Forse è il momento di un movimento decisamente separatista

di GIANLUCA MARCHI

Domenica ho scritto un editoriale che ha preso spunto da una bella iniziativa di riflessione promossa da Domà Nunch e da Terra Insubre sui moti di Milano del maggio 1898 soffocati nel sangue dall’esercito regio guidato da Bava Beccaris. In quell’articolo mi chiedevo, retoricamente ma non troppo, cosa debba ancora accadere prima che la Padania si ribelli al cappio dell’Italia e alla totale depredazione da parte dello Stato.

Quell’editoriale ha dato il destro a Pierluigi Pellegrin, conduttore di Radio Padania che non ha alcuna remora a dire e far dire cose che potrebbero infastidire il padrone del vapore, per invitarmi a intervenire in diretta in uno spazio da lui gestito nel palinsesto dell’emittente di via Bellerio. Questa la domanda di fondo che mi è stata rivolta: l’idea di una rivolta dei padani tratteggiata nell’articolo domenicale deve intendersi come un mio auspicio, cioè una speranza, oppure come una previsione di qualcosa  pronto ad esplodere? Ho risposto che si tratta un po’ di tutte e due le cose insieme: la situazione economica e sociale sta deteriorandosi al Nord molto più drammaticamente di quanto le cronache giornalistiche vadano raccontando e, quindi, per non precipitare in fondo al pozzo, bisognerebbe che i padani prendessero in mano il prioprio destino qualche momento prima di esaurire ogni speranza.

Pellegrin, da veneto, riagganciandosi all’anniversario, caduto nella notte appena trascorsa, del gesto degli otto Serenissimi e del loro ideologo Bepin Segato, ha stigmatizzato come anche in quella occasione la gente sia rimasta alla finestra e il tutto si sia esaurito in un episodio quasi folcloristico, al quale però lo Stato ha reagito molto duramente, comminando condanne esemplari. A parte che considero un poco ingeneroso bollare come “folcloristico” quanto accaduto nella notte fra l’8 e il 9 maggio 1997, penso che proprio la dura reazione dello Stato abbia dimostrato come Roma fosse terrorizzata e aveva necessità di impartire una lezione esemplare. Nè più né meno di quanto fece 99 anni prima con Bava Beccaris, istruito a dare una lezione senza se e senza ma a quella Milano troppo autonoma.

A quel punto del dibattito radiofonico ho ricordato una intervista che feci, alcuni anni dopo come inviato di Libero, al compianto Giorgio Panto. Parlando del gesto dei Serenissimi, ricordo ancora oggi che l’imprenditore trevigiano mi disse: “Quella mattina, dopo che la bandiera di San Marco fu strappata dal Campanile e i Serenissimi arrestati, noi veneti eravamo pronti, bastava che qualcuno ci avesse dato il via, e il corso degli eventi non sarebbe stato più lo stesso”. Panto non fece apertamente il nome, ma era facile concludere che si trattasse in particolare della Lega e di Umberto Bossi, il quale, invece, per alcuni giorni si alambiccò intorno all’ipotesi che i Serenissimi fossero stati teleguidati dai servizi segreti: era la sua classica reazione davanti a fatti di cui non conosceva l’origine. Insomma quel giorno, secondo Panto – e io sono sempre stato d’accordo – quello che mancò fu un “capopopolo”.

Qualcosa di analogo capitò un paio di mesi dopo quando, davanti al carcere di Modena, dove erano reclusi i Serenissimi, una Lega non più titubante convocò una manifestazione di solidarietà. Ci si aspettava qualche migliaio di manifestanti e invece arrivarono in quasi trentamila. Le forze dell’ordine italiche erano in numero insufficiente ed erano pure spaventate. Così, per evitare sommosse e assalti alla prigione, chiesero l’aiuto della Guardia Nazionale Padana, quella vera, poi indagata da Papalia. Ha raccontato Paolo Zenoni, veronese, allora giovane componente della Gnp, in un bellissimo libercolo dal titolo “La rivoluzione tradita”, che le guardie padane fecero un cordone umano intorno al carcere, frapponendosi fra la folla e i poliziotti che invece stavano dietro. E poi si pose questa domanda: “Cosa sarebbe successo, mentre la folla premeva e cercava di sporgersi oltre il nostro cordone umano per afferrare carabinieri e poliziotti, se qualcuno di noi avesse aperto un varco?”. Successe invece che qualcuno salì col megafono sulla recinzione del carcere e quietò la gente arrabbiata come non mai. Quel qualcuno era Umberto Bossi.

Durante la trasmissione radiofonica è poi intervenuto un ascoltatore, Aldo da Crema, che ha ricordato un altro episodio, avvenuto pochi mesi più tardi, nel gennaio del 1998: la protesta dei Cobas del latte con i trattori che per una settimana bloccarono l’accesso all’aeroporto di Linate. Aldo, che di cognome fa Bettinelli e che di quella protesta era il braccio operativo (la mente era Giovanni Robusti) ha ricordato che allora gli allevatori con i loro trattori erano pronti a invadere Milano e a paralizzarla. Cosa sarebbe successo se così fosse stato? Non troppo difficile da immaginare, ma non successe. Chiedetevi da soli chi non diede il via libera e datevi la risposta, tanto è semplice.

La storia probabilmente si incaricherà di spiegare perché il leader leghista in certi momenti topici ha sempre curvato ed evitato lo scontro frontale con lo Stato. Qualcuno sostiene che ciò è avvenuto in nome del quieto vivere e della volontà di evitare la dura reazione centralista, con tanto di repressione. Sarà, ma se uno si proclama rivoluzionario deve anche sapere che le rivoluzioni si innescano con eventi eclatanti.

Personalmente non so prevedere se oggi, giunti come siamo a una fase drammatica in cui la nostra gente sta  peggio di allora e soprattutto non ha speranze per il futuro, si potranno ripresentare occasioni come quelle raccontate. Ma le occasioni vanno anche create e non solo sfruttate o sprecate. Comincio per cui a convincermi che le persone ancora dotate di un po’ di spirito e di voglia di mettersi in gioco per non perdere tutto e soprattutto per non seppellire ogni speranza, dovrebbero dar vita a un movimento genuinamente e decisamente separatista. Costi quel che costi.

 

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178 Comments

  1. teodolinda says:

    Se pensare agli italo-insubri poltronari come a rivoluzionari indipendentisti fa ridere, immaginarsi i miliardari truffatori del latte come “contadini rivoluzionari” che sono stati a un passo dal fare la secessione fa sconpisciare. Signori qui dovete un po’ tutti tornare con i piedi per terra, ve lo dico col massimo rispetto.

    • Paolo says:

      Miliardari truffatori del latte? Ma dai teodolinda..stai parlando di gente che si spacca la schiena 14 ore al giorno per un tozzo di pane..ma quali miliardari! Tu hai mai conosciuto un allevatore miliardario?

    • Mauro says:

      E tu dovresti iniziare a fare qualcosa di concreto.

    • minosse says:

      ho letto per caso questo articolo e relativi commenti. la cosa davvero triste, piuttosto, è che ci sia ancora chi genuinamente pensa che militando in tali gruppi si faccia qualcosa per il territorio. militonti lì come in lega, i poveracci che in buona fede si fanno il mazzo non si accorgono di stare lavorando per piazzare sempre i soliti già piazzatissimi e i loro accoliti.
      non viene il sospetto che i veri burattinai (quelli già da altri nominati) legati peraltro come è stato osservato ampiamente ad inquietanti ambienti, in realtà abbiano solo usato il paravento di maroni per azzerare una casta e sostituirla con un’altra (la loro)? Ho amici in lega (non voto più ma osservo) che mi riferiscono cose molto brutte. Guardate cosa hanno fatto in un anno: nulla di concreto sul piano programmatico, identitario o culturale a parte qualche insulsa festa della birra e qualche convegnucolo insignificante. Invece molto sembra abbiano fatto per piazzare la nuova dirighenzia e amici vari sulle poltrone, negli staff di assessorati e in succose e munifiche cda. oltre naturalmente a tirarsi dentro elementi foresti che di leghista (per non dire autonomista) non hanno nulla e dar loro potere decisionale pressochè totalitario sulle cose che contano. davvero rivoluzionari, non c’è che dire. More italico, il solito Armiamoci e partite. ennesima (e ultima, per me) delusione

  2. druides says:

    Direttore, complimenti. Con questo articolo (oltre 140 commenti …. è record) sei riuscito a far emergere il vero problema.
    Spero proprio che questo possa essere l’inizio di qualcosa che manca.
    Per quanto mi riguarda, cercherò di dare il massimo.

  3. Miki says:

    “Sarà, ma se uno si proclama rivoluzionario deve anche sapere che le rivoluzioni si innescano” quando si hanno i numeri per mettere in ginocchio lo stato invasore.

    O SBAGLIO?

    • gianluca says:

      troppe certezze volete, non si va da nessuna parte così

    • Marco Mercanzin says:

      I numeri non nascono da soli.
      Bisogna lavorare e seminare coerentemente e pervicacemente.
      Non c’è altra strada che quella di creare coscienza, come finora non è mai stato fatto.
      Mai !!!!

    • teodolinda says:

      Le rivoluzioni si fanno, non se ne parla. Il rivoluzionario è palesato tale dopo esersi fatto saltare in aria o dopo avere iniziato un percosro duro (sciopero della fame,lotta armata)non certo per il cianciare di indipendenza in convegni pseudoculturali o su internet. Un velo pietoso sui “venetisti” duri e puri che fino a qualche anno fa erano alla corte di Bozzi a gridare “Banania Banania” e che adesso si sono conquistati le loro poltroncine nel nome di un indipendentismo veneto in cui non credono minimamente. Costoro vengono imitati da alcuni soggetti analoghi in Lombardia e Piemonte. Che pena la Lega, che pena gli ex leghisti.

  4. Marco Mercanzin says:

    Mamma mia che collage di opinioni/sentenze.
    L’articolo di Marchi verte su un assunto ben preciso :
    Ci vuole un movimento decisamente secessionista ,in questo momento, per salvarci ?
    La risposta a questo, a mio parere, e’ si, a prescindere dai cinici e pseudo disillusi commenti comparsi qui.
    Analizzare la possibilità di liberarci, attraverso le lenti dello status quo attuale, e’ sbagliato.
    La visione che deve essere proposta riguarda il ribaltamento totale dell’approccio indipendentista :
    Ribaltamento in termini organizzativi, metodologici e culturali.
    Insomma, prendere tutto ciò che ha fatto la lega negli ultimi 15 anni e buttarlo nel cesso, e fare tutto molto diversamente, tenendo conto del fatto che bisognerà anche depurare tutto dallo sputtanamento dei principi indipendentisti, perpetrato dalla lega stessa.
    Su, dai, avanti con le proposte !!! B

    • Miki says:

      Per esempio? Grillismi a parte: “buttare tutto e ripartire!”; qual’è la via alternativa se esiste?

