Forza Italia, il solito disco rotto di un Berlusconi di ritorno

di CLAUDIO ROMITI

Come ampiamente riportato dalla stampa nazionale,  Silvio Berlusconi sta cercando di recuperare consensi in vista delle prossime elezioni europee. Pur non potendo candidarsi per cause giudiziarie, il Cavaliere chiama alla mobilitazione i resuscitati club di Forza Italia, esortando i suoi militanti a scendere sul terreno della propaganda porta a porta onde convincere i milioni di delusi della sua area politica a tornare sui propri passi. Argomento principe il solito da vent’anni: proporre una solida –almeno a chiacchiere- alternativa liberale al dilagante renzismo di sinistra. Un liberalismo che in verità,  dopo i fallimentari esecutivi guidati per molti anni dallo stesso Berlusconi, anche i suoi più affezionati tifosi faranno fatica a definire.

Certo, se nella poetica politica forzista liberalismo fa rima con statalismo, allora tutto si tiene. Basti pensare, tra i tanti macroscopici esempi della famosa rivoluzione promessa dall’uomo Arcore, che solo nel campo delle aziende partecipate dallo Stato l’Istat ha  registrato un poderoso rigurgito neo-liberista proprio durante l’ultimo esecutivo Berlusconi. Se infatti nel 2009  tali aziende erano 6.470, l’anno dopo diventavano 7.340, fino al 2011 in cui sono lievitate fino a toccare le 7.700 unità.  Era il periodo, tanto per ricordarlo ai distratti e agli smemorati, nel quale l’allora ministra dell’Istruzione Gelmini si vantava di aver immesso a ruolo decine di migliaia di insegnanti di sostegno e il suo collega del Lavoro Sacconi sbandierava spese folli sul piano dei cosiddetti ammortizzatori sociali. Sta di fatto che soprattutto proprio durante il lungo e, per i collettivisti ufficiali, presunto neo-liberismo silviesco il sistema Paese ha raggiunto livelli di socialismo reale senza precedenti.

Un socialismo che sta letteralmente mandando in malora ciò che resta della nostra economia di mercato e che, occorre sottolinearlo, l’attuale esecutivo Renzi si propone di consolidare attraverso, in estrema sintesi, l’illusione platonica del governo dei migliori e del merito da far uscire dai rubinetti dell’acqua. Ma in questa ennesima contrapposizione politica basata sugli illusionismi, pur vendendo entrambi il medesimo fumo,  l’attuale premier appare nettamente vincitore rispetto al suo anziano predecessore di centro-destra. La giovane età e il breve periodo di cantastorie di governo lo rendono ancora molto credibile rispetto al leader di Forza Italia.  Ma se quest’ultimo sembra l’unico a parlare come un disco rotto, ripetendo fino alla nausea i suoi vetusti argomenti, diamo tempo al tempo.

Da ciò che possiamo già vedere, è assai probabile che il giovanotto di belle speranze che ci mette la faccia ce lo ritroveremo negli anni a venire ad interpretare il ruolo del grande rinnovatore a cui le oscure forze della conservazione hanno impedito di realizzare i miracoli promessi.  Un futuro glorioso, gravido di svolte epocali, ci attende!

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2 Comments

  1. Mister Libertarian says:

    Se poi Berlusconi, come pare, ha l’intenzione di rimettere in lista quel fanatico statalista di Tremonti, allora tutti i liberali e i libertari non possono che augurarsi la piena disfatta di Forza Italia!

  2. pippogigi says:

    Non guardo mai il telegiornale, inutile perdere tempo a sentire chi ti racconta solo frottole. Una sera da mia madre mi è toccato sorbirmene uno. C’era Berlusconi in un comizio che non saprei dire se faceva più pena o ridere. Era li che sfornava dati di sondaggi, notoriamente taroccati ad arte in favore del committente e che B. avrà ulteriormente ritoccati al rialzo. Parlava di che avevano votato M5S, persone disgustate da Grillo e pronte a votare per lui. Personalmente penso che le persone disgustate dal M5S esistano non lo so, io non ne conosco ma la mia cerchia di conoscenze non credo sia rappresentativa, ma sono certo che se uno è disgustato da Grillo e si è pentito lo è doppiamente da Forza Italia e PD, al massimo si asterrà.
    Prevedo un tonfo di Berlusconi alle europee, la scomparsa di NCD, un calo del PD e un avanzata del M5S.
    A quel punto, sia per la massiccia presenza di parlamentari contrari a questa europa, sia per i risultati elettorali, Renzi andrà a casa, d’altronde è stato messo li solo perché serviva qualcuno per sostituire rapidamente Letta, che aveva pestato i piedi a qualcuno, e per tentare di fare argine al M5S, passate le europee, qualunque sia il risultato, Renzi sarà inutile. I risultati serviranno per fare la nuova legge elettorale, quella che Renzi aveva promesso, insieme a molte cose, di fare rapidamente.
    Poi ci saranno i conti, una nuova mazzata fiscale, inevitabile ed il caos. Non dimentichiamo che per il fiscal compact l’italia deve accantonare 50 miliardi per i prossimi vent’anni, per il Mes deve tirare fuori 15 milardi. A fone anno scade il Ltro, le banche italiane, inzuppate di titoli di Stato, devono restituire i prestiti europei ricevuti. Non avendo i soldi o si mettono a vendere titoli di Stato (e non potranno comprarne più…) oppure il Ltro dovrà essere rinnovato, cosa che dubito. Questo provocherà che il rendimento dei titoli schizzerà alle stelle per trovare dei polli che vogliano comprarne. In poche parole, i conti pubblici stanno per saltare.

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