Fornero: “La riforma del lavoro va applicata agli statali”

di REDAZIONE

La riforma del mercato del lavoro e’ un ”tassello importante” per agganciare la ripresa, si e’ all’opera per ”scrivere le deleghe che ancora mancano” e ora va estesa anche al pubblico impiego. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, torna a parlare della sua riforma ma finalmente con ”un certo sollievo”, sottolinea, dopo ”una serie di attacchi, di critiche del tutto superficiali” di cui e’ stata oggetto. Lo fa aprendo il suo intervento alla conferenza internazionale sulle riforme strutturali in Italia organizzata con l’Ocse, il cui apprezzamento per il percorso ”compiuto” dal governo e’ esplicito.

Mentre il premier Mario Monti chiede alle parti sociali, sindacati e imprese, di avere ”coraggio” e di guardare in particolare alla questione della competitivita’ che deve essere ”il tema al centro dei rinnovi contrattuali”. Di produttivita’ parla anche Fornero, a proposito dell’attuazione della riforma del lavoro. Perche’ ”una delega su cui stiamo lavorando riguarda (la seconda e’ sulle politiche attive con le regioni) la partecipazione dei lavoratori” alla gestione dell’impresa, sul modello tedesco, che ”e’ uno dei tasselli per il tavolo sulla produttività”, afferma il ministro. Un capitolo, quest’ultimo, che rappresenta ”una grande sfida” per l’Italia, aggiunge il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, anch’egli ospite della conferenza Ocse. Rispetto a quanto gia’ completato sulla riforma del lavoro, Fornero intanto sostiene che ”la normativa creata per il privato deve essere estesa anche al pubblico impiego tenendo conto delle sue specificità”.

Il ministro della Pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, risponde di condividere il percorso ma sottolinea che, appunto, vanno tenute in conto le ”specificità” degli ‘statali’. Oggi pomeriggio incontrera’ a Palazzo Vidoni i sindacati, convocati per affrontare ”le problematiche inerenti il pubblico impiego”. Sul tavolo ci sono anche gli esuberi. ”Assicurare la convergenza tra lavoro pubblico e privato nelle specificita’ del lavoro pubblico”, ripete Patroni Griffi (anch’egli alla conferenza con l’organizzazione parigina) rispondendo a Fornero: ”Condivido. E’ quello che cercheremo di fare cominciando dalla flessibilita’ in entrata. Su questo stiamo riflettendo, domani – dice – ne parlero’ con le organizzazioni sindacali”.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

2 Comments

  1. Andrea says:

    Ora, io ai pubblici voglio poco bene, ma l’applicazione dello schifo di “riforma” della piagnona non lo augurerei nemmeno a loro…

  2. Franco says:

    Così come è stato realizzato dalla sinistra , l’impiego pubblico è il cacro del paese.L’unica riforma da attuare deve prevedere, se effettivamente si pone al centro l’interesse dei cittadini, che ltutte e funzioni operative siano effettuate da aziende private lasciando ai funzionari pubblici, in numero fisiologicamente necessario, la responsabilità dei controlli.alle normative dei lavori stessi. Solo così può essere realizzata la dialettica interna per l’efficenza delle funzioni.IE’ difficile che gente come i “professori” che non hanno mai avuto la necessità di relazionare lo stipendio con la loro attività perché dipendenti pubblici o di istituzioni (a fine mese lo stipendio arrrivava senza preoccupazioni né incertezze) possano capire le esigenze di chi lavora duramente per arrivare a fine mese. E parlo degli artigiani e dei lavoratori delle PMI..

Leave a Comment