      • Marco Mercanzin says:

        Veramente ho chiesto delle proposte, non delle domande.
        Se ne hai falle, di dubbi abbondiamo lo stesso da soli.

      • teodolinda says:

        Non c’è, ma non è certo illudendosi che ridicoli movimentini sedicenti indipendentisti composti per lo più da ex fascisti che non riescono nemmeno a raccogliere le firme per candidarsi in comuni di 5000 abitanti possano rappresentare un’alternativa “indipendentista” alla Lega.

    • teodolinda says:

      Con tutto il rispetto per Marchi,nonostante il suo “innamoramento” maronita decisamente imperdonabile,che ci fosse bisogno di un movimento separatista era chiaro da almeno 20 anni. La cosa sconvolgente è che al di fuori della Lega non si sia formata una,dico una,alternativa credibile in tal senso.

  5. GIORGIO MASOCCO says:

    Caro Gianluca. ho letto, e con rammarcio, cerco di non piangere, leggendo le tue righe finali e pensando a Bepin Segato.

    Era meglio un Bossi, per lo Stato (di merda sempre), che non cento come me in giro. Con uno tratti e mantieni calmi 100/1000/10000 pari a me che aspettano il là del ‘Comandante’. Ma Marcos., Che Guevarea, o più vicino a noi, Cicciofranco, sono dei pasdaran che nulla hanno o vogliono spartire con lo Stato (sempre di merda).

    Riunite, riuniamo, i Robusti, i Bettinelli, i Contin, i Veneti, e blocchiamo l’A/4 per un giorno.

    Matematica : km. non percorsi 1.000.000.000 diviso 20.000 km. a treno di gomme, uguale a milioni e milioni di Euro, Iva, tra benzina, consumi, merci non prodotte e non consegnate.

    Pace all’anima di Bepin Segato e Cicciofranco, il vero artefice delle rivoluzioni, o ‘quasi’ rivoluzioni italiane.

    P.S. dovresti anche ricordare il povero Castellazzi e la gente di Pavia : in una notte, avrebbero dato fuoco alla maggior parte degli Uffici Imposte e del Registro del Nord Italia, quale segnale migliore.

    Il Doge di Cantù.

  6. secessionista realista says:

    Forse è invece il momento che vi facciate un po’ tutti da parte, bossiani,onetiani,maroniani,serenissimi,insubrici e via nientificando.

  7. silvia says:

    Sottoscrivo in pieno il commento di lurens.avremmo avuto qualche possibilita’ ai tempi della carta di Chivasso, ormai e’ troppo tardi.l immigrazione allogena favorita negli anni ’50 e negli ultimi vent’anni ci hanno annientato: la nostra cultura, le nodtr radici e la nostta coscienza. L’Irlanda ha potuto raggiungere la propria autonomia grazie al fatto che la % della popolazione era si puo’dire allogena. Per quanto riguarda la catalogna al momento attuale sono piuttosto pessimista.

  8. GIORGIO MASOCCO says:

    Gianluca,
    oggi ho stampato i vari articoli che ci offri, ed anche il tuo. (per ora il titolo).

    Non ci credo più.

    Dopo ‘i serenissimi’, cui mi inchino sempre, siamo morti e sepolti.

    Soulement la guerre.

    Il Doge di Cantù.

    Con affetto, Giorgio

  9. Lurens says:

    Io sono ancor più pessimista. Se proprio dovesse scoppiare un qualcosa di rivoluzionario, se la gente del nord esasperata dovesse perdere la pazienza…l’ultimo pensiero che le verrebbe in mente è quello dell’indipendenza.
    Non credo che ci sia nulla che possa mettere in discussione l’unità d’Italia. Nemmeno una bomba atomica.Almeno qui a Torino.
    Il secessionismo è stato definitivamente archiviato come baracconata grazie alla Lega.

  10. silvia says:

    Leggendo questi commenti capisco perche’ non arriveremo alla secessione. “Io cosi'”…”noi cola’” lo stato italiano conosce bene la nostra coglioneria e ne ha sempre approfittato. Sembra di vedere un episodio di Asterix il gallico mentre cerca di sedare una delle solite zuffe tra i suoi concittadini. Mi sto passando una mano tra gli occhi pensando che per i prossimi due-tremila anni non cambiera’ nulla. Che tristezza

    • luigi bandiera says:

      silvia,
      ti ho anticipata…

      qualche blog fa…

      Eh, kax, a me e’ successo un frakax di eventi che non citarli sarebbe un peccato.

      Ma la mia esperienza dovrebbe servire, invece si serve, ma per denigrarmi: non e’ onesto.
      Uno disse: IO NON CI STO’… non lo potevo tollerare…

      Se non arriva un CAPO tutti si sentiranno capi o capetti ed aventi dei diritti…

      RIPETOLO: la MASSA, solitamente ignorante per sua natura, HA BISOGNO DI UN CAPO. ALTRIMENTI NON SI MUOVE..!

      Se questi (il capo) non arriva essa, la massa, andra’ avanti cosi’ dove vuole ki komanda abusivamente, come l’italia, in eterno.

      Non invento mai nulla…

      Anche questa sera, ritrovo tra amici e parenti, spunta un fatto: il VETRO E’ STATO ROTTO, (lega allo sbando) chi vuole aggiustarlo, ripararlo (Maroni), fara’ solo finta perche’, lo ho sentito da sempre: chi rompe il vetro vecchio e’ costretto a pagare il vetro nuovo..!! Ovvio che lo sostituisce.

      In KST non ve lo dikono, non e’ rolba talibana, ma la realta’ e’ cosi’..!

      Poi e’ da tempo che scrivo che BISOGNA FARE..!!

      Io mi sono candidato a fare il primo MICKA PIETRO per non dire kamikaze.

      I talibani certe cose non le leggono e non dsanno interpretarle, per cui…

      TUTTE PAROLE AL VENTO..!!

      Comunque, abbiamo una Silvia e una Lucia… dai, voi davanti e noi tutti lì di dietro a far per ora una manifestazione… PER l’INDIPENDENZA DELLA PADANIA..!!

      QUANDO..??

      Sim sala bim…

    • teodolinda says:

      Anche questo è un’altra scusa. I baschi, i corsi, gli irlandesi sono estremamente divisi in fazioni e microfazioni; la differenza con noi è che loro fanno mentre i padani cianciano di indipendenza o in conferenze sempre più pseudoculturali o peggio su internet.

    • Gherardo says:

      La libertà si conquista.I mezzi si adattano allo scopo.

  11. paolo says:

    Il problema grosso è la meridionalizzazione. Ormai non solo milano e torino( completamente meridionalizzate) ma tutte le città del nord, veneto compreso, sono al 50 per cento abitate da meridionali. In queste condizioni, è veramente difficile far passare certi messaggi. L’ambiente è ormai troppo inquinato.

    • teodolinda says:

      Chiacchiere signori, chiacchiere: anche la Catalogna e i Paesi baschi sono “meridionalizzati” con tassi analoghi a quelli di casa nostra. La differenza sta nel fatto che i baschi e i catalani messi in minoranza hanno obbligato gli immigrati del sud a integrarsi imparando la lingua anche meglio dei locali e per rivendicare la propria indipendenza si fanno picchiare un giorno si e uno no dalla guardia civile. La Padania scompare perché non merita di continuare a esistere, i padani fanno schifo e si sono autosuicidati, gli immigrati, da qualunque parte provengano, fanno benissimo ad appropriarsi di una terra che per via della nulla natalità sarà del tutto depadanizzata nel giro di 20 anni.

      • paolo says:

        La catalogna e i Paesi Baschi hanno subito un’immigrazione pari alla nostra? La catalogna forse, i paesi baschi men che mai..

        • teodolinda says:

          Entrambi hanno subito una colonizzazione pari se non peggiore della nostra, basti pensare al proliferare dei real madrid club nei Paesi baschi (un po’ come i giuventini nei capoluoghi di provincia del nord).Stesso discorso potremmo fare per la Scozia:scozzesi etnici meno di un terzo, gli altri irlandesi e inglesi.I corsi etnici sono molto meno della metà fra immigrati francesi dell’Algeria e arabi in genere.Eppure non si piangono addosso ma agiscono.

  12. Dan says:

    Sono stupito che siamo ancora nell’ambito dei “forse”

  13. teodolinda says:

    Carissimi, sono le solite chiacchiere da salotto. Quando vedremo finalmente all’opera degli “etarra” padani o quache Ghandi padano fare lo scioperò della fame per l’indipendenza se ne riparlerà.

    • luigi bandiera says:

      teodolinda,
      mi ricordo in RPL una certa Teodolinda… ma a un certo momento SPARI’. Poi non mi ricordo i suoi disk… Anch’io invecchio come tutti. O no..?

      Io ero ben piazzato, non come la Piazzo, ma fui fatto fuori dal fuoko amiko della belleriana asso. Diciamo dal belleriano cerchietto magichetto. Volevano il mio grano. Glielo detti… ma fu come chiudere un PORTONE..!

      Adesso, quelli che non sanno la mia storia, vorrebbero STARNAZZARE, tipo CAMPIDOGLIO, cose che io le ho vissute in prima persona a partire da circa trenta anni fa. E non ho mai smesso…
      Oggi diciamo che mi riposo intervenendo per iscritto..!

      Capito Lucia..?

      La mia forse astuzia, Lucia leggi attentamente, fu che non misi mai in campo la mia FAMIGLIA.

      Il perche’ sta nel fatto (ho visto tanti films di mafia) che quando non riescono a fermarti affrontandoti di petto, ripiegano sulla famiglia appunto.

      Quando cercavano di tirarla in campo io li IGNORAVO. Era come se io fossi di colpo (non grosso di Panto) un SORDOMUTO..!

      Ripeto: scelsero l’ARMA DELLA PSIKOLOGIA ed io accettai… sarebbe la mia preferita dato che AMMAZZA ma non fa MORTI. Come arma del duello intendo. E, ma vala’, VINSI… kara Lucia super annunziata.

      Ma lo ho scritto cosi’ tanto che a qualcuno gli viene un MAGONE a rileggermi..! Di quei CONATI, per dirla alla imperator napolion IV..!!??

      Adesso avrei anche problemi di salute ma li metto dapparte… li IGNORO, specie scrivendo le mie stronzate a detta degli italioti e di qualcuno che non mi legge attentamente..!

      Lo ripeto: io non scrivo come vuole l’italia..!!

