adusata minaccia per alzare il prezzo, siamo disposti a gridare “Forza Sicilia”, perché quel processo darebbe una mano anche alla nostra volontà di indipendenza.

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16 Comments

  1. Vince says:

    Con una rottura l’Italia avrebbe solo da perdere:

    http://www.ondadelsud.it/?p=4646

  2. Salvo says:

    In SIcilia nel 1944 iniziò un’altra guerra (quella mondiale terminò nel 1943)….SICILIA vs ITALIA.

    prima si creò il MIS (partito),che arrivò ad avere quasi 500.000 iscritti, poi ci si rese conto che fosse necessario creare un esercito (EVIS) che attentava contro le forze dell’ordine.

    L’EVIS venne stroncato a poco a poco sia militarmente e sia perchè l’Italia accettò di scendere a compromessi.

    Lo Statuto rappresenta un accordo PARITARIO tra due enti sovrani:Sicilia e Italia.
    Alla fine i Siciliani decisero di confederarsi all’italia,anzichè separarsi.

    Lo statuto però non è stato mai applicato interamente soprattutto negli articoli che renderebbero veramente autonoma la Sicilia.

    PERCHé? Pensate, preferisce pagare qualcosa pur di non dare tutto il dovuto…che dite, ci perde?

    A TUTTI QUESTI INDIPENDENTISTI NORDICI, PRIMA DI PARLARE DELLA SICILIA, INFORMATEVI!

  3. Salvo says:

    Il governo Siciliano qualche mese fa ha chiesto: dateci i rimanenti servizi ancora non regionalizzati, ma allo stesso tempo dateci i tributi che ci rubate!

    Ha chiesto essenzialmente il rispetto della Costituzione (leggasi Statuto)!

    Qualcuno ha sentito la notizia?ma neanche nei giornali(etti) Siciliani!

    Informo ai signori che gridano (solo) agli scandali del Sud e della Sicilia, che la Sicilia, nonostante tutto , è la regione più autonoma d’Italia.
    Il 75% del bilancio se lo pagano i Siciliani, mentre i Siciliani contribuiscono nelle spese italiane.

    Iva alle dogane: 4 miliardi

    **Accise:5-7 miliardi circa

    **IRPEF:4,5/8,5 ( e menomale che nello Statuto c’è scritto 100%!!!!)

    **IRES, IVA e imposte di produzione su imprese operanti in Sicilia ma con sede legale al di fuori: ZERO!

    Pensate, i 300 milioni di tasse che produce il Banco di Sicilia, vanno dove ha sede Unicredit.

    Per non parlare di gas, petrolio, metanodotti, basi militari italiane e USA….persino i cavi che collegano il mondo digitale passano dalla Sicilia.

    Questi sono i numeri e i fatti…se volete continuare a gridare al lupo al lupo, continuate pure!

  4. Culitto Salvatore says:

    “Se anche dalla Sicilia dovesse innescare un serio e consistente movimento indipendentista”

    visto il tono denigratorio rispondo in merito, di sicuro in sicilia non potrà MAI innescarsi un “serio” e “consistente” movimento indipendentista…come quello veneto (o venetoto)

    “Poco meno di 600. Tanti, secondo un ufficiale della questura, sarebbero stati gli attivisti….”

    ad un matrimonio ci sono solitamente maggiori partecipazioni….basterebbe mettere a fine manifestazione un rinfresco (scusate ma ora mi sto autopijando per il culo) e la partecipazione raggiungerebbe le decine di migliaia…come per le sagre di paese

  5. Culitto Salvatore says:

    “E’ naturale quindi affermare che, se lo si vuole eliminare, ritornerebbe attuale l’aspirazione indipendentista”. Lo dice il segretario regionale del Partito dei siciliani, il senatore Giovanni Pistorio.”
    i siciliani in larga misura vorrebbero eliminare lo statuto speciale per non dover più “foraggiare” personaggi come il Pistorio…certamente esiste un sentimento indipendentista è inutile negarlo (alcune stime parlano del 30% dei siciliani, ma potrebbero essere parecchio di più) ma a ragion veduta diventare indipendenti per dare potere a loschi figuri che si fanno chiamare politici, concedono favoritismi incassano bustarelle (sono magnanimo e non aggiungo altro)non è la nostra aspirazione, ci augureremmo che il governo centrale con un azione politica di forza ripulisca l’attuale classe dirigente siciliana, porti ordine dove vige il disordine, ma il governo non è all’altezza, un governo siciliano lo sarebbe men che mai, uno piemontese, lombardo o veneto, stessa cosa, allora cosa fare? attendiamo un novello mussolini che instauri un regime dittatoriale e si assuma le responsabilità di un intera nazione? ci avviciniamo (l’italia per intero) ad un periodo ben peggiore di quello che si sta vivendo, il rischio di disordini, tumulti e rivolte popolari e dietro l’angolo, potrebbe essere un “male necessario” un movimento anarchico diffuso senza ne bandiere ne colori sociali, il popolo che pretende che si paghi il conto, è forse un male?