      At salüt

      • Roby says:

        Ehm… soprattutto par di capire che tu non hai messo in gioco la famiglia perchè te sèet minga n’teron come l’abbozzi che da buon cabibbo ha piazzato subito la famigghia nei ppposccdi chiave… i figli so’ piezz’e core… movimento padano, tesoriere della calabria saudita, segretario con fidanzella campana, pare un melting pot più che un partito identitario…

  14. MIGOTTO SANDRO says:

    Questo articolo finalmente apre a ragionamenti che fino ad oggi, a parte poche eccezzioni su questo Giornale, non prevedeva la possibilita’ di arrivare all’indipendenza con forme non pacifiche e quindi non legali e/o non democratiche. Sara’ che e’ l’anniversario dei Serenissimi, sara’ che ci stiamo stancando di firme, petizioni, di telenovele di Zaia, un giorno possibilista e l’altro che bacia il Tricolor……

    E per questo plaudo il Direttore Marchi.

    Non esiste a mio modesto avviso alcuna forma di lotta pacifica tale da indurre lo Stato italiano a lasciarci liberi. Solo se capiranno che siamo compatti e pronti a tutto forse faranno un passo indietro. Ma anche se non lo facessero, ci troverebbero pronti e determinati.
    Pensare ad un Movimento per l’Indipendenza che agisca e’ l’unica cosa possibile. Senza tentennamenti.

    • luigi bandiera says:

      MIGOTTO,

      scrivi: …lotta pacifica…

      PACIFICO NON LO E’ NEMMENO IL CALCIO..!

      SE SI VUOLE LA SEPARAZIONE O L’INDIPENDENZA, O L’AUTONOMIA (Tiröl docet) SI DEVE FAR SALTARE I CONTRARI… I TRALICCI. LE COLONNE. GLI INVASORI..!!

      Abbiamo a che fare con un mondo troppo DIVERSO da noi. L’esempio e’ l’ex Cecoslovacchìa.

      Il contendere era tra gente quasi la stessa, di indole uguale sebben con pelo diverso. Come tra venethi dell’ovest e venethi dell’est.

      Ma noi con questa merda appiccicattasi attorno a noi, non ne usciremo se non con un gran SCOSSONE. Avete presente un animale quando esce dall’acqua..??
      Si squote con tale forza che si scrolla di dosso quasi tutta l’acqua.

      Si. Pacifico ma SCOSSONE DEVE ESSERE.

      SI DEVONO STACCARE se, dicono loro, sono intellighenti.

      Ottenuta la nostra INDIPENDENZA e STATO SOVRANO, possiamo benissimo trattare il commercio come prima. Anzi. MEGLIO DI PRIMA.

      Non ci sarebbe piu’ la nota difidenza di oggi.

      Io via web non comprerei mai dal Rubicone in giu’.
      Dimmi pure razzista… ma mika son scemo ne’..?
      Vado verso la Germania piuttosto.

      Mi capito’ proprio un fatto con le cartucce per la mia stampante… guarda kaso, me ne mancavano…

      Mi scrissero che potevo recuperarle con l’ordine sucessivo.

      Furbini o dimenticoni..?

      Questo presunto “karisma” se lo sono creato loro..!

      Verso la Germania queste cose non succedono.. PERCHE’..?

      Detta sta kax (mi kapitano proprio tutte ne’..?) di avventura, O SCOSSONE O ALLA VIA COSI’..!!

      Nemmeno i FORKONI SONO PIU’ SICURI, vedere in Trinacria… kax, l’e’ tutto un tri… o TRE sette..?

      Lucia, dai fai tu qualcosa… o sei quella del trikolore che Bossi invito’ a metterlo in tel posto..??

      Un po’ annunziata lo sei… ma io sono per le donne e anche se rompono le perdono sempre..!!

      Senza di loro noi saremmo persi..!!

      Viva le donne ma non col trikoglione in testa o in mano.

      PSM

      • caro Luigi devo deluderti sulla ex Cecoslovacchia, là la separazione l’hanno voluta i politici, ai loro popoli non interessava ed interessa affatto.

        • luigi bandiera says:

          Federico,

          ECCO IL RUOLO DEI KAPITRIBU’..!

          DEI KAPI POPOLO..!

          Meglio di cosi’..?

          SEPARATI DOLCEMENTE..!

          OGNUNO A CASA PROPRIA..!

          Ripeto: meglio di cosi’..??

          PSM

      • migotto sandro says:

        Bandiera, almeno impara a leggere. Non ho mai scritto lotta pacifica, anzi, esattamente il contrario. Mona.

        • luigi bandiera says:

          migotto sandro,

          perche’ vuoi che ti offenda..?

          Dicendo a me mona te lo sei detto a te.

          Impara tu a leggere e vedrai che el mona te si ti..! Al cubo tra l’altro.

          Poi nei dialoghi non si offende mai. Si dice la propria che puo’ anche essere sbagliata ma dare del mona parche’ uno metemo el ga sbalia’ xe chi lo dixe el vero mona. Soitamente a gira cusi’…

          Ghe vol tanta pasiensa a sto mondo de migotti ghe ne xe anka masa.

          Saeudi dal soito mona dea kanpagna venetha ke sogna ma no kome tuti i inteighentis ea LIBARTA’ DA I MONE

          • MIGOTTO SANDRO says:

            chi scrive o parla troppo, come te, o e’ un genio o uno stronzo….. vedi tu.

            • Migotto… l’arroganza non serve…
              Bandiera è un indipendentista, cisalpinio, padano, ruspante … tutt’altro ke mona …

              l’accidia, l’indolenza ti porta all’insofferenza ed ad un’inutile rankore e disprezzo … why !?

    • druides says:

      Tutte considerazioni condivisibili, ma quando on line c’è una raccolta firme come quello di color44 in dieci giorni si raccolgono poco più di trecento firme……… Dove vogliamo andare?

      • luigi bandiera says:

        druides,

        HAI PERFETTAMENTE RAGIONE.

        Pero’ io non vado subito a firmare perche’ ancora non ho fiducia nella rete.

        Ci sono TROPPI NICKNAME in giro.

        Siti IMBROGLIONI..!!

        E dei furbini…

        Non e’ perche’ non voglio firmare, ma perche’ sono DIFIDENTE..!

        Con me ce ne sono una MAREA..!!

        E sono in WWW da 40 anni…

        Se certi la smettessero di giocare…

        Va ben… solita inestra…

        At salüt

        • druides says:

          Capisco la sfiducia. Ma, al di la di chi ha organizzato l’iniziativa, non pensi che se venissero raccolte qualche decina di migliaia di firme o addirittura di più, sarebbe come suonare la carica?
          E che qualche bordo o suo amico continuerebbe a farcela davvero sotto?
          Io penso che possa valere la pena.

    • teodolinda says:

      Si, ve li vedete gli insubri la sera, all’uscita dai cda, mettersi passamontagna e brandire molotov per mettere in ginocchio lo stato italiano. Gli stessi insubri che vantano pubblicamente amicizie con la pula italica per intimidire chi ne metta in discussione il loro strapotere.

    • gianluca says:

      grazie sandro, penso che sia proprio così

  15. luigi bandiera says:

    Signori,

    il VETRO SI E’ ROTTO..!

    Da quando ho cominciato a parlare e quindi a capire FORSE, ho sentito questa mantra: il vetro e’ rotto. Nessuno puo’ piu’ ripararlo. Si cambia quindi il vetro vecchio con quello NUOVO…!!

    Politikamente KALZA eckome.

    La LEGA NORD non e’ piu’ la stessa… E’ IL VETRO ROTTO…

    Ora serve un VETRO NUOVO.

    Certi dicono lo sia l’Indipendenza Veneta.

    Altri il Veneto Stato… (parlo per i venethi).

    Altri dovevano essere i SERENISSIMI EROI VENETHI.

    Gia’, SERENISSIMI EROI VENETHI il movimento che dovrebbe rifare la SERENISSIMA REPUBBLIKA DISTRUTTA DAI NOTI IKONOKLASTI..!

    Pero’ le oppere se le sono portate a casa e non le hanno DISTRUTTE: sti LADRI..!

    Ladri anche quelli che oggi ne rivendikano la proprieta’ sebbene sono solo AMMINISTRATORI.

    Quando si dice ke il FATTORE MANDA A RAMENGO IL SUO PADRONE..!!

    LASCIATECI VIVERE IN SANTA PACE NO..??

    Lo dico agli INVASORI..!!

    PSM

  16. oppio49 says:

    personalmente alle rivoluzioni pacifiche credo poco.. quella indiana è riuscita solo perchè duecentomila inglesi non sarebbero stati comunque in grado di arginare la marea umana indiana… gli inglesi, da buoni figli di puttana (ricordiamo che sono l’unico popolo che, coscientemente, spacciava droga) In tutto il resto del mondo la libertà è stata pagata con il sangue. tirate le conclusioni e pensiamo seriamente di ricostituire i cacciatori delle alpi. Il compito sarà quello di “cacciare” lo stato itagliota e i suoi tirapiedi (prefetti, giudici, carabbinieri e pubblici dippendenti) dalla nostra terra. serve solo che l’unico partito organizzato del nord rispetti il proprio statuto.. io ci sono..

    • gianluca says:

      Caro Aldo forse ormai è inutile sperare che rispetti lo statuto, probabilmente è venuto il momento di guardare oltre, anche solo per evitare di sputarci in faccia…
      gl

    • luigi bandiera says:

      oppio49,

      gli inglesi ne combinarono di kotte e di krude. In tutto il mondo..!

      Usavano i pirati e i banditi. Cioe’ dei senza scupolo per ottenere certe cose. Non e’ escluso l’alcol e la droga.

      Lo ebbi a scrivere alcuni anni fa…

      Tutto letto, nei fatti… non nei libri portatori di dottrine e storie false e tendenziose. Oltre che truffaldine.
      Ci fregarono pure noi VENETHI..??

      Ma le do il merito di SAPER LEGGERE e bene i FATTI..!

      Grazie…

      PSM

    • Miki says:

      Già: che lo rispetti anche chi (indegnamente? Vedete voi) occupa ruoli importanti in quel partito. Senza prendere in giro gli elettori con vuote scatole cinesi e progetti di stato italiano federale…

  17. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    Nno so i padani come definiscono tutto cio, noi Marciani lo chiamiamo TRADIMENTO. WSM

  18. Forse è il momento di un movimento decisamente separatista

    Si …
    – Komando Operativo
    Migotto e Aldo … e loro
    – Konsiglio Esekutivo GLMarchi, Dal Col, Trentin, Oneto, Facco ed Altri …

    😀

  19. paolo says:

    Tutti quei gruppetti minuscoli (senza offesa per nessuno)autonomisti/indipendentisti/federalisti, che ci sono sarebbe meglio che si unissero alla Lega Nord, non sono niente (senza offesa per nessuno) la loro popolarità è pari a zero (senza offesa per nessuno) e pure le loro ipotetiche percentuali elettorarali, non c’è bisogno di creare nessun partito separatista quello c’è già e si chiama Lega Nord e quindi unitevi e al massimo dategli una sveglia ma coltivare il proprio orticello non ne vale la pena, riuscite a capirlo?

    • gianluca says:

      mi spiace contraddirla, ma la Lega non è più separatista, ahimè

      • paolo says:

        Le posso dire che l’anima indipendentista più numerosa risiede nella Lega Nord, certo che ahimè i tempi son quelli che sono ma pensare di ottenere l’indipendenza formando gruppetti è aria fritta, meglio
        una battaglia unitaria, porto ad esempio Unione Padana che schiera nella lega di Brescia un suo rappresentante apertamente indipendentista questa è la strada giusta!

        • Gigi says:

          O si è separatisti o si sta dall’altra parte ed oggi la Lega sta dall’altra parte ed è un partito italiano a tutti gli effetti (senza offesa per nessuno). Se e quando la Lega tornerà ad essere indipendentista se ne riparlerà ma prima dovrebbe fare grande pulizia al proprio interno, interrompere ogni rapporto con gli altri partiti italiani ed acquisire credibilità.

        • Salice triestino says:

          Se i piccoli gruppi da soli sono aria fritta, dentro alla Lega Nord diventano il nulla.
          La Lega Nord di oggi è solamente uno strumento del governo italiano, un buco nero, un’idrovora utilizzata per neutralizzare i movimenti indipendentisti. Basta vedere che elementi ci sono al suo interno, perfino neofascisti e gente dei servizi segreti! Sono lì a fare il loro sporco lavoro e niente più!

          • gianluca says:

            ho l’impressione che non abbia tutti i torti

          • Salice Triestino,
            kom’è andato a finire il reklamo x il Territorio Libero di Trieste kome Stato indipendente e demokratiko !? … dove sono i responsabili !?

            • Salice triestino says:

              Non c’è ancora un esito, e le autorità italiane temporeggiano perchè non sanno cosa inventarsi per non dover ammettere che il TLT è ancora in vigore.
              Ma ben presto i nodi verranno al pettine e non potranno negare ulteriormente davanti ad altri Paesi europei.

        • Luca says:

          Quale sarebbe l’anima indipendentista della Lega? Qualcuno sostiene la strampalata tesi che i politici leghisti non siano indipendentisti, ma la base si, e che bisogna solo dare più voti alla Lega in modo da dare più forza e coraggio ai suoi politici affinchè imbocchino la strada secessionista.
          Eppure tutti i leghisti che conosco tifano Italia ai mondiali, e non perdono occasione di dire quanto siano orgogliosi di essere italiani. Non vedere che la Lega non ha (più? o forse non hai mai seriamente avuto?) nulla a che fare con un serio indipendentismo significa avere due spesse fette di salame sugli occhi.

          • Orso Mannaro says:

            Ma che cazzo di leghisti conosci? Flavio Tosi o qualche suo parente o camerata?
            Padania Libera!

            • Luca says:

              Perchè? Gentilini esprime forse posizioni diverse?
              Zaia esprime forse posizioni diverse?
              Un qualunque altro politico leghista esprime forse posizioni diverse da quelle di Tosi? Non mi risulta.
              Mi correggo: i leghisti non hanno fette di salame davanti agli occhi. Hanno interi prosciutti.

              • Orso Mannaro says:

                Ma chi ti credi essere? Mi sa che il prosciutto è quello che costituisce buona parte della tua materia grigia. Non ti risulta che i Leghisti abbiano posizioni diverse da quelle dei camerati Tosi e Gentilini? Perchè del Mondo Lega non conosci una mazza evidentemente, e ti limiti a digitare cazzate su una tastiera e a berti che quello che leggi sui giornali degli sguatteri del sistema italia. Credi per caso che Maroni rappresenti la base leghista, intendo quella vera, i secessionisti? ma non ti rendio conto che i pochi voti che ha preso glieli abbiamo dati per disperazione? Per non lasciare la Lombardia a quei dementi dei progressisti italiani? Pensi che abbiamo bevuto le minchiate sulla macroregione?Prova a conoscere persone come Alberto Torazzi – che non a caso sta subendo un trattamento vergognoso da parte dei 2.0 che si sono presi la Lega o quel che ne rimane e rimarrà sperando di traghettare la base verso i lidi italiani – poi ne riparliamo.E poi continui a confondere i politici leghisti con i Leghisti, il Mondo Lega. Qua prima bisogna smetterla di sparare sentenze alla cazzo e poi si può iniziare seriamente a discutere di Secessione!
                Padania Libera.

    • AUVERNO says:

      Stai scherzando, vero? A parte che la Lega sta raggiungendo le percentuali dei “gruppetti minuscoli”, credo che questi ultimi preferiscano avere una popolarità pari a zero piuttosto che la popolarità della Lega (fondata su scandali, cadreghe, contraddizioni continue, sudditanza al PDL, progetti campati in aria). Quanto alla “coltivazione del proprio orticello”, quanto meno i “gruppetti minuscoli” coltivano un orticello politico, al contrario della Lega, il cui problema è garantire qualche cadrega a capoccia o capoccette.

    • Miki says:

      Vero che contano men che nulla. Ma unirsi alla Lega 0.2 e al suo progetto di macronazione-italia federale-prima il nord-varie-eventuali equivale a una bestemmia. Prima la Ln deve tornare ad essere la Lega (magari con un segretario meno patriota..) poi qualunque dialogo è possibile.

    • teodolinda says:

      Si tratta fra l’altro di gruppetti composti da invasati neonazi o da aspiranti cadregari trombati che cercano una rivalsa fondando partitini sedicenti duri e puri in attesa di farsi comprare per qualche cda.

  20. fabio ghidotti says:

    Se i “serenissimi”, invece di dirottare un traghetto e forzare il portone del campanile, avessero organizzato una maxisbandierata a sorpresa in pieno giorno sotto gli obiettivi di decine di fotografi giapponesi, avrebbero ottenenuto lo stesso risultato propagandistico senza rischiare la galera. Solo dei cerebrolesi come gli italiani hanno potuto prendere (o fingere di prendere) sul serio quell’episodio di goliardia “muscolosa”.
    Due parole in più su Modena, perchè c’ero. Davanti al carcere era schierata una fila della guardia nazionale padana. Dietro, una fila di poliziotti. Dietro, la cancellata del carcere. Nel cortile, le guardie carcerarie: poche rispetto alla polizia e alla GNP, ma in assetto antisommossa con i lacrimogeni innestati. C’era un’ aria che si tagliava a fette. Ma non ho mai immaginato che avesse senso e possibilità entrare e liberare i “serenissimi” (io stesso ho bloccato un vecchietto che stava cercando di infilare una bandiera padana nella cancellata, dicendogli di non fare sciocchezze). L’importante era essere lì (la più grande manifestazione leghista dopo Venezia), e l’impressione è stata data. Ma si era ben lontani da condizioni prerivoluzionarie, a Modena come nella Venezia e nel Milano citati nell’articolo.
    Cerchiamo di non perdere il senso della realtà. Questa testata sta diventando sempre più un rifugio di sognatori, più che di analisti e/o contestatori. Le masse pronte alla rivoluzione separatista esistono solo nella fantasia di qualcuno. Bossi lo aveva capito benissimo, per questo da un certo momento in poi ha smesso di minacciare secessioni fantasiose. La sua colpa non è quella di aver fatto il pompiere, ma quella di aver vissuto di rendita (non solo politica) su quelli che voi (adesso) chiamate i “militonti”.
    Sta diventando molto pericoloso e stupido insistere a dire che la situazione sarebbe così destabilizzata che basterebbe una spallata per trovare l’indipendenza. Colpi di testa potrebbero solo offrire il pretesto per la repressione, in un’italia che è ormai al secondo governo consecutivo di “unità nazionale”. Bisogna tornare al lavoro di ricostruzione storica e di contestazione delle “verità teologiche” del panitalianesimo, e cercare il consenso su questo, come si faceva una volta. E avere pazienza. O arrendersi.

    • gianluca says:

      è con questo avere pazienza, caro Ghidotti, che ce l’hanno messa in quel posto fino ad adesso… contento Lei

      • fabio ghidotti says:

        Marchi, la sua non è una risposta, a nessuna delle mie obiezioni.
        Vediamo se quest’ altro argomento la fa riflettere di più: se la secessione avviene domattina, quale classe dirigente padana (non solo “tecnica”) è in grado di prendere in mano la situazione?

        • gianluca says:

          quella che sarà, espressa dalla gente che la vota, non dovendosi preoccupare della colonizzazione da parte di altre aree del paese

          • fabio ghidotti says:

            la gente che vota CHI? Le pare che siamo in una situazione paragonabile a quella catalana o scozzese? Dove sono i personaggi politici conosciuti (e riconosciuti) come rappresentanti di una volontà popolare di autogoverno che non sia un semplice scatto di rabbia per la tassazione eccessiva?

            • Concordo con Fabio, con le teste calde non si va da nessuna parte, o meglio, conducono più facilmente nelle galere italiane.
              In 25 anni il nord è riuscito ad esprimere dei “dirigenti” come Giovanni Fava o Riberto Calderoli.
              Cerchiamo di usare il cervello e facciamo emergere persone con capacità e competenze che vogliono impegnarsi sulla DIFFICILE strada che porterà all’indipendenza di tutte le città.
              Il resto sono solo sogni.

      • Orso Mannaro says:

        ma infatti, PAZIENZA E OBBEDIENZA sono le marche più vendute di supposte tricolori

    • Marco Mercanzin says:

      Ma non dica baggianate ghidotti !!!
      Se anche solo il 10% di quelle 30.000 a Modena fossero state lasciate partire, i lacrimogeni Sa dove se li infilavano gli sbirri ?
      Ecco appunto …..
      Lasciamo perdere !!!!
      E finalmente il vero segnale ci sarebbe stato, superando Bossi , la lega, e tutti i collaborazionisti che da 20 anni sfruttano la nostra pecoraggine per tenerci soggiogati.
      Noi abbiamo le nostre colpe per aver ubbidito, ma loro ne hanno il doppio, perché’ venduti contro il proprio popolo.
      Noi almeno lo abbiamo fatto in buona fede.

      • gianluca says:

        plaudo

      • Grande Brave !!!! e se non lo sappiamo noi ….

        • Marco Mercanzin says:

          Ciao frate !!!!!
          Quanti morsi sulle mani per non prendere a calci qualche leghista, vero ??
          Il 90 % del tempo speso in lega era per lotte interne, il 10 % a pararsi il culo da espulsioni, e poi, eliminati i caregari ( Comencini) rieccoti altri parassiti rispuntare come i funghi, pronti a sostituire i primi.
          E noi gli abbiamo pure liberato il posto.
          Ripeto, coglioni al l’ennesima potenza. !!!!