  6. Giuseppina Marrone says:

    I cittadini del nord dovrebbero sapere che la Sicilia ha combattuto UNA VERA E SANGUINOSA GUERRA per la sua Indipendenza dall’Italia,…. e non a chiacchiere! e che lo Statuto altro non e` che un TRATTATO DI PACE….. che nei fatti, GIURIDICAMENTE, RENDE LA SICILIA UNA REGIONE/STATO !
    QUINDI…. MA DI CHE COSA STIAMO PARLANDO???

    • Giancarlo says:

      Quando c’è stata la guerra dei briganti meridionali contro lo stato sabaudo la Sicilia ha partecipato in misura molto inferiore rispetto al Mezzogiorno continentale. Mi chiedo se fosse la mafia a frenare, visto che le condizioni economiche e sociali erano identiche. Poi c’è stato il lungo periodo dello stato unitario, dove la Sicilia ha contribuito moltissimo a fornire politici, burocrati e legulei a Roma (vedi scandalo della Banca Romana, vedi il romanzo “I Viceré” di De Roberto), e non sembra che le sue classi medio-alte si trovassero male con il nuovo stato, anzi. L’unica guerra sanguinosa che ha combattuto contro Roma è stata subito dopo la 2^ guerra mondiale, dove si mescolavano indipendentismo, mafia, rivendicazioni contadine in un miscuglio confuso, ambiguo, a doppio, triplo fondo, che nessuno storico ad oggi è riuscito a sbrogliare in modo convincente. Come minimo c’è qualche cosa che non torna.

    • Stiamo parlando dei dané che la Sicilia continua a ricevere dall’odiato Stato italiano.

  7. rocco says:

    Cominciamo anche col protestare seriamente con chi finanzia (coi nostri soldi) tutti quei film sulla mafia. Forse quei film servono allo scopo di tenere attaccata la Sicilia a Roma, per inculcare alle genti italiche il fatto che la Sicilia avrebbe disperato bisogno di governo centrale…

    gazie a tutti gli amici de L’ Indipendenza, per tutti gli sforsi profusi per la causa!

    • Culitto Salvatore says:

      non vedo perchè protestare, i films sono finzione non realtà e un film che descrive la realtà non vende, se qualcuno si fa abbindolare ritenendo che quella sia la realtà dovremmo protestare che non ci sono abbastanza strutture mediche per curare questa gente, non per i films…

  8. Franco says:

    Concordo pienamente. Quale concreto aiuto potremmo dare all’indipendentismo isolano?

  9. Don Ferrante says:

    Lasciamoli andare, spezziamo il cordone ombelicale, diamo una robusta spinta all’isola!
    Sosteniamo, a parole, la libertà siciliana con chiunque, comunque e dovunque !

    SICILIA LIBERA = SETTENTRIONE MENO SCHIAVO !

    • Culitto Salvatore says:

      temo che manchi qualcosa, sicilia libera, petroli e gas diventano a pagamento eh si perchè la sicilia il petrolio e il gas naturale li ha e in quantità superiori al resto d’italia, quelli che arrivano da furoi passano pure dalla sicilia, poi dovremmo togliere la mano d’opera a basso costo, i finanziamenti fantasma che si perdono strada facendo prima di arrivare in sicilia, beh tante cose credo… a parte qualche mentecatto chi potrebbe volere una sicilia indipendente a parte i siciliani? una sicilia povera e arretrata e sopratutto italiana conviene a tutti, a tutti gli italiani ovviamente

      “Fosse vero! viene da esclamare. Se anche dalla Sicilia dovesse innescare un serio e consistente movimento indipendentista, magari alimentato dalle continue critiche che vengono scagliate sull’isola e, un po’ generalizzando, sulla sua gente, io dico che noi del Nord dovremmo essere pronti a passare sopra ai troppi fatti che provengono da quella latitudine e che ci colpiscono quasi sempre negativamente, per unire le nostre forze con le loro”
      “in primis” se la sicilia si rende indipendente non lo fa per le critiche o per gli insulti, quelli continuerebbero ugualmente e a noi siciliani non ci passano “mancu pu caz” se lo fa è per motivi diversi, per lo sfruttamento continuo da parte del resto d’italia, per il depredamento continuo delle risorse dell’isola, insomma per altri motivi e comunque rifacendomi a quel che ho scritto sopra, la sicilia se non la volete la dovete buttare fuori dal’italia, e i siciliani sanno bene che questo non lo farete MAI perchè non vi conviene e perchè infondo siete solo dei codardi
      inoltre perchè dovremmo volere l’aiuto di chi ci snobba e ci denigra continuamente? per fargli ottenere quel che vogliono loro? non sarebbe questo un altro modo per sfruttarci? allora io dico che anche “pi curriu” “ni futtemu i vuiautri” e al nord sfruttatore posso dare solo questo messaggio “ietta sangu e mori”
      ora è più chiaro il concetto??

      • Flit says:

        Cominciate a riportarvi a casa quella lunghissima lista di mafiosi che avete sparso per il mondo !

        • Vince says:

          Se vanno in giro per il mondo è perché sono alle dipendenze della centrale del crimine che ovviamente non può trovarsi in una terra tenuta povera e sfruttata. I capi mafia, non stanno nelle catapecchie o nelle grotte o bunker, come si fa credere alla gente, vivono tranquilli alla luce del sole e ammantati di perbenismo, Si trovano nei luoghi insospettabili, e certamente in massima parte non sono siciliani.

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