      • Miki says:

        E dopo? A parte ottenere l’intervento dei militari,quali straordinari risultati si sarebbero ottenuti? Sarebbe stata una riedizione in salsa verde del golpe Borghese.

    • Bonnie Blue Flag says:

      E solo dei cerebrolesi come i lombardi (e mi ci metto anch’io) hanno potuto prendere sul serio l’episodio di “goliardia muscolosa” dei trecentomila fucili. Un pò più di rispetto per i Serenissimi, fare la galera non è una goliardata.

    • AUVERNO says:

      A Modena, senza l’intervento di Bossi, la rete attorno al carcere sarebbe venuta giù e posso assicurare che il gruppetto di poliziotti antisommossa non sarebbero riusciti a bloccare la massa di manifestanti (valutazione empirica basata su svariate esperienze dirette al di fuori dagli stadi di mezza Padania).

      • Ettore Beggiato says:

        Confermo, a Modena io c’ero e portavo la grande bandiera con il Leone di San Marco…ricordo l’inferriata esterna del carcere che a un certo punto cominciò a ondeggiare paurosamente…poi intervenne Bossi e la cosa finì li…mai come quella sera ho avuto l’impressione che si fosse arrivati a una svolta, si trattava di dare un segnale forte allo stato…ma ancora una volta Bossi fece la funzione della pentola a pressione…e non fu l’unica…

        • Marco Mercanzin says:

          Mi scusi Beggiato, ma anche lei, da un’altra parte, ha contribuito ad attaccare la gnp, con il suo appoggio a Comencini, il quale ci denuncio’ a Papalia.

        • teodolinda says:

          Ok su bozzi, ma lei ad esempio, a parte sedere in consiglio regionale, quale atto rivoluzionario avrebbe fatto per l’indipendenza del cosiddetto Veneto?

    • teodolinda says:

      Si certo, gli sbandieratori veneti fotografati dai giapponesi avrebbero messo in ginocchio lo stato italiano. La verità è che nessuno dentro o fuori la Lega si è mai esposto, nessuno ha mai rischiato di scalfirsi un’unghia per l’indipendenza della Padania o di parti di essa. Questa è la verità storica. Le rivoluzioni del resto non si fanno al parlamento romano ma nemmeno in poltrona davanti a un computer. Belleriani ed ex belleriani, leghisti ed ex leghisti, autonomisti di un tipo o dell’altro: nessuno è assolto.

      • paolo says:

        Vero, ma per muoversi, occorre che ci sia il clima adatto. Se al 70 per cento dei padani non interessa nulla della secessione e sventola il tricolore, che senso ha rischiare? Devono crearsi le condizioni giuste, e soprattutto, bisogna esser coscienti di essere un popolo.

      • Ettore Beggiato says:

        Confermo, Teodolinda, nessun sbandieratore veneto avrebbe mai rischiato di scalfirsi un’unghia per l’indipendenza della Padania…

  21. Orso Mannaro says:

    Pier Luigi Pellegrin è un Vero Leghista, per l’anima più che per la tessera (oggi la tessera leghista non credo possa più rappresentare il vero spirito e modus vivendi leghista), un uomo libero e coraggioso, una persona perbene, un indipendentista padano e un bravo e serio professionista, insomma un grand’uomo, che proprio per le sue qualità e per il suo meritevole impegno professionale, ha più volte subito attacchi non solo da parte degli italiani, ma, incredibile e ripugnante a dirsi, da parte di esponenti politici del nostro stesso Movimento, i quali anzichè difenderlo si sono uniti all’attacco dei padroni italiani, proprio perchè dall’italia traggono soldi e potere. Il fatto è che se la Lega di Bossi ha avuto di certo molte responsabilità nella mancata rivoluzione contro gli oppressori italiani, la Lega 2.0 è la morte di ogni spirito indipendentista padano, è una vergognosa caricatura al sapor di tricolore di un Movimento che nacque rivoluzionario e con precisi ed espliciti scopi separatisti, un treno che è deragliato, per volontà dell’attuale macchinista, sui binari ipernazionalisti dei fascisti veronesi e dei democristiani della Marca, tanto per fare due esempi sostanziosi quanto ripugnanti.
    Marchi, sono d’accordo con lei su tutto quello che ha scritto, e insisto sul fatto che non ci si può definire rivoluzionari e sottoscrivere un articolo di statuto che ci impegna a creare uno stato SEPARATO da quello italiano senza sporcarsi le mani, senza sacrificarsi come hanno fatto i Serenissimi. L’occasione offerta dal sacrificio dei Serenissimi è stata incredibilmente sprecata, ma non è irripetibile : le occasioni le creano gli uomini, come dice giustamente lei. In Padania non mancano di certo gli uomini e le donne che hanno capito quale cancro mortale e violento parassita rappresenti l’italia. L’italia è debole, l’unità non esiste se non nell’associazione a delinquere ai danni della Padania. Quello che si sta perdendo tra la nostra gente, soprattutto per responsabilità della Lega MTV (Maroni-Tosi-Votino) detta anche 2.0 o Lega Italiana, è la visione del sogno di indipendenza della Padania, il cuore, i simboli, e la fede nelle propria immensa forza, economica e sociale.
    Sprofondi l’italia!
    Padania Libera

  22. pinguinetto says:

    la secessione indipendentista comincerà quando simbolicamente l’ennesimo aumento dell’iva dello stato spoliatore verrà versato direttamente nel naviglio come fece il tea party a boston che diede fuoco alla rivoluzione americana. Concordo che l’attuale corpo politico leghista non sarà in grado di farlo però un primo obiettivo lo deve ottenere trattenendo le tasse sul territorio come promesso. A fianco è prioritario rafforzare il movimento indipendentista (ne condivido il simbolo, anche se realisticamente i catalani si battono per la Catalogna e non contro la Spagna, una bella differenza di consensi) che promuova continuamente iniziative visibili e comprensibili (congressi, riunioni, fondazioni con molti quattrini, appoggi trasversali nei partiti). Le rivoluzioni nate male finiscono peggio, es. dei Serenissimi, vanno pianificate ed occorre incaricare qualcuno e precedentemente di “minare il ponte sul Po”. Se non è improvvisazione ed i tempi sono cambiati dal Risorgimento. Grazie Direttore per risvegliare le coscienze indipendentiste.

    • teodolinda says:

      Chiacchiere, è 20 anni che si dice che la rivoluzione secessionista partirà col prossimo aumento delle tasse. Ci hanno ridotto quasi ai livelli della Grecia e non solo non c’è nessun segno di ribellione, ma dalle piazze è scomparso un soggetto che bene o male rappresentava qualche tendenza ribelle: la Lega.

      • pinguinetto says:

        le piazze le ha prese il grillista, ma pur vincendo le elezioni il comico cialtrone ha avuto paura di raggiungere monte citorio in caravan alla testa dei dimostranti per scongiurare il cd “golpe”. Ai fianchi dei cinquepunte adesso lavorano costantemente i poteri forti e lì inizia lo sgretolamento progressivo della forza di un cambiamento.
        Gent. Teodolinda ma se nemmeno bastano i 130 miliardi che la Padania versa a roma annualmente, come argomento per convincere almeno la metà dei Padani, come è pensabile trasformare dei somari in rivoltosi!

  23. Diego Tagliabue says:

    Il movimento esiste già: http://www.prolombardia.eu/ca/

    • teodolinda says:

      Si, Giovanni Roversi, l’ex responsabile per la statale di Milano della comunità antagonista “padana”. Se tanto mi da tanto Tosi è più indipendentista.

      • Giacomo says:

        Giovanni Roversi è una persona seria e per bene. Lui con quel passato ha tagliato tutti i ponti.

      • Nicola says:

        Che ridere queste invettive su passati da 18enne, magari da chi fino a ieri pendeva dalle labbra di bossi o gli altri pagliacci del circolo padano. Si faccia un giro sul sito di prolombardia e vediamo se è più indipendentista quel fascio di tosi hahahaah Poveracci.

        • Miki says:

          Eh be! Il grande Roversi. Roma trema solo a sentirne il nome! (a proposito di pagliacciate…)

          • Nicola says:

            Invece con gli abbozzi e i maroni capo di tutti i prefetti si sono cagati sotto hahah Grandissimi.

            • Miki says:

              Coi Maroni non credo proprio:troppa contiguità con le sovrastrutture romane. Coi BoSSi,anzi con Umberto Bossi,chè i figli andrebbero mandati nella Ruhr a dare di piccone,e con le sue idee di amore universale (fuori dalle palle prefetture,magistrati e tutto quanto rappresenta l’invasione militare dell’occupante), soprattutto del ducato di maradonia, qualche fibrillazione la portava.
              Menomale che adesso c’è Maroni che prende i voti-ni in Ln…

  24. Sebastiano says:

    Egr Sig Gianluca Marchi

    Mi permetto di segnalare il movimento indipendentista di Pro Lombardia Indipendenza che da due anni ormai con frequenza pressoché settimanale si presenta nelle piazze lombarde proprio con quello slogan che dà il titolo al suo articolo
    Credo quindi che sia necessario dare più spazio a chi già da anni si attiva in questo senso piuttosto che scrivere che “forse” ce n’è bisogno
    Basta Italia, Basta Volerlo è lo slogan del movimento
    La prego di voler quindi tenere conto, basta volerlo

    Cordialmente , Terreni Sebastiano

    • gianluca says:

      Pro Lombardia Indipendenza so cosa è e a loro abbiamo sempre dato spazio, ma se dopo due anni ancora in troppi non lo conoscono ed è uscito poco dal contesto Bresciano evidentemente c’è qualcosa che deve essere cambiato

  25. Marco Mercanzin says:

    GRANDE MARCHI !!!!!!
    Ho vissuto come responsabile veneto della gnp la giornata di Modena, e anche la battaglia dei cobas, però a Vancimuglio.
    E da allora continuo a pensare che Bossi ha compiuto il suo compito di pompiere.
    Lo stesso vale per il congresso di Bassano del 98, in cui sta va per partire il cambiamento nella liga Veneta, ma anche li’ Bossi arrivò e fece eleggere Gobbo. In quel caso, come negli altri, fu colpa nostra, perché, invece di mandare a cagare Bossi e fare quello che era giusto, abbiamo abdicato alle sguaiate frasi fatte di sbirulictus.
    Non me lo perdonerò mai !!!!!!

    • gianluca says:

      E si, caro Mercanzin, proprio così: a Bassano c’ero anch’io e i veneti, sempre pronti a borbottare contro il Senatur, anche in quel caso si fecero imbonire.

      • Marco Mercanzin says:

        Bravo !
        E il coglione che le scrive, stava portando la mozione di riapertura delle urne, per vizi di forma, ma quando il Bossi la prese in mano criticandola e sputtanandola senza motivo, io, invece di sputargli negli occhi e rovesciare il palazzetto con le gnp, ho ascoltato i pavidi che mi tiravano per la giacca, e ho fatto dietrofront.
        Coglione. Coglione. Coglione. Coglioneeeee!!!!!!!

        • MIGOTTO SANDRO says:

          Condivido in toto questo articolo.
          Avendo esaurito tutte le possibili preghiere, avendo prospettato vari percorsi per addivenire all’indipendenza, a tutt’oggi siamo come dieci anni fa. Ne piu’ ne’ meno, ovvero il nulla, se non vaghe promesse in Veneto di Zaia, dettate da suoi interessi elettorali, nel resto del Nord meno che niente.Non ho voglia neanche di scrivere le motivazioni etc., si e’ tergiversato oltremodo….

          Non esiste una via che porta all’indipendenza legale e/o democratica. Cento, mille Serenissimi. Ecco l’unica soluzione.

          manca solo la miccia, ricordando ai lettori che la Rivoluzione Americana scoppio’ per un’ulteriore balzello di Re Giorgio III, la tassa sul The’.

          Da noi come si chiamera’ l’ulteriore tassa?

        • Fabrizio says:

          Brave !! Non hai sbagliato tu. Sai bene che in quel congresso si iniziò a votare al mattino, quando invece l’organizzazione aveva previsto il voto dal pomeriggio. Bossi era già stato fatto prigioniero con l’invenzione dell’autodeclassamento, ma i delegati presenti nel parterre, invece di schierarsi con la marea di militanti presenti sugli spalti, reggevano bordone a Bossi( in cambio di cosa ?) per evitare che il Veneto se ne andasse per la sua strada. Non vogliamo capipopolo disse Bossi dal palco, mentre i militonti delegati presenti nel parterre, invece di applaudire la propria gente, ha preferito fare da zerbino al capopopolo “foresto”.

  26. jOHNn says:

    Movimenti indipendentisti esistono già sia in Lombardia che in Veneto. Magari al posto di lanciare endorsement alla lega del bobo nazionale Maroni e mettere nascosti in “voci dal territorio” gli articoli su questi movimenti, sarebbe meglio fare altro.
    Saluti, Lombardia libera.

    • teodolinda says:

      Esistono gruppetti goliardici sotto forma di “movimenti indipendentisti” come li chiami tu. La loro esistenza è funzionale alla sopravvivenza della Lega come l’esistenza della Lega è funzionale alla sopravvivenza dell’Italia.

  27. Federico says:

    Tutto giusto. Ma il bravo Pellegrin però è di Pordenone… non è propriamente veneto… quasi 🙂

    E poi un movimento genuinamente e decisamente separatista – che qui da noi sta seguendo un percorso legale, pacifico e democratico di indipendenza – c’è già: e si chiama Indipendenza Veneta.

    • Giacomo says:

      È mezzo veneto e mezzo furlano, fifty fifty 🙂

    • luigi bandiera says:

      Federico,

      EA VERA TERA VENETHA’ NO XE SOEO EA TERA TALIBANA CIAMADA VENETO.

      Forse i pensava de fregarne mejo ciamando e tre rejon talibane TRIVENETO.

      Semo soeo un fia’ de indoe difarente, ma semo i stesi.

      Me vien da far un paragon doparando i cani.

      Vardemo i PASTORI TEDESKI (no turki): quanti mantei gai..??

      DIVERSI, MA EA INDOE XE SENPRE EA STESA..!

      PSM (Preghemo San Marko)

  28. Raffaele says:

    ma certo dalla lega cosa possiamo mai aspettarci?
    chiediamoci piuttosto perché mai la repubblica italiana non ha mai avuto paura veramente della lega?
    semplice sapeva che il movimento NON FACEVA SUL SERIO quindi lo ha inglobato nel sistema e svuotato dall’interno, portandolo dalle dichiarazioni di indipendenza del 1996 al cerchio magico a Belsito ai diamanti e a tutto lo schifo che abbiamo visto.
    I piccoli movimenti indipendentisti regionali tipo Indipendenza Veneta o Unione Padana, potrebbero avere un grande futuro.
    In questo ambito io sono pronto alla battaglia contro questo stato.

  29. Diego Tagliabue says:

    Qualcuno si ricorda pure di Georg Klotz (padre di Eva Klotz)?

    Fallitaglia lo chiama “terrorista”, ma i veri terroristi (soprattutto rossi) danno lezioni nelle università di Fallitaglia!

    Fallitaglia ingaggiò pure un SICARIO contro Georg Klotz (che riuscì a scampare) e Luis Amplatz (che venne assassinato).

    • Rodolfo Piva says:

      Bravo !!! Ha fatto bene a ricordare Georg Klotz un esempio concreto di cosa vuole dire amare la libertà della propria terra sino a mettere in gioco la vita. Solo i fascistelli italioti bolzanini o personaggi ignorantotti, per quanto attiene la storia, come la sig.a Biancofiore, seguace del cavaliere, continuano a definirlo terrorista.

    • teodolinda says:

      Tagliabue, poche chiacchiere: faccia un passo avanti e si candidi Lei a essere il Georg padano.

  30. Giacomo says:

    Almeno oggi il TRADITORE (tutte maiuscole) è fuori dai giochi.

    Una rivolta DEVE essere pacifica e nonviolenta ma deve anche essere FERMISSIMA. Disobbedienza civile, come la chiamavano Thoreau e Miglio.

    Mi piace molto come per una federazione di movimenti il simbolo BASTAITALIA con sotto la parola Indipendenza. È nuovo e compatibile con tutta la galassia dei movimentini preesistenti. E inoltre è attraente per moltissima gente nuova ed esterna al mondo padanista. E questo, perdonatemi, è MOLTO più importante.

  31. fabrizioC says:

    beh…la storia non si fa con i se e ma…ora vediamo di essere tutti capopolo.
    personalmente non credo nemmeno che ora ci saranno problemi…la situazione e’ cosi disperata che probabilmente non sarebbero solo 30000…

  32. Bortolo Manin says:

    Brao diretor, staolta te me si piaxesto.

  33. Longobardo Pavese says:

    Secessione!!…

  34. Lucia says:

    Insomma: tira, mòla e meséda, la culpa l ‘é semper del Bossi.

    Ma andate a farvi benedire.
    Se qualcuno vuole lo scontro lo faccia in proprio e non aspetti che qualcun altro faccia il GENERALE o CAPOTRIBU’ o CAPOPOPOLO perché di soliti questi poi se la cavano e chi paga sono gli ingenui che lo hanno seguito.
    Coraggio, Luigi Bandiera. Si metta in gioco e metta in gioco sua moglie e i suoi figli prima che quelli degli altri, Oppure si taccia.

    Bossi e la sua lega, anche allora piena di gente dubbiosa e fifona, a Venezia non strappò nessun tricolore anche se la famosa signora Lucia ci ha rotti i maroni per anni con la sua bandierina appesa davanti al palco. LO PIEGO’ rispettosamente e mai lo insultò, come invece fa chi se ne avvolge il corpo o lo usa sulle magliette o sulle scarpe o sui salami o sulla pasta.o sulle bare di uomini morti per interessi altrui mentre la “patria” è diventato il supermarket per la spesa di tutto il mondo!
    A Modena , direttore, io c’ero e non per fare la guerra ma per chiedere allo stato di ascoltare il disagio di gente che ancora pensava allo stato come ad una comunità civile. E lo Stato non ha dimostrato un accidente. Ero sul piazzale davanti al carcere e con orgoglio ho visto la guardia padana schierata proprio come dice quel ragazzo, con orgoglio ho pensato che da lì non sarebbe mai venuto nulla di male e di violento. E la guardia padana è finita indagata dalla magistratura e i suoi uomini tartassati. Gli intellettuali ,quelli che ora criticano Bossi per il suo pacifismo, dov’erano quando a Bossi e alla guardia padana veniva contestato il possesso delle armi che non c’erano.? Stavano nelle retrovie a “elaborare le teorie” in attesa del vincitore.
    Tutto il pacifismo di Bossi oggi è interpretato come vigliaccheria o incapacità o peggio desiderio di interesse personale.,poltronismo o tutte le balle che volete,
    Quel che è peggio è che l’attacco alla lega è avvenuto dall’interno, vigliaccamente usando lo stesso Bossi, fisicamente provato, come scudo.
    Che vergogna!
    Io non sono iscritta alla lega ma da anni voto lega perché aveva un progetto e non perché doveva fare la rivoluzione.
    Quella ora la lasciamo ai Luigi Bandiera del c… che comunque se ne stanno belli quieti e mandano avanti qualche ragazzo a farsi massacrare.

    Ora onestamente non comprendo la lega 2.0.Quella che lascia che venga infamato qualcuno solo perché gli torna comodo per prenderne il posto, quella che non difende il diritto ad avere una opinione in dissenso, quella che espelle i suoi militanti come un Grillo qualsiasi,quella che si permette di criticare un Ambrosoli che educatamente e senza nulla pretendere da nessuno e neanche dai suoi compagni di partito esce dall’aula per non commemorare un uomo che ,senza armi e usando la parole, quelle che di solito si dice sono come pietre, ha fatto del male a lui e alla sua famiglia. Onore a Umberto Ambrosoli.

    E sinceramente non comprendo neanche il senso del suo intervento in radio, che ho sentito. Cosa vuole dire? E’ un merito o un demerito, per lei, la posizione tenuta da Bossi nelle occasioni che lei cita? E’ una critica o un elogio?Purtroppo non si capisce bene.
    saluto

    • Roby says:

      Guardi che Bossi col tricolore disse che ci si puliva il culo, a meno che non sia un complotto ordito dai mezzi di informazione se ne può trovare notizia dappertutto.

      Lei nel 1998 pensava ancora allo stato italiano come una comunità civile? Non le erano bastati 130 e rotti anni di depredamento e schiavizzazione romana per arrivare a capire che lo stato italiano era ed è un’associazione a delinquere di stampo mafioso che sfrutta il nord per mantenere il potere tramite il voto di scambio al sud?

      Sugli interessi personali di certi leaders e sulla loro storia personale, provi a guardarsi comodamente su Youtube “Umberto Magno” di Leonardo Facco e forse cambierà idea. Ma se non volesse spendere un’oretta davanti al PC o leggere il libro, mi dica, a lei pare normale che il condottiero del popolo del nord abbia sposato una sicula, che abbia piazzato il figlio in lista alle elezioni per ius sanguinis, che abbia affidato le casse del partito a un calabrese e che abbia un successore con fidanzata campana?

      A tutta questa gente in Lega fa proprio schifo ciò che proviene dalla Padania?

      Per quanto riguarda il farsi avanti signora, casca al posto giusto: io sono uno di quelli che si è fatto avanti, peccato poi che quando si trattava di fare sul serio, i leghisti erano i primi ad essere impegnati quel giorno e le denunce e gli avvisi di garanzia arrivavano sempre agli stessi.

      A titolo di notizia, la informo che quando Fabio Padovan fece la caminada veneta facendosi il Veneto a piedi con una bandiera di San Marco, a fare 4 passi con lui a Mestre venne solo un tal Cappato, radicale: i lecchisti avevano tutti altro da fare. E sorvolo sul comemnto di Bossi sui Serenissimi che definì manovrati dai servizi segreti, il video vergognoso lo trova su Youtube anche lui.

      Purtroppo la Lega e Bossi sono i principali ostacoli all’autodeterminazine del nord, che lo si voglia o no.

      • Lucia says:

        ma non dica stupidate.Su Youtube può anche trovare il videa della dichiarazione di indipendenza.Se lo vada a vedere.
        Io ho sposato un calabrese.E allora?Meglio un calabrese che uno pseudo padano come lei.E’ per gente come lei che la lega viene poi definita razzista!Se queste sono le notizie che dovrei trovare sul libro di Leonardo Facco,glielo lascio volentieri.E potrei perfino capire perché da gente come lei Bossi ha preso le distanze.
        E credo che sarebbe bene che lo facesse anche Maroni.
        A titolo di notizia,che Bossi fosse molto dubbioso sulle reali intenzioni dei Serenissimi è notorio e non c’è bisogno di alcun video.Del resto ai Serenissimi è stato riservato quel trattamento spropositato proprio per dare un avviso alle idee secessionistiche della lega.E pensare che loro non erano affatto leghisti! .
        mi stia bene

        • Roby says:

          Le stupidate le dice lei, lecchista. Del resto ha sposato un calabrese, si capisce quanto possa tenere alla Padania.

          Pseudo padano come me? Mi conosce? Razzista? Oggi non volere tra i piedi chi ci ha portato mafia, camorra e ‘ndrangheta è razzismo? Lei non sa nemmeno cosa significa razzismo, infatti lo confonde con la xenofobia.

          Sul libro di Facco troverà quanto sono buoni e onesti i suoi capataz, se non lo sapessi l’Abbozzi diceva alla moglie che andava a lavorare in ospedale mentre manco era laureato. Questo è il suo capo.

        • Malnàtt says:

          Sciura Lùsia, la dichiarasion d’indipendensa al sciur Bossi l’ha faia in tal noucentnuantasèes, ma ho ho fai al Bizzaròn l’altar dì e gheva ‘ncamò scritt “benvegnu in Italia”. I’an lasà un cartell da cui vecc o suma ‘ncamò suta Roma?

      • Miki says:

        Perchè è reato sposare una sicula? Casomai è reato affidarle una cosa che si chiama Lega Nord. Anche perchè la sicula si è poi rivelata un’idiota capace solo di raccomandare i figli nella dirigenza Leghista,coi risultati che tutti sappiamo..

        • Roby says:

          Prova a domandarti se secondo te sarebbe stato anche solo lontanamente non possibile ma immaginabile che i leaders di Euskadi o del Sinn Fein si fossero sposati una castigliana o una inglese: ti rendi conto che gli avrebbero verosimilmente fatto la pelle in entrambi i casi? Non si tratta di razzismo, nessuno vuole eliminare fisicamente o fare del male a nessuno, si tratta di coerenza.

    • Mauro Cella says:

      Capisco molto bene il punto di vista, ma (visto che ero iscritto alla Lega in quegli anni e lo stato fino al 2003) ricordo anche il continuo parlare della “via gandhiana” da parte di Bossi, una via che col cammino del grande indipendentista indiano non ha avuto nulla in comune.

      Ad esempio Gandhi fece la marcia del sale, un piccolo gesto simbolico ma dal significato importantissimo. Bossi non ha mai neppure proposto quello che io ai tempi avevo chiamato “lo sciopero del Totocalcio”, ovvero sia invitare i Padani a disertare le ricevitorie o le tabaccherie per una settimana. Un gesto che comportava zero rischi (lo Stato non può obbligare la gente a comprare sigarette o biglietti della lotteria) ma dal forte significato simbolico.

      Di strade per l’indipendenza che non comportassero l’uso o la minaccia della violenza ce ne erano dozzine, ma nessuna è stata neppure esplorata.
      Se poi lo Stato avesse ancora voluto usare le manganellate su gente inerme (e non è detto che i poliziotti lo avrebbero fatto: ricordo che a Ciliverghe per fare sloggiare i COBAS del latte dovettero fare intervenire gli allievi, minacciandoli di rispedirli al distretto militare se si fossero opposti) si poteva chiamare in causa la comunità internazionale.
      Avrei voluto vedere l’imbarazzo di una UE che si stracciava le vesti per la democrazia in Birmania ma ospitava al suo interno un paese che usava la violenza su gente pacifica…

    • luigi bandiera says:

      LUCIA,

      oh kax, anche noi abbiamo l’annunziata..??

      Ecco, io vorrei tenermi sui termini il piu’ edukati possibili e ma di fronte a certe affermazioni mi skapperebbe non poche volgarita’. Anche qualche epiteto.

      Stabiliamo una regola valida da sempre: usiamo il NOSTRO NOME E COGNOME per COMUNICARCI. Per PARLARCI O SCRIVERCI..! Magari anche per insultarci. Ma quest’ultimo punto non lo approvo..!

      Il mio e’ Luigi Bandiera e sono di etnia venetha da quando nacquero i venethi.

      Il suo e’, e l’etnia..? Non l’ho letto.

      Tutto perche’ dalla tua o sua risposta ho capito che siamo saliti sul RING.

      Un pugno lo do io, un pugno lo dai tu. (Sul ring si danno del tu).

      Pero’ sanno con chi si confrontano. Sanno per fino il peso oltre che i dati di nascita.

      Quindi, siamo partiti col piede sbagliato tutti e due..?

      Io non credo: c’e’ il mio nome e cognome VERO su tutti i miei interventi.

      Poi ho talmente esternato le mie generalita’ e professioni che e’ scemo quello che ormai non sa tutto di me..! Capisco, puo’ essere arrivato or ora… ma prima di sparare kazzate meglio informarsi.

      Detto cio, SI METTA IN REGOLA con queste regole e poi ci SPARIAMO. Magari riusciamo anche a dialogare tra noi..! Altro ke si taccia.

      Ma visto che mi vuole taccere, zittire… tappare la bocca con le sue (omissis)… e, ma lo scrive anche la sua carta igienika nell’art.21 (e’ tutto un programma la sua karta igienika) che devo tacere.

      Ma si, le vorrei rammentare la mia lunga militanza… prima autonoma con un sindacato chiamato NOS (Nuova Oerganizzazione Sindacale) ; poi SAV e poi SINPA.
      Ma anche ferreo LIGHISTA a seguito, in primis, di Rocchetta/Marin… che inaugurarono la sede (sistemata da me e da altri volontari) del SAV appunto.
      Nei giornali di quel tempo ci sarebbe qualche foto e butta caso davanti la sede del SAV c’e’ la mia macchina targata PV…. (TEDESCA come marca mika talibana, avevo comperato un usato) che io avevo battezzato POPOLO VENETO..!! La prima targa chiamata Popolo Venetho..!

      Quando mi sento ancora dire BANDIERA VA AVANTI TU, da quelli che normalmente stanno INDIETRO, dietro agli ARMADI leghisti, divento TURKO, come kolore… (kax, ma ke kolore e’ il turko..?). A LEPANTO erano tutti ROSSI… e si sa perche’..!

      Beh. Il mio carattere e’, se e quando posso, di quelli che normalmente, sono educati e pacati. Ma a volte mi skapperebbe di mandare in mona un frakax di gente..!
      Perche’, oltre a essere IGNORANTI, sono anche STUPIDI.

      Vedi Lucia annunziatissima, io ho VINTO contro i POTENTI ma ho PERSO contro l’IGNORANZA.

      Devo essere l’uniko perche’ frasi simili non ne ho mai lette o sentite.

      Forse mi sono spiegato male ma spero mi comprenda. NON VOGLIO LITIGARE CON NESSUNO. MA NEMMENO ESSERE TACCIATO e di non fare e di essere il mona solo dietro la tastiera..!!

      ERO, SONO STATO, L’ULTIMO A INDOSSARE LA CAMICIA VERDE NEL MIO PAESE..!!

      Bossi lo chiamavo IL MOSE’ DEI PADANI..!!

      Ma come ho scritto: una cosa e’ GRIDARE per caricare il popolo, un’altra e’ il FARE..!!

      Non era ed e’ mika scemo lui… capiva, allora, che NON poteva accellerare piu’ di tanto..!

      Ma cara Lucia sempre piu’ annunziata, sa cosa vuol dire AGIRE PER DIVIDERE L’ITALIA DEI BALORDI..??

      Non ho scritto che fu vigliacco. FU SAGGIO nel capire che oltre un certo SEGNO DI CONFINE POLITICO non si POTEVA ANDARE..!!

      Varcato quel segno era un FINIMONDO..!! Soprattutto per lui..!

      E a proposito di vigliaccheria, termine scoperto da gente che non sa quello che dice, sto ka di termine lo si abbina a persone che hanno PAURA.
      Ebbene, NON e’ COSI..??

      Una persona ha PAURA PERCHE’ E’ UN UOMO (o donna).

      SOLO UN INCOSCIENTE, UNO CHE NON RAGIONA NON HA PAURA..!

      MA UN UOMO VERO HA, per sua natura, PAURA.
      Che non vuol dire VIGLIACCHERIA.

      Nel film UOMINI KOSTRO si komprende meglio il senso della vigliaccheria di un qualsiasi percorso in KST..!!

      Poi la KST TALIBANA e’ proprio stata RAPPRESENTATA dal governo precedente a quello attuale..!!
      DIO CE NE GUARDI..! MA ANCHE CI LIBERI..!!!!!!

      Cara Lucia, non fare l’annunziata per favore, prima di sparare informati perche’ quello che stai per ammazzare forse e’ un tuo amiko e non nemiko..!!

      Per questo scrivevo: dobbiamo indossare una divisa altrimenti finiamo nel mirino del FUOKO AMIKO..!!

      GRAZIE ALL’IGNORANZA..!!

      PSM

    • Miki says:

      Finalmente,tra tanti rivoluzionari dello stato libero di Bananas, qualcuna che ha fatto sua l’espressione rivoluzione Gandhiana. Altrimenti sembra di parlare al pub del paese dopo le h22: anche li di prenditori della Bastiglia se ne sentono parecchi.

  35. pippogigi says:

    Dopo la seconda guerra mondiale per evitare che la Val d’Aosta o il Sud Tirolo se ne andassero dall’Italia venne loro concesso lo Statuto Speciale, quindi bilinguismo (ma specie in Val d’Aosta è solo di facciata) e notevoli concessioni fiscali.
    Se le regioni del Nord riescono a far si di avere la possibilità di staccarsi si otterranno due risultati:
    1) lo Statuto speciale, ma il poter trattenere buona parte delle imposte come la Val d’Aosta implica il fallimento dell’Italia, Stato in cui praticamente metà della popolazione vive sulle spalle di un altra metà, e questa metà che mantiene gli altri è rappresentata dalle Regioni del Nord, non tutte (sembra una forzatura ma guardando i dati dei saldi di tasse pagate e ricevute si vede questo. Inoltre da tempo sottraendo dal totale della popolazione italiana i bambini, i pensionati, dipendenti statali e parastatali, i disoccupati la percentuale di popolazione attiva e lavorante è sotto al 50%)
    2) l’indipendenza oppure l’unione con altri Stati che nel caso della Svizzera e dell’Austria sono fiscalmente molto preferibili, così come dal punto di vista burocratico, civile, legislativo e governativo. Per le Regioni confinanti con la Francia, essendo uno Stato con tassazione elevata il vantaggio sarebbe quasi solo culturale, essendo uno Stato senz’altro più affine dal punto di vista storico e linguistico rispetto all’Italia.
    Come arrivare a questo benedetto referendum sull’Indipendenza? di certo non trattando con l’Italia, noi siamo la vacca da mungere, sarebbe come chiedere ad un parassita, ad una zecca, di staccarsi dal corpo da cui trae nutrimento. Rimangono gli altri Stati europei, all’Austria si può offrire il Sud Tirolo in cambio dell’appoggio, alla Svizzera il vantaggio di non avere più confinate uno Stato che permette l’ingresso a cani e porci, senza leggi sull’immigrazione clandestina, che poi sciamano senza controllo nel resto dell’Europa, al resto dell’Europa bisogna inventarsi qualcosa, è questione di vita o morte ormai.

    • Sandi Stark says:

      E tu pensi che degli Stati più o meno inseriti nelle alleanze internazionali vadano a trattare con dei secessionisti di altri Stati? L’unica strada tracciata per la libertà è quella di Gandhi. Basterebbe trovare qualcuno che sia disposto ad andare un po’ in galera per promuovere la disobbedienza civile.

      • gianluca says:

        io scommetto che qualcuno arriverà

        • teodolinda says:

          Siamo al messianesimo padano.

          • Sandi Stark says:

            Se solo la smettessero con l’Imperialismo padano che vuole padanizzare tutto il Nord, troverebbero più adepti. Ma sono limiti culturali italiani, usano le stesse tecniche della retorica nazionalista italiana, rovesciandola e cambiando gli ingredienti. Ma le camicie sono sempre camicie, che siano rosse, nere o verdi. Le ampolle sono sempre ampolle, che siano quelle di d’Annunzio o quelle di Bossi. Le espressioni volgari sono sempre voglari, che sia il ce l’ho duro, il me ne frego o il vaffanculo day. I fiumi sacri sono sempre sacri, che si tratti del Piave o del Po. E non si rendono conto che qualcuno potrebbe avere nel cuore il Tagliamento o l’Isonzo, o più semplicemente, avere le palle piene di questa stupida retorica ottocentesca, buona per dei trogloditi intellettuali.

  36. Roberto says:

    Non c’è molto da capire… il “capopopolo padano” non era un buffone, ma semplicemente al soldo di chi lui dichiarava nemico… solo a parole appunto… WSM!

  37. Franco says:

    E se cominciassero le aziende padane a non avere più sedi da roma in giù?

    • teodolinda says:

      Ma se le imprese padane pongono sempre più spesso la loro sede legale a roma. Ma dove vivete? Non capite che la Padania va a puttane per colpa dei padani e non di qualche complotto demoplutogiudaicoterronico?

  38. Vercingetorige says:

    Condivido quasi tutto, comunque bravo Marchi.
    Diciamo che non solo il barbaro e Umberto magno sono vicini al Sistema. Però bisogna essere onesti: quasi tutti i dirigenti della Lega di oggi non sono più spendibili per un nuovo movimento. Niente di personale ma anche Terra Insubre (almeno il suo capo) è “bruciata” perchè legata a doppio filo a Giorgetti e Maroni (ogni incarico/poltrona prevede una contropartita). Spiace che un tentativo associazionista, potenzialmente potentissimo, sia stato ridotto a una corrente di un partito “andato”. Opinione libera non finalizzata a sparlare ma solo ad un confronto sul tema.
    Marchi, le simpatie personali (a me il capo di Terra Insubre sta simpatico) non devono però confondersi con gli obbiettivi politici.

    • teodolinda says:

      Se c’è qualcuno che nell’indipendentismo non ha mai creduto dall’origine dei tempi, senza se e senza ma, sono proprio i camerati insubri.

      • Miki says:

        Aggiungerei che il barbaro non solo è vicino al sistema ma ci sguazza pure: almeno l’Umberto Uber Alles qualche capello bianco ai naZZionalisti lo procurava

  39. Roby says:

    Beh quanto affermato da Panto lascia sbigottiti se non altro perchè è ancor’oggi incomprensibile perchè si dovesse attendere la luce verde di qualcuno che a Roma c’era già andato a sbafare da un pezzo (nonostante il buon esordio con il “teniamci la cassa”) per fare la rivoluzione contro Roma…

    Qualche interrogativo viene anche su quel “noi Veneti eravamo pronti”: Noi Veneti chi? In Veneto sono 20 anni che si parla di indipendenza e dintorni ma puntualmente ogni formazione indipendentista non va oltre le chiacchere da osteria (e visti certi leaders rubizzi non c’è da meravigliarsi) e le percentuali da prefisso telefonico a ogni tornata elettorale.

    Cosa sarebbe successo è facile immaginarlo? Non proprio, in una regione dove il vecchio PCI controlla intere province e il 30% dell’elettorato e che pensa ancora che l’Italia sia salvifica io non mi lancerei in scommesse con soldi.

    Ceausescu cercò di evitare la caduta del regime proponendo aumenti salariali che la popolazione rifiutò in diretta durante il comizio, siamo sicuri che se l’Italia prima di mandare gli sbirri poponesse prebende ecc. non riuscirebbe a ribaltare la situazione a suo favore? Non ci scommetterei nemmeno stavolta, girano troppi triculori a Vittorio Veneto per far pensare a un crollo vicino.

    Che dire poi delle decine di migliaia di statali che campano in Veneto grazie all’Italia e alle sue voraci propaggini, dalle province, alla regioene, agli enti locali, municipalizzate ecc., quanti di loro sarebbero disposti a far la guerra a chi gli da da mangiare?

    Un sistema ci sarebbe e sarebbe incruento (forse) ed è quello già citato di tenersi la cassa, ma fallo capire all’imprenditoria del nord, veneta o quant’altro che bisogna unirsi e versare le tasse ai sindaci o a chi per loro e che poi si contratterà con Roma quanto darle e quanto tenersi? Se in trentamila vanno davanti a un carcere e scoppia un rebelott, dopo i primi morti vedi che scappano tutti e lo stato mafioso ha 150 anni di esperienza su come girare la frittata e far apparire i martiri e i poveracci come biechi criminali: se però 30.000 aziende non pagano più le tasse, diventa dura per lo stato colpirle tutte. E, in ultima analisi, lo sbirro va a menare il bastone se riceve lo stipendio, se il 27 non riscuote, il 28 entra in sciopero…

    Ma è ovvio che sono solo punti di vista…

  40. sante says:

    alla fine G.L.Marchi denuncia kiaramente
    ke il padano allevatore di avannotti, oltre ke cagasotto, fu pure un pavido mentecatto.
    ed il barbaro sognante fu sempre sodale del mentecatto reggente.
    SerenissimiSaluti

  41. luigi bandiera says:

    GLM,

    ESATTO.

    TUTTO IL TUO DISK e’ PERFETTO..!!

    Il Mose’ dei padani doveva essere il senatür, invece, ha dimostrato di essere un cuscino anti colpo per l’itaglia.

    Posso capirlo solo per il fatto che dopo tanti anni la folla (il cittadino sovrano) era inferocita e di difficile gestione.

    In quel caso penso che lui ebbe paura di assumerne il comando, la guida.

    Eh, a parole tutti sono bavi, anzi, bravissimi, ma a fatti…

    La paura fa quaranta dicono, o forse novanta..??

    Certamente i serenissimi dovevano essere liberati… bastava come diceva Archimede, adoperare la LEVA che era gia’ sul punto di appoggio.

    Da li’ in poi il “PALLONE” comincio’ a sgonfiarsi.

    Oggi, di leghista non e’ rimasto piu’ nulla nemmeno il VERDE.

    L’itaglia ce l’ha fatta e ce l’ha fatta da sotto il naso.

    Altri movimenti tentano la via “legale”.
    Ricordo che sognare non costa, ‘ ancora a gratis, ma per l’itaglia qualsiasi azione atta a togliere l’UNA e INDIVISIBILE (furbi furono i kattokomunisti padri kornuti della loro patria) sara’ un atto ILLEGALE e come una DICHIARAZIONE DI GUERRA..!

    Quindi..?

    Quale strada prendere..?

    Gia’, siamo ad un bivio… a destra lo scontro di DX; a sinistra lo scontro di SX.

    Insomma, per liberarci ci vuole lo scontro FRONTALE.

    Senza GENERALI o CAPITRIBU’ o CAPIPOPOLO, la massa rimane massa a se stante.

    Bisogna cominciare a MODELLARLA, come fa un qualsiasi scultore.

    A scalpellate o scarpate se serve…

    Ma attraversiamo un brutto periodo storico che e’ STRACOLMO DI DIRITTI UMANI che pero’ NON sono rispettati. Li usano solo per infierire su chi li cerca, li vuole.

    Amen

    • Roby says:

      Straquoto, visti i capipopolo, da quello con moglie sicula (dalla quale ha acquisito i modi di fare) e con i figli uno più intelligente dell’altro oltre che “lebanese-looking” a certi ubriaconi eternamente rubizzi che da 20 anni litigano anche con la moglie pur di darsi aria da guerriero, lasciamo la massa da sola, ma per tutelarla…

      • teodolinda says:

        Giusto per par condicio non dimentichiamoci di certi nani dai tratti palestinesi con concubina campana che hanno riempito di loro conterranei Bellerio.

        • Miki says:

          Ma sarà lui quello che ci porterà alla secessione! E poi tutto sto razzismo verso le self made woman campane lo trovo “agghiaccianteee”…

          • teodolinda says:

            Almeno la Rosy aveva qualche decennio di residenza in Padania e era som dalla notte dei tempi ma la portasilenzi con residenza a roma c’entra come i cavoli a merenda. Cosa ne dicono gli £identitari” puristi supergermannicci insubri?

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